Agenda digitale Regioni

Regione Piemonte: “ecco i servizi digitali per semplificare la vita di cittadini e imprese”

Una strategia in divenire, che parte dall’infrastruttura a banda ultralarga e passa da Spid, dai pagamenti digitali e dalla piattaforma integrata dei servizi sanitari, con la consapevolezza che la sfida è appena cominciata e per coglierne i frutti occorre puntare sulla cultura e le competenze digitali della popolazione

21 Mar 2018
Giuseppina De Santis

assessore alle Attività produttive Regione Piemonte

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L’Agenda digitale piemontese è lo strumento indispensabile per cogliere un’opportunità di crescita non più rinviabile per un territorio che fa dell’ICT il potente motore di sviluppo dell’economia e della società nell’ambito del più ampio scenario europeo delineato dalla Digital Agenda for Europe.

Società digitale, economia digitale, accesso e connettività, ricerca e innovazione rappresentano il quadro complessivo entro il quale convergono le azioni poste in essere dalla Regione. Nell’ambito di alcune di queste traiettorie, il Piemonte può vantare già esperienze e competenze consolidate che gli hanno permesso di essere riconosciuto come interlocutore nella definizione delle strategie nazionali. Ma si tratta anche, in alcuni casi, di traiettorie che presentano vere e proprie sfide, ambiti “di frontiera” in costante divenire, che andranno perseguiti con il contributo di nuove risorse, rinnovate competenze e innovativi modelli di attuazione.

Banda ultra larga alla base dei servizi cardine dell’Agenda digitale piemontese

La strategia regionale si articola su diversi livelli di intervento, primo fra tutti sullo sviluppo dell’infrastruttura, un’azione volta alla diffusione della banda ultra larga nell’intero territorio piemontese, mettendo a sistema le risorse e gli strumenti di intervento di tutti gli attori pubblici e privati e utilizzando i fondi pubblici come strumento di complemento nelle aree a fallimento di mercato. A tal proposito, partiranno tra maggio e giugno i lavori per la realizzazione della bul sulle aree cosiddette bianche. I comuni piemontesi interessati alla prima fase degli interventi sono 132 e coinvolgono una popolazione di quasi 300 mila abitanti. I fondi europei impegnati sul piano bul non verranno rendicontati sulla base della fibra posata, ma sulle effettive unità abitative connesse. Una garanzia, quindi, che dopo i lavori nei vari comuni e con l’immediata messa in rete dei servizi della PA, subito se ne trarranno i benefici. Il piano regionale sulla banda ultra larga mira anche alla salvaguardia e valorizzazione degli investimenti già attuati, alla tutela e valorizzazione dei piccoli operatori locali (che avranno pari opportunità di accesso) e allo stimolo alla domanda attraverso la diffusione dei servizi regionali digitali.

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Posata l’infrastruttura, i provvedimenti cardine su cui si basa l’Agenda digitale piemontese sono l’identità unica digitale (Spid), il polo regionale dei pagamenti (modello “Pago Pa”), il Fascicolo Sanitario Elettronico e i progetti di supporto alle amministrazioni piemontesi per l’armonizzazione delle procedure a favore dei cittadini.

La migrazione dei servizi digitali verso Spid

In particolare Spid, che realizza un sistema unico di identità digitale attraverso cui il cittadino può ottenere servizi dalla PA, è un’iniziativa a cui la Regione Piemonte ha partecipato sin dall’avvio, collaborando attivamente alla fase pilota insieme ad altre regioni italiane. Il progetto verrà ora implementato attraverso l’incremento dei servizi territoriali cui si potrà accedere attraverso Spid: un’unica credenziale, rilasciata da uno dei gestori certificati a livello nazionale, potrà consentire di identificare il cittadino e fornirgli di conseguenza i servizi di cui ha bisogno, semplificando di parecchio il suo rapporto con l’amministrazione. Il Piano di migrazione verso Spid dei circa 200 servizi digitali piemontesi è partito e ad oggi i servizi sanitari sono già accessibili tramite il nuovo sistema. Seguirà a breve la possibilità di accesso a tutti gli altri servizi digitali, dai Buoni carburanti agricoli, al Buono scuola, passando per l’accesso WiFi- FreePiemonteWiFi.

Insieme a Agid stiamo poi lavorando per avviare Piani di comunicazione integrati per rendere facile agli utenti il conseguimento delle credenziali Spid.

La semplificazione di Piemonte Pay

Una vera semplificazione digitale per cittadini e imprese dipende anche dai sistemi di pagamento grazie ai quali è possibile fruire dei servizi offerti dalla Regione. Il Piemonte intende creare una nuova modalità di interazione tra gli enti piemontesi e sostiene progetti di supporto alle amministrazioni piemontesi aderenti al Polo regionale dei pagamenti Piemonte Pay, affinché armonizzino e diffondano le procedure a favore di cittadini e imprese. Sono oltre 900 gli enti aderenti, per la maggior parte piccoli comuni e loro associazioni.

La piattaforma di intermediazione Piemonte Pay consentirà a cittadini ed imprese di effettuare i pagamenti online sulle varie tipologie di tributi e pagamenti volontari necessari agli enti locali. Operativo già da alcuni anni è poi il progetto Pagobollo relativo al bollo auto regionale. Sono già attivati progetti Pilota relativi al dispiegamento dei servizi nei Comuni di Alessandria, Biella, Cuneo e Santo Stefano Belbo, mentre, sempre con fondi POR FESR, si sosterrà il dispiegamento con contributi a fondo perduto per le attività di connessione alla piattaforma regionale dei sistemi software in essere presso gli enti locali e sanitari.

In prospettiva, un altro importante obiettivo è legato alla realizzazione del fascicolo del contribuente, che consente all’utente di gestire su un’unica piattaforma tutti i propri pagamenti verso gli enti locali e ASL piemontesi.

La piattaforma integrata dei servizi digitali sanitari

Una quota significativa dei finanziamenti erogati dalla Regione su Agenda Digitale è concentrata sulla piattaforma integrata dei servizi digitali sanitari, che possa essere fruibile da dispositivi mobili e dalle pagine web cui ci si identifica attraverso Spid e che consentirà la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico completo, consultabile sia da parte del cittadino e sia dall’operatore sanitario. L’azione è finalizzata a realizzare un unico strumento di dialogo digitale del Servizio Sanitario nazionale che, partendo dalla dematerializzazione e informatizzazione dei documenti, unifichi nel fascicolo sanitario tutto il patrimonio informativo di ciascun assistito. L’obiettivo ambizioso è digitalizzare gradualmente entro il prossimo triennio tutta la documentazione clinica personale e tutti i servizi a disposizione dei cittadini. Si tratta di un lavoro che richiede tempo, per cui con l’attivazione dei servizi si è deciso di procedere per step. La scelta della Giunta Chiamparino è di cominciare dai malati cronici e in generale dai cittadini che richiedono maggiore attenzione.

In particolare, ad oggi, si è proceduto ad avviare le attività di integrazione del fascicolo sanitario elettronico regionale con l’Infrastruttura Nazionale di Interoperabilità (INI) e sono in corso le iniziative progettuali per la realizzazione di nuovi servizi online, quali ad esempio l’esenzione per patologia, l’autocertificazione per l’esenzione da reddito, il ritiro dei referti su device, la dematerializzazione dei buoni per celiaci.

Inoltre, è stata predisposta l’evoluzione di molti servizi web già esistenti, in vista della fruizione da parte dei cittadini in modalità multicanale e mobile (smartphone, tablet, totem). In conformità con le indicazioni AGID è stato definito il modello di evoluzione dell’architettura regionale e sono in corso le attività per il completamento dell’integrazione dei sistemi dipartimentali delle Aziende sanitarie con il fascicolo elettronico per la produzione di documenti clinici nel formato standard a livello nazionale, l’apposizione della firma digitale e l’integrazione tra software dipartimentali e repository clinici.

L’Agenda Digitale Piemontese, una strategia in divenire

L’Agenda Digitale Piemontese è comunque una sfida appena cominciata, che dovrà essere portata avanti con notevole sforzo anche nei prossimi anni, poiché dal successo di essa dipende la semplificazione della vita di cittadini e imprese. Utilizzare la leva dell’ICT comporta innanzitutto un processo di maturazione all’interno della Pubblica Amministrazione piemontese, cui spetta il compito di offrire infrastrutture e piattaforme abilitanti, diffondendo allo stesso tempo una nuova cultura digitale presso la cittadinanza, a beneficio di un rapporto spesso tormentato quale è quello con la burocrazia. Una strategia in divenire, da realizzare rafforzando le competenze esistenti.

La crescita del livello di competenze digitali della popolazione piemontese, sia a livello generale che in ambiti specialistici, è poi condizione per la creazione di una società digitale aperta, competitiva e inclusiva: la Regione intende perciò promuovere le realizzazioni di azioni specifiche volte anche a questo sfidante obiettivo.

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