il regolamento

Fibra vera o fibra-rame? I possibili effetti dei bollini Agcom

Le nuove regole Agcom a tutela della ‘vera fibra’ possono essere una rivoluzione per il settore. Ecco cosa dovranno garantire gli operatori nei messaggi pubblicitari e nelle comunicazioni commerciali e contrattuali e le conseguenze sul mercato. Verso una maggiore differenziazione delle offerte

Pubblicato il 31 Lug 2018

Enrico Martini

ministero dello Sviluppo Economico

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Non tutta la fibra è vera e, per questo motivo, è importante rendere chiari e trasparenti le reali caratteristiche del servizio offerto dai diversi operatori telefonici. Vediamo cosa cambierà col nuovo Regolamento Agcom: i suoi effetti pratici

I propositi di accelerazione delle autorizzazioni BUL

La piena realizzazione degli obiettivi della Strategia italiana per la banda ultra larga, essenziale per lo sviluppo sociale ed economico del nostro Paese, passa attraverso la realizzazione di un’infrastruttura di rete efficiente, accessibile e sicura.

Nella sua audizione alla Commissione trasporti della Camera dei Deputati del 26 luglio il Ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha evidenziato che gli attuali forti ritardi nella infrastrutturazione delle aree sono stati determinati da processi rallentati di rilascio delle autorizzazioni che riguardano molteplici istituzioni ed enti (Comuni, Province, Regioni, Sovrintendenze, e attori quali Anas e Ferrovie dello Stato). Il Governo si propone di accelerare il più possibile tali processi di autorizzazione favorendo il dialogo tra i diversi livelli istituzionali coinvolti ed assicurando forme più incisive di controllo dello stato di avanzamento delle opere realizzate. Un’ulteriore attività fondamentale per la realizzazione della Strategia Nazionale riguarda la definizione della seconda parte del Piano Nazionale Banda Ultra larga con l’intervento nelle aree grigie impegnando quindi i fondi previsti dal CIPE, dopo il necessario dialogo con la Commissione europea.

Come riconoscere la vera fibra, il regolamento Agcom

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha approvato il 13 luglio scorso il provvedimento che definisce le modalità con cui le imprese dovranno d’ora in avanti comunicare le caratteristiche delle diverse tipologie di infrastruttura fisica utilizzate per l’erogazione dei servizi di connettività.

Dopo le recenti condanne per pratica commerciale scorretta comminate dall’Antitrust, finalmente si dà attuazione al decreto legge n. 148 del 16 ottobre 2017. Con questo nuovo regolamento, l’Italia segue la Francia a distanza di due anni.

Il regolamento Agcom ha introdotto le nuove regole di tutela della ‘vera fibra’ in tecnologia FTTH (Fiber to the home) e FTTB (Fiber to the building), che d’ora in poi vieteranno pubblicità ingannevoli e impediranno così di ‘spacciare’ nei messaggi pubblicitari per ‘vera fibra’, ultra fibra’ e ‘fibra ultraveloce’ le connessioni miste fibra-rame FTTC (Fiber to the cabinet) o miste fibra-wireless (FWA).

Gli operatori che forniscono questi servizi tramite connessione fissa dovranno garantire, sia nei messaggi pubblicitari sia nelle comunicazioni commerciali e contrattuali, piena trasparenza nella presentazione delle infrastrutture fisiche sulle quali sono forniti i servizi. In particolare, gli operatori potranno usare il termine “fibra” solo se l’infrastruttura sottostante sia costituita esclusivamente da una rete di accesso in fibra, almeno nei collegamenti orizzontali fino all’edificio (FTTB) o fino all’unità immobiliare dell’utente (FTTH).

Nei casi in cui la fibra invece arrivi soltanto fino a nodi intermedi, come l’armadio di strada (FTTC) o la stazione radio base (FWA), gli operatori non potranno usare la denominazione “fibra” se non affiancata alla dicitura “su rete mista rame” o “su rete mista radio”. Nei casi in cui l’infrastruttura sottostante non preveda l’utilizzo di fibra o comunque non abiliti la fruizione di servizi a banda ultra larga non potranno in alcun caso utilizzare il termine” fibra”.

Nei canali commerciali mirati, gli operatori dovranno fornire al cliente una descrizione più approfondita che aggiunga alla descrizione della specifica architettura di rete anche il tipo di tecnologia impiegata, prevedendo inoltre la possibilità per gli utenti di verificare la velocità di navigazione e la latenza del servizio offerto in upload e download.

I bollini per riconoscere la vera fibra

Relativamente ai messaggi pubblicitari e alle comunicazioni commerciali al pubblico, gli operatori dovranno integrare le comunicazioni con specifici simboli volti a segnalare, in maniera semplificata, il tipo di infrastruttura utilizzato. Con il colore verde e la denominazione “F” sottotitolata “fibra” si dovranno indicare le infrastrutture con la fibra fino all’unità immobiliare o all’edificio, con il colore giallo e la denominazione “FR”, sottotitolata “fibra mista rame” o “fibra mista radio”, le altre architetture con fibra solo fino a nodi intermedi abilitanti connessioni a banda ultra larga, mentre dovrà essere utilizzato il colore rosso e le diciture “R”, sottotitolata “rame” o “radio”, per tutte le altre architetture che non prevedono fibra nella rete d’accesso e/o che comunque non abilitano l’utilizzo di servizi a banda ultra larga. L’utilizzo dei simboli è avviato, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2018.

Punti poco chiari e possibili effetti del regolamento

Dovremo sperimentare sul campo se il nuovo regolamento funzionerà, anche se rimangono alcuni punti poco chiari perché non tutte le connessioni appartenenti a una data categoria hanno le stesse prestazioni. Ad esempio, attualmente esistono numerose connessioni di tipo FTTC con caratteristiche prestazionali anche completamente differenti tra di loro.

Bisognerà quindi valutare gli effetti di questa iniziativa. Sicuramente alcuni provider saranno costretti a usare il termine “fibra” con maggiore cautela e quindi sarà chiaro chi vende che cosa. Dopodiché saranno autorizzati anche a giustificare politiche tariffarie diversificate. Oggi i prezzi degli abbonamenti FTTH sono molto più vantaggiosi rispetto alle altre tecnologie. I provider potrebbero domandare cifre molto diverse a seconda che si tratti di abbonamenti FTTC, FTTB e FTTH.

Gli abbonamenti che forniscono servizi di connettività di fascia alta sono molto concorrenziali in Italia rispetto agli altri mercati europei. ADSL e FTTC di fascia bassa invece si collocano fra i più cari, secondo le statistiche dell’UE.

Il nuovo regolamento AGCOM cambierà probabilmente il quadro corrente anche in modo molto significativo. Ci si attende una rivoluzione nel settore, soprattutto sotto il profilo marketing e commerciale. Chi deciderà di continuare a vendere servizi “fibra mista rame” nelle zone raggiunte da FTTH dovrà per forza rivedere al ribasso le tariffe o rischierà di pagarne le conseguenze in termini di clientela.

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