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Direttore responsabile Alessandro Longo

ICT

Il Cloud cresce, ma serve anche la spinta della PA. Ecco come si può fare

di Fabrizio Pascale, Technology, Media & Telecommunication Leader EY

14 Mar 2017

14 marzo 2017

I venti di ripresa che si colgono nel mercato ICT si traducono nell’aspettativa di una crescita a fine 2016 in alcune delle aree chiave del mercato quali i “managed services” e il Cloud Computing, con ricadute positive anche su altre tipologie di servizi, come ad esempio la connettività a banda ultra larga, in particolare di rete fissa.

Queste tendenze, oltre che nei risultati degli operatori, trovano conferma anche nelle analisi realizzate da EYFBA sulla domanda ICT delle aziende italiane, nell’ambito dell’Osservatorio Ultra Broadband, dalle quali emerge sia una crescente conoscenza delle piattaforme Cloud, sia una loro maggiore diffusione tra le imprese italiane. E ciò sta avvenendo, pur con intensità diversa, trasversalmente rispetto alle diverse tipologie di aziende, dalle più piccole a quelle di maggiori dimensioni.

 

Utilizzo del Cloud Computing nelle imprese SoHo e SME – Fonte: EYFBA, Osservatorio Ultra Broadband, ottobre 2016

 

Questa trasversalità non significa ovviamente un’uniformità di approccio al Cloud tra le varie aziende. Nelle aziende di maggiori dimensioni, infatti, che già da tempo si sono avvicinate a queste piattaforme digitali e spesso hanno una propria attività interna di sviluppo software, il Cloud sta uscendo dall’area di test ed entrando nei processi di produzione associati al business aziendale, e riguarda sia l’ambito infrastrutturale (IaaS) che di sviluppo (PaaS) e applicativo (SaaS).

I principali servizi di Cloud Computing utilizzati nelle imprese SoHo – Fonte: EYFBA, Osservatorio Ultra Broadband, ottobre 2016

 

Nelle aziende più piccole, invece, che si sono avvicinate più di recente al Cloud, l’uso di queste piattaforme si focalizza maggiormente soltanto su alcuni servizi, variabili da caso a caso dalla messaggistica, al software di Office Automation, ai server virtuali ecc.

 

I principali servizi di Cloud Computing utilizzati nelle imprese SME – Fonte: EYFBA, Osservatorio Ultra Broadband, ottobre 2016

 

L’ampiezza della gamma dei servizi Cloud che viene offerta alle aziende italiane rappresenta un ulteriore segno della maturità che queste soluzioni stanno raggiungendo anche nel nostro Paese. Il Cloud non è più infatti incluso nell’ambito infrastrutturale (server virtuali, storage ecc.) o nell’ambito delle applicazioni aziendali maggiormente diffuse (dall’ERP al CRM ecc.), ma rappresenta ormai un’alternativa sempre più diffusa alle offerte “on site” per un ventaglio crescente di sistemi/soluzioni ICT, dai centrali virtuali, all’Unified Communication and Collaboration (UCC), alla sicurezza, al WiFi, al Disaster Recovery e in prospettiva all’IoT.

L’ampiezza dell’offerta sul mercato di piattaforme Cloud trova riscontro nella diffusione di tali soluzioni all’interno dei portafogli di servizi degli operatori ICT, non solo dei vendor IT (nativamente più vicini a queste soluzioni in quanto detentori delle tecnologie da cui il Cloud si è sviluppato), ma anche di OTT, ISP, nuovi operatori Cloud Service Provider e Telco. Tutti questi player stanno puntando sullo sviluppo del Cloud, in alcuni casi anche promuovendolo in maniera aggressiva, come avviene ad esempio nell’ambito della fascia medio-bassa del mercato IaaS dei server virtualizzati, o per le licenze di Office Automation ecc.

All’interno di questo quadro in espansione, un ruolo importante può essere giocato dalla pubblica amministrazione. Innanzitutto per la spinta che deriva dalle gare Consip -secondo gli indirizzi definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale- dedicate allo sviluppo del Cloud nelle amministrazioni pubbliche, i cui primi due lotti (relativi a Cloud Computing e sicurezza IT) sono stati aggiudicati alla fine di maggio di quest’anno.

A ciò si somma l’impulso derivante sia dallo sviluppo di Industria 4.0 (all’interno della quale una parte importante delle soluzioni ICT è Cloud based), sia dalla spinta al processo di ammodernamento del parco IT e delle applicazioni utilizzate dalle PMI italiane, in molti casi ancora lontane dall’essere ottimizzate, attraverso le evoluzioni “imposte per legge” (“Innovation by Law”) che indirettamente impattano sull’utilizzo del Cloud. Non a caso, infatti, il ricorso a queste piattaforme innovative per l’adozione delle soluzioni di fatturazione elettronica e di archiviazione sostitutiva sono citate da 1/3 circa delle aziende che utilizzano servizi Cloud, in quanto risolvono efficacemente e a costi relativamente contenuti un obbligo di legge.

Una serie di spinte importanti per lo sviluppo innovativo dell’ICT, che non si devono interrompere.

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