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avanguardie educative

Didattica innovativa: migliorare i risultati di apprendimento col modello TEAL

Importato dal MIT di Boston, il Technology-Enhanced Active Learning (TEAL) si è dimostrato efficace e ha contribuito allo scardinamento del modello tradizionale di fare scuola. Ecco gli ambiti applicativi e i risultati

06 Giu 2019

Letizia Cinganotto

Ricercatrice Indire

Silvia Panzavolta

Ricercatrice Indire


Tra le diverse idee innovative messe in atto dalle scuole italiane c’è anche il modello TEAL  (Technology-Enhanced Active Learning) che ha contribuito allo scardinamento del modello tradizionale di fare scuola e al miglioramento dei risultati di apprendimento degli studenti.

Mutuato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, il TEAL è stato selezionato da Indire (Istituto Nazionale per la Documentazione, l’Innovazione, la Ricerca Educativa) nell’ambito del “movimento”, denominato “Avanguardie Educative“, finalizzato a individuare, valorizzare e diffondere le idee più innovative già messe in atto dalle varie scuole, secondo una prospettiva “bottom-up”, che mira a rendere virali e sistemici i processi di innovazione scolastica, incidendo sui vari aspetti della scuola, come l’organizzazione, il tempo, le strategie didattiche, l’uso della tecnologia, ecc.

All’interno del movimento delle “Avanguardie Educative, una “idea” rappresenta una categoria centrale per descrivere un aspetto dell’innovazione scolastica: esempi di idee innovative sono la flipped classroom, il debate, i contenuti digitali, lo spaced learning ecc.

Il modello TEAL

Attraverso il TEAL, l’ambiente educativo viene riorganizzato, l’uso delle tecnologie richiede di realizzare scelte pedagogiche consapevoli e rivoluzionare il setting d’aula diventa un processo naturale e necessario.

Il progetto TEAL è stato introdotto al MIT per affrontare una serie di problemi educativi condivisi da molte università, tra cui il forte tasso di abbandono soprattutto da parte delle ragazze.

Secondo il modello del MIT, la metodologia TEAL impiega un’ampia varietà di tecniche e di soluzioni organizzative e didattiche, tra cui i lavori di gruppo interattivi, l’uso delle isole di lavoro con tavoli rotondi e tablet per ciascun membro del gruppo, l’uso di punti di proiezione per ciascuna isola di lavoro ecc.

Un pilastro fondamentale della metodologia TEAL è l’uso di visualizzazioni e simulazioni bidimensionali o tridimensionali in ambienti digitali e virtuali, con l’obiettivo di facilitare la comprensione di concetti fisici, diagrammi e grafici, nonché lo studio di fenomeni, reazioni ed eventi in tempo reale e in una dimensione naturale.

Applicazione del TEAL in Italia

In Italia alcune scuole hanno applicato in questi anni il TEAL sia alle materie scientifiche che umanistiche, avvalendosi dei principi fondamentali di questa metodologia, come ad esempio:

  • l’apprendimento di gruppo e l’apprendimento tra pari
  • l’uso di domande interattive, le cosiddette “concept questions” con l’uso dei risponditori automatici
  • il feedback immediato
  • l’uso ampio e differenziato delle tecnologie (dispositivi mobili, proiettori per lavori di gruppo, ecc.)
  • l’uso di griglie per l’autovalutazione.

Peter Dourmashkin, l’ideatore di questo modello al MIT, ha recentemente realizzato un webinar per le scuole italiane del movimento di “Avanguardie Educative”, nel corso del quale ha illustrato i recenti sviluppi del TEAL presso il MIT, in particolare un nuovo modo di progettare le attività, basato sulle “learning sequences”, o sequenze di apprendimento, nello specifico:

  • pre-learning sequence
  • video-lecture
  • post-learning sequence.

In particolare, un ruolo chiave è rappresentato dalla video-lecture, una specie di video-lezione che viene realizzata attraverso una particolare tecnica, denominata “lightboard video”: l’insegnante, mentre illustra determinati concetti o contenuti di una lezione, accompagna la spiegazione con disegni, grafici o mappe realizzate su una lavagna luminosa, che contribuisce a rendere l’episodio formativo accattivante e coinvolgente.

In Italia alcune scuole hanno adottato il TEAL come parte integrante del curricolo, con particolare riferimento alle discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), ma recentemente anche nelle discipline umanistiche (soprattutto storia e filosofia).

Il TEAL per imparare le lingue

Alcune scuole inoltre, utilizzano questo modello come una modalità interattiva e alternativa per implementare la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), utilizzando la lingua inglese come lingua di lavoro.

Soprattutto quando si insegna CLIL in scienze o in matematica, il TEAL può rappresentare un valore aggiunto molto importante, in quanto rende l’ambiente di apprendimento interattivo e dinamico e coinvolge gli studenti in modo molto efficace, rendendoli i veri protagonisti del loro percorso di apprendimento.

Infatti, nel modello TEAL, gli studenti sono generalmente divisi in gruppi di tre e sono sollecitati a collaborare alla ricerca della soluzione di un problema posto dall’insegnante.

In questa fase possono interagire in inglese, cercare informazioni, dati e fonti autorevoli in Internet, attraverso i dispositivi mobili di cui dispongono. In seguito possono discutere e condividere le soluzioni ipotizzate all’interno del gruppo e con l’insegnante attraverso il singolo punto di proiezione del gruppo e successivamente con tutta la classe. La negoziazione e discussione finale in classe condurranno a ratificare le migliori soluzioni validate dall’insegnante.

Interazione orale, simulazioni, sperimentazioni e discussioni di gruppo in lingua straniera all’interno di un ambiente TEAL possono contribuire alla realizzazione di un percorso CLIL di grande impatto e qualità.

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