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Cisis

Nuova governance tra le Regioni, per il digitale: i primi effetti positivi

Sempre di più protagoniste dell’attuazione dell’Agenda Digitale, ecco cosa sono intenzionate ad essere le Regioni e Province Autonome. Specie oggi con le programmazioni dei fondi strutturali a livello regionale che fanno esplicito riferimento a questo obiettivo strategico e con i diversi piani nazionali su crescita digitale, banda ultra larga, smart city, scuola digitale

07 Mar 2016

Dimitri Tartari, coordinatore tecnico Commissione Agenda Digitale Conferenza delle Regioni e Province Autonome


Agenda Digitale corrisponde ad una complessità e vastità di attività che hanno imposto una profonda riflessione sull’organizzazione in essere a livello interregionale e sulla relativa efficacia per il raggiungimento degli obiettivi individuati a livello europeo e nazionale. Le Regioni e Province Autonome hanno sviluppato e perseguito l’idea di una strategia ampia del digitale anche attraverso documenti strategici elaborati e condivisi nell’ambito del coordinamento interregionale (Centro Interregionale per i Sistemi Informatici, Geografici e Statistici – CISIS) ed approvati all’unanimità in Conferenza delle Regioni (ultimo per data “Agire le agende digitali” che in coerenza con la strategia di “Crescita Digitale” individua quattro azioni leader – Centri interregionali per le competenze digitali, infrastrutture digitali, fascicolo digitale del cittadino e servizi on line). Scelta di grande rilevanza politico-strategica, è avvenuta con l’istituzione nell’aprile 2015, in seno alla Conferenza delle Regioni e Province Autonome, della Commissione speciale Agenda Digitale che completa il quadro della governance interregionale e crea una linea diretta sul tema tra il livello tecnico e quello politico. La Commissione è presieduta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con l’Ass. Paolo Panontin, e in qualità di vice-presidenza dalla Regione Basilicata, con l’Ass. Raffaele Liberali. Per garantire una collaborazione strutturata che porti ad una stabilità nel tempo del confronto tra i vari soggetti sul tema, le Regioni, nella dimensione operativa, si sono organizzate per temi, a supporto del coordinatore tecnico della commissione speciale Agenda Digitale – Dimitri Tartari (Emilia-Romagna) – che ha il compito di esprime un’unica voce interregionale all’esterno. La commissione speciale Agenda Digitale è così il punto di concentrazione (entrata e di uscita) di tutte le istanze che provengono sia dal centro che dal territorio. Ovviamente, un ruolo così complesso ha bisogno di una struttura di supporto che affianchi la commissione a tutti gli incontri interni ed esterni. Per tale motivo il Comitato permanente per i sistemi informativi del CISIS, coordinato da Stefano Paggetti (Umbria), esercita funzione di supporto alla commissione individuando rappresentanti regionali su 4 temi verticali e 2 trasversali. Un vero e proprio “back end” (CISIS – funzione tecnico/operativa) che supporta il “front end” (Commissione – funzione tecnico/politica).

I sei temi ed i relativi coordinatori sono: Reti di conoscenza per le trasformazioni digitali – Oscar Sovani (Lombardia): l’azione nasce con l’obiettivo di governare l’azione interregionale sulla rete sovra regionale per la diffusione della cultura e delle competenze digitali e per presidiare i tavoli tecnici nazionali ed interregionali che vi fanno riferimento (programma nazionale sulle competenze digitali in Agid, Piano nazionale Scuola digitale etc etc); Infrastrutture digitali – Vito Merola (Campania): ha l’obiettivo di governare l’azione interregionale sulle infrastrutture digitali (BUL, datacenter, cloud, ecc.). Ha come principali interlocutore il Ministero dello Sviluppo Economico; Cittadinanza digitale – Laura Castellani (Toscana): ha l’obiettivo di governare l’azione interregionale sui servizi digitali online della PA a favore di cittadini e imprese (SPID, ANPR, Fatturazione elettronica, Pagamenti elettronici, Italialogin, Gestione e conservazione documentale, FSE, Open data). Ha come principale interlocutore l’Agenzia per l’Italia Digitale; Internet of thing, big data e smartness – Gianluigi Cogo (Veneto): ha l’obiettivo di strutturare un’azione interregionale sull’internet delle cose (IoT). E’ un gruppo sperimentale, di visione del futuro, che intende individuare modelli e strumenti che contribuisca al continuo sviluppo del “fare in maniera intelligente” dei cittadini e delle imprese; Monitoraggio – Adriana Agrimi (Puglia): ha la finalità di garantire il coordinamento interregionale sull’attuazione dell’azione di realizzazione ed implementazione di un sistema unitario di monitoraggio delle agende digitali italiane; Programmazione 2014/2020 – Antonello Pellegrino (Sardegna): ha la finalità di garantire il coordinamento interregionale sull’attuazione delle agende digitali all’interno della programmazione 2014-2020, sia all’interno dei POR, sia all’interno dei PON e favorire ove possibile la partecipazione delle Regioni e Province Autonome ai progetti europei. Le Regioni e Province Autonome infine trovano una loro espressione all’interno del Comitato di Indirizzo dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) – Roberto Moriondo (Piemonte) – e nel comitato di Pilotaggio OT2 OT11 (Sicilia, Sardegna e Lombardia) oltre che in altri comitati e segreterie in fase di costituzione. Questi rappresentanti sono costantemente allineati con il coordinatore tecnico della commissione speciale e partecipano a tutti gli incontri di coordinamento.

Gli interlocutori delle Regioni vedono solo la parte superiore (front end) che è supportata costantemente dalla parte inferiore (back end). Questa nuova organizzazione, oltre ad avere come principale vantaggio quello di collegare il mondo della “tecnica” al mondo della “politica”, ha la flessibilità necessaria per affrontare con efficienza tutto il complesso mondo dell’Agenda Digitale, offrendo supporto e un vero e proprio coordinamento a seconda della necessità, dei bisogni e delle visioni del futuro.

Il Centro elabora strategia a livello di Paese, crea standard, condivide regole tecniche, le Regioni e Province Autonome implementano e attuano le politiche adattando alle peculiarità di ogni singolo territorio. Questo modello di governance, articolato ma chiaro, offre a tutti gli interlocutori nazionali uno “schema di gioco” riconosciuto e riconoscibile, stabile e che garantisce operatività tecnica e politica.

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