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didacta 2018

Service Learning: un approccio educativo per innovare le metodologie didattiche

Nel service learning il territorio diventa ambiente di apprendimento, l’esperienza scolastica è strutturata all’interno della comunità e l’acquisizione di conoscenze, valori, abilità e atteggiamenti è associata con l’impegno civico. Ecco cos’è e come può aiutare a sviluppare competenze anche di cittadinanza digitale

07 Mar 2019

Stefania Chipa

Indire

Chiara Giunti

Indire

Lorenza Orlandini

Indire

Laura Tortoli

Indire


Le esperienze di service learning possono contribuire significativamente allo sviluppo delle competenze di cittadinanza anche in un’ottica digitale, consentendo agli studenti, in tutte le fasi del processo di apprendimento-servizio, di mettere in campo i saperi legati ai media digitali. Un progetto realizzato dal Liceo Attilio Bertolucci di Parma si è posto l’obiettivo di  analizzare le acque dei fiumi e dei torrenti della provincia e di sollecitare lo sviluppo di criteri per la selezione delle fonti, per il trattamento e la pubblicazione dei dati scientifici. Una proposta pedagogica innovativa anche per i docenti e che può essere realizzata in ogni ordine di scuola.

Cos’è il service learning

Partiamo con una panoramica su cos’è il Service Learning: si tratta di un approccio pedagogico che permette di realizzare percorsi di apprendimento in contesti di vita reale, finalizzati allo sviluppo di competenze disciplinari, trasversali, professionali e volti alla partecipazione attiva degli studenti (Fiorin, 2016). È una proposta pedagogica estesa su scala mondiale pur secondo accezioni diverse, in letteratura infatti sono presenti numerose definizioni di Service Learning. Presentiamo quella di María Nieves Tapia, fondatrice e direttrice del Centro Latinoamericano de Aprendizaje y Servicio Solidario, che lo definisce come «un insieme di progetti o programmi di servizio solidale (destinati a soddisfare in modo delimitato ed efficace un bisogno vero e sentito in un territorio, lavorando con e non soltanto per la comunità), con una partecipazione da protagonisti degli studenti, che va dalla fase iniziale di pianificazione fino alla valutazione conclusiva e collegato in modo intenzionale con i contenuti di apprendimento (includendo contenuti curricolari, riflessioni, sviluppo di competenze per la cittadinanza e il lavoro)» (Tapia, 2006).

Per poter parlare di Service Learning, le attività realizzate dalle scuole devono essere inserite nel curricolo scolastico, rispondere a un bisogno/problema presente nel contesto di riferimento, individuare soluzioni insieme ai membri della comunità e favorire negli studenti il ruolo di protagonisti in tutte le fasi (dall’ideazione alla valutazione).

I percorsi di Service Learning possono essere realizzati in qualsiasi ordine di scuola.

Questo approccio pedagogico è stato promosso da Indire a Didacta 2018 attraverso le realizzazione di quattro workshop rivolti a docenti appartenenti sia al I che al II ciclo di istruzione. Si tratta di una proposta pedagogica che si inserisce tra le pratiche didattiche innovative sostenute dal Movimento delle Avanguardie Educative e dal Movimento delle Piccole scuole.

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Nel corso dell’ultima edizione della Fiera Didacta, Indire (Istituto Nazionale di Documentazione e Innovazione per la Ricerca Educativa) ha proposto 4 workshop dedicati al Service Learning ai quali hanno partecipato più di 200 docenti e dirigenti scolastici.

Nel corso delle attività laboratoriali i partecipanti, suddivisi in gruppi di lavoro, hanno progettato un percorso di Service Learning con il supporto di esperti del Movimento delle Avanguardie educative , del Movimento delle Piccole Scuole, dei ricercatori Indire.

Il service learning in Avanguardie educative

I workshop per le scuole del secondo ciclo sono stati organizzati nell’ambito di Avanguardie Educative, un movimento culturale nato nel 2014 su iniziativa di Indire e di 22 scuole che da tempo sperimentano pratiche didattiche innovative già in uso in contesti europei. Il Movimento, che oggi conta 803 scuole aderenti, sostiene le scuole nel loro cammino di autonomia attraverso una galleria di 12 pratiche (“Idee”) di innovazione didattica e/o organizzativa che propongono il superamento del tradizionale modello di insegnamento-apprendimento basato unicamente sulla lezione frontale. Tra le “Idee” promosse da Avanguardie educative, “Dentro/fuori la scuola – Service Learning” è una proposta di innovazione che insiste sul rafforzamento del rapporto tra scuola e territorio, attraverso il dialogo continuo con enti locali, istituzioni e stakeholder e l’applicazione dell’approccio pedagogico del Service Learning. Nei progetti che fanno riferimento a questa “Idea”, il territorio diventa un ambiente di apprendimento che qualifica la relazione educativa, l’esperienza scolastica è strutturata all’interno della comunità e l’acquisizione di conoscenze, valori, abilità e atteggiamenti è associata con l’impegno civico.

Inoltre, l’Idea “Dentro/fuori la scuola – Service Learning” supporta il rinnovamento della scuola, nelle tre dimensioni promosse da Avanguardie educative (Tempo, Spazio e Didattica):

  • ri-organizzazione del tempo-scuola per sostenere attività che scardinano la tradizionale impostazione della lezione frontale e sostengono un orientamento ‘oltre l’aula’ (Fiorin, 2016);
  • trasformazione degli spazi di apprendimento anche attraverso l’apertura verso contesti esterni;
  • integrazione del sapere con il saper fare.

Il Service Learning rappresenta, quindi, uno dei possibili percorsi di innovazione proposti da Avanguardie educative e si innesta all’interno della nuova visione di scuola sostenuta dal Movimento.

Il Service Learning nel Movimento delle Piccole scuole

I workshop per le scuole del primo ciclo sono stati organizzati nell’ambito del Movimento delle Piccole scuole, sempre in collaborazione con il Movimento delle Avanguardie Educative. Piccole scuole è un movimento culturale nato il 10 giugno 2017 a Favignana con il lancio di un Manifesto rivolto alle scuole di piccole dimensioni e che si trovano in una condizione di marginalità geografica (isole minori, montagne o zone interne del paese). Generalmente queste scuole sono caratterizzate dalla presenza della pluriclasse che pone dal punto di vista dell’organizzazione didattica e delle metodologie educative numerose sfide; allo stesso tempo la pluriclasse si configura come luogo privilegiato per la sperimentazione e l’innovazione didattica, in particolare intorno a tre dimensioni che costituiscono l’orizzonte di riferimento del Manifesto:

  • il territorio come elemento chiave per lo sviluppo di comunità di memoria e come laboratorio per la sperimentazione di percorsi didattici innovativi;
  • le tecnologie come dispositivo per favorire l’inclusione sociale, anche tramite percorsi di didattica a distanza in cui classi di territori lontani possono svolgere attività di apprendimento su percorsi didattici comuni;
  • le pluriclassi, come spazi in cui sperimentare percorsi di apprendimento basati sull’unitarietà e la trasversalità del sapere e su forme di apprendimento differenziato.

Service learning e cittadinanza attiva

Il Service Learning, in quanto proposta pedagogica e non modello didattico, abilita il docente all’uso delle metodologie che ritiene più appropriate ai fini dello svolgimento simultaneo di attività differenziate a sostegno della pluriclasse (Tomlinson, Imbeau, 2012). Rappresenta inoltre una proposta educativa dalla doppia valenza: mentre tratta i temi connessi con il curricolo locale usando il territorio come laboratorio, indirizza nel contempo gli studenti a sperimentare percorsi di cittadinanza attiva. Questi ultimi sono finalizzati ad accrescere negli alunni la conoscenza delle caratteristiche identitarie e delle vocazioni culturali ed economiche delle comunità in cui vivono, anche nella prospettiva di una futura collocazione lavorativa.

Il Service Learning e le competenze digitali

Una delle pratiche di Service Learning delle tre scuole capofila che hanno coordinato insieme ad Indire i workshop di Didacta è un’esperienza di didattica laboratoriale supportata dall’uso delle ICT. Si tratta del progetto “WELAb & WEMAP: un’azione di service learning ambientale, realizzato dal Liceo Attilio Bertolucci di Parma con l’obiettivo di analizzare le acque dei fiumi e dei torrenti della provincia di Parma mediante l’utilizzo di un laboratorio digitale. L’esperienza è stata realizzata con la collaborazione dell’Università di Parma, della start up WeLab e del Fab Lab di Parma. In tutto il processo è stato fondamentale lo sviluppo di competenze digitali dato che il laboratorio mobile We-Lab, di cui sono state dotate le 35 istituti scolastici coinvolte nel progetto, è un laboratorio di analisi portatile e modulare che utilizza tecnologie smart e mobile. We-Lab è composto da una piattaforma principale che gestisce microscopio e fotometro ed è pilotata via wi-fi da un tablet o uno smartphone. Le competenze digitali vengono sollecitate non solo ai fini della conoscenza dell’uso dello strumento, ma anche per sviluppare criteri per la selezione delle fonti, per il trattamento e la pubblicazione dei dati scientifici, sostenendo così gli studenti nel passaggio “da consumatori passivi a consumatori critici e produttori responsabili di contenuti”.Il laboratorio è rimasto alle scuole anche al termine del progetto, apportando un significativo miglioramento delle dotazioni scientifiche e laboratoriali degli istituti scolastici coinvolti.

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Che cosa è emerso dai workshop di Didacta 2018

I quattro workshop proposti da Indire sul tema del Service Learning hanno richiamato oltre 200 partecipanti tra docenti e dirigenti scolastici di tutto il territorio nazionale.

I lavori di gruppo sono stati strutturati secondo un format comune che ha previsto la presentazione della letteratura sul tema del Service Learning e un breve inquadramento dell’approccio pedagogico all’interno dello scenario storico di riferimento. Successivamente, le tre scuole capofila dell’Idea “Dentro/Fuori la scuola-Service Learning” hanno presentato le esperienze di Service Learning attivate presso i loro Istituti allo scopo di illustrare gli aspetti strutturali fondanti dell’approccio educativo. Infine, è stata proposta ai partecipanti un’attività laboratoriale a piccoli gruppi nella quale si è chiesto loro di pianificare un’azione di Service Learning a partire dall’analisi di esigenze percepite sul territorio e rilevate dalla comunità locale.

In considerazione della eterogeneità delle esperienze didattiche e territoriali, per meglio orientare l’attività dei gruppi ed evitare una eccessiva frammentazione dei focus, è stato suggerito ai partecipanti di definire il tema delle loro ipotesi di intervento a partire dai traguardi dei 17 “Obiettivi per lo sviluppo sostenibile” proposti nell’”Agenda 2030.

Ogni gruppo di lavoro è stato orientato, inoltre, nella propria progettazione da un agile toolkit, uno strumento interamente sviluppato dai ricercatori di Indire, che ha guidato i docenti nella definizione di ogni fase della progettazione, dalla diagnosi del tema/problema, attraverso la pianificazione dell’intervento, l’attuazione e fino alla valutazione conclusiva.

I lavori di gruppo hanno prodotto spunti che sono stati restituiti e fissati in sintetiche mappe concettuali nelle quali si rimarcano gli aspetti strutturali delle azioni di progetto ed il bilanciamento tra il nucleo degli apprendimenti e quello del servizio alla comunità e al territorio.

L’esito degli workshop ha confermato il diffuso interesse verso questo approccio didattico e ha messo in luce la straordinaria disponibilità delle scuole ad avvicinarsi a questa proposta metodologica.

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BIBLIOGRAFIA

Fiorin, I. (2016). Oltre l’aula. La proposta pedagogica del Service Learning. Milano: Mondadori Università.

Giunti, C., Orlandini, L., Tortoli, L. et al. (a cura di), Avanguardie educative. Linee guida per
l’implementazione dell’idea “Dentro/fuori la scuola – Service Learning”
, Indire, Firenze, 2018.

MIUR, Una via italiana per il Service Learning, 8 agosto 2018. Disponibile in
http://www.miur.gov.it/web/miur-usr-toscana/-/pubblicazione-una-via-italiana-per-ilservice-learning

Tapia, M. N. (2006). Educazione e solidarietà. La pedagogia dell’apprendimento-servizio. Roma: Città Nuova Editrice.

Tomlinson Carol A., Imbeau Marcia B. (2012), Condurre e gestire una classe eterogenea. Ediz. italiana a cura di M. Comoglio. Roma: LAS

https://www.generazioniconnesse.it/site/it/educazione-civica-digitale/

Sitografia

Movimento Avanguardie educative http://innovazione.indire.it/avanguardieeducative/

Movimento Piccole scuole http://piccolescuole.indire.it/

Toolkit metodologico per la progettazione di percrcorsi di SL http://piccolescuole.indire.it/formazione/approfondimenti/

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