il commento

I “Draghi” della Sanità digitale: Brunetta, Cingolani, Colao, Messa

Quattro ministri formano una task force che possono supportare con la loro autorevolezza il ministro Speranza verso la Sanità di cui abbiamo bisogno. Ecco perché

13 Feb 2021
Sergio Pillon

Coordinatore della Trasformazione Digitale, ASL di Frosinone

digitalizzazione agenda draghi

I Draghi della Sanità digitale. Definirei così una task force della squadra di governo del Presidente Draghi, una task force forse involontaria, a mio ricordo mai vista per le possibili interazioni sullo sviluppo di un SSN digitale.

Cingolani, Brunetta, Messa, Colao

I “quattro moschettieri” che possono supportare con la loro autorevolezza il ministro Speranza sono Roberto Cingolani, Cristina Messa, Vittorio Colao e Renato Brunetta, nomi che abbiamo già  incontrato nel recente passato della faticosa strada verso la Sanità Digitale.

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Sono tutti, in modo diverso, digital champion dell’innovazione in sanità e possono costituire una squadra con il Ministro Speranza, fino ad oggi innovatore digitale, ma con moderazione. Perché sono digital champion, dove li ho incontrati nel mio lungo percorso di medico, di ricercatore e di innovatore nella sanità digitale?

Ricordate la ricetta elettronica ed il certificato telematico di malattia? Tanti difetti, tante critiche ma certamente l’assistenza durante il COVID senza ricetta elettronica sarebbe stata più difficile.

Queste due innovazioni, tra le più rilevanti degli ultimi anni, assieme al Fascicolo Sanitario elettronico, impostato nello stesso periodo, vennero dall’allora ministro della PA e dell’innovazione, Renato Brunetta, oggi ministro della Pubblica Amministrazione, e dal suo team, a cui si deve anche la battaglia successiva contro una PA sorda all’innovazione sanitaria. Riporto uno stralcio da un articolo del 2011.

Brunetta

“Facendo seguito a una prima lettera dello scorso 11 gennaio, il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta torna a sollecitare il collega Giulio Tremonti sul tema della ricetta medica elettronica. Con una nuova lettera datata 9 marzo, il titolare di Palazzo Vidoni ha infatti ricordato al Ministro dell’economia e delle finanze che le strutture di entrambi i Ministeri “collaborano proficuamente da tempo per l’applicazione delle ICT ai fini di un efficace monitoraggio della spesa nel settore sanitario e di un costante miglioramento dei servizi per i cittadini”. Brunetta si riferisce in particolare all’attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 50 del decreto legge n. 269/2003 sulla sanità digitale (convertito nella legge n. 326/2003 e modificato successivamente dalla Finanziaria 2007), che ha consentito il raggiungimento di importanti risultati, quali la distribuzione della tessera sanitaria ai cittadini, il controllo delle prestazioni erogate nonché la completa digitalizzazione delle certificazioni di malattia.

“In questo contesto – scrive Brunetta – pur essendo le soluzioni ICT ampiamente disponibili, manca ancora un percorso condiviso volto a definire le linee guida e le specifiche tecnico-amministrative per l’attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010 (art. 11, comma 16) che impone il passaggio alla c.d. ricetta digitale e cioè la sostituzione della ricetta cartacea con l’equivalente documento elettronico.

Le semplificazioni difficili

Il Ministro Brunetta ricorda al suo collega Tremonti come il passaggio dal cartaceo al digitale significhi semplificare il processo prescrittivo, ponendo il cittadino al centro e consentendo un controllo della spesa in tempo reale: il medico compila e invia online la prescrizione, rilasciando al paziente il numero di protocollo della ricetta (con eventuale copia cartacea su richiesta); il paziente usufruisce della prescrizione presentando alla farmacia la propria tessera sanitaria e il numero di protocollo della ricetta; la farmacia verifica online la prescrizione, consegna il farmaco e ne comunica contestualmente l’erogazione al sistema centrale.”

Da allora c’è voluto il COVID per rendere attuativo al 100% il processo, ma, speriamo, ora è solo l’inizio.

Messa e Cingolani

Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca e Roberto Cingolani, Ministro Della Transizione Ecologica, eravamo nel 2018 e si organizzava a Roma, a cura della rivista Forward, patrocinato dal DEP (dipartimento di epidemiologia e prevenzione) del Lazio l’evento “Le parole dell’innovazione in sanità” dove erano presenti ambedue, assieme a speaker di altissimo livello, tra cui ad esempio Trisha Greenhagh, un “guru” dell’innovazione digitale nel SSN inglese. “Quando l’innovazione diventa utile alla società” era relazione affidata a  Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto italiano di tecnologia, a Cristina Messa era affidato il tema “Aprire un dialogo tra università e industrie e fare rete”. L’idea che nel selezionare degli innovatori e dei leader nella sanitò del futuro per il convegno fossero stati scelti ben due futuri ministri non lo avremmo immaginato neppure nelle più rosee previsioni

Cristina Messa è un medico, un professore universitario, esperta nell’innovazione tecnologica ma soprattutto in grado di capire in modo profondo quali possono essere i percorsi da portare avanti per avere, nel modo migliore e nel minor tempo possibile, quelle competenze digitali che servono agli operatori ed ai manager del SSN per la gestire la transizione digitale, ma anche per promuovere quelle competenze di cui oggi abbiamo estremo bisogno tra i giovani, per tornare con la ricerca a guidare l’innovazione digitale nella salute, uno dei  motor dell’economia di tutti i paesi occidentali. L’intervento nel convegno, a proposito delle soluzioni ai problemi di ritardo dell’innovazione (…)

“Chiaramente non possono essere a livello di singoli ma di sistema. Vanno studiate con i ministeri competenti, con le regioni, nel rapporto impresa-università. Per quest’ultimo aspetto l’università può fare molto, cambiando le proprie strategie e coinvolgendo fortemente il sistema industriale. Gli atenei svolgono un ruolo essenziale per lo sviluppo delle nuove imprese nelle prime fasi di avvio e incubazione, favorendo la creazione e il supporto di nuove attività di business originate dalla valorizzazione dei risultati delle attività di ricerca. La ricerca crea così valore e benessere anche per l’intera comunità e il territorio”. A questo link l’intervento della professoressa Messa Il centro della trasformazione digitale del SSN sono le competenze, innovazione e ricerca e la dottoressa, poi professoressa ed infine ministra Messa è uno straordinario componente nella squadra dei quattro moschettieri.

Roberto Cingolani nello stesso convegno ci ha “intrigato” con effetti speciali, con robot oggi noti ma allora mai visti, che diventano nostri compagni per la riabilitazione , i temi affrontati, non a caso erano la robotica, l’intelligenza artificiale, la meccatronica e persino la meccanica quantistica dei supercomputer , temi che non siamo certo abituati a sentire citare da un Ministro, Cingolani diceva:  “Ma una delle prospettive ora più affascinanti, che si è aperta con l’impiego dell’intelligenza artificiale, della meccanica quantistica e dei supercomputer, è quella di rendere possibile addirittura la progettazione e l’accelerazione dal punto di vista chimico della produzione di un farmaco. E questo “oltre ad abbattere i costi, rende più gestibile la filiera della produzione, più democratica la medicina e probabilmente contribuisce più di qualunque altra tecnologia a diminuire le disuguaglianze. Questo risultato da solo vale tutto lo sforzo tecnologico impiegato, a partire da un robot per arrivare alla meccanica quantistica”.

“Per raggiungerlo servono infrastrutture massive, che costano fatica, sono interdisciplinari, non hanno un capo o un proprietario, ma gente umile che sia disposta a parlare partendo dalle necessità, in questo caso della clinica, che suggerisce la direttiva”. La clinica al centro della tecnologia, onorevole Ministro siamo tutti con lei in questo percorso.

Colao

Infine, Vittorio Colao, Ministro dell’innovazione, noto nel recente per il “piano Colao” annunciato e poi passato nell’ombra. Il piano lo trovate sul sito del governo, si leggono tra le righe della parte sulla salute le idee di Cingolani.

Ci sono state molte critiche al piano. Io al contrario ho apprezzato la maggior parte dei contenuti sanitari.

  • A pagina 33: “73. Piano di digital health nazionale. Sviluppare un Ecosistema Digitale Salute a livello nazionale, che connetta tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, per permettere una cura integrata a casa, presso strutture sanitarie pubbliche/private e in ospedale, attraverso personalizzazione, monitoraggio ed interventi più efficienti.
  • Il dato al centro, il punto centrale della digital health sono le informazioni , poi a pagina 41: 88. Presidi di welfare di prossimità. Implementare il modello di welfare di prossimità (luoghi fisici e virtuali di incontro, orientamento alla fruizione di servizi esistenti, definizione di interventi aggiuntivi, ecc.) nelle aree metropolitane e nelle città con più di 50.000 abitanti o in comuni consorziati, rivolto a individui e famiglie per fronteggiare e curare le fragilità emerse con la crisi o preesistenti ad essa e promuovere il benessere individuale e collettivo”.
  • E poi  “91. Progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati. Potenziare i progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati e di vita indipendente sostenuti da Budget di Salute, quale risposta ai bisogni di cura e di emancipazione delle persone fragili e rese vulnerabili (anziani, minori, persone con disabilità) attraverso investimenti produttivi di salute e di sviluppo locale. “ Altro che telemonitoraggio pazienti cronici, un piano molto più profondo, più incisivo, un buon punto da cui partire, anche per il Piano nazionale di ripresa e resilienza il PNRR.

Una bella squadra

Onorevole ministro Speranza, i quattro moschettieri ci sono, ora si tratta di fare proposte e portarle avanti, La Ministra Messa, i Ministri Brunetta, Colao e Cingolani sono una squadra forte, a Roma si dice di queste circostanze uniche “daje, ‘ché quando te ricapita? “

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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