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il quadro

Finanziamenti europei per l’Agenda digitale, questi i principali fondi

E’ utile riassumere alcune interessanti informazioni fornite dall’Unione europea in relazione agli strumenti di finanziamento utilizzabili per l’Agenda digitale

23 Mar 2018

Paola Conio

Senior Partner, Studio Legale Leone


L’Unione Europea, nella programmazione 2014-2020, ha cercato di semplificare l’accesso alle opportunità offerte dai fondi per il digitale e di diffondere in modo più capillare le informazioni relative alle modalità di presentazione delle candidature, fornendo indicazioni che potessero aiutare chi vi si approcciasse per la prima volta.

Purtroppo le guide appositamente redatte dalla Commissione Europea non sono disponibili in tutte le lingue dell’Unione e potrebbero sfuggire a coloro che non abbiano una buona dimestichezza con l’inglese.

Potrebbe essere utile, quindi, riassumere alcune interessanti informazioni fornite dall’Unione europea in relazione agli strumenti di finanziamento utilizzabili, ripercorrendone sinteticamente i concetti chiave.

Per quanto concerne, in generale, le risorse finanziarie disponibili per tipologia di fondi e obiettivi, si rimanda alla tabella già pubblicata da agendadigitale.eu

 

Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR o ERDF)

Il FESR si concentra in particolare sulle seguenti aree tematiche:

  • Ricerca e innovazione
  • Agenda digitale
  • Supporto alle PMI
  • Economia a bassa emissione di carbonio

I beneficiari potenziali sono le amministrazioni pubbliche centrali e locali, le associazioni non governative e le fondazioni, le imprese e le PMI.

Le aree svantaggiate dal punto di vista geografico possono beneficiare di un trattamento più favorevole.

 

Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS o EFSI)

Nasce da un’iniziativa congiunta della Commissione Europea e dell’EIB Group (BEI – Banca Europea degli Investimenti e Fondo Europeo per gli Investimenti) ed è uno dei pilastri del Piano di Investimenti Europeo. Il fondo si focalizza su:

  • infrastrutture strategiche, incluse le tecnologie digitali, i trasporti e l’energia
  • istruzione, ricerca, sviluppo e innovazione
  • energie rinnovabili e ottimizzazione delle risorse
  • Supporto alle PMI

Il FEIS può supportare progetti in qualsiasi parte dell’Europa, inclusi quelli transnazionali e non ci sono quote per settori o aree geografiche. Rispetto ai progetti suscettibili di finanziamenti BEI, quelli sostenuti dal FEIS possono presentare margini di rischio più elevato.

I progetti vengono selezionati sulla base del merito specifico e devono passare attraverso un processo di due diligence per verificare se risultino finanziabili attraverso finanziamenti BEI e EFSI.

Per poter essere presi in considerazione, i progetti dovranno essere:

  • sostenibili dal punto di vista tecnico ed economico
  • coerenti con le politiche dell’Unione, inclusa crescita sostenibile e creazione di posti di lavoro
  • sufficientemente maturi per essere bancabili
  • valutati in modo commisurato al rischio assunto
  • riguardare almeno uno dei settori specificati all’art. 9 del Regolamento FEIS, tra i quali vi sono, ad esempio

a) ricerca, sviluppo e innovazione, in particolare mediante:

  1. progetti che siano in linea con Orizzonte 2020;
  2. infrastrutture per la ricerca;
  3. progetti e programmi di dimostrazione nonché diffusione di infrastrutture, tecnologie e processi connessi;
  4. sostegno al mondo accademico, inclusa la collaborazione con l’industria;
  5. trasferimento di conoscenze e tecnologie;

d) sostegno finanziario mediante il FEI e la BEI alle entità che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione, in particolare mediante:

  1. la messa a disposizione di capitale di esercizio e investimenti;
  2. la messa a disposizione di capitale di rischio, dalla fase costitutiva alle fasi di espansione, per PMI, start-up, piccole imprese a media capitalizzazione e imprese a media capitalizzazione, al fine di garantire la leadership tecnologica nei settori innovativi e sostenibili;

e) sviluppo e diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in particolare mediante:

  1. contenuti digitali;
  2. servizi digitali;
  3. infrastrutture di telecomunicazione ad alta velocità;
  4. reti a banda larga;

Se l’esito delle due diligence è positivo, i progetti vengono sottoposti alla procedura di approvazione. Mediante il FEIS potrebbero essere mobilitati circa 315 miliardi di euro di investimenti.

 

Cosme

Si tratta di un nuovo programma, gestito direttamente dalla Commissione Europea e disegnato specificamente per supportare le PMI. L’acronimo, difatti, sta per Competitività delle imprese e delle PMI (“Competitiveness of Enterprises and Small and Medium Enterprises). Lo scopo del nuovo programma è facilitare l’accesso delle PMI a risorse finanziarie (garanzie, prestiti e anche capitale di rischio) in ogni fase del ciclo di vita e quindi durante la creazione, l’espansione o il trasferimento. Gli strumenti finanziari sono veicolati per il tramite degli intermediari finanziari della specifica area geografica considerata. Per verificare quali sono quelli di specifico interesse si può consultare la maschera di ricerca alla url.

 

Horizon 2020

È il nuovo programma quadro di finanziamento dedicato alla ricerca e all’innovazione che ha unificato i tre precedenti programmi (7PQ, CIP e EIT). Per il periodo 2014-2020, il budget dedicato arriva a 80 miliardi di euro e ulteriori 200 milioni di euro sono stati approvati ad aprile 2017 dal Parlamento Europeo.

Anche in questo programma un’attenzione particolare è riservata alle PMI. I fondi vengono gestiti dalla Commissione Europea o dalle agenzie esecutive e vengono assegnati mediante procedure trasparenti, con invito a presentare proposte, le quali vengono valutate da una commissione di esperti. In generale i progetti sono cofinanziati dall’Unione Europea, quindi anche i beneficiari devono investire la loro parte di capitale, ma vi sono alcuni ambiti, come ad esempio la ricerca e sviluppo o i progetti promossi da enti no-profit, nei quali il contributo può arrivare anche al 100%.

LEGGI quadro generale sui fondi per il digitale 

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