Codice del consumo

Clausole vessatorie nei contratti Google Drive, DropBox e Icloud Apple: i paletti dell’Antitrust

I contratti Cloud predisposti da Google Drive, DropBox e Icloud Apple contengono delle clausole vessatorie. Quali sono, secondo i rilievi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e in che modo il Codice del Consumo, garantisce i diritti del consumatore

23 Dic 2021
Lorenzo Baudino Bessone

praticante avvocato, Studio Previti

Rossella Bucca

avvocato, Studio Previti associazione professionale

cloud italia nazionale - EDPB - cloud nazionale

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato[1] ha accertato la sussistenza di una serie di violazioni alle disposizioni del Codice del Consumo, in materia di clausole vessatorie relative ad alcune clausole inserite nei contratti Cloud predisposti da Google Drive, DropBox e Icloud Apple, a seguito dell’esposto dell’Associazione Nazionale Utenti di Servizi pubblici, quale associazione di consumatori e della segnalazione di singoli consumatori, in considerazione del grave squilibrio di potere contrattuale cagionato agli utenti.

Contratto cloud computing, la guida per tutelarsi: ecco come

Il caso

In data 20 agosto 2020, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (di seguito “AGCM”) avviava distinti procedimenti contro le società Google Drive (procedimento CV194), DropBox (procedimento CV195) e Icloud Apple (procedimento CV196), che in qualità di professionista, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. c), del Decreto Legislativo del 6 settembre 2005, n. 206 (cd. “Codice del Consumo”), offrono servizi di file hosting, cloud storage, sincronizzazione automatica dei file, cloud personale e software client (di seguito il/i “Professionista/i[2]”).

WHITEPAPER
Il cloud è una scelta non più rimandabile: scopri ora tutti i vantaggi
CIO
Cloud

In particolare, ad avviso dei ricorrenti, i professionisti sarebbero incorsi in violazioni di diverse disposizioni del Codice del Consumo, laddove avrebbero predisposto, all’interno dei rispettivi termini di servizio per l’utilizzo delle piattaforme cloud, alcune clausole che, a detta dei consumatori, lasciavano spazio a margini di potenziale abuso, sostanziantesi, da un lato, nella preclusione per il consumatore della possibilità di esercitare pienamente la propria libertà di autodeterminazione contrattuale in relazione alla sottoscrizione delle condizioni generali e con riferimento alla determinazione del contenuto; dall’altro, nell’alterazione dell’equilibrio tra le parti contrattuali.

Successivamente all’avvio dell’istruttoria, Google Drive e DropBox hanno proposto delle modifiche ad alcune delle clausole in esame; tali modifiche hanno dunque sanato il carattere di vessatorietà posto al vaglio dell’Autorità; mentre Icloud Apple si è limitata ad evidenziare i profili di liceità delle clausole sottoposte a controllo.

Per tutti e tre i colossi dei servizi informatici, l’AGCM ha disposto la pubblicazione dei provvedimenti emessi sulle rispettive home page dei siti internet, a pena dell’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.

Brevi cenni sulle violazioni accertate dall’Autorità

Al fine di individuare e ripercorrere le motivazioni alla base delle violazioni accertate dall’AGCM, occorre tenere presente il doppio binario attraverso il quale si snoda il ragionamento dell’Autorità: l’uno di natura prettamente giuridica – normativa e giurisprudenziale – l’altro di carattere meramente logico e notorio.

Per quel che concerne il primo, l’AGCM ricorda che secondo il consolidato orientamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, “il sistema di tutela del consumatore in materia di clausole vessatorie istituito dalla direttiva 93/13/CEE, il cui recepimento è avvenuto tramite gli artt. 33 e ss. del Codice del Consumo, è fondato sul presupposto che il consumatore si trovi in una situazione di inferiorità rispetto al Professionista per quanto riguarda sia il potere nelle trattative che il grado di informazione; nella sua costante giurisprudenza, la richiamata Corte ha sottolineato la natura e l’importanza dell’interesse pubblico costituito dalla tutela dei consumatori, proprio in ragione di siffatta posizione di inferiorità, situazione che li induce ad aderire alle condizioni predisposte dal Professionista senza poter incidere sul contenuto delle stesse[3]”.

Per quanto riguarda il secondo profilo, esso si fonda sull’assunto che i servizi offerti da tali Società sono scelti con sempre maggior frequenza dai consumatori quale unico strumento di memorizzazione dei dati – che possono essere di svariata tipologia, specialmente di carattere personale, per cui costituiscono informazioni meritevoli di una protezione rafforzata e favorevole all’utente.

Il diritto di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali da parte del Professionista in assenza di limitazioni temporali e di contenuto

Venendo alla tipologia di violazioni accertate dall’Autorità, è interessante notare preliminarmente che i tre provvedimenti hanno in comune l’accertamento in positivo della violazione del medesimo disposto normativo: l’art. 33, commi 1 e 2, lett. m), del Codice del Consumo[4], dal momento che i contratti cloud in esame prevedevano il diritto del Professionista di modificare unilateralmente, in qualsiasi momento, le condizioni originariamente pattuite dalle parti.

Secondo l’Autorità, tali clausole si pongono apertamente in violazione della normativa italiana succitata ogniqualvolta esse non prevedano espressamente:

  • la modalità indicata per la comunicazione delle variazioni unilaterali;
  • il motivo posto a fondamento della modifica (da comunicarsi nella modalità prestabilita e, preferibilmente, per iscritto);
  • un termine certo di almeno 15 giorni per la comunicazione delle variazioni unilaterali di portata sostanziale.

Sul piano pratico, tale facoltà si concretizzava in particolare nella frequente prassi dei Professionisti di apportare modifiche in peius al costo del servizio.

Con riferimento a tale punto, l’Autorità ha colto l’occasione per affermare un importante principio di diritto, sottolineando che non dovrebbe sussistere alcuna distinzione tra utenti paganti e non paganti – in quanto il consumatore sottoscrive, in entrambi i casi, condizioni contrattuali che vengono mantenute fino alla cancellazione del servizio – variando tra i due casi unicamente lo spazio di archiviazione messo a disposizione e le connesse condizioni economiche; ne deriva che, a differenza di quanto sostenuto dai Professionisti, “la modifica delle clausole contrattuali o del prezzo originario (anche dal valore 0 a un valore positivo) va, dunque, sempre motivata dal Professionista e le motivazioni che potrebbero essere addotte vanno inserite nel contratto stesso ai sensi dell’art. 33, comma 2, lett. m), del Codice del consumo”.

L’ampia esclusione di responsabilità in favore del Professionista

Il secondo tipo di clausola vessatoria riguarda la violazione dell’art. 33, commi 1 e 2, lett. b), del Codice del Consumo[5].

In buona sostanza, mediante le clausole ritenute illegittime dall’Autorità, i Professionisti escludevano qualsiasi responsabilità per il cattivo o mancato funzionamento del servizio oltre che per i danni causati al dispositivo e ai dati caricati, ponendo a carico del consumatore l’intero rischio ed escludendo qualsiasi tutela o diritto di quest’ultimo, senza, pertanto, fornire alcun tipo di garanzia. Difatti, tali clausole, cd. “così com’è” (clausola “as-is”) o “a scatola chiusa” esonerano il fornitore da responsabilità per ogni eventuale errore o malfunzionamento che si dovesse verificare; con la conseguenza che il consumatore non potrà chiedere alcun risarcimento nel caso in cui dovesse subire dei danni in seguito all’uso del servizio (es. perdita di dati, interruzione di attività etc.), se non in presenza di dolo o colpa grave del Professionista nella violazione dei termini di servizio.

Ad avviso dell’Autorità, siffatto genere di previsioni comporta un forte disequilibrio contrattuale tra le parti, poiché l’utente, in ipotesi di rispetto formale dei termini di servizio da parte del Professionista, risulterebbe impossibilitato a far valere ogni suo diritto nei confronti del medesimo;

secondo l’AGCM, dunque, “ai fini dell’equilibrio tra gli interessi delle parti, il Professionista non deve ovviamente rispondere per i danni cagionati dalle azioni od omissioni che dipendono dalla condotta dolosa o colposa di terzi e/o che sfuggono alla propria sfera di controllo ma è necessario prevedere, nel contratto, diversi gradi di responsabilità del Professionista in funzione delle diverse tipologie di eventi che possano verificarsi a danno del consumatore, distinguendo tra quelli riconducibili alla Parte e quelli ad essa non riconducibili”.

La graduazione di responsabilità (dunque la limitazione del risarcimento demandabile) è del resto un principio discendente dall’art. 1225 del Codice Civile, a mente del quale “se l’inadempimento o il ritardo non dipende dal dolo del debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo in cui è sorta l’obbligazione”.

Pertanto, conclude l’Autorità, la limitazione di responsabilità dovrebbe riguardare eventi che influenzano la prestazione dovuta determinandone la sopravvenuta impossibilità; mentre una sua eccessiva (ed arbitraria) estensione riduce lo spazio di tutela sostanziale e processuale normalmente riconosciuto al consumatore.

A tanto si aggiunga che, come correttamente osservato dall’Autorità con particolare riferimento al caso DropBox, la presenza nella clausola in questione della seguente previsione: “Alcuni Stati non consentono i tipi di limitazioni indicati in questa sezione, quindi tali limitazioni potrebbero non essere applicabili” non costituisce garanzia sufficiente per il consumatore italiano, in quanto la responsabilità del Professionista dovrebbe essere adeguatamente regolamentata, indicando delle disposizioni il più possibile chiare, precise e puntuali.

Pertanto, in ossequio all’art. 1225, ed alla luce del predetto carattere di chiarezza della previsione contrattuale, il profilo di vessatorietà della clausola in questione è stato ritenuto superato dall’Autorità con l’inserimento, da parte di DropBox, di uno specifico richiamo alla disposizione di cui sopra nei rapporti con i consumatori italiani.

Il diritto del professionista di interrompere l’accesso dell’utente ai servizi

Tale clausola, inserita specificamente nei contratti cloud di Google Drive e DropBox, permetteva astrattamente al Professionista di sospendere o interrompere unilateralmente l’accesso dell’utente ai servizi o di eliminare il suo account in presenza di alcune circostanze tipizzate (quale, a mero titolo esemplificativo, il caso di violazione dei termini di servizio).

Orbene, anche la formulazione di tali clausole è stata ritenuta vessatoria in violazione dell’art. 33, commi 1 e 2, lett. d), del Codice del Consumo, per un duplice ordine di ragioni[6].

Nello specifico, infatti, tali clausole omettevano di indicare le modalità e le tempistiche con le quali sarebbe stato comunicato all’utente il relativo preavviso e gli sarebbe stata consentita l’opposizione alla decisione delle società; il tutto a determinazione dello squilibrio a danno del consumatore.

Pertanto, l’Autorità non ha ritenuto sufficientemente dettagliata la previsione (precedentemente contenuta nella clausola) in forza della quale al consumatore era riconosciuta la facoltà “di risolvere il problema” che ha portato alla sospensione/interruzione mediante contestazione al Professionista.

Inoltre, tali clausole erano altresì generiche, e dunque idonee a creare confusione in capo al consumatore, nella parte in cui non fornivano un chiaro elenco delle circostanze di interruzione del servizio o di tempistica del preavviso (ritenuta con ciò la locuzione “ragionevole preavviso” troppo vaga).

La lingua ufficiale del contratto

Ultima, non certo per importanza, la violazione accertata dall’Autorità unicamente con riferimento ai termini di servizio di DropBox, dell’art 35, comma 2, del Codice del Consumo in materia di interpretazione delle clausole[7].

La società californiana ometteva, difatti, di indicare all’interno della clausola (considerata di stile, nei contratti internazionali) riferibile all’interpretazione dei termini di servizio – del seguente tenore letterale: “la traduzione viene fornita solo a titolo informativo e la versione in lingua inglese farà fede in caso di controversie” – che la stessa tale non potesse essere sfavorevole per il consumatore, in virtù del principio del favor consumatoris assunto a principio cardine dalla disciplina italiana in materia.

Conclusioni

Alla luce di quanto finora esposto, emerge l’importante presa di coscienza circa il delicato ruolo ricoperto dai fornitori dei servizi cloud nell’attività di archiviazione di informazioni, dati personali, ed immagini che coinvolgono oramai l’intera popolazione mondiale.

Sul punto, come si è avuto modo di sottolineare nel corso della trattazione, l’Autorità ha avuto modo di ribadire la centralità della tutela accordata dalla normativa italiana contenuta nel Codice del Consumo, in un’ottica non solo di garanzia dei diritti del consumatore, nell’intento di ristabilire l’equilibrio contrattuale tra le parti, giocoforza spesso incrinato per sua natura in favore del Professionista, ma anche di importante salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali degli individui.

Note

  1. Cfr. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Bollettino settimanale n. 38/2021, consultabile in www.agcm.it/dotcmsdoc/bollettini/2021/38-21.pdf
  2. L’art. 3, comma 1, lett. c) del Codice del Consumo definisce il “professionista” come “la persona fisica o giuridica che agisce nell’esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario”.
  3. Cfr. ex multis, CGUE, del 4 giugno 2020, C 495/19, consultabile al seguente link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:62019CA0495&from=FR; e CGUE, del 11 marzo 2020, C-511/17 consultabile al seguente link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:62017CA0511&from=EN.
  4. Cfr. art. 33, comma 1 e 2, lett. b): “Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di: […] m) consentire al professionista di modificare unilateralmente le clausole del contratto, ovvero le caratteristiche del prodotto o del servizio da fornire, senza un giustificato motivo indicato nel contratto stesso;”.
  5. Cfr. art. 33, commi 1 e 2, lett. b), del Codice del Consumo: “Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di: […] b) escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento inesatto da parte del professionista;”.
  6. Cfr. art. 33, commi 1 e 2, lett. d), del Codice del Consumo: “Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di: […] d) prevedere un impegno definitivo del consumatore mentre l’esecuzione della prestazione del professionista è subordinata ad una condizione il cui adempimento dipende unicamente dalla sua volontà;
  7. Cfr. art. 35, del Codice del Consumo: “Nel caso di contratti di cui tutte le clausole o talune clausole siano proposte al consumatore per iscritto, tali clausole devono sempre essere redatte in modo chiaro e comprensibile. In caso di dubbio sul senso di una clausola, prevale l’interpretazione più favorevole al consumatore. La disposizione di cui al comma 2 non si applica nei casi di cui all’articolo 37”.
WHITEPAPER
Cloud: tutto quello che devi sapere (e mettere in pratica)
Cloud
Supply Chain Management
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati