Dopo oltre due anni di paralisi operativa e procedurale, il Registro dei titolari effettivi ritorna al centro dell’ordinamento antiriciclaggio nazionale e europeo. La pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea deriva da un articolato contenzioso presentato dinanzi al Consiglio di Stato italiano da parte di una serie di società fiduciarie. Al centro della controversia figurano, in particolar modo, le norme italiane di recepimento delle direttive UE 2015/849 (IV Direttiva AML) e 2018/843 (V Direttiva AML) e il relativo decreto attuativo MEF n. 55/2022.
scenario
Registro dei titolari effettivi, cosa cambia con la sentenza della Corte UE
La Corte di Giustizia UE chiarisce il perimetro del legittimo interesse per l’accesso al Registro dei titolari effettivi, confermando un modello selettivo che bilancia trasparenza societaria, prevenzione del riciclaggio e tutela dei dati personali. Per i soggetti obbligati, il Registro resta invece uno strumento di supporto all’adeguata verifica
Consulente Tecnico Antiriciclaggio di Alavie

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