lo studio EY

Digitale, per le aziende il dado è tratto: le tecnologie per una transizione sostenibile e sicura

La pandemia ha aiutato le aziende italiane a capire quanto il digitale sia leva di competitività e crescita. Per creare valore economico e sociale dall’innovazione serve però scoprire il giusto mix di Cloud, Data and Analytics, AI, Machine Learning, e Internet of Things (IoT) e valorizzare le competenze

23 Set 2022
Federica Centamore

Technology Consulting Manager di EY Italia

Luca Grivet Foiaia

Technology Consulting Leader di EY Italia

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L’adozione di tecnologie innovative è diventato un fattore chiave per l’avvio di trasformazioni digitali, in Italia più che nel resto del mondo. Una transizione che sempre più deve essere connessa a una crescita finanziaria sostenibile delle aziende e in generale del sistema Paese.

Un’ulteriore conferma del fatto che la transizione digitale è un argomento centrale in questo momento, come si evince dalla sua valorizzazione nelle recenti strategie messe in atto dal PNRR e dal salto dell’Italia di ben due posizioni nella classifica di Digital Economy and Society Index – DESI, indice della Commissione Europea che monitora lo sviluppo del settore digitale dei Paesi membri dell’Unione Europea.

La ricetta per la trasformazione digitale delle imprese manifatturiere: sei casi di studio

Lo studio EY Tech Horizon

Secondo i dati del recente studio EY Tech Horizon l’Italia, dunque, accelera davvero sull’innovazione tecnologica e lo dimostra il fatto che secondo il 50% degli imprenditori italiani intervistati nella survey EY Tech Horizon le aziende nel nostro Paese hanno recentemente attivato importanti trasformazioni digitali, contro il 39% del resto del mondo. La percezione è che la tecnologia generi valore di natura finanziaria oltre che per organizzazione e utenti, per più del 50% degli intervistati.

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La valutazione sullo stato attuale della trasformazione digitale di aziende e di tutto l’ecosistema produttivo è positiva, dunque, secondo quanto emerge dalle indicazioni di più della metà degli intervistati del campione italiano (53%).

L’accelerazione tecnologica degli ultimi due anni, evidenziata da un importante aumento del traffico dati e dal consolidamento di tecnologie come l’Internet of Things, il Cloud, l’Intelligenza Artificiale, è fonte di grande valore sociale e finanziario e pone le basi per possibili utilizzi futuri della grande mole di dati e informazioni a nostra disposizione.

Trasformazione digitale: criticità da mitigare e barriere da abbattere

Se da un lato il contesto macroeconomico unito alla percezione positiva degli addetti ai lavori fa ben sperare e disegna un quadro di sviluppo digitale e tecnologico fiorente, dall’altro permangono invece delle criticità da mitigare e delle importanti barriere da abbattere per porre le basi del mix vincente.

Dalla ricerca, infatti, emerge che più di un singolo investimento è necessaria la combinazione equilibrata e più adatta delle diverse tecnologie esistenti. Una sorta di ricetta vincente che, combinata agli obiettivi strategici dell’azienda ed all’eliminazione delle barriere esistenti (queste ultime legate principalmente ai carenti investimenti infrastrutturali, ai requisiti di sicurezza ed al costo delle stesse tecnologie) rafforzi le già solide basi della crescita con le tre S: Sostenuta, Sostenibile e Sicura.

Tecnologie per l’innovazione

La recente pandemia ha accelerato il processo di comprensione, da parte delle aziende italiane e non, di quanto l’innovazione digitale sia una leva fondamentale di competitività e crescita. Nel 2022 circa la metà delle imprese italiane hanno aumentato lo spending in Tech con una previsione di crescita superiore al 4% negli investimenti. Secondo gli intervistasti da EY Tech Horizon bisognerà scoprire il giusto mix di Cloud, Data and Analytics, Artificial Intelligence (AI), Machine Learning (ML), e Internet of Things (IoT) quale ricetta vincente di una transizione tecnologica sostenibile e sicura. Secondo i leader e gli imprenditori intervistati dall’EY Tech Horizon i trend di investimento nel nostro Paese per i prossimi due anni vedono Data e Analytics al primo posto (22%), seguito da Internet of Things (20%), Cloud (18%) ed Artificial Intelligence e Machine Learning (15%).

Tra le indicazioni più interessanti emerge anche che per il 51% degli intervistati in Italia una forte partnership tra aziende e operatori professionali con expertise tecnologiche complementari può essere un fattore trainante per una trasformazione di successo.

Dati e Intelligenza Artificiale

Il mercato dell’AI è in grande espansione. I dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence Politecnico di Milano parlano chiaro: il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Italia è cresciuto del +27% nel 2021, raggiungendo la quota di 380 milioni di euro: un valore importante, raddoppiato in neanche due anni. La grande disponibilità di dati accessibili dà la possibilità di moltiplicare il valore in modo sostanziale. La ricerca EY Tech Horizon cita due possibili usi per la creazione di valore, entrambi maggiormente percepiti in Italia rispetto al resto del mondo.

La prima riguarda l’uso dei data interni per la creazione di nuovi prodotti (37% Italia, 34% per il resto del mondo) e l’uso di dati esterni e interni per creare valore (54% in Italia, 42% nel resto del mondo). La seconda invece riguarda più in generale la combinazione tra Data Analytics e Intelligenza Artificiale, indicata dal 45% degli intervistati in Italia come fattore centrale per prevedere e soddisfare le richieste dei clienti. Tema quest’ultimo che pone l’attenzione sulle barriere che esistono (skill dei dipendenti su data e analytics e problematiche che riguardano la sicurezza dei dati e la scarsa percezione di sicurezza dei consumatori).

Rafforzare le competenze per essere data centrici

La creazione di valore dall’accesso ai dati disponibili e la capacità di elaborazione degli stessi presuppongono che si dia un ruolo sempre più importante e centrale ai talenti, attenzionando una cultura trasformativa basata sui dati, sulle competenze digitali di dipendenti e collaboratori e sui continui investimenti in formazione di talenti, giovani e non.

Osservando i risultati della ricerca EY Tech Horizon è possibile notare come i principali ostacoli alla trasformazione verso un’organizzazione data centrica sono l’upskilling ed il reskilling della forza lavoro (18% in Italia contro il 16% nel resto del mondo) e la difficoltà di trattenere dipendenti qualificati (19% contro il 16%). In Italia, inoltre, la scarsa consapevolezza delle competenze già possedute costituisce un’ulteriore barriera e, sommata alle difficoltà dei dipendenti di lavorare da remoto, genera un impatto sulla trasformazione più forte che nel resto del mondo (22% rispetto al 16%). Per tali motivi le aziende sono sempre più impegnate sia nella valutazione dei gap di competenze sia nel comprendere dove investire ed offrire programmi di formazione obbligatoria, upskilling e reskilling per rafforzare le competenze digitali e tecnologiche presenti.

Rispondere alle esigenze dei clienti

Tale centralità del dato, però, si deve riflettere anche sulla Customer Experience, tema sempre più critico per le imprese che lottano quotidianamente per tenersi al passo con i cambiamenti volatili della domanda dei consumatori. Per rispondere alle preferenze in continua evoluzione dei clienti, infatti, è importante che un’organizzazione costruisca ed evolva verso una cultura aziendale basata su una customer-centricity completa, a tutto tondo, sia come migliore esperienza sia come maggior protezione e sicurezza per il cliente ed i suoi dati.

I principali fattori critici per una trasformazione di successo

Secondo i dati della ricerca EY Tech Horizon, in Italia al primo posto fra i principali fattori critici per una trasformazione organizzativa di successo c’è un importante focus su cyber security e privacy: il 15% in Italia, che scende all’11% nel resto del mondo. Al secondo posto, invece, mentre il 12% degli intervistati in Italia sottolinea l’importanza della customer experience e di una cultura aziendale incentrata sulla customer-centricity, nel resto del mondo la soddisfazione del cliente sale fino al 14%. Inoltre, tale centralità, assume delle accezioni differenti: in Italia porta alla creazione di nuovi prodotti che soddisfino le mutevoli esigenze (secondo il 40% degli intervistati), nel resto del mondo, invece, l’effetto principale è quello di guidare l’innovazione nei prodotti già esistenti, semplificandone l’esperienza (45%).

La spinta e la rapida crescita degli ultimi anni porta con sé la difficoltà di monitorare il valore della cultura incentrata sul cliente, secondo il 29% degli intervistati del campione italiano rispetto al resto del mondo (25%).

Conclusioni

In sintesi, i fattori di successo delle trasformazioni, oltre che una forte sponsorship da parte del top management, sono legati al miglioramento della Customer Experience, alla forte attenzione ai temi Cyber e all’adozione di nuove tecnologie, in particolare di Data & Analytics, incluso Machine Learning e Artificial Intelligence, Cloud e IoT. Per continuare in questa direzione, però, bisogna focalizzarsi sulle barriere ancora presenti sul mercato: il costo dell’infrastruttura, i rischi di cybersecurity, l’integrazione tra sistemi e la capacità di definire opportunamente le priorità. La capacità di far leva su partnership strategiche ed il rinnovamento delle competenze sono e saranno un elemento chiave per tutte le aziende italiane che vogliono intraprendere o rafforzare tale percorso.

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