nuove regole

Neutralità della rete, “ecco la nostra battaglia per liberare gli utenti italiani”

Si apre una nuova stagione in cui Agcom avrà più poteri sanzionatori, ma la partita è ancora lunga, da giocare, con gli operatori telefonici. Il fronte più difficile è quello della libertà dei device

04 Dic 2017
Ivan Catalano

Gruppo misto alla Camera, componente Civici e Innovatori- Energie per L'Italia

reti-rete-internet-111111124431

Con la Legge europea 2017 andata in Gazzetta Ufficiale la scorsa settimana (legge 167/2017) vengono finalmente dati i poteri all’Autorità garante delle comunicazioni per contrastare le pratiche che violano una libertà fondamentale dell’utente, quella della neutralità della rete.

È un potere sanzionatorio che va da 120.000 a 2.500.000 euro (per violazioni della neutralità o del roaming) e di imporre misure cautelari per interrompere con urgenza la pratica.

Vista la dimensione degli operatori del settore e della posta in gioco, temo che questa cornice edittale potrebbe non essere sufficiente a dissuadere le grandi compagnie di TLC nel perseverare nelle loro violazioni. Si tratta comunque di un primo passo significativo, anche perché si è contestualmente assegnato all’AGCOM il potere di emanare provvedimenti inibitori e, prima della decisione definitiva, provvedimenti temporanei per far sospendere la condotta con effetto immediato.

In particolare, penso alla pratica con cui quasi tutti gli operatori impongono un router proprietario per le connessioni banda larga fissa.

Sottoscriviamo contratti senza leggerli, e ci troviamo a pagare dispositivi a noleggio che ci intrappolano ad una fornitura, che filtrano la nostra connessione – in alcuni casi limitandone la velocità.
Eppure, l’Europa ha posto la libertà di accedere alla rete internet con il dispositivo terminale scelto dall’utente come diritto di quest’ultimo, e ha inserito questa norma nella più ampia disposizione normativa sul roaming.

Il regolamento europeo 2120/2015 ci ricorda che nell’accedere a internet: “gli utenti finali dovrebbero essere liberi di scegliere tra vari tipi di apparecchiature terminali, […] I fornitori di servizi di accesso a Internet non dovrebbero imporre restrizioni all’utilizzo di apparecchiature terminali che collegano alla rete oltre a quelle imposte dai fabbricanti o dai distributori di apparecchiature terminali conformemente al diritto dell’Unione”.

Questa norma ha degli effetti significativi. Al di là del lato economico, il risvolto chiave è in termini culturali. Fino ad ora la fornitura del router da parte dell’ISP aveva congelato il mercato, frenato la ricerca e lo sviluppo, ed esposto ad attacchi informatici gli utenti finali.

La possibilità per l’utente di scegliere il dispositivo di connessione, lo tutela a livello di privacy e dalle scelte commerciali delle grandi aziende multinazionali produttrici di contenuti via web.
Cosa succederebbe se domani un ISP decidesse che un determinato servizio via internet avesse piena funzionalità solo se si utilizzassero i suoi dispositivi? Pensiamo alla mole di informazioni che un ISP potrebbe ricevere se la rete locale di un’abitazione, o peggio di una azienda, passasse per un suo terminale di rete obbligatorio: potrebbe sapere quanti dispositivi sono collegati alla rete, le loro modalità di utilizzo, cosa transita, etc.. e da queste informazioni, senza alcuna autorizzazione da parte dell’utente, verrebbe elaborato un BigData di informazioni estremamente remunerativo.

Ricordiamoci che i dispositivi forniti dagli ISP non sono configurabili e spesso contengono delle backdoor che consentono agli operatori di entrare nel dispositivo in remoto per fare assistenza, anche all’insaputa dell’utente.
Quando avremo la casa invasa dai dispositivi IOT, la neutralità della rete sarà fondamentale, la libertà di terminale di rete altrettanto.

A questo punto, mi attendo dall’Autorità l’avvio delle necessarie istruttorie in materia. Gli operatori verranno ovviamente sentiti e proveranno a sostenere la legittimità della loro condotta.

La loro argomentazione sarà verosimilmente incentrata sulla tesi secondo la quale il router/modem installato a casa dell’utente non costituisce apparecchiatura terminale utente, ma è invece parte della loro rete. Potrebbero citare, in particolare, le BEREC Guidelines on the Implementation by National Regulators of European Net Neutrality Rules, approvate lo scorso agosto 2016 l’Ufficio dell’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, che, nel fornire indicazioni agli enti regolatori local (nel nostro caso AGCOM) su come interpretare gli articoli del Regolamento Europeo, prevede un’eccezione al principio del modem libero sancito all’articolo 3, ossia che «se sussistono delle evidenze tecniche che rendono necessario l’utilizzo di uno specifico terminale l’operatore può scegliere di erogare tale servizio con il dispositivo considerato più idoneo che però viene considerato parte della sua rete».

Confido però che l’autorità, in esito alla l’istruttoria, rigetterà queste difese. Il caso indicato dal BEREC di una necessità tecnica è infatti del tutto eccezionale.  Al contrario, in riferimento alla quasi totalità dei servizi forniti agli utenti dagli ISP, le motivazioni tecniche e di sicurezza addotte per limitare la libertà di scelta sono del tutto prive di fondamento, posto che le tecnologie delle reti internet e VoIP già si conformano a standard definiti dettagliatamente, emanati da organismi internazionali o associazioni come la IETF, ITU-T, 3GPP e DSL-Forum di cui i provider stessi fanno parte molto spesso. La finalità di tali standard è proprio quella di offrire una linea guida comune, così da evitare soluzioni proprietarie e fare in modo che i produttori possano sviluppare economie di scala, di cui poi i provider beneficiano nei prezzi di acquisto delle tecnologie, beneficio questo che ben dovrebbe riguardare anche gli utenti finali. Quelle che gli ISP effettuano sui propri apparecchi sono delle mere personalizzazioni software, non dissimili, quanto al mondo degli smartphone, al cambio del nome dell’APN per navigare su Internet, che non determina un cambio della tecnologia utilizzata, ossia LTE. Tali modifiche non vanno a modificare né il firmware di basso livello del modem xDSL/xPON, né le specifiche istruzioni software che implementano gli algoritmi di cifratura. Se davvero il router/modem fosse parte della rete degli operatori, con che coraggio potrebbero pretendere dai loro utenti, come molto spesso avviene,  a titolo di acquisto o comodato?

L’Autorità non potrà poi ignorare la posizione assunta dal più grande paese dell’Unione in termini di libertà utente, la Germania, dove esiste una Legge, approvata fin dal gennaio 2016, che esplicitamente sancisce “che la rete di telecomunicazioni pubblica finisce al termine della rete passiva, e che il controllo funzionale è assegnato all’interfaccia lato utente” e che “il consumatore finale può scegliere quale apparecchiatura terminale venga connessa dietro il termine della rete passiva, indipendentemente da come la singola apparecchiatura terminale di telecomunicazione sia definita”. Anche il Governo italiano, approvando il mio Ordine del Giorno 9/04505-B/003, all’inizio di novembre, ha infine accolto come raccomandazione l’impegno a conformarsi a tale interpretazione.

Anche se la singola sanzione è di importo tutto sommato contenuto, qualora l’AGCOM iniziasse a emanare serialmente, sulla base delle segnalazioni ricevute, provvedimenti sanzionatori di contenuto conforme, gli operatori non potrebbero continuare a lungo con le loro attuali prassi. Perché ciò accada è tuttavia necessario che vi sia una forte pressione a livello mediatico e civico, oltre che politico. Come avvenuto per le pratiche commerciali scorrette sulla telefonia, a cominciare da quella, un tempo molto diffusa, dell’addebito di servizi non richiesti, è necessario che i consumatori e le loro organizzazioni si mobilitino e provvedano a raccogliere e denunciare all’AGCOM tutti i contratti non conformi al principio di libertà di scelta.

Certamente, gli utenti devono prima ancora essere messi a conoscenza del loro diritto, per cui anche l’informazione e la stampa avranno un ruolo importante nell’esito di questa battaglia politica, istituzionale e giudiziaria. I grandi operatori dispongono di un significativo potere di influenza, anche politica, per cui ad ora l’esito non appare scontato. In gioco non c’è solo la comodità per un utente di conservare il proprio modem quando cambia operatore. Il controllo degli ISP sui modem/router porta alla contrazione dell’intero mercato dei produttori e dei fornitori di servizi collegati, nonché a una grave minaccia per la neutralità della rete, per la privacy dei consumatori e, con un occhio rivolto agli sviluppi nella domotica, al possibile controllo delle grandi imprese di telecomunicazione su tutti gli hardware che si collegheranno alle nostre reti domestiche.

Per queste ragioni la battaglia sulla neutralità della rete non è finita. Giace al Senato il testo di legge a prima firma Stefano Quintarelli, bloccato dall’intervento pretestuoso di alcuni gruppi industriali. Il provvedimento è stato approvato senza alcun voto contrario alla Camera ma in Senato è stato sempre rinviato: è inaccettabile che una proposta di legge per la tutela dei consumatori e per la concorrenza online si sia arenata in questo modo.

Se i dispositivi mobili hanno cambiato l’accesso alla rete, l’IOT aprirà la strada ad un accesso alla stessa rete da parte di dispositivi dotati di intelligenza artificiale e, negli scenari più apocalittici, anche indipendentemente dal volere dell’uomo.
Il futuro potrà essere stimolante o inquietante, in funzione di come il legislatore sarà in grado di garantire le libertà delle persone, ponendo l’uomo al centro di queste dinamiche.
L’impatto sulla vita materiale e immateriale delle norme che verranno emanate sarà determinante.
Se i parlamenti non saranno vigili, ma soprattutto ultrarapidi nelle decisioni, la tecnologia per la prima volta nella storia dell’uomo, sarà più veloce di lui nel dettare le regole di convivenza.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati