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Connettività negli ospedali: la rete 5G entra nella cura del futuro



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Negli ospedali la mobilità di personale, dispositivi e dati rende la connettività indoor un’infrastruttura sempre più strategica. Wi-Fi, DAS e 5G Standalone diventano centrali per sostenere sanità digitale, sicurezza, telemedicina, AI e nuovi servizi clinici resilienti

Pubblicato il 6 ago 2026

Alessio Petreschi

Direttore Generale e Responsabile Commerciale per il Nord Italia ed Israele, Ericsson



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Oggi negli ospedali la mobilità è un elemento essenziale per molte ragioni. Il personale si sposta tra reparti ed edifici; i dispositivi medici generano flussi costanti di dati in tempo reale; per curare i pazienti è necessario poter accedere in ogni momento ad applicazioni, piattaforme di comunicazione, sistemi di imaging, cartelle cliniche.

Connettività indoor ospedali: i limiti delle infrastrutture esistenti

Le infrastrutture di connettività presenti in molte strutture ospedaliere, però, sono state pensate per esigenze del passato: periodicamente sorgono dei problemi, ma soprattutto, nel tempo, si accumula un impatto negativo sull’operatività. Il personale sanitario perde tempo: per riconnettersi, per reinserire informazioni, per gestire l’attività con copertura insufficiente; ad ogni nuovo flusso di lavoro che si connette a una rete wireless già sotto sforzo aumenta la complessità di gestione per il personale IT; le nuove iniziative di digitalizzazione sono ostacolate perché la rete non può sostenerne le esigenze di densità, mobilità e prestazioni.

Una nuova era di affidabilità per la sanità digitale

Se fino a poco tempo fa in molti ospedali una connettività “per lo più affidabile” poteva bastare, ora non può più. È necessario intervenire sul divario tra le capacità dell’infrastruttura e gli obiettivi di una sanità sempre più digitalizzata, che cerca maggiore efficienza, capacità di cura e supporto per i professionisti sanitari – e quindi investe in soluzioni basate su AI, comunicazione in tempo reale, piattaforme di monitoraggio dei pazienti da remoto, tecnologie medicali connesse.

I dati ci dicono che il tema va affrontato oggi: in Italia, ad esempio, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, l’Intelligenza Artificiale è entrata stabilmente tra le priorità di investimento delle aziende sanitarie interpellate (nel 71% dei casi, in crescita di 8 punti rispetto alla rilevazione del 2025), ma troviamo anche la telemedicina (76%) – che è stata anche oggetto di un intervento specifico del PNRR.

Il successo di un’implementazione governata e sicura di queste ed altre tecnologie in un ambiente ospedaliero dipende da una connettività indoor affidabile. Se non c’è, anche le soluzioni più avanzate non riescono a generare valore, creando frustrazioni, rallentamenti e inefficienze i cui costi non si vedono quasi mai in modo diretto, perché si misurano in tempo perso, irregolarità dei flussi di lavoro, complessità IT, sovrapposizioni e ridondanze tecnologiche, soluzioni “manuali” per aggirare i problemi, minore resilienza operativa.

Wi-Fi e DAS indoor nelle strutture ospedaliere

In molte strutture ospedaliere la connettività indoor si basa su una combinazione di Wi-Fi e piattaforme cellulari / DAS (Distributed Antenna Systems) indoor progettate per un’epoca in cui c’erano molti meno dispositivi, serviva meno mobilità e c’era più tolleranza per le variazioni nelle prestazioni.

Dato che la copertura cellulare indoor fornita da una rete pubblica spesso risulta discontinua e non è sotto il controllo diretto del personale IT ospedaliero, il Wi-Fi è diventato la scelta di default in una varietà di casi d’uso che hanno finito per superare le capacità di rete inizialmente previste, scatenando una serie di problemi.

La carenza di connettività cellulare porta sempre più flussi di lavoro critici sul Wi-Fi, la rete si congestiona, le prestazioni diventano imprevedibili: i team IT intervengono in modo incrementale – aggiungendo access point, overlay, tuning – per stabilizzare la situazione nel breve termine. Questo però causa un costante aumento dei costi, della complessità di gestione IT e del carico operativo: l’infrastruttura non regge bene sotto sforzo e una soluzione nata per essere flessibile diventa fragile.

La connettività ospedaliera è un’infrastruttura strategica

Oggi gli ospedali sono tra gli ambienti wireless più esigenti: ci sono migliaia di dispositivi connessi simultaneamente, la mobility è richiesta 24 ore su 24, la rete deve poter affrontare con affidabilità emergenze, picchi di lavoro, incidenti informatici, e garantire il minimo ritardo.

In contesti di questo tipo un problema tecnico può trasformarsi velocemente in un’interruzione operativa, e in alcuni casi mettere a rischio la sicurezza dei pazienti; lo scenario è aggravato dal crescente impatto degli attacchi informatici, che prendono di mira in modo crescente proprio le strutture sanitarie.

Le aziende ospedaliere più accorte hanno già compreso che la connettività oggi è un’infrastruttura strategica, e hanno quindi iniziato a rivedere la loro connettività indoor considerandola ciò che è: un elemento fondamentale per una cura più moderna ed efficace

I progetti di modernizzazione puntano a creare ambienti wireless indoor più prevedibili, scalabili e resilienti senza trasformare completamente i sistemi già esistenti. L’obiettivo non è solo ottenere una migliore copertura: una rete wireless affidabile e ad alte prestazioni riduce le frizioni operative, supporta i nuovi flussi di lavoro ed è essenziale per la sanità del futuro.

Sicurezza nativa: un vantaggio strutturale del 5G

Alla base di questa evoluzione c’è anche un salto di qualità in termini di sicurezza, elemento sempre più decisivo in un settore che gestisce dati estremamente sensibili ed è sempre più spesso bersaglio di attacchi informatici. A differenza del 4G e delle reti Wi-Fi, dove l’identificativo del dispositivo può essere esposto durante la fase di connessione e diventare bersaglio di intercettazioni tramite falsi ripetitori, il 5G impedisce la trasmissione in chiaro dell’identità dell’utente, sostituendola con un’identità temporanea criptata. La protezione crittografica, inoltre, non si limita al primo tratto di rete, ma copre l’intero percorso dei dati fino alla Core, secondo standard obbligatori e non opzionali.

A questo si aggiunge il network slicing, che consente di isolare logicamente il traffico critico (come ad esempio cartelle cliniche, dispositivi medicali connessi, comunicazioni d’emergenza) dagli altri flussi che condividono la stessa infrastruttura fisica. Per un settore in cui un’interruzione o una violazione dei dati può avere conseguenze dirette sulla sicurezza dei pazienti, questo livello di protezione nativa non è un dettaglio tecnico, ma un requisito strategico.

5G Standalone per la sanità: il caso italiano

La prossima frontiera della connettività è il 5G Standalone, che con funzionalità come il network slicing consente a settori essenziali come la sanità di sviluppare applicazioni e casi d’uso finora impensabili.

L’Italia offre un esempio concreto di queste potenzialità. Ericsson, WindTre e Infratel Italia hanno infatti unito le forze per realizzare una rete privata 5G dedicata a supporto dei servizi sanitari, coprendo sei ospedali e 18 strutture mediche temporanee durante il più grande evento sportivo invernale del 2026, distribuito tra aree urbane e montane. In circostanze simili la pressione sulle infrastrutture sanitarie è enorme: il personale medico ha bisogno di una connettività continua e affidabile tra le montagne, nelle strutture temporanee e nei contesti operativi più complessi, dove non c’è margine per errori.

Ciò che era stato pensato per sostenere un singolo evento si è così trasformato in una piattaforma digitale permanente, capace di rafforzare la resilienza e la competitività di lungo periodo delle strutture sanitarie coinvolte e di gettare le basi per future innovazioni su scala nazionale.

Il potenziale di trasformazione dimostrato da questo progetto, dalla modernizzazione della connettività indoor negli ospedali fino all’espansione dei servizi sanitari resa possibile dal 5G standalone, mostra con chiarezza il valore strategico di investire in infrastrutture di rete mobile di nuova generazione, dal core all’edge. In un mondo in cui i bisogni sanitari crescono per l’invecchiamento della popolazione e l’aumento dell’aspettativa di vita, garantire la migliore capacità di cura nel modo più ampio ed equo possibile è un imperativo che passa, necessariamente, anche dalla connettività.

Il caso francese

In Francia, l’ospedale universitario di Bordeaux (CHU) sta realizzando, con il supporto dell’operatore Bouygues Telecom Business e di Ericsson, il progetto 5MART HO5PITAL, che in tre anni porterà la copertura 5G in 18 edifici su un’area di 45 ettari, vincitore di un bando della Connecting Europe Facility dell’Unione Europea. L’architettura è ibrida: si basa sul network slicing per dare priorità alle comunicazioni critiche dell’ospedale su un’infrastruttura condivisa con il traffico pubblico, e sarà affiancata da un livello di edge computing installato nella struttura per accelerare il funzionamento delle applicazioni.

A completare la soluzione, funzioni di geolocalizzazione di precisione attive all’esterno degli edifici grazie alla copertura 5G Standalone e all’interno tramite un sistema di localizzazione dedicato. La prima fase, con la copertura indoor dei diversi edifici del CHU, partirà nella seconda metà del 2026; dal 2027 la rete supporterà una decina di casi d’uso concreti, tra cui ambulanze connesse per il trattamento a distanza dei pazienti, modellazione 3D per la preparazione di interventi chirurgici e occhiali connessi per l’assistenza visiva in sala operatoria.

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