editoriale

L’Italia digitale dopo Renzi: banda larga, industry 4.0, pubblica amministrazione

Che succederà: ecco gli scenari che si stanno formando in queste ore. Facciamo il quadro alla luce degli ultimi eventi e delle riflessioni che si stanno scambiando dietro le quinte i decisori tecnico-politici nelle diverse strutture istituzionali

09 Dic 2016
longo-160127000300

Piano banda ultra larga, industry 4.0, trasformazione digitale della pubblica amministrazione: che ne sarà di questi tre grandi dossier, dopo la caduta di Renzi? Proviamo qui a disegnare alcuni scenari, frutto di molti scambi di vedute che ho avuto negli ultimi giorni con diversi decisori tecnici (nel ministero dello Sviluppo economico e presso la Presidenza del Consiglio).

In sintesi, è certo l’ambito della pubblica amministrazione il più complicato e a rischio. Entrato com’è in uno stato di confusione massima sulla governance, proprio nel momento più delicato: quello dell’attuazione sul territorio. Quanto ai dossier banda ultra larga e industry 4.0 ci sono punti che richiedo attenzioni, ma l’impalcatura sembra più solida, primariamente perché c’è un numero ristretto di soggetti decisori coinvolti (la governance è più lineare).

Vediamo nel dettaglio.

PA digitale

Il quadro dei nodi aperti è lo stesso che avevamo già disegnato pochi giorni fa, con la differenza che le soluzioni ora sembrano più lontane e complesse. Ricordiamo (anche ponendoci sulle spalle dell’analisi fatta dall’Osservatorio Agenda Digitale del Polimi) che attuazione della trasformazione digitale della PA significa adesso tre livelli di azione. Primo: sviluppare progetti di livello nazionale (fare decollare davvero SPID, superare gli scogli dell’Anagrafe Unica, partire con la razionalizzazione dei datacenter, realizzare il modello Italia Login e delle API della PA). Secondo: accompagnare le PA locali nell’adesione ai progetti nazionali e allo sviluppo di servizi abilitati. Terzo: stimolare partnership con soggetti privati.

Per fare tutto questo servono due cose: una strategia che agisca sul territorio e con soggetti diversi (facendo leva su logiche win-win) e un forte commitment politico (utile da esercitare soprattutto quando la moral suasion non è sufficiente). Finora l’Agenzia per l’Italia Digitale ha lavorato con la prima di queste due cose in mano (e parzialmente, dato che la strategia non è ancora formalmente completa, mancando il piano triennale dell’IT pubblico). L’arrivo del commissario all’Agenda Digitale Diego Piacentini dava quello che l’Agenzia- essendo un organismo tecnico- non poteva avere intrinsecamente, ossia la seconda di queste due cose: un commitment politico forte.

Con la caduta di Renzi, questo filo si è spezzato e siamo tornati a un punto precedente. Possiamo contare su strutture tecniche (adesso due, al netto della funzione politica ormai incerta nella sostanza pur restando tutelata nella forma del decreto di nomina).

E la situazione resterà tale almeno fino alle prossime elezioni. Vediamo perché.

Piacentini non si dimetterà, a quanto risulta ad agendadigitale.eu. Dimettersi adesso non ha senso, nell’attesa di capire che tipo di commitment (ossia di garanzie di poter lavorare con efficacia) può ricevere dal prossimo governo.

Però qualunque governo arriverà adesso non potrà avere la forza trasformativa del precedente e di conseguenza non ne darà al commissario (anche ammesso che voglia darne). Piacentini, adesso, può solo sperare di ricevere sufficienti rassicurazioni dal prossimo Governo per poi sperare (di nuovo) che quello nato dalle future elezioni faccia lo stesso. Una doppia scommessa, insomma. Al contrario, per l’Agenzia cambia poco rispetto alla situazione in cui ha sempre operato. E quindi può continuare a operare come ha sempre fatto, con tecnica e tattica (più che una vera e profonda strategia nazionale condivisa, per la quale serve appunto un ponte forte con la politica).

Le condizioni di forte commitment che c’erano prima, insomma, si creerebbero solo quando il governo nato con le prossime elezioni sceglierà di impegnarsi con decisione sul digitale (qualunque sia il mezzo che sceglierà: di nuovo un commissario o un ministro dedicato).

In questo contesto storico mi sembra molto probabile che qualunque governo si impegni sul digitale almeno quanto ha fatto Renzi. Il problema principale è che passerà tempo (quanto ce ne ha messo Renzi stesso prima di accelerare con il commitment?), quindi anche i fattori saranno ottimali solo a 2017 inoltrato. Significa che avremo perso almeno sei mesi, rispetto alle condizioni di partenza.

Nel frattempo? Nel frattempo qualcosa può essere sempre fatto, dall’Agenzia e da (almeno per il momento) Piacentini. La strada (relativamente) più agevole al momento sembra quella di continuare a lavorare sulle PA locali, guidandole nell’adesione ai progetti nazionali e a sviluppare servizi. Il piano triennale è lo strumento principe per quest’opera, ma non arriverà prima di marzo (già era ufficialmente in ritardo prima della caduta di Renzi). Gli altri due tasselli centrali sono le regole attuative di due normative “cornice” molto importanti per disegnare il nuovo volto della PA: il Codice dell’Amministrazione Digitale e il Codice Appalti. Difficilmente arriveranno decreti a breve su quel fronte (data la situazione politica). Aspettiamoci invece regole tecniche, linee guida e circolari che in qualche modo possono indirizzare le amministrazioni. Una circolare dell’Agenzia potrebbe arrivare anche in questo interregno prima del piano triennale, per spiegare alle PA come spendere in innovazione evitando la tagliola prevista dalla scorsa legge di Stabilità (obbligo a dimezzare la spesa informatica non collegata al piano triennale).

Più complicata la partita dei grandi progetti nazionali, per cui servirebbe proprio quel forte commitment politico, che dal premier abbracci anche i ministeri (quello della Giustizia e dell’Interno finora sono andati avanti come isole e lo si è visto nei progetti dei diversi Processi Telematici e dell’Anagrafe Unica).

Il piano Scuola digitale potrebbe avere vita più facile, dato che si è mosso (con più luci che ombre) tutto intorno a un solo soggetto politico (il ministero). Anche qui però la stasi politica può rallentare l’attuazione, soprattutto nel campo della formazione.

L’asse pubblico-privato, tutto da costruire, in questa fase sembra un fantasma da afferrare per i capelli. I privati si possono coinvolgere con il mix di forte pressione politica (un po’ com’è stato per la nascita degli identity provider Spid senza un modello di business) e il coinvolgimento win-win (ossia facendo vedere ai privati un chiaro ritorno economico, per esempio con i servizi collegati alle API). Entrambi richiedono un forte impegno a livello centrale, in un senso o nell’altro.

Su tutto, si pone poi l’incognita della strategia cybersecurity, che adesso dovrà attendere ancora prima di dispiegarsi con efficacia. Anche qui, bisognerà sperare nella sensibilità del futuro governo dopo le elezioni.

Banda ultra larga e industry 4.0

Il piano banda ultra larga è già impostato, ma può subire ritardi. Sia nella fase di assegnazione dei bandi per realizzare la rete sia in quella attuativa vera e propria (che passa dal coinvolgimento dei Comuni).

Il primo bando per fare la rete pubblica (1,4 miliardi di euro) era previsto in assegnazione entro dicembre, ma è possibile che Infratel vorrà attendere l’arrivo del nuovo ministero allo Sviluppo economico. Tanto più che il soggetto in pole position per l’assegnazione- Enel- è sceso in campo con un chiaro commitment politico da parte del Governo.

Pure l’attuazione sul territorio (permessi, operazioni di scavo…) sarebbe più agevole se l’impegno politico è chiaro e forte, coordinato tra ministero e Regioni (com’è stato finora).

Restano aperti due dossier noti e importanti e che adesso rischiano ulteriori ritardi. Primo, l’incentivo alla domanda (l’orientamento ultimo era di concentrarlo sulle pmi). Secondo, la creazione di una rete “fibra nelle case” anche nel cluster B, dove ci sono piani degli operatori per “fibra fino agli armadi”. Le risorse pubbliche in tal senso erano già state individuate nel piano originario di 7 miliardi di euro, ma serve avviare una nuova interlocuzione dedicata con l’Europa (il principale caveat qui è il rischio di interferenza con gli investimenti fibra già fatti dagli operatori). I nuovi piani Tim-Fastweb ed Enel hanno ridotto l’area che rischiava di essere coperta solo da “fibra fino agli armadi”; va visto però, alla luce appunto del nuovo clima politico, se il piano Enel resterà invariato.

Qualche chiarimento e una dose di accompagnamento sono necessari anche per dare seguito al piano Industry 4.0, come abbiamo scritto oggi. In entrambi i casi la matassa sembra meno intricata rispetto al dossier PA digitale. E soprattutto gli scenari possibili sono più lineari.

Più chiari e condivisi sono, per altro, gli interessi-Paese sottostanti alla missione di dare a tutti banda ultra larga e innovare le nostre industrie. Senza né conflitti istituzionali né resistenze o inerzie al cambiamento da fronteggiare in campo aperto.

In conclusione

Ma un’altra riforma della PA è possibile. Meno centralizzata a Palazzo Chigi- forse il principale errore metodologico della visione Renzi- e già in nuce più condivisa sui territori. Elaborata con i diversi soggetti pubblici e privati che la devono attuare e vivere. Come dice Carlo Mochi Sismondi, presidente di FPA e storico osservatore del mondo PA, “può nascere un’amministrazione condivisa dove i cittadini, le imprese, i lavoratori pubblici e la politica lavorano tutti per obiettivi comuni e costruiscono una piattaforma abilitante per la nostra libertà positiva”. Le risorse in campo ci sono (e vanno subito inquadrate), la volontà delle pubbliche amministrazioni locali a cambiare è già più forte rispetto a quanto avveniva fino a qualche anno fa. Il seme dell’innovazione è stato piantato. Farlo crescere con cura e pazienza sarà compito di un prossimo governo, che dovrà essere capace di unire le due virtù distintive dei veri innovatori. Non solo una visione coraggiosa ma anche una attenzione inclusiva.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 2