Google books

Libri digitali, la crisi delle politiche pubbliche per diffondere la cultura

La storia della Google Books Universal Library dimostra come il ruolo di innovazione culturale sia sempre più nelle mani di soggetti privati. E il pubblico sta abdicando al proprio storico ruolo di promotori di cultura condivisa

Pubblicato il 02 Mar 2018

Claudio Leporelli

prof. ordinario, Dip. di Ingegneria informatica, automatica e gestionale Antonio Ruberti, "Sapienza" Univ. di Roma

istruzione_181877726

Un articolo di James Somers su The Atlantic (tradotto, nella sostanza in italiano qui) riassume la triste storia della Google Books Universal Library e suscita riflessioni su trade-offs non irrilevanti e su possibili limiti delle politiche pubbliche in merito alla messa a disposizione di prodotti culturali in digitale.

La storia di Google Books Universal Library

Nel 2002 Larry Page diede inizio, in segreto, ad un progetto visionario (il primo di quelli che Google avrebbe cominciato a chiamare moonshot, il sogno degli studiosi e dei letterati di tutto il mondo: ripristinare su scala immensamente più ampia i privilegi di quelli che frequentavano la biblioteca di Alessandria, sfidando l’immaginazione del Borges della Biblioteca di Babele e dando una mano, in termini di battaglia ideale, ai ricercatori che oggi protestano contro i prezzi da rapina degli abbonamenti alle riviste scientifiche: la digitalizzazione di tutto il patrimonio librario del mondo, a partire da quello posseduto dalle grandi biblioteche universitarie statunitensi, e la possibilità di accedervi in rete, gratuitamente per tutti i libri non più in stampa, con l’ausilio di tutti gli strumenti di ricerca che Google ha reso indispensabili. Una vera rivoluzione per la ricerca e per la didattica. Si veda un articolo su Science, del 2011, sulle prospettive della quantitative analysis of culture using millions of digitized books (in Public Access!).

Nel giro di una decina d’anni, furono stipulati accordi con decine di importanti biblioteche europee ed americane, e furono scansiti circa 25 milioni di volumi, appositamente spostati nelle sedi Google. L’investimento fu di 400 milioni di dollari, il team tecnico coinvolse 50 progettisti software. Furono risolti problemi tecnologici, informatici ed operativi molto complessi e la scansione fu realizzata in tempi molto più bassi di quelli inizialmente stimati. Del resto, se una sola stazione avesse lavorato ininterrottamente, 24/7, impiegando 40 minuti a libro (la stima iniziale per un libro di 300 pagine) quel risultato avrebbe richiesto 1900 anni.

Il progetto era stato reso noto al pubblico nel 2004 e nel 2010 e Google aveva dichiarato l’intenzione di fermarsi solo dopo aver digitalizzato i 130 milioni di libri censiti.

Erano stati evidentemente sottovalutati i problemi giuridici, regolamentari e competitivi del progetto e le differenze tra libri non in stampa e libri di pubblico dominio. O forse, come tante altre imprese hi-tech, Google voleva dare una spallata e contava sull’appoggio dell’opinione pubblica per questo suo moonshot. Google non avrebbe dovuto quindi sorprendersi per le azioni legali da parte di autori ed editori che confluirono nel 2005 in una class action della Author’s Guild per massive copyright infringement.  Era un’accusa che, provata, avrebbe messo a rischio la stessa sopravvivenza di Google perché la sanzione poteva arrivare a migliaia di miliardi di dollari.

Google approntò immediatamente una difesa alquanto originale basata sul concetto di fair use: scansire l’intero libro serviva a niente più che a fornire un servizio analogo a quello di Google Books: una scheda bibliografica e brevi snippets accessibili a seguito del risultato di una search (su qualsiasi sottoinsieme del testo intero!). Qualsiasi entusiasta utilizzatore di scholar.google.com, lo strumento di search dedicato ai documenti accademici, sa che se la ricerca dà come risultato un link a book.google.com essa è di utilità limitata: il numero di pagine accessibili è molto basso, se il libro non è di pubblico dominio, e in caso contrario il libro va acquistato (a prezzi altissimi anche se c’è l’e-book, peggio ancora se ha valenza didattica). Viceversa Google scholar ti collega direttamente ad una miriade di working paper a libero accesso e, se hai la fortuna di essere discente o docente di una Università che abbia i mezzi per poter fare gli abbonamenti, a migliaia di riviste a pagamento di alta qualità.

Molto rapidamente i detentori del copyright si resero conto di quanto l’innovazione di Google ingrandisse la torta da spartirsi e le opportunità per loro di assicurarsene una fetta adeguata. Situazione analoga a quella di moltissime innovazioni nelle tecnologie di diffusione di contenuti, osserva Somers citando una review del 2003 di Tim Wu, che facilita la stipula di accordi di mercato tra le parti. In particolare, era nell’interesse di autori ed editori dare nuova vita a libri non più in stampa, anche se ancora soggetti a copyright e semplificare la gestione di innumerevoli casi particolari derivanti da accordi tra autori ed editori che lasciavano aperti dubbi su chi fosse il detentore e quale fosse la natura di questi diritti. Poter convincere un giudice ad approvare un accordo nell’ambito di una class action, avrebbe reso questo accordo di validità generale. Vincere o perdere serviva poco ad entrambe le parti.

Un primo Settlement Agreement fu raggiunto dalle parti nel 2008 e per un momento sembrò che norme valide per tutti che automaticamente ne scaturivano determinassero una situazione win-win per tutti gli attori in gioco. L’accordo prevedeva in particolare una spesa di 125 milioni di dollari da parte di Google per coprire spese legali e danni ai soggetti di cui erano stati violati i diritti di proprietà intellettuale, nonché lo sviluppo di un sistema (Books Rights Registry) attraverso il quale sarebbero affluiti ai detentori dei diritti la maggior parte dei ricavi che Google avrebbe ottenuto da un modello di vendita dei diritti di accesso ai contenuti a privati e biblioteche.

L’accordo fallì perché altri importanti soggetti erano stati esclusi dalla ripartizione della torta: i concorrenti di Google. Nel 2009 Amazon, Microsoft, Yahoo e una serie di associazioni minori di autori e giornalisti fondarono la Open Book Alliance (no, non erano lettori) con l’obbiettivo di opporsi al recepimento dell’accordo perché esso avrebbe dato a Google poteri monopolistici sulla commercializzazione di decine di milioni di libri.

Nel marzo 2011 questo punto di vista fu sostanzialmente accolto dal giudice in quanto avrebbe dato a Google significativi vantaggi sui competitori e la possibilità di sfruttare interi libri senza esplicito permesso dei detentori del diritto d’autore.

Paradossalmente lo stesso giudice riconobbe, nel novembre 2013, che l’utilizzo dei libri da parte di Google, con i limiti introdotti per limitare la visibilità dei testi sotto copyright, non violava i criteri del fair use e quindi rigettò le accuse iniziali di autori ed editori. Successivi tentativi e ricorsi da parte degli Autori, che avevano perso con il rigetto dell’accordo, più che con la sconfitta nella causa iniziale, sostanziali risultati economici, non ebbero esito.

Le lezioni apprese dalla storia della Google Books Universal Library

Quali lezioni trarre da questa lunga e intricata vicenda? Molte e su piani molto diversi.

In primo luogo, si è rivelata insuperabile la difficoltà di risolvere i problemi giuridici e di composizione di interessi contrapposti pur in una situazione in cui il surplus di utenti e autori sarebbe sicuramente aumentato e l’investimento del fornitore era già stato effettuato. I grandi player, e probabilmente Google, primo tra tutti, non hanno voluto creare precedenti sviluppando soluzioni che avrebbero potuto essere basate sull’ accesso a condizioni eque e ragionevoli al patrimonio informativo a disposizione di Google. E Amazon, da paladino della concorrenza nella causa del 2009, è ormai divenuto dominante nella commercializzazione di e-book.

In secondo luogo, questa vicenda ben esemplifica quanto siano inestricabilmente intrecciati nel carattere dei grandi imprenditori di quest’epoca (Larry Page, in questo caso, ma lo stesso si potrebbe dire per tanti, da Jeff Bezos a Elon Musk) l’attrazione per progetti visionari e romantici e la capacità di valorizzarli strategicamente. Quanto valgono quei testi, ad esempio, per chi sta rivoluzionando la traduzione automatica?

In terzo luogo l’esempio mostra come una grande impresa, ricca e molto determinata sia in grado di affrontare sfide culturali in cui i soggetti pubblici sono restati assai indietro per mancanza di mezzi, di leadership, di visione e di ambizione. Accordi bilaterali tra grandi biblioteche e fondazioni no-profit hanno ottenuto risultati splendidi (si veda il finanziamento della Fondazione Polonsky alle Bodleian Libraries di Oxford e la Biblioteca Apostolica Vaticana). La Library of Congress ha una ricca raccolta di Collezioni specialistiche ed è impegnata nella standardizzazione e nella formazione. Sul versante istituzionalmente dovuto della preservazione delle eredità culturali si fa molto ma non c’è attenzione sufficiente delle istituzioni né negli investimenti con maggiore potenziale di innovazione, né nella soluzione dei nodi normativi che bloccano il progresso.

E-lending e biblioteche italiane

Una piccola testimonianza personale esemplifica questo ultimo punto. Un servizio molto utile offerto dalle biblioteche pubbliche negli USA è l’e-lending: le biblioteche hanno il diritto di prestare gli e-book che hanno acquisito e lo possono fare senza che sia richiesta la presenza fisica dell’utente per attivare e terminare il prestito. Aumenta molto la comodità di utilizzo del servizio e quindi il numero di prestiti.

Perché non è possibile farlo con la stessa tranquillità e sicurezza in una qualsiasi biblioteca universitaria italiana? I bibliotecari sono terrorizzati dalle possibili conseguenze e rifiutano di promuovere l’acquisto e il prestito della versione e-book invece che di quella cartacea. Ciò rende molto più probabile danni come gli smarrimenti e i furti, occupa spazi eccessivi nelle sale di lettura, obbliga a spostamenti inutili gli studenti, aumenta il prezzo di acquisto, costringe a spedizione di pacchi nel caso di prestiti interbibliotecari.

Conosco la risposta: lo stesso servizio potrebbe essere erogato acquistando un numero inferiore di copie e quindi c’è un impatto sui diritti di autore.

Ma anche a questo non sarebbe il caso di dare una risposta innovativa? L’alternativa non è la difesa degli autori, ma la resa alle fotocopie illegali.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati