Relazione annuale

NextGeneration UE, l’Europa a vele spiegate verso la sovranità digitale

Il NextGenerationUe 2022 entra nel vivo. I dati – nel cloud, con la cyber security – sono uno dei tasselli fondamentali della strategia e priorità per il 2022, a quanto si legge nella relazione annuale sul piano appena pubblicata. In altre parole, a tutta forza verso la sovranità digitale dell’Europa

16 Mar 2022
Luisa Franchina

Presidente Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche

C’è il completamento della strategia sui dati con le normative digital services act e digital markets act tra le priorità 2022, a quanto si legge nella relazione annuale dell’Europa sul NextgenerationEU. Ma anche la strategia cybersecurity europea e, sullo sfondo, la necessità di prendere in mano il mercato del cloud.

Insomma, la sovranità digitale, in particolare con il controllo dei dati degli europei, è chiave del piano dell’Unione europea varato a causa della pandemia di Covid-19, a quanto si legge nella relazione. E non può essere un caso, in tempi di conflitto, aperto o ibrido tra potenze, dove l’Europa affronta la sfida ora di lasciare un ruolo fragile e ambiguo per affermarsi con chiarezza nel panorama geopolitico.

Il piano NextGenerationEU

Le scommesse sono puntate su NextGenerationEU. Un piano comprende un bilancio di oltre un miliardo di euro e una serie di pacchetti mirati a sostenere la ripresa economica dell’unione, già lanciati nel febbraio 2021.

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Cyberwarfare e sovranità digitale, così si è spaccata internet

Il piano NextGenerationEU, che dispone di 800 miliardi di euro, servirà, oltre a rimediare ai danni economici causati dalla pandemia, anche a sovvenzionare gli investimenti degli Stati membri, con l’obiettivo di velocizzare la trasformazione digitale e quella ambientale, aumentando la loro resilienza energetica nazionale e quella dell’UE. Tuttavia, per poter beneficiare dei fondi associati allo strumento, gli Stati membri devono presentare alla Commissione il proprio piano nazionale, il quale deve rispettare alcuni vincoli imposti. Almeno il 37% delle spese effettuate dallo Stato deve essere riservato alle riforme e iniziative a favore dell’ambiente, mentre per le spese relative alla transizione digitale viene riservato almeno il 20%. Tuttavia, il sostegno viene dato anche ad ulteriori settori, come quello finanziario o sanitario[i].

Nel particolare, con l’avvento della pandemia di Covid-19 è cambiato il ruolo della digitalizzazione e l’impatto che questo processo ha sull’economia e la società. Le tecnologie digitali, infatti, hanno permesso la continuazione delle attività economiche e sociali anche durante la crisi. Al fine di completare tale trasformazione entro il 2030 e diventare un modello di riferimento internazionale, l’Unione Europea ha avviato un’intensa cooperazione tra gli Stati membri, resa possibile proprio dal piano NextGenerationEU.

Queste politiche sono orientate, inoltre, a dare supporto alle piccole imprese per far sì che adottino tecnologie più avanzate, oltre a fornire alle persone delle competenze digitali di base, garantendo a tutti l’accesso a internet. Parallelamente alle iniziative per le imprese, l’Unione Europea si è ulteriormente impegnata a raggiungere l’eccellenza nell’ambito delle tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale e i cloud computing, le quali potranno essere utili per contrastare le numerose sfide che caratterizzano la nostra società. Prima di riuscire a raggiungere questi obiettivi, l’Unione Europea dovrà necessariamente affrontare le problematiche causate dalla pandemia, in particolare, le numerose lacune in termini di connettività e competenze digitali, associate alla creazione di infrastrutture digitali sicure ed affidabili. In questo contesto, è stato avviato il nuovo programma Europa digitale, che disporrà per i prossimi sette anni, di 7,5 miliardi di euro, da utilizzare per portare la tecnologia digitale alle imprese, alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini. Nel 2020 sono state proposte dalla Commissione la legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali, con lo scopo di creare uno spazio digitale sicuro e accessibile a tutti gli utenti. L’accordo sulle proposte di legge è previsto nel 2022[ii].

Il ruolo del cloud

Di fatto, un altro tema molto rilevante che viene evidenziato nel piano UE è quello relativo al Cloud Computing. Negli ultimi tempi, il cloud viene utilizzato sempre più frequentemente, in quanto permette di conservare e accedere ai dati facilmente. Si assiste, inoltre, alla decisione da parte di aziende di accedere alle risorse informatiche ospitate da provider esterni, invece di costruire la propria infrastruttura informatica; un sistema conosciuto come cloud computing. Si prevede che entro il 2025, l’80% di tutti i dati sarà conservato in dispositivi intelligenti vicini all’utente e non in grandi centri dati come invece accade oggi. Anche in questo campo, l’Unione Europea si impegnerà a sfruttare il potenziale del cloud e a sostenere lo sviluppo delle tecnologie emergenti come l’Internet of Things e l’Intelligenza Artificiale[iii].

Con l’incremento delle persone attive in rete, sono aumentati anche gli attacchi informatici, sempre più frequenti e dannosi, principalmente a danno dei sistemi sanitari, le pubbliche amministrazioni e le infrastrutture critiche. Per questo motivo, nel 2021, la Commissione ha avviato l’istituzione dell’unità congiunta per il cyberspazio, nell’ambito della strategia dell’Unione Europea; una piattaforma con lo scopo di rafforzare la cooperazione tra le istituzioni e agenzie europee e le autorità dei singoli Stati membri. L’unità potrà disporre della preparazione dell’industria della cybersecurity, per aiutare l’UE a contrastare le minacce informatiche. Un’ulteriore sfida relativa allo sviluppo della tecnologia e alla transizione digitale è quella di dover garantire il corretto utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale. Per affrontarla, la Commissione ha pubblicato una proposta relativa al primo quadro giuridico sull’IA al mondo, così da rendere i prodotti più sicuri per chi li utilizza. In aggiunta, l’Unione Europea è già impegnata con il finanziamento di diversi progetti di Intelligenza Artificiale, che forniscono soluzioni a molti settori, tra i quali quelli agricolo, sanitario e dell’informazione[iv].

Cambiamento climatico

Ciononostante, uno degli obiettivi principali dell’Unione Europea rimane quello di contrastare il cambiamento climatico attraverso politiche “green” e la cooperazione con enti internazionali, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Nell’ambito del Green Deal europeo, la Commissione si impegna nell’incentivare l’utilizzo di nuove tecnologie e combustibili puliti nel settore del trasporto aereo e marittimo, a promuovere il trasporto ferroviario, anche a lunga percorrenza, e a revisionare la direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti. In particolare, la revisione della direttiva permetterà l’emergere di nuove tipologie di mobilità su strada e di nuove applicazioni per la mobilità connessa e automatizzata, stimolando la creazione di servizi intelligenti per regolare il traffico.

Il cyberspazio

Per quanto concerne il cyberspazio, gli obiettivi europei possono essere riassunti in tre pilastri fondamentali: garantire una risposta coordinata dell’Unione Europea alle crisi e alle minacce che riguardano la cybersecurity; sostenere i lavoratori del settore della cybersecurity per permettergli di migliorare la loro conoscenza tecnica, ottimizzando in contemporanea la comunicazione al grande pubblico; e garantire una preparazione congiunta.

Nel 2021 ha lanciato l’unità congiunta per il cyberspazio, una nuova piattaforma che mira a rafforzare la cooperazione tra le istituzioni e le agenzie dell’Ue e le autorità nazionali degli Stati membri. Collaborerà con il mercato della cyber. Sarà operativa probabilmente nel corso del 2022

Nel 2021 è entrato in vigore il regolamento che istituisce il Centro europeo di competenza per la cybersicurezza nell’ambito industriale, tecnologico e della ricerca e la rete dei centri nazionali di coordinamento; la Commissione ha iniziato a lavorare con le autorità rumene all’allestimento del Centro a Bucarest.

Queste iniziative vengono elaborate nell’ambito dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza, che si occupano di illustrare le riforme da attuare per accelerare la transizione verso un’Unione Europea più verde e digitale[v][vi].

In conclusione

Note

[i] L’UE nel 2021 – Publications Office of the EU (europa.eu), https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/92b9b0d3-9e14-11ec-83e1-01aa75ed71a1

[ii] L’UE nel 2021 – Publications Office of the EU (europa.eu), https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/92b9b0d3-9e14-11ec-83e1-01aa75ed71a1

[iii] L’UE nel 2021 – Publications Office of the EU (europa.eu), https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/92b9b0d3-9e14-11ec-83e1-01aa75ed71a1

[iv] Transizione digitale, la Ue rilancia su cyberspazio e sovranità tecnologica – CorCom (corrierecomunicazioni.it), https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/transizione-digitale-la-ue-rilancia-su-cyberspazio-e-sovranita-tecnologica/

[v] Transizione digitale, la Ue rilancia su cyberspazio e sovranità tecnologica – CorCom (corrierecomunicazioni.it), https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/transizione-digitale-la-ue-rilancia-su-cyberspazio-e-sovranita-tecnologica/

[vi] L’UE nel 2021 – Publications Office of the EU (europa.eu), https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/92b9b0d3-9e14-11ec-83e1-01aa75ed71a1

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