le azioni

Consip e l’Agenda digitale 2017-2019: bilancio e futuro

Il potenziamento del Mepa, per raggiungere 300 mila imprese entro fine 2019, le gare strategiche nazionali per la trasformazione digitale, risparmi da digitalizzazione pari a 2,3 miliardi di euro. Ecco tutto il digitale che sta facendo Consip, a quanto risulta dal primo rapporto di sosteniblità

06 Ago 2018
Francesco Licci

Divisione relazioni istituzionali e comunicazione, Consip

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Il primo Rapporto di sostenibilità recentemente pubblicato da Consip è un ulteriore passaggio nel percorso verso la piena trasparenza e accountability dell’attività aziendale.

Certamente, come nella natura stessa di un documento del genere, vi si può leggere un’approfondita analisi degli impatti di natura economica, ambientale e sociale generati nell’anno preso in esame – il 2017 – ma proprio per la ricchezza dei dati e delle informazioni narrate, esso si presta anche a letture trasversali che offrono una visuale diversa sui temi trattati.

Un esempio di lettura tematica è il tema della digitalizzazione. Un tema – potremmo dire – quasi costitutivo per l’azienda, in quanto struttura portante della sua missione.

Gli strumenti d’acquisto digitali per la riqualificazione della spesa pubblica

Una prima declinazione di questo percorso tematico riguarda gli strumenti di e-procurement, per i quali Consip è maggiormente nota al grande pubblico. Il Programma di razionalizzazione degli acquisti della Pubblica Amministrazione è il progetto, che Consip realizza per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il quale l’azienda contribuisce alla riqualificazione delle spesa pubblica, contribuendo a razionalizzarla (leggi risparmio) e a migliorare l’efficienza, efficacia e trasparenza degli acquisti pubblici. Protagonisti di tale progetto sono gli strumenti di acquisto on-line per le PA, operativi attraverso la piattaforma elettronica, che hanno fornito in questi anni una grande spinta alla digitalizzazione dei processi d’acquisto di tutta la PA, contribuendo al contempo al monitoraggio e al governo della spesa pubblica.

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Nell’ambito del Programma di razionalizzazione, Consip agisce direttamente sulla spesa per beni e servizi attraverso l’utilizzo di strumenti di acquisto (Convenzioni, Accordi quadro) o si pone come intermediario fra amministrazioni e mercato attraverso gli strumenti di negoziazione (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione – Mepa, Sistema dinamico di acquisto della PA – Sdapa, Gare in Application Service Provider – ASP). Inoltre, per specifiche iniziative di acquisto di singole Amministrazioni, offre a queste ultime la possibilità o di utilizzare la piattaforma (gare in Asp) o di realizzare la gara per loro conto (gare su delega).

Numeri importanti, quelli fatti segnare su questo fronte nel 2017: oltre 47 miliardi di spesa presidiata e quasi 9 miliardi di acquisti intermediati attraverso gli strumenti Consip.

Il Mepa, motore della digitalizzazione per PA e imprese

In questo contesto, è doveroso dedicare un focus al Mepa. Uno strumento che ha rivoluzionato il mondo degli acquisti sotto soglia dalla sua introduzione e oggi rappresenta il punto di riferimento quotidiano per decine di migliaia di pubbliche amministrazioni e imprese che vi operano quotidianamente. Uno strumento in cui il processo d’acquisto è totalmente digitalizzato, dalla procedura di gara fino alla conclusione del contratto, e che in tal modo ha contribuito a fornire una forte spinta alla digitalizzazione sia delle amministrazioni sia delle aziende.

Proprio nel 2017 il Mepa è stato riorganizzato con l’obiettivo di renderlo sempre più “universale”, semplificando la struttura dell’offerta e allargando la copertura merceologica, per ricomprendere la quasi totalità degli acquisti sottosoglia di rilievo comunitario (valutata nel 2017 pari a circa 25 miliardi di euro). Anche la piattaforma digitale è stata potenziata e trasformata, passando da un semplice catalogo elettronico per un limitato numero di merceologie a uno strumento totalmente flessibile, che non consente solo di fare acquisti dal catalogo, ma anche di avviare negoziazioni a partire da un prodotto o un servizio generico, con un’estensione merceologica sempre maggiore.

Parliamo di uno strumento complesso, che ha gestito oltre 600mila transazioni nel corso dell’anno, per un valore pari a circa 3,1 miliardi di euro e il cui potenziale di espansione è ancora molto ampio se si considera il mercato potenziale della spesa pubblica e il numero di imprese che possono operare nell’ambito della domanda pubblica: alla fine del 2017 le aziende iscritte al Mepa erano oltre 70mila, ma l’obiettivo è raggiungere un valore superiore alle 300mila unità entro la fine dell’esercizio 2019.

Il contributo Consip alla digitalizzazione del Paese: le gare per l’Agenda digitale

Oltre che attraverso gli strumenti, il tema della digitalizzazione nell’attività Consip può essere declinato anche in termini di contenuti.

Infatti, all’interno del più ampio progetto di digitalizzazione del Paese, Consip supporta l’Agenzia per l’Italia Digitale nella realizzazione dell’Agenda digitale italiana, la strategia nazionale per accelerare lo sviluppo dell’infrastruttura digitale e promuovere la diffusione dell’uso delle tecnologie, dei servizi e dei processi digitali. Lo fa realizzando le gare a supporto di progetti quali il Sistema Pubblico di connettività (SPC), le Reti telematiche delle pubbliche amministrazioni, la Rete internazionale della Pubblica Amministrazione – Ripa di concerto con Agid. Inoltre, le è assegnato il ruolo di centrale di committenza per la stipula di contratti quadro per l’acquisizione di applicativi informatici e per l’erogazione di servizi di carattere generale riguardanti il funzionamento degli uffici della PA.

Il contesto operativo in cui Consip opera si è arricchito nel corso del 2017 con il varo del Piano triennale per l’informatica nella PA. Il documento, stilato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e dal Team per la Trasformazione Digitale, traccia l’indirizzo strategico attraverso cui viene definito il modello di evoluzione del sistema informativo della PA. Nella trasformazione di sistema, il contributo di Consip è quello di svolgere il ruolo di procurer per le grandi gare che riguardano le infrastrutture e i servizi di base dell’Agenda digitale, ma anche di essere promotore in generale di una più ampia digitalizzazione del procurement.

In questo ambito è oggi attiva un’offerta Consip su connettività IT (l’infrastruttura per la connessione in rete), cloud (servizi erogati su infrastrutture comuni che servono più amministrazioni), cooperazione applicativa, identità digitale e sicurezza (fondamentali per un dialogo sicuro e per assicurare la protezione dei dati), realizzazione di portali e servizi on-line (i canali d’accesso ai servizi) e servizi integrati per i sistemi gestionali (la “spina dorsale” dei processi amministrativi). Sono contratti quadro messi a disposizione delle PA per supportarle nel loro processo di digitalizzazione e modernizzazione, che valgono complessivamente circa 5 miliardi di euro.

Sono poi state avviate o sono in corso di avvio le prime tre gare strategiche nazionali per la trasformazione digitale del Paese: “Sistema informativo dell’Istruzione”, “Sistema informativo della Salute – Nsis”, “Digital transformation delle PA”.

La ricaduta economica della digitalizzazione

In un Rapporto di sostenibilità è fondamentale, oltre a rendicontare fatti, fornire anche un valore economico delle ricadute della propria azione. È quello che Consip ha fatto attraverso l’analisi del “valore creato”, che ha un focus specifico sui “risparmi da digitalizzazione” indotti con i propri strumenti: il beneficio per le PA della diffusione di nuove modelli e modalità di acquisto viene stimato complessivamente in un valore pari a circa 2,3 miliardi di euro.

L’azione di efficientamento dei processi di acquisto, che si basa sulla adozione di soluzioni innovative di acquisto (es. e-shop con possibilità di ordinare “a scaffale” e con procedure amministrative semplificate), comporta un rilevante risparmio sui tempi e sugli impegni del personale degli uffici pubblici (giorni/persona) necessari a completare le procedure di approvvigionamento. Il valore che ne deriva è pari a 2.293 milioni di euro (pari a un totale di oltre 75mila procedure d’acquisto non effettuate grazie all’utilizzo di strumenti Consip).Tre sono le componenti di tale beneficio economico:

L’utilizzo di procedure aggregate, dove la “stazione appaltante” è Consip, permette di abbattere gli eventuali ricorsi a cui le amministrazioni potrebbero andare incontro acquistando autonomamente. Tale eventualità viene sopportata da Consip per tutte le PA consentendo un risparmio stimato pari a 6 milioni di euro (pari a 297 contenziosi evitati)

Inoltre, dal 2014, Consip ha avviato un servizio innovativo e gratuito, destinato alle imprese abilitate al Mepa, che consente di generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche relative alle transazioni concluse sul Mepa o riguardanti anche altre operazioni, nel formato previsto dal Sistema di interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate. Il servizio accompagna le imprese nell’assolvimento degli obblighi di legge in tema di fatturazione elettronica. Il risparmio stimato per le pubbliche amministrazioni è pari a 4 milioni di euro.

La ricaduta ambientale della digitalizzazione

Accanto alla valorizzazione economica, in un Rapporto di sostenibilità non può mancare una quantificazione delle ricadute ambientali. Nell’ambito del modello di valorizzazione dell’azione Consip, sono state analizzate anche altre componenti di risparmio oggi non contabilizzate: quelle legate al Green Public Procurement (GPP), ovvero agli acquisti verdi, e alla dematerializzazione documentale. Il valore complessivo che ne deriva è pari 813 milioni di euro.

Il secondo aspetto in particolare, quello della dematerializzazione documentale (il cui risparmio è stato valorizzato in circa 435 milioni di euro), è il risultato del processo di digitalizzazione degli acquisti. Si stima che nel 2017, grazie all’utilizzo di strumenti di e-procurement, siano stati risparmiati oltre 50 milioni di fogli di carta, che insieme al risparmio sui costi di archiviazione dei documenti, ha generato il valore sopra riportato.

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