Recepimento direttiva ue

Copyright, AIE: “Tutti i punti critici del decreto italiano”

Dalle eccezioni sulle applicazioni di intelligenza artificiale alla “equa remunerazione di autori e artisti (interpreti o esecutori)”, sono molte le aree del diritto d’autore in cui si rischiano situazioni ingestibili sulla base del decreto di attuazione della direttiva europea DSM, secondo l’associazione editori italiani

29 Set 2021
Piero Attanasio

responsabile ricerca e sviluppo e relazioni istituzionali dell’Associazione Italiana Editori (AIE)

coverarticle-copyright

I passaggi finali del lungo iter legislativo della Direttiva sui Diritti d’autore e il mercato unico digitale (Direttiva DSM) sono esemplificativi di alcune difficoltà obiettive che qualsiasi legislatore deve affrontare quando si appresta a regolare, oggi per il domani, le dinamiche economiche innestate dall’evoluzione tecnologica.

La prima difficoltà è nella gestione del tempo: un processo democratico è inevitabilmente più lento del progresso tecnologico, il che richiede una maggiore capacità di astrazione nella formazione delle leggi, che devono resistere alla prova del futuro. L’accusa alla politica sull’incapacità di essere concreta va forse rovesciata: spesso non è abbastanza astratta. I tempi si allungano con le leggi nazionali derivanti da Direttive europee: la Direttiva DSM nasce sulla base di studi di impatto condotti nel 2016 e si conclude nei singoli paesi dopo cinque anni: un tempo in cui le tecnologie hanno avuto modo di trasformarsi più volte.

Direttiva Copyright, il diritto connesso degli editori di giornali: punto sui lavori

La seconda difficoltà attiene alla necessità di aggiungere competenze tecnologiche alle tradizionali competenze giuridiche ed economiche necessarie per ben regolare i mercati.

Infine, nella legislazione europea c’è anche un problema di linguaggio, sia perché a Bruxelles le norme sono discusse in inglese e devono poi calarsi nelle lingue nazionali, sia perché il linguaggio tecnico si modifica con un ritmo simile a quello delle tecnologie che descrive.

Le eccezioni sulle applicazioni di intelligenza artificiale di cui nessuno si occupa

La combinazione di barriera linguistica e innovazione delle tecnologie e quindi del linguaggio per descriverle è il punto da cui partire per raccontare cosa è accaduto nel luglio del 2021 al decreto di attuazione della direttiva DSM in Italia nelle parti che riguardano il text and data mining.

WHITEPAPER
Banking, come creare valore con l’AI conversazionale
CIO
Finanza/Assicurazioni

L’espressione, tipica degli anni della prima redazione della Direttiva, è stata correttamente tradotta in italiano come “estrazione di testo e di dati”, senza tuttavia rendere la connotazione del termine mining che, in questo contesto, è da intendersi come estrazione di valore da “miniere” di informazioni. Nel frattempo, lo stesso gergo inglese si è evoluto così che l’espressione è comprensibile oggi solo a chi se ne occupa professionalmente. Il suo significato, in termini più attuali, è nascosto nelle premesse che parlano (al considerando 8) di “analisi computazionale automatizzata delle informazioni in formato digitale, quali testi, suoni, immagini o dati”. Detto altrimenti: le eccezioni riguardano l’intelligenza artificiale, un tema centrale nell’agenda politica europea. Se i titoli degli articoli 3 e 4 della Direttiva avessero parlato di “eccezioni per facilitare le applicazioni di intelligenza artificiale”, probabilmente non sarebbero passate così sotto silenzio, e sarebbe stato più difficile cadere negli equivoci dell’ultima versione dello schema di decreto all’attenzione del parlamento italiano.

La ratio della Direttiva si capisce solo in questa chiave. Le due eccezioni al diritto d’autore (una per scopi di ricerca scientifica, la seconda per gli altri casi) sono disegnate per rispondere a questa finalità. Prevedono infatti la possibilità di realizzare una copia delle opere solo per usi legati alle applicazioni di intelligenza artificiale, con garanzie di sicurezza sulle modalità con cui le copie sono conservate, così da evitare che se ne faccia un uso ulteriore. Le applicazioni di intelligenza artificiale si nutrono di informazioni, di cui sono anzi spesso bulimiche, e non sono solo ghiotte di testi e di dati, ma – come specificato nel considerando – anche di suoni e di immagini.

Se si fosse parlato di intelligenza artificiale nel testo della direttiva, non si sarebbe mai immaginato di associare alla possibilità di realizzare una copia da dare in pasto agli algoritmi, anche la “comunicazione al pubblico”, come è scritto, per quanto si faccia fatica a crederlo, nero su bianco nel decreto consegnato dal Governo all’esame del Parlamento. La previsione sembra davvero frutto di un equivoco: quando qui si parla di “estrazione” (mining) si intende qualcosa di diverso dall’uso dello stesso termine (extraction) nella Direttiva sulle banche dati, e può riferirsi a “estratti” di minor valore per cui un’eccezione di comunicazione al pubblico avrebbe avuto un possibile senso.

Le applicazioni qui regolate analizzano invece intere banche dati di riviste scientifiche, o annate di quotidiani, biblioteche di audiovisivi, immagini o brani musicali. È incomprensibile come si possa pensare di mettere questa mole di contenuti a libero accesso in Internet, come autorizzato dal decreto.

Partendo quindi da un equivoco linguistico e da una conoscenza limitata delle tecnologie, nasce un articolo di legge che viola la stessa Direttiva (che rigorosamente limita l’eccezione al diritto di riproduzione), e al contempo distruggerebbe interi settori industriali. L’errore, in questo caso, è così evidente che sarà certamente corretto, ma evidenzia bene i problemi che possono sorgere in processi legislativi complessi.

L’equa remunerazione di autori e artisti (interpreti o esecutori)

Non molto diversi i problemi generati dagli interventi dell’ultim’ora sul capitolo relativo alla “equa remunerazione di autori e artisti (interpreti o esecutori)”. Si tratta di un insieme di norme sacrosante, ben bilanciate in Direttiva, frutto di un dibattito molto ampio in sede europea. Anche in questo caso, tuttavia, il decreto del Governo presenta problemi che sembrano nascere da una limitata conoscenza dell’evoluzione dei prodotti culturali, in particolare nel mondo librario, associata ad equivoci linguistici nel passaggio dall’inglese all’italiano.

Il titolo in italiano dell’articolo 18 della Direttiva traduce la “appropriate and proportionate” remunerazione in una “equa e proporzionata”, il che ha dirottato la discussione nel nostro paese verso i casi di “equa remunerazione” (fair remuneration) fissati dalla legge. La Direttiva regola invece rapporti contrattuali, fissando dei vincoli, senza tuttavia derogare al “principio della libertà contrattuale”, espressamente ricordato. Lo spiega bene il considerando 73: proporzionato va inteso in relazione “al valore economico effettivo o potenziale dei diritti concessi in licenza o trasferiti, tenendo conto del contributo dell’autore o dell’artista (interprete o esecutore) all’opera”.

Il decreto del Governo aggiunge però un ulteriore aggettivo: la remunerazione deve essere anche “commisurata” ai ricavi. Poiché non specifica diversamente, sembra riferirsi a tutti gli autori e artisti. Qui riemerge il tema della difficoltà di comprendere le novità generate dal digitale. Si pensi a un testo scolastico: ci sono certo gli autori che compaiono in copertina e sono pagati in percentuali sulle vendite. Ma l’opera nasce con contributi di molti altri autori: traduttori, illustratori, autori degli apparati iconografici o didattici, resi dal digitale ancora più numerosi. Ai libri di testo sono oggi legate integrazioni online, software, dati, audiovisivi, immagini, musiche…

Da questa realtà deriva la previsione della Direttiva per cui “un pagamento forfettario può costituire una remunerazione proporzionata, ma non dovrebbe rappresentare la norma”, come del resto è già previsto, per l’editoria libraria, in una serie di casi definiti dalla legge. Si può convenire, quindi, che sia applicabile il principio secondo cui lex specialis derogat generali, giacché il contrario condurrebbe a situazioni assurde: come si può pagare a percentuale tutti gli autori quando questi siano centinaia per un singolo titolo? Tuttavia, la norma sembra disegnata per incentivare i contenziosi giudiziari, minando così le basi dei rapporti tra editori e autori, che sono un asset fondamentale, se non il principale, di ogni casa editrice.

A cascata, questa impostazione genera ulteriori norme semplicemente inapplicabili, a partire dalle modalità di rendicontazione delle vendite. Si rendono obbligatori rendiconti “almeno trimestrali”, sconosciuti nel resto del mondo, e si continua a non distinguere tra autori principali e secondari. Di particolare rilevanza è la richiesta che i rendiconti contengano “l’identità di tutti i soggetti interessati alle cessioni o licenze, ivi inclusi gli utilizzatori secondari di opere o esecuzioni”, il che è ragionevole nel mondo analogico, quando, ad esempio, l’editore cede il diritto di traduzione a un editore straniero: nel rendiconto ci sarà certo l’identità dell’editore e le vendite della traduzione. Ma una caratteristica precipua del digitale è la frammentazione delle sublicenze. Si pensi a un editore universitario che ceda i suoi diritti a più atenei e centri di formazione perché ne riproducano per gli studenti brevi estratti in digitale: secondo le ipotesi previste dal decreto non sarà più sufficiente riportare annualmente il totale dei ricavi di tali licenze ma dovrà trimestralmente inviare all’autore i ricavi suddivisi per ciascun cliente?

Si rischiano davvero situazioni ingestibili, con l’aggravante che sono introdotte sanzioni amministrative molto pesanti (fino all’1% del fatturato annuo) per il mancato adempimento dell’impossibile, sanzioni anch’esse assenti dalla Direttiva, e mai proposte in alcuna sede europea. In un mercato unico digitale viene da chiedersi se norme così irragionevoli non stimoleranno gli editori a spostare la propria sede legale in altri paesi dell’Unione, dove gli stessi articoli sono recepiti in modo più coerente al dettato e agli obiettivi della Direttiva.

Eccezioni e licenze digitali per scopi educativi

La Direttiva prevede anche un’eccezione al diritto d’autore a fini didattici: scuole e università potranno fare una copia digitale di parti di opera e postarle su un sistema ad accesso riservato agli studenti di un corso. Lo stesso articolo consente tuttavia agli stati membri di prevedere che tale eccezione ceda il passo ad offerte volontarie di licenze che coprano gli stessi utilizzi oppure l’introduzione di un sistema di equo compenso come avviene per le fotocopie fatte con le stesse finalità.

Anche qui parliamo di un tema di antica data. Era il 2013 quando la Commissione europea lanciò un dialogo strutturato con i portatori di interesse denominato Licences for Europe. A rileggerne a distanza di otto anni gli atti ci si rende conto come fossero quelli i primi passi di quella che sarebbe poi diventata la Direttiva DSM: si parlava di text and data mining, di licenze sul riutilizzo di opere nelle piattaforme web, di nuove prospettive per gli editori di giornali, del controllo delle informazioni sui diritti, di opere fuori commercio. Le conclusioni del convegno finale (14 novembre 2013) può riassumersi nel titolo della relazione di Eefke Smit: More tools than rules. Si potrebbe dire che la scelta della Direttiva – ancorché opzionale – risponde alla stessa logica: favorire lo sviluppo di strumenti digitali e licenze volontarie. La scelta apre spazi, sia perché consente il rilascio di licenze gratuite (es. Creative Commons) sia perché spinge le imprese a innovare nelle proprie offerte digitali.

Il testo del Decreto accoglie il criterio della prevalenza delle licenze – e non poteva essere altrimenti, perché richiesto dal Parlamento nella legge di delegazione – ma una modifica dell’ultim’ora ne riduce la portata a pochi casi: i “materiali destinati principalmente al mercato dell’istruzione” e gli “spartiti e partiture musicali”, senza prevedere alcuna remunerazione per le opere che non rientrano in questa definizione. Con effetti paradossali: sarebbero remunerate le vecchie fotocopie e non le nuove forme digitali, ma ciò spingerebbe fuori mercato anche le prime – più care e di minor valore.

Il punto chiave della differenza tra eccezioni e licenze è nella capacità evolutiva delle seconde, molto più idonee a superare le problematiche relative al tempo di cui si diceva in premessa. Un’eccezione fissa i termini di utilizzo, che devono essere descritti con precisione, in un dato istante – nel nostro caso cinque anni prima dell’entrata in vigore – e pretende che restino immutati nel tempo, fino all’approvazione di una nuova legge. In questo modo congela il mercato e fa attorno terra bruciata vanificando le possibili innovazioni, incluse quelle intervenute negli ultimi cinque anni.

Il tempo dello studio e del confronto

La Direttiva DSM ha avuto una lunga gestazione – i temi erano già al centro del dibattito all’inizio degli anni 10 – ed un tempo altrettanto lungo per arrivare a conclusione. L’AIE ha seguito l’intero percorso con attenzione e passione. È stato un viaggio fatto di studio e confronto, di battaglie per difendere le industrie culturali e ancora di studio, di riflessioni e di ricerca e sviluppo che hanno consentito di acquisire conoscenze tecnologiche, comprendere gli impatti economici e socio-culturali così da poter maneggiare con cura e rispetto le parole della legge, tra l’inglese e l’italiano.

Gli aspetti critici qui segnalati hanno un elemento in comune: sono tutti intervenuti nell’ultimo caldo mese di luglio 2021, dopo che una prima bozza del decreto era stato discussa in ogni dettaglio nel Comitato consultivo permanente sul diritto d’autore, nel confronto tra i diversi portatori di interesse e gli esperti del Ministero. L’amarezza che si può leggere tra queste righe è quella di chi vede a rischio il lavoro di un decennio, vanificato da interventi dell’ultim’ora, senza che vi sia stato alcun confronto che ne anticipasse il contenuto, ne spiegasse ratio e obiettivi, ne prevedesse gli impatti.

WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4