Lo scenario

“Sbloccare” l’Italia col procurement: la PA non ha più alibi

Grazie alle nuove norme, gli strumenti ormai ci sono. Ora bisogna fare in modo che vengano usati. È, quindi, necessario un cambio di rotta: oltre agli incentivi per le imprese serve favorire la domanda di innovazione

Pubblicato il 31 Lug 2017

Renzo Turatto

Oecd Leeds*

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
procurement_579046744

Il principale problema che oggi l’economia continentale deve affrontare, secondo la Commissione europea e non solo, è la mancanza di un uso strategico dell’innovazione nelle politiche pubbliche ai diversi livelli di governo.

Assieme ad altri fattori, questa carenza ha influito negativamente sulla capacità di crescita del sistema determinando, specie in paesi quali il nostro, un progressivo rallentamento delle dinamiche di sviluppo registrate negli ultimi anni.

Tutto questo impone una riflessione sulle politiche fino a qui adottate in materia di innovazione. In particolare, considerato che quelle di incentivo all’offerta si sono dimostrate insufficienti, è evidente la necessità di un cambio di rotta: oltre agli incentivi per le imprese che innovano serve favorire la domanda di innovazione e, nello specifico, servono politiche volte a usare il procurement pubblico come strumento per intervenire sui limiti di mercato che ostacolano l’introduzione e la diffusione di prodotti innovativi derivanti tanto dall’assenza di mercati dedicati a prodotti innovativi a elevate potenzialità, quanto dall’insufficiente articolazione della domanda relativa agli stessi prodotti. L’idea è che quando una pubblica amministrazione acquisisce un bene-servizio innovativo per l’esecuzione di una propria funzione, questa acqusizione può costituire l’occasione sia per la creazione – e la diffusione su scala sufficientemente ampia – di soluzioni non esistenti, sia per il manifestarsi di innovazioni di tipo incrementale tramite cui prodotti esistenti vengono via via adattati all’evoluzione della domanda. In aggiunta, una domanda pubblica fortemente connotata dal punto di vista tecnologico favorisce l’instaurarsi di un ambiente dinamico, dato l’affermarsi di una maggiore propensione all’innovazione lungo l’intero ciclo di vita delle tecnologie e dii maggiori investimenti dovuti alla riduzione dei rischi e delle incertezze del mercato.

Il punto di riferimento per questo tipo di politiche è rappresentato dalle esperienze in questo campo fatta in alcuni paesi.

L’esempio piú noto è quello degli Stati Uniti, dove da sempre gli appalti pubblici sono usati come strumento di promozione tecnologica in settori quali la difesa, la sicurezza, l’aeronautica, l’informatica e la ricerca spaziale e dove queste politiche pubbliche sono alla base di alcune delle principali innovazioni tecnologiche del ‘900 quali il GPS (Global Positioning System) e la tecnologia IP (Internet Protocol), entrambe frutto di programmi di spesa pubblica nati inizialmente per scopi militari.

Un altro caso famoso è quello del Giappone, dove il mondo pubblico e il settore privato hanno dato vita a consorzi misti per lo sviluppo tecnologico in settori-chiave. Oppure quello della Svezia, con una pubblica amministrazione e un sistema di grandi imprese, operanti nei settori strategici, che hanno dato vita a partnership di sviluppo, finalizzate alla realizzazione di grandi infrastrutture tecnologiche.

Per anni, in Italia, la possibilitá di avviare politiche come queste si è scontrata con un sistema di norme fortemente orientato a garantire – quantomeno sulla carta – un procurement pubblico impostato sul principio della libera concorrenza.

Il punto però è che la concorrenza funziona, e assicura esiti ottimali, lì dove si tratta di produrre beni e servizi standard, non quando chi compra chiede un’innovazione. In questi casi non siamo di fronte a qualcosa di definito da comprare al prezzo più coneniente: siamo nella situazione in cui il compratore sa che gli serve qualcosa in grado di risolvere il suo problema ma non ha chiare le specifiche tecnico-prestazionali della soluzione che cerca.

Oggi però anche questo problema non esiste più. Un po’ per effetto dell’azione dell’Unione europea, un po’ grazie alle regole introdotte dal nuovo Codice degli appalti (specie nella sua versione “corretta”), ciò che impediva alle pubblica amministrazione di dare vita azioni di procurement orientate all’innovazione è venuto meno.

Non ci sono piú scuse: gli strumenti ci sono. Ora bisogna fare in modo che vengano usati!

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

People&Change

Tutti
AI IN AZIENDA
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
COMPETENZE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership

Articoli correlati

1
0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x