Lezione online, come cominciarla e concluderla: la guida agli insegnanti | Agenda Digitale

La cornice del Lesson Plan

Lezione online, come cominciarla e concluderla: la guida agli insegnanti

Da quali strumenti possono essere sostenuti e attivati i momenti di entrata e uscita dall’aula virtuale? Sono i momenti più delicati e critici forse, quelli in cui rischia di sfuggirci qualcosa o che qualche studente ci sfugga

08 Mag 2020
Daniela Di Donato

Docente di lettere, Dottoranda di ricerca presso Sapienza Università di Roma-Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione, Collaboratrice del Crespi


Per tutti gli insegnanti impegnati nella didattica a distanza, l’intensificazione delle attività online ha prodotto nuovi bisogni ed esigenze, come quella di tenere videoconferenze spesso e verificare le presenze, organizzare meglio il tempo e il monitoraggio del lavoro degli studenti, ma anche interagire in modo più flessibile e immediato in collegamento sincrono o asincrono.

In aiuto, oltre all’uso di alcune applicazioni, che si sono diffuse immediatamente per tutte queste pratiche, ci sono anche piccole estensioni, che possono migliorare la nostra vita quotidiana e quella dei nostri studenti, permettendoci rapidamente di aumentare l’interattività oppure di conservare meglio quello che ci interessa o ancora di aiutarci a organizzare attività cooperative in rete. Spesso sono estensioni o componenti aggiuntivi e hanno quasi sempre una versione gratuita.

Un chiarimento: l’estensione è un piccolo applicativo che aumenta le funzionalità di un browser ed entra di diritto a far parte del cruscotto, che si usa ogni volta che si apre il motore di ricerca scelto, mentre il componente aggiuntivo si installa in eventuali applicazioni come Google Slides o Word e funziona integrandosi con quelle.

Vediamo allora come cominciare e come finire il Lesson Plan: da quali strumenti possono essere sostenuti e attivati i momenti di entrata e uscita dall’aula virtuale? Sono i momenti più delicati e critici forse, quelli in cui rischia di sfuggirci qualcosa o che qualche studente ci sfugga.

Prima della lezione

Ci sono alcune estensioni del browser che possono aiutare e compensare alcune difficoltà nostre e dei nostri studenti. Si scaricano dallo store e sono disponibili ogni volta che volete.

Volete fare una attività sincrona e utilizzerete Meet? Se volete ricevere messaggi dai vostri studenti mentre condividete lo schermo, per sapere se stanno seguendo, come ad esempio una mano che saluta o un applauso o un pollice alzato, allora potete scaricare una estensione di Meet che si chiama Nod-Reactions.

Volete guardare tutti i vostri studenti nello schermo e contemporaneamente? Allora dovete scaricare Meet Grid, anche lei una estensione che si aprirà ogni volta che utilizzerete Meet dall’account con cui l’avete scaricata. Posizionerà l’immagine di ogni webcam nello schermo in una griglia a riquadri, evidenziando con una cornice verde lo studente che sta parlando e permettendo un colpo d’occhio di tutta la classe. Se gli studenti scaricano la stessa applicazione ci si potrà quasi guardare in faccia, anche se con una insolita triangolazione schermo-sguardo-schermo.

Se invece volete ad ogni costo vedere quel che stanno facendo gli studenti mentre presentate col vostro schermo, allora scaricate Tab Resize: potrete tenere aperta la presentazione e in una parte dello schermo (lo scegliete cliccando su uno dei layout disponibili) continuerete a controllare la lista degli studenti e la chat di Meet.

Utilizzate Microsoft Teams per le vostre riunioni online e Edge come browser? Allora uno dei migliori strumenti integrati, che potrete consigliare agli studenti è l’Immersive Reader, un cruscotto di strumenti compensativi preziosi per compensare alcuni Disturbi specifici dell’apprendimento: le funzioni vengono applicate a qualsiasi pagina web e consentono di avere una sintesi vocale in molte lingue, la spaziatura dei caratteri, le dimensioni del testo e il colore, il numero di righe da leggere senza distrattori, un dizionario visuale per cui per ogni parola concreta si può aprire una immagine (utilissimo anche per gli studenti più giovani) e l’individuazione delle parti del discorso (sostantivi, verbi, aggettivi, avverbi) per l’analisi grammaticale. Lo strumento è gratuito ed è presente anche in altre piattaforme Microsoft come OneNote e Word.

L’attività online sta per cominciare. Ecco qualche consiglio per i primi cinque minuti.

Inizio dell’attività online

Nei primi cinque minuti gli studenti si connettono e si salutano. Facilitare questo momento facendo ascoltare qualche minuto di un podcast oppure un video musicale o un breve video tematico, può aiutare ad entrare nel clima dell’attività. Nel caso dei bambini più piccoli potrebbero essere minuti da dedicare all’ascolto di una storia, che ogni giorno procede fino a concludersi e diventare il punto di partenza per un’altra esperienza di apprendimento. Una risorsa preziosa per questo è Lezioni sul sofà, un portale curato da alcuni scrittori e autori, nel quale trovate video e podcast, con storie da ascoltare e guardare oppure attività manuali e brevi tutorial. Sono tutte classificate per età, a partire dai tre anni fino oltre i quattordici. Qualche esempio? L’Odissea raccontata in sette audio da una scrittrice oppure le favole di Esopo recitate a ritmo di Rap da un altro autore o ancora pillole di filosofia raccontate da una giornalista.

Un’altra risorsa preziosa può essere Learning Apps: si possono creare attività brevi, di riscaldamento per alcune abilità oppure di introduzione ai contenuti della lezione. Ha il vantaggio di essere gratuito, disponibile in moltissime lingue (anche l’italiano) e di offrire la possibilità di creare classi virtuali, alle quali gli studenti accedono con un codice e senza necessità di iscriversi. Potete creare cruciverba, flash cards, piccoli giochi di riconoscimento e abbinamento, essenziali o molto colorati e coinvolgenti. Sono presenti migliaia di attività già pronte, frutto della condivisione, che si possono anche duplicare, modificare e ripubblicare col proprio nome. È anche possibile estrarre solo il format dell’attività e modellarla come si vuole.

Non è vero che non si può lavorare a distanza in modalità cooperativa e a piccoli gruppi: se vi interessa impostare una attività di gruppo si può utilizzare l’applicazione Kaizena. Consente di creare degli ambienti ai quali gli studenti accedono con un codice: il docente può preparare stanze con degli stimoli per un dibattito o dove assegna un problema da risolvere. Può entrare nelle conversazioni quando vuole, anche saltellando da una stanza all’altra. Ogni flusso di messaggi e contributi sarà salvato e può diventare utile per fare il punto e pianificare azioni successive, anche per tutta la classe. Ogni volta che qualcuno scrive qualcosa o pubblica il docente viene allertato con un messaggio così da monitorare la compresenza delle varie attività; può interrompere in qualsiasi momento, bloccando il lavoro con un click.

Chiusura dell’attività online

Se volete tener conto dei presenti senza per forza fare l’appello e usate Meet per le vostre lezioni, potete scaricare una estensione gratuita che si chiama Meet Attendance. Crea in automatico un foglio di documenti, nel quale inserire nome e cognome dei presenti: conviene aprirlo all’inizio e alla fine dell’incontro, per essere sicuri che catturi nella lista anche gli studenti che magari si sono un po’ attardati nell’arrivare. Come ci si lascia? Un rapido feedback su come è andato il lavoro potrebbe lasciare tracce significative su ciò che si è imparato e la direzione verso la quale si cammina.

Quando si parla di continuità didattica anche a distanza non è solo per sottolineare che viene garantito un certo tempo scolastico, ma anche che ci siano degli obiettivi da raggiungere, che gli studenti non perdano motivazione a proseguire e che si continuerà ad “andare a scuola” perché in qualche modo se ne sente il bisogno e la necessità, non certo solo per il voto.

Allo scopo di raccogliere tracce di apprendimento può andare benissimo un Padlet, ma usato con la configurazione a colonne, magari una per ogni input lanciato, chiedendo agli studenti che cosa pensano di aver imparato e che cosa vorrebbero approfondire. Lo stesso Padlet può servire per creare una timeline che aiuti a far vedere a che punto ci troviamo del percorso e dove siamo diretti: la scuola virtuale potrebbe dare la sensazione di assenza di tempo e spazio e invece un ancoraggio alla dimensione progressiva del percorso è importante per tutti.

Si può usare anche un altro semplice strumento per creare delle timeline. La Timeline può essere un efficace rappresentazione grafica anche per allenare gli studenti a organizzare il tempo a casa. Senza la scuola che detta il ritmo, alcuni potrebbero essersi già persi. Anche la creazione di un Meme spiritoso per capire come ci sente o quanto si è compreso di un certo argomento può diventare una sfida divertente, con cui concludere: si può usare memegenerator o altre app simili e magari gli studenti possono organizzare piccoli storytelling utilizzando due o tre Meme, che riassumano i percorsi di apprendimento. Una gallery settimanale dei Meme creati può diventare un memorandum per tutti e un ripasso generale. Ripristinare nuovi piccoli riti quotidiani, che dettino l’inizio e la fine non è scontato e non è semplice.

La tecnologia è sempre una mediazione e sembra strano salutare quando basterebbe scollegarsi e basta. Se volete riflettere su questo, c’è un bello e inquietante episodio della seconda serie di Black Mirror (2015) dal titolo “Bianco Natale”. Quando i cittadini sono puniti dalla società per reati di vario genere, gli è impossibile riuscire a vedere davvero le persone: appaiono come sfocate, scomposte in mille pixel, senza la possibilità di mettere a fuoco, riconoscersi e riconoscere. Si muovono in mezzo a loro come ombre e da loro non vengono viste che tracce di ciò che erano stati. La scuola invece deve garantire la visibilità e questo deve continuare a farlo, altrimenti perde molto della sua identità e parte della sua vera efficacia: la relazione educativa, la relazione sociale, la presenza, la costanza, la prospettiva del futuro, l’incontro, anche al di là dello schermo.

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