I casi

Fioriscono le reti internet delle cose “Low power wide area”: il quadro

In tutta Europa le tecnologie LPWA hanno ormai assunto un ruolo dirompente, in particolare nell’ambito dell’IoT, e porteranno inevitabilmente a dover ripensare i quadri regolatori che ne determinano il funzionamento. In Italia NetTrotter fornirà ai clienti italiani servizi di connessione e lavorerà a stretto contatto con SigFox così come con l’ecosistema di sviluppatori IT e i produttori di dispositivi con l’obiettivo di integrare il protocollo SigFox all’interno di una vasta gamma di applicazioni

24 Feb 2016
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Lo sviluppo esponenziale di soluzioni IoE sta aprendo un nuovo scenario di mercato molto significativo in tutta Europa, dove stanno nascendo nuove alleanze strategiche e nuovi player infrastrutturali di riferimento che diventeranno quindi sia operatori di rete che gestori di servizi IoE. Il tema è lo sviluppo delle reti a bassa potenza ed ampio raggio, note sotto l’acronimo di Low Power Wide Area (LPWA), che vengono utilizzate per connettere gli oggetti e sono caratterizzate da basse velocità, scambio di poche decine o centinaia di bit, durata delle batterie anche maggiori di 10 anni (i dispositivi rimangono inattivi ed in stand by senza trasmettere per periodi anche lunghi). Stanno prendendo principalmente piede due soluzioni concorrenti: la tecnologia LoRa wireless (Long Range) WAN, nata dal contributo di aziende unitesi in un’alleanza con l’obiettivo di redigere le specifiche Long Range wireless per applicazioni IoT nelle bande 868 MHz e 915 MHz (larghezza di banda minore di 500KHz); i servizi erogati da SIGFOX con tecnologia proprietaria, caratterizzata da un bit rate minore di 100bps nella banda 900 MHz (larghezza di banda 100 Hz).

Ma vediamo cosa accade in Europa.

In Olanda la Società AEREA ha quasi abbandonato il focus sull’offerta di servizi WiMax puntando invece ai servizi IoT nei settori smart metering, rete di sensori, petrolchimico con l’ambizione di diventare l’operatore M2M leader in Olanda entro il 2016. Un efficiente ecosistema di partner, molti dei quali crowdfunded, certifica una molteplicità di sensori nei più vari settori dell’economia: healthcare, agricoltura, smart cities e molti altri.

La partnership con SigFox è alla base della strategia di due divisioni di ARQIVA la società britannica media ed infrastrutturale. Si tratta della divisione smart metering focalizzata anche su soluzioni smart grid e smart water network su tutto il territorio della Gran Bretagna e della divisione IoT che coglie appieno la riflessione della nostra nota introduttiva focalizzandosi sulla realizzazione di Smart Urban Infrastructures che abilitano e contribuiscono al progresso civile e soprattutto al miglioramento della qualità della vita urbana nella più ampia prospettiva delle Smart City come ad esempio: verifica del riempimento dei cassonetti dei rifiuti, monitoraggio degli spazi verdi pubblici, monitoraggio del traffico e parcheggi ecc…

Anche Narrownet in Portogallo ha siglato un accordo di esclusiva per l’utilizzo di SigFox. La proposizione è molto simile a quella di AEREA e a quella della divisione IoT di ARQIVA ma giova sottolineare la netta distinzione fatta tra soluzioni M2M e IoT riprendendo anche il concetto secondo cui M2M (la vecchia domotica del 1999 o antecedente) è classificabile come un sottoinsieme del concetto di IoT. Anche per la società portoghese è importante la cura dell’ecosistema di partner che certificano i loro sensori e le loro soluzioni nell’ambiente di riferimento.

Il colosso dell’energia francese, ENGIE (ex GDF Suez), ha lanciato in Belgio la nuova compagnia Engie M2M basandosi sulla partnership con SigFox e puntando (come priorità) su soluzioni rivolte al settore energetico e smart metering. ENGIE in Belgio è percepita come operatore nel settore del gas, dell’elettricità e delle acque; ma adesso è vista anche come operatore di telecomunicazioni. Analogamente Cofely Services (sempre gruppo Engie) utilizzerà SigFox per soluzioni Intelligent Building e Smart Metering in Francia. La partnership non è solo tecnologica ma anche finanziaria poiché ENGIE ha partecipato attivamente alla raccolta di fondi SigFox per €100 milioni.

Nel suo impegno per lo sviluppo di soluzioni “smart”, Cellnex Telecom realizza una rete cellulare di dati destinata specificatamente all’Internet delle Cose, che consente la connessione di oggetti alimentati con batteria a lunga durata e, di conseguenza a basso consumo energetico, a lungo raggio e a basso costo. Per lo sviluppo di questa rete innovativa, Cellnex Telecom ha selezionato la tecnologia LPWA (Low Power Wide Area) fornita da SIGFOX; la rete realizzata da Cellnex Telecom copre tutto il territorio spagnolo (comprese le isole Baleari e le Canarie) e dispone di oltre 1300 siti attivi, che ne fanno la più grande rete destinata all’Internet delle Cose in Europa.

Il primo operatore francese a procedere con il roll-out di un rete basata sulla tecnologia per la comunicazione fra oggetti è Bouygues che al CES 2015 ha annunciato la positiva conclusione di una lunga sperimentazione condotta nell’area di Grenoble e basata sull’adozione della tecnologia LoRa ed il coinvolgimento di un nutrito ecosistema di partner. I risultati consentono a Bouyges di lanciare un servizio di IoT Network Infrastructure in collaborazione con Semtech che ha acquisito Cycleo presso i cui laboratori LoRa ha visto la luce. Il servizio verrà lanciato su tutto il territorio nazionale francese con l’ambizione di serivire 15.000 siti e 500 città entro il 2016.

Sempre in Francia nel mese di Ottobre, la startup Actility lancia ThingPark una piattaforma abilitante IoT e M2M basati su LoRa e sigla un accordo con Swisscom. Da segnalare che Actility ha recentemente ricevuto un investimento di €25 milioni da parte di Ginko Ventures, un consorzio formato da Orange, KPN, Swisscom e Foxconn. Ciò dimostra la fiducia degli investitori nel settore. Anche IBM ha deciso di siglare una partnership con Semtech e adottare LoRa per lo sviluppo della proposizione LRSC Long Range Signalling and Control, il middleware open source che fa da collante e consente agli utenti di collegare, gestire e scalare milioni di dispositivi.

Inoltre IBM adersice alla LoRa Alliance che ha lo scopo di unire hardware e software basati sullo standard LoRaWAN per gli operatori delle telecomunicazioni e gli operatori di rete consentendo loro di offrire servizi IoT ad aziende e consumatori. “Dai sensori alle macchine, ai monitor fino ai computer indossabili, collegare miliardi di dispositivi a breve potrebbe essere tanto semplice quanto inviare un SMS al provider di telefonia locale.”

L’operatore rumeno Flashnet ha adottato LoRa per la realizzazione di soluzione di Smart Lighting (InteliLight). La soluzione si integra ad altre implementazioni di comunicazioni Mesh RF e sarà l’acceleratore di ulteriori soluzioni Smart City. Da segnalare oltre alla funzioni fondamentali smartlighting (accensione / regolazione / spegnimento), anche l’integrazione con algoritmi di big data adaptive & predictive analysis che porta a circa l’80% il risparmio nei costi energetici e al 42% i risparmi dei costi di manutenzione per un installato di 80.000 lampade in 10 città.

Proximus è il primo operatore di telecomunicazioni in Belgio che sta per iniziare la distribuzione di una rete wireless basata su LoRa. La rete LoRa completa l’offerta Proximus ‘Machine-to-Machine sulla sua rete fissa e mobile. Nel 2016 Proximus lancerà la rete in tutto il Belgio e in Lussemburgo. Secondo Proximus, le possibilità della tecnologia LoRa sono molteplici: stanno già testando applicazioni molto specifiche. Ad esempio: ottimizzazione dei servizi pulizia e manutenzione per i palazzi uffici campus universitari, porti, aeroporti o anche un’intera città con dispositivi intelligenti atti a identificare i flussi di traffico. Proximus punta anche al monitoraggio del consumo di energia o di acqua, a soluzioni sanitarie di monitoraggio di pazienti a distanza in tutto il Belgio e in Lussemburgo.

E in Italia? È di pochi mesi fa la notizia che Ei Towers (40% Mediaset) sta puntando alla nuova realtà dell’Internet delle cose siglando una nuova partnership con Sigfox e NetTrotter (controllata da Ei Towers) che vuole realizzare il network Sigfox IoT in Italia.

NetTrotter , fornirà ai clienti italiani servizi di connessione e lavorerà a stretto contatto con SigFox così come con l’ecosistema di sviluppatori IT e i produttori di dispositivi con l’obiettivo di integrare il protocollo SigFox all’interno di una vasta gamma di applicazioni.

È importante segnalare come Cellnex (Tower+Galata) o Inwit o RaiWay hanno tutte le potenzialità per diventare “operatori IoT” basandosi sull’esperienza diretta di alcuni (Cellnex) o importando dalle esperienze maturate in Francia, Spagna (ovviamente USA).

Dunque, in tutta Europa le tecnologie LPWA hanno ormai assunto un ruolo dirompente, in particolare nell’ambito dell’IoT, e porteranno inevitabilmente a dover ripensare i quadri regolatori che ne determinano il funzionamento. Il discorso dunque si sposta logicamente su un tema dibattuto fin da principio, ovvero quello che riguarda le frequenze licenziate e non. Se, da una parte, gli operatori di TLC possono avere una propensione più o meno accentuata verso le frequenze licenziate, dall’altra parte vi sono invece gli altri player che prediligono sicuramente le frequenze non licenziate.

La riflessione dunque verte sulla necessità di dover trovare un equilibrio regolatorio che possa permettere di procedere ai diretti interessati in piena libertà. Concretamente si potrebbe pensare un quadro che preveda la suddivisione dei servizi offerti tramite sistemi di comunicazione IoT-M2M sulla base di due o più classi prioritarie. I servizi primari, ad esempio quelli legati alla sanità, avranno la necessità di comunicare tramite frequenze licenziate al fine di garantire continuità operativa e qualitativa del servizio. D’altra parte i servizi secondari, ad esempio quelli legati alla verifica del riempimento dei cassonetti dei rifiuti, potranno essere trasmessi tramite frequenze non licenziate considerando la mancanza del carattere emergenziale del servizio.

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