Mentre governi e diplomazie si scambiano annunci su dazi, licenze all’export e vertici bilaterali, la parte più interessante della rivalità tecnologica tra Stati Uniti e Cina si scrive altrove: nei verbali di un tribunale di Keelung, in una villa vicino ai Giardini Botanici di Singapore finita sotto sequestro, in un magazzino del Sud-Est asiatico dove dei server fasulli sono stati rietichettati con l’aiuto di un asciugacapelli. Negli ultimi mesi una sequenza di inchieste giudiziarie, dagli Stati Uniti a Taiwan fino a Singapore e alla Malesia, ha spostato il vero collo di bottiglia della guerra dei chip dal silicio alle persone disposte a firmare un documento falso pur di farlo passare: manager, broker e dipendenti compiacenti che compongono, caso dopo caso, la stessa filiera criminale organizzata.
tech e geopolitica
Contrabbando di chip: rotte, casi e affari nella guerra USA-Cina
Il contrabbando di chip per l’intelligenza artificiale emerge da inchieste giudiziarie tra Taiwan, Stati Uniti, Singapore e Malesia. Dai server rietichettati alle società schermo, i casi ricostruiscono una filiera illegale che aggira controlli export, licenze e restrizioni nella guerra tecnologica tra USA e Cina
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