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Sanità, obbligo fatturazione elettronica: ecco impatti e vantaggi

Sta per scattare l’obbligo di invio elettronico degli ordini da parte di tutti gli enti del sistema sanitario nazionale. Ecco i vantaggi della digitalizzazione e della dematerializzazione di tutti i documenti del ciclo dell’ordine per affrontare i nuovi obblighi in modo consapevole

23 Lug 2018

Paola Olivares

Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, Politecnico di Milano


Quando pensiamo alla fatturazione elettronica dobbiamo pensare a un’opportunità. Questo vale anche per chi lavora in Sanità. Ossia per l’obbligo di invio elettronico degli ordini da parte di tutti gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ulteriore passo verso una più completa e matura digitalizzazione del nostro Paese. Tale obbligo (stiamo attendendo a giorni la pubblicazione del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ne sancirà le regole tecniche e le tempistiche di entrata a regime) dovrebbe entrare in vigore a partire da aprile 2019, con un anticipo della messa a disposizione dell’infrastruttura in ambiente di test a partire da ottobre 2018.

I vantaggi della fattura elettronica nel ciclo dell’ordine

Che la fatturazione elettronica sia un’opportunità è il pensiero del 50% delle grandi aziende e del 34% delle PMI italiane coinvolte nella ricerca 2017-2018 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b del Politecnico di Milano. Aziende che vedono nell’obbligo un’occasione per ottimizzare i processi interni e di interfaccia. È questo anche il punto di vista dell’Osservatorio, che da anni ormai afferma come i benefici della digitalizzazione e della dematerializzazione siano molto più consistenti se si va oltre la fattura integrando anche tutti i documenti del ciclo dell’ordine.

L’hanno capito da tempo alcune delle principali supply chain che, trainate dalle associazioni di filiera – Consorzio DAFNE nel farmaceutico, EDIEL nell’elettronica di consumo, GS1 nel largo consumo, METEL nel materiale elettrico – hanno raggiunto elevati livelli di efficienza grazie all’utilizzo di sistemi EDI per lo scambio dei principali documenti del ciclo dell’ordine. Come Osservatorio abbiamo stimato che il beneficio derivante dall’introduzione della fatturazione elettronica strutturata è quantificabile in 5-9 euro/fattura, ma arriva anche a 25-65 euro/ciclo considerando lo scambio digitale anche degli altri documenti del ciclo dell’ordine.

Il transito degli ordini del SSN dal Nodo Smistamento Ordini

L’obbligo prevede che tutti gli ordini degli enti del SSN transitino (o siano almeno validati, in presenza di un intermediario) dal Nodo Smistamento Ordini (NSO) – l’equivalente del Sistema di Interscambio per le fatture – che si occuperà di:

  • validare il messaggio garantendone la correttezza formale;
  • inoltrare l’ordine al fornitore, se questo non dispone di un intermediario;
  • restituire all’Ente del SSN (o all’intermediario) gli esiti/notifiche associate;
  • inoltrare l’ordine di acquisto alla PCC (Piattaforma dei Crediti Commerciali), che acquisisce le informazioni contenute nelle transazioni, ne gestisce la coerenza e le utilizza per alimentare la Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche.

La sperimentazione nella filiera farmaceutica

Tra gennaio e maggio 2018 un gruppo di imprese, di Enti del SSN e di intermediari hanno potuto testare il sistema, scambiandosi circa 10.000 ordini attraverso una versione prototipale di NSO. Tale sperimentazione, affiancata da una serie di incontri tra soggetti sperimentatori, ha permesso di valutare il flusso logico e lo schema di trasmissione e di introdurre alcune semplificazioni che verranno recepite nelle regole tecniche di prossima pubblicazione. Questo cambiamento rappresenta un ulteriore passo in avanti di una filiera, quella del farmaceutico, che è già caratterizzata da un buon grado di digitalizzazione.

Le stime dell’Osservatorio

Secondo le stime dell’Osservatorio, sono 20.000 gli attori della supply chain che nel 2017 si sono scambiati beni e servizi per un totale di 27 miliardi di euro. Di questi circa il 70% sono realizzati grazie a strumenti digitali con un incremento del 6% rispetto al 2016. Con 19 miliardi di euro di eCommerce B2b è la terza filiera in Italia, dopo l’automotive e il largo consumo, a contribuire ai 335 miliardi di euro di scambi commerciali tra imprese italiane realizzati mediante strumenti digitali. Questo risultato è in gran parte dovuto:

  • alla pervasiva adozione dell’EDI per lo scambio dei principali documenti del ciclo dell’ordine, promosso dal Consorzio DAFNE che da oltre 25 anni coinvolge aziende farmaceutiche, distributori intermedi, depositari/concessionari e strutture sanitarie;
  • all’obbligo di fatturazione elettronica verso la PA che dal 31 marzo 2015 ha impresso un boost significativo a estese iniziative di digitalizzazione dei processi (interni ed esterni) delle aziende di questo settore.

E non è tutto. Il MEF ha già annunciato un obbligo di invio elettronico anche dei Documenti di Trasporto, con il quale si chiuderebbe, almeno per la PA, l’integrazione dell’intero ciclo dell’ordine e si potrebbero cominciare a cogliere i benefici di cui parlavamo sopra, oltre ad ulteriori risparmi derivanti dall’aumento della trasparenza delle operazioni legate al processo di approvvigionamento della PA.

I vantaggi dell’obbligo

Ogni cambiamento porta necessariamente con sé malumori e mal di pancia. Serve però guardare oltre l’adempimento, mettere in campo i giusti sforzi e affrontare il cambiamento in modo consapevole. Come ci insegna l’obbligo di fatturazione elettronica verso la PA, spesso lo switch-off è l’unico modo per fare dei passi avanti verso la tanto auspicata trasformazione digitale del nostro Paese. La possibilità, l’opzione e a volte anche gli incentivi, non sono spesso strumenti efficaci per convincere le organizzazioni a cavalcare il cambiamento. Basti pensare che l’apertura da gennaio 2017 del Sistema di Interscambio ai privati ha portato solamente allo scambio di 166.000 fatture sugli oltre 1,47 miliardi di fatture tra privati (0,012%). L’obbligatorietà verso la PA ci ha invece consentito di scalare almeno un indicatore della classifica DESI (Digital Economy and Society Index), che ogni anno monitora il livello di digitalizzazione dei Paesi europei. L’indicatore legato alla percentuale di imprese che scambiano fatture in formato elettronico strutturato è passato dal 5,4% del 2014 al 30,3% del 2016, con una crescita del 460% e il prossimo anno, grazie all’obbligo tra privati, sfiorerà il 100%.

Questo si ripeterà anche con tutti gli altri cantieri aperti? Ai posteri l’ardua sentenza! Ma se così fosse: ben venga l’obbligo!

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