continuità di cura

Tecnologia per la Salute, i nuovi modelli organizzativi per gestire i pazienti cronici

I modelli organizzativi di presa in carico e continuità di cura per la gestione della cronicità devono integrare la tecnologia fin dall’inizio, nella progettazione dei nuovi processi. Vediamo quali sono le potenzialità e i fattori che ne frenano l’uso

24 Dic 2018
Marco Paparella

Senior Advisor, Politecnico di Milano

Simona Solvi

Senior Consultant P4I

cronicità

La tecnologia è l’elemento chiave per superare la logica a “silos” che caratterizza gli attuali e inadeguati modelli organizzativi del settore sanitario in Italia, principalmente per quanto riguarda la cura e la gestione del paziente cronico, ma affinché il supporto digitale sia efficace nella gestione della presa in carico “reale” dei pazienti deve essere nativamente incluso nella progettazione dei nuovi processi, quale strumento per la cura e facilitatore per la connessione tra tutti gli attori coinvolti.

Innovare i modelli organizzativi della sanità

La diffusione delle malattie croniche e la loro incidenza sulla spesa sanitaria (l’OMS stima che nel 2016 circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale sia stato speso per la gestione delle malattie croniche[2]) aumenta la consapevolezza dell’urgenza di ripensare e quindi innovare i modelli organizzativi della sanità, ancora oggi strutturati su logiche di silos (il silos “ospedale”, il silos “assistenza territoriale”, il silos “cure primarie”) e spesso troppo focalizzati sul solo trattamento delle acuzie. Tale logica a silos è insostenibile sia dal punto di vista dell’efficacia che dell’efficienza di gestione dei pazienti cronici. Nuovi modelli devono essere pensati e la tecnologia è senz’altro il fattore abilitante. 

WHITEPAPER
Sanità: quali le applicazioni di AI in radiologia, oncologia e cardiologia?
Intelligenza Artificiale
Sanità

Continuità assistenziale e presa in carico dei pazienti cronici

In Italia, secondo gli ultimi dati dell’Annuario Statistico dell’Istat[3], il tema delle malattie croniche è sempre più rilevante: il 39,1% dei residenti in Italia ha infatti dichiarato di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche rilevate, e il 20,7% della popolazione ha dichiarato di essere affetto da due o più patologie. La crescente presenza di pazienti cronici e il conseguente aumento di esigenze dei pazienti dal punto di vista socio-assistenziale comportano un importante carico di spesa per il nostro SSN e spingono i decisori della Sanità a ripensare i propri modelli organizzativi. A livello nazionale è stato approvato il Piano Nazionale della Cronicità che individua “un disegno strategico comune inteso a promuovere interventi basati sulla unitarietà di approccio, centrato sulla persona ed orientato su una migliore organizzazione dei servizi e una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell’assistenza”. Affinché tale disegno si concretizzi è necessaria una riorganizzazione dei diversi sistemi sanitari regionali. Alcune Regioni hanno risposto agli obiettivi posti dal Piano Nazionale della Cronicità, mentre altre ci stanno ancora lavorando, ma sono tutte coscienti dell’urgenza di cambiamento. Sei sono le Regioni che hanno recepito con proprio atto formale il PNC (Umbria, Puglia, Lazio, Emilia Romagna, Marche e Piemonte)[4], mentre altre (quali Toscana, Veneto, Lombardia e recentemente la PA di Bolzano) hanno sviluppato un proprio piano per la cronicità.

Continuità di cura: un percorso in 5 fasi

Per revisionare i modelli organizzativi in una logica di continuità di cura è necessario sviluppare un percorso in 5 fasi descritte anche nel PNC:

  • Stratificazione e targeting della popolazione di riferimento rispetto ai bisogni di cura e assistenza in classi di rischio e valutazione della spesa per la cura e l’assistenza per ogni classe di rischio;
  • Promozione della salute, prevenzione e diagnosi precoce attraverso interventi per classi di rischio e di empowerment del paziente, la modifica degli stili di vita e il contrasto ai fattori di rischio;
  • Presa in carico e gestione del paziente attraverso la definizione del Piano Assistenziale Individuale per livello di complessità tramite un set di bisogni di cura e assistenza specifici da cui attingere e la definizione dei tempi e modalità di erogazione;
  • Erogazione di interventi personalizzati definiti nel piano di cura individuale e educazione terapeutica strutturata;
  • Valutazione della qualità delle cure erogate attraverso sistemi di misura della qualità delle cure e della qualità di vita.

È fondamentale quindi costruire percorsi di cura strutturati, che integrino i vari attori all’interno dei diversi setting socio-assistenziali, individuando modelli organizzativi che riducano l’istituzionalizzazione sia in ospedale che la residenzialità, privilegiando le cure al domicilio.

Cronicità: i centri servizi territoriali

Perché questo sia possibile bisogna progettare e avviare centri servizi territoriali, ovvero «luoghi» per la presa in carico e la gestione multidisciplinare del paziente cronico, che devono diventare il punto di riferimento del paziente e che siano interconnessi con l’ospedale. Queste strutture devono rispondere in modo proattivo al bisogno del paziente cronico prevedendo l’utilizzo della tecnologia a supporto della cura, avviando per esempio iniziative di tele-assistenza[5].

Nella definizione del modello organizzativo di presa in carico risulta inoltre indispensabile prevedere meccanismi di coordinamento tra tutti gli attori coinvolti nei processi, affinché vi sia un reale governo del percorso del paziente. È quindi necessario definire in modo chiaro l’owner del processo (chi decide, chi valuta e chi monitora), anche introducendo nuove professionalità (quali l’infermiere di comunità), e le modalità di interazione e comunicazione sia con i pazienti sia tra i diversi attori coinvolti. In questo l’innovazione digitale gioca un ruolo di primo piano.

Cura e gestione del paziente cronico, il ruolo della tecnologia 

I modelli organizzativi di presa in carico e continuità di cura per la gestione della cronicità non possono essere pensati escludendo la tecnologia, che deve essere integrata fin dall’inizio nella progettazione dei nuovi processi di cura. Come già accennato in precedenza, l’innovazione digitale ha infatti una duplice applicazione: da una parte, offre oggi soluzioni e strumenti di supporto avanzato per le cure dei pazienti, dall’altra è un elemento abilitante per la gestione multidisciplinare del paziente cronico che coinvolge diversi attori e richiede l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali.

La velocità con cui si muove l’innovazione tecnologica ha permesso di sviluppare strumenti sempre più avanzati e precisi per le cure dei pazienti. Esistono infatti dispositivi “wearable” e strumenti di misurazione dei parametri vitali che consentono di monitorare e indirizzare i bisogni specifici dei pazienti, così come assistenti vocali che permettono di supportare e verificare l’aderenza terapeutica.

Secondo la Ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano[6], si stima che nel 2017 le strutture sanitarie italiane abbiano investito circa 24 milioni di euro in progetti di telemedicina (in aumento rispetto ai 20 milioni dello scorso anno), ma, nonostante ormai se ne parli da molti anni, solo il 38% dei Direttori delle aziende sanitarie italiane lo reputa come un ambito molto rilevante.

Il servizio maggiormente diffuso, è il Teleconsulto[7] tra strutture ospedaliere /dipartimenti. Ancora poco diffusi, invece, i servizi di Tele-salute[8] e Tele-assistenza, presenti soprattutto con progetti pilota. L’introduzione di questi dispositivi per il supporto alle cure del paziente permette di progettare modelli di presa in carico che privilegiano il domicilio quale setting ideale e ricorrere all’istituzionalizzazione in Ospedale solo nei casi di reale riacutizzazione delle condizioni patologiche.

1 Fonte: Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità – Politecnico Milano- Ricerca 2018

Come confermato dai dati sulla telemedicina, l’utilizzo della tecnologia a supporto delle cure è però ancora poco diffuso o circoscritto a progetti pilota che hanno difficoltà a decollare. Ci sono diverse ragioni che ostacolano l’adozione di queste soluzioni, tra cui i problemi di privacy sull’utilizzo dei dati prodotti da queste tecnologie, il grado di affidabilità delle informazioni prodotte da alcuni strumenti (soprattutto nell’ambito della mobile health), il mancato riconoscimento ufficiale all’interno del nomenclatore e la rimborsabilità delle prestazioni effettuate con tali tecnologie, così come la mancanza di linee guida tecnologiche per la continuità di cura con l’indicazione delle tecnologie più appropriate per rispondere ai diversi bisogni dei pazienti.

La tecnologia è anche un fattore abilitante per la gestione della presa in carico, le cui potenzialità devono essere sfruttate nella progettazione dei processi di presa in carico; sempre secondo la Ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, il supporto tecnologico per la gestione delle attività di presa in carico del paziente risulta diffuso soprattutto per le attività gestionali e amministrative, come la gestione dei dati anagrafici dei pazienti (nell’80% delle aziende) e la gestione delle prenotazioni delle prestazioni (63%). L’informatizzazione stenta, invece, a diffondersi come strumento per la messa in atto di percorsi individualizzati secondo il principio della presa in carico stabile del paziente: si pensi che solo il 9% dei medici di medicina generale utilizza strumenti informatici per redigere il Piano di Assistenza Individuale da condividere poi con il paziente, anche se ben il 69% si dichiara interessato a utilizzarlo[9]. Ma se la maggior parte dei piani di cura viene redatto su “carta”, la condivisione delle informazioni tra gli attori convolti nei processi risulta più difficile e questo rende quasi impossibile la gestione efficace del paziente in una prospettiva di continuità di cura.

La consapevolezza della necessità di adottare nuovi modelli organizzativi per gestire la cronicità è ormai diffusa a tutti i livelli e sono stati mossi i primi passi in questa direzione, ma siamo ancora in una fase di progettazione e sperimentazione in cui spesso la tecnologia ha un ruolo marginale e ne vengono sottovalutati i benefici. La revisione dei processi di gestione della cronicità deve invece includere nativamente la tecnologia quale strumento per la cura e facilitatore per la connessione tra tutti gli attori coinvolti nel processo di presa in carico, evidenziando i reali vantaggi del suo utilizzo. In questo modo sarà possibile mettere a terra processi di continuità di cura efficienti, efficaci e sostenibili nel tempo.

Innovare aziende sanitarie (e Regioni) in cinque passi: ecco come

_________________________________________________-

  1. Piano Nazionale Cronicità
  2. Annuario statistico Istat Anno 2017. https://www.istat.it/it/files//2017/12/Asi-2017.pdf
  3. https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/salute/11202-piano-nazionale-delle-cronicita-accelerare-i-tempi-di-attuazione-in-tutti-i-territori-garantire-il-protagonismo-delle-associazioni-civiche.html
  4. Per Tele-assistenza si intende un sistema socio-assistenziale per la presa in carico della persona anziana o fragile a domicilio, tramite la gestione di allarmi, di attivazione dei servizi di emergenza, di chiamate di “supporto” da parte di un centro servizi. La Teleassistenza ha un contenuto prevalentemente sociale, con confini sfumati verso quello sanitario, con il quale dovrebbe connettersi al fine di garantire la continuità assistenziale.
  5. Fonte: Osservatorio Innovazione Digitale in sanità – Gli ambiti di innovazione digitale in Sanità: livello di maturità e trend futuri (Ricerca 2018).
  6. Il Tele-consulto è un’indicazione di diagnosi e/o di scelta di una terapia senza la presenza fisica del paziente. Si tratta di un’attività di consulenza a distanza fra medici, che permette a un medico di chiedere il consiglio di uno o più medici, in ragione di specifica formazione e competenza, sulla base di informazioni mediche legate alla presa in carico del paziente
  7. La Tele-salute riguarda i sistemi e i servizi che collegano i pazienti, in particolar modo i cronici, con i medici per assistere nella diagnosi, monitoraggio, gestione, responsabilizzazione degli stessi. La Tele-salute comprende il Tele-monitoraggio, ma lo scambio di dati (parametri vitali) tra il paziente (a casa, in farmacia, in strutture assistenziali dedicate, ecc.) e una postazione di monitoraggio non avviene solo per l’interpretazione dei dati, ma anche per supportare i programmi di gestione della terapia e per migliorare la informazione e formazione del paziente.
  8. Fonte: Osservatorio Innovazione Digitale in sanità – Gli ambiti di innovazione digitale in Sanità: livello di maturità e trend futuri (Ricerca 2018).

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati