scuola digitale

Didattica innovativa, tre modelli possibili: differenze, pro e contro

Un’analisi di benefici e criticità delle diverse tipologie di didattica. Quali sono le differenze sostanziali da tenere presenti sia da un punto di vista di pianificazione generale sia da un punto di vista di creazione di una specifica attività

05 Ott 2018
Paolo Paolini

Hoc-LAB, Politecnico di Milano

scuola

Recentemente, all’interno di un Master per Dirigenti Scolastici (MIDIS, MIP, Politecnico di Milano) abbiamo discusso delle diverse interpretazioni che si danno alla locuzione “didattica innovativa, supportata da tecnologie”.

Il problema non è un semplice chiarimento terminologico. Al di là dei nomi che si usano (spesso arbitrari) ci sono delle differenze sostanziali tra diverse tipologie di didattica, che è meglio aver presenti, sia da un punto di vista di pianificazione generale (il punto di vista di un dirigente) sia da un punto di vista di creazione di una specifica attività (il punto di vista degli insegnanti).

Le categorie che indico qui sono universali, ma i nomi che uso sono arbitrari (ed è inutile discutere se sono i migliori possibili).

Didattica di progetto

Si fa didattica con attività corrispondenti ad un progetto specifico. Esempi: realizzare un sito web, costruire narrazioni multimediali, fare un giornale online, costruire un ambiente social, ….. Queste attività sono spesso “glamorous” (possono attirare l’attenzione dei media) e comunemente vengono identificate come “innovazione” (anche perché spesso sono costruite attorno e mediante l’uso di tecnologie. Sono spesso oggetto di bandi (per avere fondi) o di donazioni. Sono importanti, ma non risolvono in modo definitivo e pervasivo il problema della didattica (vedi sotto).

WHITEPAPER
Coinvolgi i tuoi dipendenti con una formazione che guardi alle loro esigenze, ecco come!
Risorse Umane/Organizzazione
Competenze Digitali

Didattica di base

Si tratta della didattica quotidiana, quella che tutti i giorni, tutti gli insegnanti e tutti gli allievi fanno. Innovare questa didattica è molto difficile: sono necessari progettualità, tempo, risorse. La innovazione può riguardare vari aspetti: (a) introduzioni di “format” didattici nuovi (es. “authentic learning”, “flipped classroom”, …); (b) Uso esteso di tecnologie, anche all’interno di format tradizionali (es. utilizzare documenti condivisi per discussione in classe o usare lavagna interattiva e learning objects per la lezione); (c) una combinazione di entrambi.

Il problema (oramai ovvio) è che non esiste il “killer format” o la “killer technology”. Bisogna usare una varietà di formati (per fortuna non sono poi tanti) e una varietà di tecnologie (che purtroppo cambiano e/o evolvono continuamente).

Didattica delle competenze

Questo è il futuro. Quello che tutti dicono si dovrebbe fare, e quasi nessuno sa come fare (non solo in Italia ma anche nel mondo). Si tratta di sviluppare competenze (curriculari e extra-curriculari) in modo sistematico e pervasivo: tutte le competenze (a qualche livello) per tutti gli allievi. La terminologia varia (io preferisco “20th century skills”). E anche le definizioni di quali siano queste competenze. Ma la idea di fondo è chiara: preparare gli allievi ad un mondo estremamente digitalizzato e connesso (e fluido).

Gli obbiettivi sono molto diversi da quelli della didattica di progetto, dove alcuni allievi acquisiscono alcune competenze. Qui tutti devono acquisire un ricco bagaglio di competenze. Obbiettivo non trasmette contenuti o abilità strettamente curriculari (come nella didattica di base). Investendo sul futuro (degli allievi), si potrebbero addirittura peggiorare i test tradizionali. Esempio: se si lavora 2 mesi per veicolare i concetti profondi di storia, si coprono meno argomenti specifici.

Se si esaminano i siti web di quasi tutte le scuole e le Università Italiane (Politecnico di Milano incluso), gli obbiettivi della formazione sono enunciati in termini di competenze. Poi se si va a guardare in concreto nei curricula, le competenze scompaiono, oppure hanno una presenza marginale: qualche credito che sembra una “foglia di fico” su di una nudità imbarazzante.

Riprendendo la discussione del Master (cui partecipavano circa 20 tra attuali o futuri dirigenti scolastici), vediamo ora i problemi da affrontare per innovare la didattica e quali benefici ci si può attendere, da questa innovazione.

Benefici e criticità delle diverse tipologie di didattica

Didattica di progetto

Sicuramente può essere una didattica molto motivante per tutti (allievi, insegnanti, dirigenti, famiglie, …). I risultati sono “visibili” e danno soddisfazioni. È una didattica tipicamente innovativa, perché consente di usare una varietà di tecnologie e di “format” didattici nuovi. Come impatto sugli allievi (oltre alle motivazioni) si sviluppano competenze, partecipazione e (solo a volte) comprensione di contenuti in profondità,

Ci sono però varie criticità: tipicamente un “progetto” coinvolge pochi allievi (una, due, tre classi..). La cosa più preoccupante è che lo sviluppo di competenze (solo per i partecipanti) è asistematico e a macchia di leopardo (es. qualcuno scrive i testi, qualcuno cerca le immagini, …). Difficile continuare nel tempo a fare progetti (non si può fare il medesimo sito web ogni anno) e ancora più difficile estendere la esperienza all’intero istituto (es. quanti siti web si possono fare?).

Quindi la didattica di progetto si può usare per “gettare il sasso nello stagno” e creare consenso sotto molti punti di vista: innovazione, modernità, motivazioni e visibilità (soprattutto). Difficilmente (quasi mai) incide in senso pervasivo (su tutti gli allievi) e nel tempo (modificando in modo sostanziale sia il modo di far didattica che le competenze degli allievi).

In altre parole, a meno che sia sostenuta da specifiche azioni di continuità (mai viste in Italia, peraltro), resta episodica e poco incidente sulla didattica nel suo complesso (e poco incidente sull’intero corpo insegnante).

Didattica di base

Il tema è affrontare (la maggior parte se non tutto) il curriculum, innovando sia i format didattici che l’uso delle tecnologie. Oltre a migliorare le performance tradizionali, gli allievi dovrebbero “vivere” come si opera in una società digitalizzata (“digital citizenship). È necessario coinvolgere tutti gli allievi, in modo pervasivo e continuato nel tempo. Si può iniziare a “macchia di leopardo” (un po’ qui un po’ lì), ma poi bisogna estendere la attività di innovazione a tutti gli allievi: questa è una delle maggiori differenze rispetto alla didattica di progetto (che può restare episodica, ed in genere lo è).

Criticità sono tante. Naturalmente bisogna disporre di tecnologia, ma questo problema si può risolvere (anche se bisogna tener conto della continua evoluzione delle tecnologie stesse). Poi, e soprattutto, bisogna lavorare sul corpo insegante: formarli (tecnologie e format didattici), motivarli, supportarli, accompagnarli, …. Gli insegnanti sono i protagonisti della didattica di base: sono la chiave di volta della innovazione. Si può lavorare anche qui a macchia di leopardo e non è detto che tutti gli insegnanti alla fine siano partecipi. Ma la maggioranza deve partecipare e tutti gli allievi vanno coinvolti.

Più che idee brillanti qui si chiede (a dirigenti, consigli di classe e insegnanti) capacità di pianificare e di gestire nel tempo la innovazione. Anche le famiglie vanno coinvolte (perché capiscano cosa succede) e il territorio (perché dia una mano).

Questo è il tema chiave per la scuola Italiana. Richiede elevata professionalità e continuità di azione. Confonderla con la didattica di progetto (più visibile e più “glamorous”) è un grave errore, fonte di molte incomprensioni: si va sui giornali, ma poi non si incide sulla realtà,

Didattica delle competenze

I benefici sono chiari a tutti: si preparano i cittadini del terzo millennio. Come fare poi, in realtà, non si sa. Nel mondo tutti si pongono il quesito, ma mancano risposte inequivocabili e ricette “ready made”. Ci sono “episodi” spesso legati a situazioni specifiche. A livello internazionale ci sono più domande che risposte.

In altri paesi, tuttavia il tema è in agenda. Diverse nazioni asiatiche, ad esempio, si sono federate per studiare il problema, condividendo indagini ed esperienze. In Italia, invece, al di là di qualche affermazione vaga e di principio, il tema non sembra essere in agenda.

Mancanza di spazio ci impedisce di approfondire questa sfida: cosa fare e come farlo. Magari se ne può parlare in un prossimo intervento. Ma questo è il tema della scuola del terzo millennio: è possibile siano necessarie rivoluzioni organizzative e logistiche. Bisogna avere coraggio di affrontare profonde discontinuità. Bisogna discuterne ora per sapere (o ipotizzare) cosa fare domani.

WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati