scenari

Preparare la scuola al futuro? Il momento è ora: le direttrici da seguire

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prefigura più un ritorno alla normalità che uno scenario di cambiamento verso una scuola nuova capace di affrontare le sfide della società digitale. Per quest’ultimo ci vorrebbero progetti, percorsi, menti visionarie, partnership. Non è impossibile, ma è bisogna partire ora

22 Ott 2020
Vittorio Midoro

già dirigente di ricerca CNR presso l'Istituto Tecnologie Didattiche

scuola

Non solo ai decisori, ma anche a una vasta parte dell’opinione pubblica, il Covid19 ha chiarito ciò che si sapeva da tempo: la scuola italiana non funziona. Certo ci sono eccezioni, chiamate da Maragliano zone franche, ma è il sistema nel suo insieme che non va. Altrimenti non ci sarebbero tanti analfabeti funzionali (un italiano su due e uno studente su tre), non ci sarebbe un’ignoranza digitale così diffusa, non ci sarebbe un così alto tasso di abbandono scolastico e mi fermo qui ché l’elenco sarebbe lungo.

Lo dicono esplicitamente anche le Linee guida per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR, elaborate dal Governo per rilanciare il Paese dopo questa pandemia, che vedono nella crisi della scuola una delle cause del basso incremento di produttività del nostro Paese, con la conseguenza di una scarsa crescita del PIL.

Dunque questa è l’occasione per cambiare. Ma come? Le linee guida indicano obiettivi di lungo termine alcuni dei quali chiamano in causa la scuola:

  • Elevare gli indicatori di benessere, equità e sostenibilità ambientale.
  • Abbattere l’incidenza dell’abbandono scolastico e dell’inattività dei giovani.
  • Migliorare la preparazione degli studenti e la quota di diplomati e laureati.
  • Rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese a fronte di calamità naturali, cambiamenti climatici e crisi epidemiche.

Gli obiettivi 2 e 3 si riferiscono esplicitamente alla scuola, per gli altri bisogna essere addentro ai problemi per vederli correlati ad essa.

Per raggiungere questi obiettivi, il PNRR indica 6 aree di intervento (missioni):

  • Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo;
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • Infrastrutture per la mobilità;
  • Istruzione, formazione, ricerca e cultura;
  • Equità sociale, di genere e territoriale;
  • Salute.

I punti 1, 2 e 4 intersecano la scuola. Ecco alcune riflessioni su questi punti.

Digitalizzazione e innovazione della scuola

Un provvedimento non più rinviabile è dotare tutti gli istituti scolastici di collegamenti a banda ultra-larga, cioè connettività ad alte prestazioni e servizi avanzati. In questo progetto la rete GARR della Ricerca e della Formazione dovrebbe giocare un ruolo primario, fornendo alle scuole le stesse opportunità tecnologiche del mondo della ricerca e dell’università. Ciò consentirebbe da un lato la creazione di collegamenti tra questi tre settori, dall’altro l’ingresso in una comunità ampia e multidisciplinare, che opera a livello nazionale e mondiale.

WHITEPAPER
Robot intelligenti: i vantaggi nei progetti di automazione nell'Industry4.0
Industria 4.0
Realtà virtuale

Ma ciò non basta. È necessario superare il digital divide di studenti e docenti. Ciò implica che i circa 7.599.259 studenti della scuola pubblica e gli 835.489 docenti dovranno a) possedere un notebook personale con un efficiente collegamento a Internet e b) diventare digital literate. Il primo aspetto è un problema di risorse, che potrebbero essere dirottate dall’acquisto dei libri di testo all’acquisto di notebook, il secondo riguarda il ripensamento dei contenuti e dell’organizzazione scolastica.

Rivoluzione verde e transizione ecologica

Una rivoluzione verde implica cambiamenti di modelli e di stili di vita. Oggi questi sono forgiati principalmente dalla pubblicità, motore del consumismo. La stessa idea di sviluppo appare legata a un’estensione illimitata dei consumi. Le agenzie educative possono giocare un ruolo importante nella transizione verso modelli di vita in armonia con l’ambiente biofisico, sociale e individuale, alternativi al consumismo. Tra queste agenzie, la scuola appare fondamentale per un’educazione allo sviluppo sostenibile. Non si tratta di introdurre una nuova materia, ma di prevedere esperienze che inizino dalla scuola dell’infanzia e attraversino tutte le fasi dell’educazione. Si tratta di dare vita a progetti interdisciplinari che prevedano la creazione di comunità di apprendimento, formate da studenti, docenti, esperti, ricercatori, etc. impegnate ad affrontare problemi che riguardano un certo ambiente di vita. Intorno a questi problemi possono essere organizzati apprendimenti disciplinari. Ovviamente ciò implica una riorganizzazione della scuola che investa modi di apprendere, organizzazione (tempi, modi, strutture), curricolo, formazione degli insegnanti, strumentazioni e così via. Un esempio di come fare educazione allo sviluppo sostenibile è una metodologia sviluppata anni fa dall’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR nell’ambito di un progetto nazionale del Ministero dell’Ambiente.

Istruzione e formazione

Il PNRR ritiene che questa missione debba mirare a migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione in termini di ampliamento dei servizi per innalzare i risultati educativi.

Dunque, come causa dell’attuale crisi della scuola il PNRR individua la scarsità di servizi e ipotizza che ampliando i servizi si innalzino i risultati educativi. E come ampliarli? Intervenendo su questi punti:

  • rapporto docenti/discenti per classe;
  • supporto al diritto allo studio;
  • interventi infrastrutturali (riqualificazione energetica e antisismica, cablaggio con fibra ottica, infrastrutture per e-learning);
  • digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento;
  • adeguamento delle competenze alle esigenze dell’economia ed agli standard internazionali;
  • riqualificazione, formazione e selezione del personale.

Ecco alcune considerazioni in merito.

  • Rapporto discenti docenti (nella scuola pubblica). Oggi questo rapporto è per le scuole pubbliche 7.599.259/835.489, pari a un docente per 9 studenti. Nessuno stato in Europa ha così pochi studenti per docente. Dunque non è una questione di quantità ma di qualità. La nostra è la classe docente più anziana d’Europa, è tra le meno digitalizzate, è funzionale a un’organizzazione scolastica e a curricoli ormai superati. Bisognerebbe ripensare a un riequilibro graduale del corpo docente, legato a un ripensamento dei curricoli.
  • Interventi di diritto allo studio. Questi sono indispensabili, bisogna però definire criteri di giustizia, di equità e priorità. Non si dovrebbe trattare soltanto di aiuti finanziari ai meritevoli indigenti, ma anche di interventi volti a creare le condizioni affinché fin dall’ingresso nella scuola non ci siano emarginati e tutti abbiano i prerequisiti cognitivi e affettivi per iniziare e continuare gli studi.
  • Interventi infrastrutturali volti alla digitalizzazione delle scuole e alla riqualificazione energetica e antisismica. Della digitalizzazione già si è detto. Scontati sono quelli riguardanti sicurezza ed efficienza energetica. Tuttavia nella costruzione di nuove scuole o nell’adeguamento di quelle esistenti andrebbe considerata l’attività che vi si svolge. L’attuale struttura degli edifici scolastici riflette un’idea di scuola ottocentesca e ricorda quella degli ospedali, delle caserme e delle fabbriche. Basati su idee diverse di come fare scuola, nuovi tipi di edifici scolastici si vanno diffondendo in diverse realtà, alcune anche in Italia. Dunque non è solo un problema di adeguamento, ma anche di ripensamento delle strutture. Il PNRR parla anche di infrastrutture per l’elearning e non mi è chiaro a che cosa si riferisca (piattaforme software? MOODLE? Cloud? Banche dati di materiali didattici?). Qui il problema non è solo, o principalmente, strumentale, ma riguarda la capacità di docenti e studenti di usare questa modalità in modo efficace, tenendo conto dei risultati della ricerca in questo settore.
  • Digitalizzazione di processi e strumenti di apprendimento. Detta così, appare più come uno slogan pubblicitario che una linea guida per progetti volti a cambiare modi e strumenti per apprendere. Se di questo si tratta, dovrebbe essere chiarito che la rivoluzione digitale ha cambiato i contenitori del sapere usati tradizionalmente nella scuola (lezioni, libri di testo, dizionari, atlanti ecc.) rendendo disponibili nuovi contenitori (gli oggetti digitali) che richiedono conoscenze e abilità nuove e cambiano profondamente i modi di apprendere e di fare scuola.
  • Adeguamento delle competenze alle esigenze dell’economia ed agli standard internazionali. Questo punto mi sembra molto discutibile perché, come ho altrove argomentato, l’educazione riguarda in primo luogo lo sviluppo delle intelligenze, dei talenti e delle inclinazioni degli individui. Riguarda cioè quelle che Amartya Sen chiama capabilities. Queste non sono dettate dall’economia, ma l’economia, che si evolve in modi imprevedibili, può trarre vantaggio da teste e cuori ben formati.
  • Riqualificazione, formazione e selezione del personale. Questo è un punto chiave, sarebbe però utile sapere, da un lato, a chi sono demandati la formazione iniziale e lo sviluppo professionale (all’Università? Agli animatori digitali? Ai cosiddetti formatori? A nuovi istituti appositamente creati?), dall’altro, quale si ritiene sia il profilo professionale del docente in una scuola della società digitale.

Conclusioni

Concludendo, a me sembra che, riguardo alla scuola, questa impostazione del PNRR prefiguri più un ritorno alla normalità, migliorando qualche difetto, che uno scenario di cambiamento verso una scuola nuova capace di affrontare le sfide della società digitale.

L’elaborazione di quest’ultimo scenario richiederebbe un progetto multidisciplinare finalizzato alla definizione di una scuola diversa dall’attuale e di un percorso per arrivarci, individuando risorse finanziarie e umane. Quali soggetti potrebbero realizzarlo? Lo schema potrebbe essere quello delle partnership dei progetti europei o quello dei progetti finalizzati del CNR, alcuni dei quali produssero risultati notevoli. Il coordinamento del progetto andrebbe affidato a studiosi visionari, capaci di coinvolgere menti brillanti e istituzioni prestigiose, nazionali e internazionali, in grado di affrontare le problematiche legate all’educazione, allo sviluppo e gestione di sistemi complessi, agli impatti delle tecnologie digitali e alle tecnologie didattiche.

Se si volesse imboccare questa strada il tempo di partire è ora.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati