KKR su Tim, M5S: "Il Governo vigili su piano industriale e livelli occupazionali" - Agenda Digitale

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KKR su Tim, M5S: “Il Governo vigili su piano industriale e livelli occupazionali”

Tim è cruciale per il futuro del Paese digitale. Il Governo vigili. Chiari dovranno essere sia il piano industriale, in caso di un cambio della guardia, sia il perimetro occupazionale. Il rischio, infatti, è si realizzi un’eccessiva parcellizzazione degli asset pregiudicando le enormi potenzialità del mercato digitale

3 giorni fa

Dopo la manifestazione di interesse del fondo americano Kkr su Tim si pone il tema, essenziale, della protezione di alcuni degli asset nazionali e che rappresentano una delle colonne portanti dello sviluppo, progresso e crescita tecnologiche per il Paese.

M5S, perché è strategico il settore e il valore di TIM per il Paese

Anche se la manifestazione di interesse è “non vincolante e indicativa” non possiamo non tenere conto di ciò che comporterebbe per il sistema economico soprattutto in considerazione del valore strategico rappresentato dal settore delle telecomunicazioni, sia in termini di telefonia (fissa e mobile) sia riguardo all’uso della rete. Come è comprensibile, si tratta di un settore che riveste un ruolo chiave, in particolare, per ciò che riguarda le Istituzioni della Repubblica e la Difesa.

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Tim, Capitanio (Lega): “Il Governo segua con attenzione: ne va del futuro del Paese”

L’interesse manifestato dal fondo americano diventa ancora più rilevante considerata la natura di Tim che, da ex monopolista, ha di fatto l’infrastruttura più importante e che consentirebbe di dotarsi di una rete e ripetitori di altissimo livello ed efficienza, oltre che estesa su tutto il territorio nazionale. Una risorsa che non possiamo mettere a rischio senza conoscere le esatte intenzioni dei potenziali acquirenti.

E’ innegabile, allo stato attuale, che Tim ha, e avrà, un ruolo chiave nel completamento della rete unica nazionale, una infrastruttura fondamentale e che potrà essere portata a termine anche grazie alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Una posizione determinante che potrebbe anche consentire a Tim di realizzare, in virtù della cordata che la vede protagonista insieme a Cdp Equity, Sogei e Leonardo, credibilmente anche il cloud della PA, su cui ha manifestato già il suo interesse.

Basti pensare che il Pnrr prevede per il rinnovamento digitale del Paese investimenti pari a quasi 50 miliardi di euro per la missione “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura”, 6.3 dei quali per lo sviluppo delle reti ultraveloci con particolare attenzione alla Strategia per la Banda ultralarga.

Il ruolo di CDP

Del resto l’importanza dell’asset strategico nazionale è dimostrata anche dalla presenza dello Stato, tramite CdP, che ne detiene quasi il 10% della proprietà e che, al tempo stesso, è azionista di maggioranza con il 60% in Open Fiber. Da molto tempo diciamo che la rete e tutte le componenti che le gravitano intorno devono essere protette da una forte presenza pubblica, da estrinsecarsi in un controllo maggioritario del capitale. In questo scenario sarebbe opportuno rafforzare le sinergie anche industriali tra le due società nelle quali il MEF detiene una partecipazione attraverso CdP al fine di non disperdere le risorse pubbliche a vantaggio di gruppi privati stranieri.

Una posizione che riveste un’importanza anche geopolitica considerato che Tim controlla anche i dati di 32 paesi attraverso la rete Sparkle, la maggior parte dei quali nel Mediterraneo.

Che cosa bisogna fare su TIM

E’ del tutto evidente, quindi, la delicatezza della posizione di Tim e del ruolo che ricopre sul mercato. Per questo, occorrerà vigilare attentamente che le manifestazioni di interesse, che provengono da soggetti stranieri, tengano in debito conto ogni aspetto della situazione.

Il Governo, in particolare, dovrà fare in modo che gli interessi nazionali vengano giustamente salvaguardati e con essi anche i livelli occupazionali. Gli addetti, infatti, superano le 40mila unità con ricadute economiche di non poco conto. E, grazie al Golden Power, l’esecutivo potrebbe fornire indicazioni e condizioni a tutela in caso di acquisizioni come quella prefigurata da Kkr.

Chiari dunque dovranno essere sia il piano industriale, in caso di un cambio della guardia, sia il perimetro occupazionale. Il rischio, infatti, è si realizzi un’eccessiva parcellizzazione degli asset pregiudicando le enormi potenzialità del mercato digitale.

La posizione del MoVimento 5 Stelle è sempre stata chiara: sicurezza e sviluppo sono le chiavi attraverso le quali compiere una piena ed efficiente digitalizzazione del Paese, connettere le aree grigie con il resto della rete.

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