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Cloud Nazionale, la strategia istruisce PA e fornitori: ecco come e le sfide

Ecco la Strategia Cloud Italia, le prime regole per andare verso un cloud nazionale per i dati della pubblica amministrazione. L’Italia è alla ricerca di un bilanciamento tra esigenze di velocità ed efficienza e autonomia nazionale, per crescere come Paese digitale. Non sarà facile, ma non ci sono alternative

07 Set 2021
Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu

Matteo Taraborelli

analista Hermes Bay

cloud italia nazionale - EDPB - cloud nazionale

Nuovo passo in avanti per il miglioramento della strategia di sicurezza nazionale italiana, verso un cloud nazionale per i dati della pubblica amministrazione.

La strategia cloud Italia

Il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, il Sottosegretario di Stato delegato alla Sicurezza, Franco Gabrielli, il Direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza Nazionale, Roberto Baldoni, e il Chief Technology Officer del Dipartimento per la Trasformazione digitale, Paolo de Rosa, hanno annunciato oggi la Strategia Cloud Italia. Secondo il Ministro Colao, tale Strategia è funzionale alla creazione di “una casa moderna, sicura e flessibile per gli italiani”, un cloud nazionale per la Pubblica Amministrazione.

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In linea con il PNRR elaborato dal Governo, che prevede lo stanziamento di quasi 8 miliardi di euro per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, tale documento approfondisce aspetti strategici per il percorso di migrazione verso il cloud di dati e servizi digitali di tutte le Pubbliche Amministrazioni e illustra in modo chiaro i criteri di classificazione e la composizione della infrastruttura ad alta affidabilità, il Polo Strategico Nazionale, che ospiterà i servizi strategici e critici. Lo scopo è quello di superare la frammentarietà degli asset infrastrutturali IT, mettere in sicurezza i data center di interesse strategico, e consentire alle Pubbliche Amministrazioni di muoversi verso l’erogazione di servizi digitali in una situazione di maggiore sicurezza e ad alta affidabilità.

In continuità con le norme di settore a livello europeo e nazionale, rispettivamente Direttiva NIS e Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, la Strategia Cloud Italia ha come obiettivo quello di migliorare il livello di sicurezza del sistema paese affrontando le sfide cloud secondo tre aspetti fondamentali:

  • la ricerca dell’autonomia tecnologica, funzionale al raggiungimento della sovranità digitale,
  • il controllo dei dati, fondamentale nell’epoca dei Big Data,
  • e la resilienza delle infrastrutture, di cruciale importanza per garantire la continuità nell’erogazione dei servizi IT.

A tale scopo è necessario mantenere la sovranità anche su quello che è definito il ciclo di vita dei dati.

Mediante l’approccio cloud first, la Strategia intende guidare e favorire l’adozione sicura, controllata e completa delle tecnologie cloud da parte del settore pubblico, in linea con i principi di tutela della privacy e con le raccomandazioni delle istituzioni europee e nazionali. In tal modo le infrastrutture digitali saranno più affidabili e sicure, e la Pubblica Amministrazione potrà rispondere in maniera organizzata agli attacchi informatici, garantendo continuità e qualità nella fruizione di dati e servizi.

Le tre direttrici

La strategia, infatti, si sviluppa secondo tre direttrici che guideranno gli enti nelle scelte da compiere rispetto alle diverse soluzioni di migrazione verso soluzioni cloud.

  1. Classificare dati e servizi della PA per guidare e supportare la migrazione al cloud: regolamentare l’ampia offerta di servizi cloud disponibili sul mercato consente di mitigare i rischi sistemici di sicurezza e affidabilità. In quest’ottica la classificazione di dati e servizi, introdotta dalla strategia, li cataloga in base al danno che una loro compromissione potrebbe provocare al sistema Paese: strategici, che riguardano la sicurezza nazionale; critici, come ad esempio quelli sanitari; ordinari. In base alla tipologia di dati e servizi offerti, sarà la Pubblica Amministrazione a valutare la tipologia di servizio cloud di cui ha bisogno e richiedere la tipologia di servizi necessari alle proprie esigenze.
  2. Qualificare i servizi cloud attraverso un processo di scrutinio tecnologico: la qualificazione dell’offerta dei servizi cloud si pone l’obiettivo di semplificare e regolamentare, dal punto di vista tecnico e amministrativo, l’acquisizione di servizi cloud da parte delle amministrazioni. Gli aspetti presi in considerazione sono: la gestione operativa dei servizi, in particolare gli standard tecnico-organizzativi applicativi e le misure di controllo sui dati; i requisiti di sicurezza per la gestione dei dati, l’erogazione di servizi e le condizioni contrattuali relative all’erogazione e alla rendicontazione del servizio.

Le quattro soluzioni cloud

La Strategia prevede 4 differenti soluzioni cloud:

  • Pubblico qualificato nel rispetto delle normative UE;
  • Pubblico con criptazione dei dati. Le chiavi di criptazione sono gestite nel territorio nazionale;
  • Privato/ibrido concesso con licenza. Le chiavi di criptazione sono gestite nel territorio nazionale;
  • Privato qualificato mediante scrutinio tecnologico. Tutta la filiera è gestita dal fornitore e consente il massimo controllo sui dati.

Per le PA che trattano dati ed erogano servizi ordinari è sufficiente la prima tipologia di cloud. Per le Amministrazioni che trattano dati ed erogano servizi critici è necessario adottare almeno un cloud appartenente alla seconda categoria.  Per quanto riguarda le Amministrazioni centrali, quindi quelle che trattano dati strategici, è necessario adottare una soluzione cloud a partire dalla terza tipologia, anche alla luce del fatto che la localizzazione fisica dei dati strategici è fondamentale ai fini della sicurezza nazionale.

Realizzare il Polo Strategico Nazionale (PSN) dedicato ai servizi strategici, sotto controllo e indirizzo pubblico

Il Polo Strategico Nazionale ha l’obiettivo di dotare la Pubblica Amministrazione di tecnologie e infrastrutture cloud che possano beneficiare delle più alte garanzie di affidabilità, resilienza e indipendenza. Il Polo sarà distribuito geograficamente sul territorio nazionale presso siti opportunamente identificati, per garantire adeguati livelli di continuità operativa e tolleranza ai guasti. Il controllo e le linee di indirizzo del PSN saranno pubbliche e indipendenti da soggetti terzi. La gestione operativa sarà affidata a un fornitore qualificato sulla base di requisiti tecnico-organizzativi. Secondo quanto dichiarato da Roberto Baldoni, Direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, sarà una “casa sicura” per i dati degli italiani.

In particolare, il PSN sarà un Soggetto a controllo, vigilanza e monitoraggio pubblico, rispetterà tutti i requisiti di sicurezza definiti dal Perimetro e dalla Direttiva NIS. Il Polo sarà realizzato entro la fine del 2022 e, a partire da dalla sua creazione, le Pubbliche Amministrazioni avvieranno l’adozione di soluzioni cloud con l’obiettivo, ambizioso ma realizzabile, di completare la migrazione del 75% di Amministrazioni entro la fine di 2025.

A tale riguardo il CTO del Dipartimento per la Trasformazione digitale, Paolo de Rosa, ha dichiarato che il paese si trova “all’inizio di un viaggio ma che ora bisogna iniziare a costruire la nostra casa sicura”.

Prossimi passi

Proprio la “casa sicura” è stato quindi il tema ricorrente durante la presentazione della Strategia. Una metafora semplice, importante ma soprattutto corretta. È infatti di fondamentale importanza fornire al sistema paese una casa sicura che possa garantire la continuità nei servizi erogati dallo Stato. A tale scopo sarà importante anche completare il rafforzamento del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica attraverso la promulgazione dell’ultimo decreto attuativo, attendere l’entrata a regime dell’Agenzia guidata da Baldoni, funzionale anche al miglioramento dell’educazione e delle skill del personale pubblico, e soprattutto porre in essere quanto definito dalla Strategia Cloud Italia.

Prossimo passo l’arrivo, entro settembre, delle prime offerte di partnership pubblico-privato. In attesa in particolare una di Tim-Sogei-Leonardo-CDP.

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