il nuovo pARADIGMA

GDPR, ecco lo spirito giusto per adeguarsi: la cultura del rischio

Il GDPR inaugura una visione gestionale, dinamica, della privacy in cui bisogna capire come modulare la propria attività in modo da conciliare i propri scopi (anche di profitto) con la tutela di un bene che per sua natura è legato alla personalità e dignità di ogni individuo. E’ lo spirito giusto: parola di Garante Privacy

Pubblicato il 11 Mag 2018

Antonio Caselli

Responsabile Documentazione internazionale e revisione quadro normativo Ue, Garante per la protezione dei dati personali

gdpr_790941460

Chi si occupa, a vario titolo, di protezione dati, conosce bene le disposizioni del “GDPR”, ossia del regolamento Ue sulla protezione dei dati personali, e sa che il termine fatidico per la sua piena applicazione in tutta l’Ue (quindi anche in Italia) è il prossimo 25 maggio. Credo sia necessario sgombrare subito il campo da un equivoco: il 25 maggio non è (solo) un traguardo, ma soprattutto un inizio. Cioè non si tratta di una data paragonabile al 1 gennaio 2000: non si rischia la fine del mondo (digitale) come a noi noto. In realtà, il 25 maggio segna l’inizio di un nuovo approccio alla protezione dei dati che riposa sul concetto di una maggiore responsabilizzazione di tutte le parti in causa.

Accountability, responsabilizzazione

Accountability, ossia responsabilizzazione, significa tutto il contrario di fare qualcosa una tantum. La riforma voluta dall’Ue (quindi anche dal nostro Paese) cambia l’approccio complessivo alla gestione del dato personale, e pone l’accento sull’effettività e la concretezza delle tutele, molto più di quanto sia avvenuto finora. Le tutele di cui si parla hanno un duplice obiettivo, come afferma lo stesso GDPR (vedi il Considerando n. 2): garantire l’esercizio di diritti fondamentali (non dimentichiamolo: la protezione dei dati personali e la tutela della riservatezza sono diritti fondamentali in base alla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue e al Trattato di Lisbona) e, allo stesso tempo, contribuire al progresso economico e sociale in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

I due anni trascorsi dalla pubblicazione del nuovo quadro di norme sulla GUUE (il 4 maggio 2016) servivano proprio a prepararsi a questo diverso approccio. Ma per farlo diventare parte integrante e permanente della gestione delle informazioni.

Il nuovo paradigma gestionale del GDPR

Come è possibile, ci si chiederà? In primo luogo, il GDPR rappresenta, per utilizzare ancora un linguaggio mutuato dalle tecnologie IT, una nuova release di un quadro di garanzie già molto normato. Non è una rivoluzione copernicana: i principi e i fondamentali della protezione dei dati non cambiano rispetto a quanto a noi noto. Semmai, il GDPR si pone come nuovo paradigma gestionale. La scommessa è, da un lato, “interiorizzare” la cultura della privacy a livello di organizzazione aziendale e amministrativa, trasformare la protezione dei dati in un asset da gestire e tutelare in modo dinamico. Dall’altro, e proprio attraverso questa iniezione generale di regole organizzative finalizzate alla tutela a monte dei dati personali per consentirne l’utilizzo e il riutilizzo corretti, si tratta di trasferire sull’architettura complessiva del sistema (cioè sulle azioni di tutti coloro che, a vario titolo, trattano dati personali: soggetti pubblici e privati, senza alcuna distinzione) la garanzia dell’esistenza di tutele orientate in questo senso.

Non più una visione difensiva della privacy, ma una visione gestionale, dinamica, in cui ogni soggetto che tratta dati personali deve essere in grado di capire come modulare la propria attività in modo da conciliare i propri scopi (anche di profitto) con la tutela di un bene che per sua natura è legato alla personalità, ma anche alla dignità, di ogni individuo.

Cultura del rischio

È una scommessa complessa ma non impossibile. Bisogna vedere nella cura dei dati un asset, come per ogni altro patrimonio aziendale. Anni fa, nel 2004, il Garante ha organizzato a Roma una conferenza che, quasi profeticamente, si intitolava “Privacy: da costo a risorsa”: come trasformare la tutela del dato personale in un veicolo di crescita. Se si vanno a leggere gli atti di quella conferenza, si noterà come sia esattamente nella stessa direzione che la riforma del GDPR si muove. Sicuramente meno burocrazia, e molta più attenzione alla concreta dimostrazione dell’applicazione di buone prassi.

Qual è il nuovo paradigma di cui si sta parlando? È quello legato principalmente alla cultura del rischio e della gestione del rischio. Si tratta di trasferire una cultura di risk management propria (finora) soprattutto di approcci economicistici a un ambito legato alla tutela di diritti fondamentali. Nel far questo, il GDPR focalizza il concetto di rischio sull’impatto che il trattamento dei dati personali genera per gli interessati: il rischio che ha in mente il legislatore del nuovo regolamento guarda all’individuo, ai diritti e alle libertà degli interessati. Quindi una visione ampia che deve tenere conto della sfera complessiva dove si svolge la vita dell’individuo: dal furto di identità alla negazione di un beneficio o un finanziamento, fino alla discriminazione.

Gestione del rischio, però, non significa accettare supinamente l’esposizione dei dati al rischio: significa valutare l’impatto potenziale di un trattamento (soprattutto se lo si intraprende per la prima volta) e adottare misure conseguenti, adeguate. Ma a monte, non a valle. Un punto importante da segnalare è questo: le misure di cui si parla non si esauriscono nelle misure di sicurezza “tecniche”, anche se la sicurezza è un elemento integrante della qualità del dato nel nuovo sistema GDPR. Consideriamo l’Articolo 5(1), lettera f), del GDPR: non è possibile trattare un dato personale se non se ne garantisce (anche) la sicurezza. Cioè la gestione della sicurezza è necessaria, ma non sufficiente a configurare una gestione corretta del dato. La sicurezza diviene principio di qualità delle informazioni, quindi non si limita all’applicazione di strumenti tecnici di difesa.

Una visione proattiva

In sostanza, il GDPR invita a una visione proattiva, non difensiva: le misure di accountability per dimostrare questa proattività sono tecniche E organizzative (v. Art. 24). Fra le prime, il regolamento menziona alcuni esempi di tecniche da applicare ai dati per consentirne un utilizzo e riutilizzo rispettoso dei principi generali di “protezione dei dati sin dalla fase di progettazione” e “protezione dei dati per impostazione predefinita”: pseudonimizzazione, cifratura, anonimizzazione. Fra le seconde, ve ne sono varie che segnalano una particolare attenzione alla liquidità del mondo digitale: l’uso di icone per fornire informative sintetiche, associato a un approccio “stratificato” (nel senso che dall’icona si deve risalire a contenuti più dettagliati e specifici); il vincolo contrattuale che deve legare responsabile e titolare del trattamento, ma anche co-titolari di un trattamento, eventualmente attraverso clausole contrattuali modello riutilizzabili in più contesti; la possibilità per chi opera in outsourcing (il responsabile del trattamento) di designare direttamente, senza passare dal titolare, altri sub-responsabili che svolgano parti del trattamento per suo conto (sempre sulla base di specifici contratti); la promozione di strumenti di autodisciplina quali certificazioni e codici di condotta.

Se, dunque, nel GDPR si deve vedere una nuova release di norme il cui nucleo duro resta confermato, si può affermare che chi ha già fatto bene in questi anni (quelli trascorsi dalla prima legge italiana sulla protezione dei dati, la n. 675 del 1996) non ha sostanzialmente molto da fare.

Le priorità nell’adeguamento al GDPR

Ci sono però alcune priorità che si possono indicare:

  1. in primo luogo, guardarsi in pancia, fare una mappatura dei processi e dei flussi di dati personali. Questo censimento, che poi è logicamente il primo atto di ogni processo di auto-coscienza, può confluire nel registro delle attività di trattamento previsto all’art. 30 del GDPR. È un punto di partenza essenziale, oltre che espressione del principio di accountability.
  2. Poi, e sulla base di questo censimento: sapere chi fa cosa e perché; individuare i processi più a rischio, nel senso che si diceva sopra: quelli che comportano dati sensibili, trattamenti su larga scala (in senso geografico o numerico, oppure per ripetitività), molti soggetti esterni coinvolti (si pensi ai servizi cloud).
  3. Quindi: intervenire su questi processi proattivamente: minimizzare i dati ove necessario, iniziare un processo virtuoso abituandosi a ragionare in termini di valutazione di impatto (art. 35), cui potrà seguire l’eventuale consultazione (non autorizzazione) del Garante.
  4. Soprattutto: creare una rete interna di raccordo, meglio se con la presenza di un DPO, il “responsabile della protezione dei dati”: think data protection, si potrebbe affermare, prima e durante ogni progetto.

Indubbiamente questo nuovo paradigma gestionale richiede un investimento di risorse, umane e finanziarie. Ma il processo virtuoso, una volta innescato, si autoriproduce ed è in grado di adattarsi ai nuovi elementi (di rischio o di opportunità) che si presentano. Questa è la vera scommessa della accountability. Anche perché nel sistema digitale la fiducia è chiave, insieme alla reputazione: basta niente per distruggere anni di attività. Vale la pena di ribadirlo: l’approccio alla tutela del dato non è più solo difensivo, perché la protezione dei dati personali è anche promozione dell’utilizzo corretto dei dati.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 2