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Direttore responsabile Alessandro Longo

l'analisi

Cosa cambia per la cybersecurity dopo la dichiarazione del G7 Esteri

di Pierluigi Paganini, Enisa

12 Apr 2017

12 aprile 2017

In un nuovo documento sancita la cooperazione tra Stati, la condivisione di informazioni, e si attribuiscono a ciascun membro precise responsabilità per l’adozione di misure atte a contenere le minacce cibernetiche

La Dichiarazione approvata dal G7 Esteri l’11 aprile è un passaggio fondamentale per la definizione di regole di comportamento tra Stati nel cyber spazio. 

Il documento promuove la cooperazione tra Stati, la condivisione di informazioni, ea attribuisce a ciascun membro precise responsabilità per l’adozione di misure atte a contenere le minacce cibernetiche.

Gli eventi degli ultimi mesi hanno portato all’attenzione dei media l’importanza assunta dalle operazioni condotte da differenti categorie di “attori malevoli” che quotidianamente minacciano gli stati di tutto il mondo.

Osserviamo una crescente diffusione di minacce cibernetiche, ma ancor più preoccupante è il loro livello di sofisticazione.

Stati, gruppi dediti al cyber crime, terroristi ed attivisti minacciano le infrastrutture critiche di tutto il mondo, il cyber spazio è oggi considerato una “global commodity” vitale per lo sviluppo della società moderna, tuttavia non possiamo ignorare che lo stesso dominio è purtroppo anche uno dei più attivi campi di battaglia.

L’assenza di regole e l’oggettiva difficolta di attribuzione delle cyber operazioni hanno contribuito allo sviluppo incontrollato di minacce cibernetiche. Siamo tutti potenziali bersagli di una minaccia che può colpirci in ogni istante da ogni dove, ed in assenza di regole di comportamento tra stati esse potrebbero minare la sicurezza e la stabilità di qualunque nazione.

Urge quindi l’adozione di un insieme di regole che promuova la cooperazione tra Stati, la condivisione di informazioni, ed attribuisca a ciascun membro precise responsabilità per l’implementazione di misure atte a contenere le minacce cibernetiche.

All’Italia, cosi come agli stati del G7, è richiesto un impegno concreto nella adozione delle regole proposte e nella implementazione di quanto da esse stabilito.

Il Governo Italiano dovrà strutturarsi per sfruttare le immense opportunità che il cyberspazio offre alla nostra società, ma al tempo stesso deve investire in privacy e sicurezza. Ciò a mio giudizio è possibile coinvolgendo le imprese private ed incentivando una proficua collaborazione con l’apparato della Pubblica Amministrazione. Ci troviamo dinanzi ad un cambio epocale; ritardi, incertezze ed errori potrebbero costare caro alla nostra economia.

Auspico inoltre che il Gruppo di Lavoro che ha portato alla definizione della Dichiarazione possa proseguire la propria attività, sarebbe un vero peccato disperdere il patrimonio accumulato negli scorsi mesi.

Guardando avanti auspico le che regole vengano dapprima allargate ad altri stati affinché possano recepirle, ed in un futuro prossimo possano divenire vincolanti per tutti gli stati.

La sicurezza del cyber spazio deve essere un impegno per tutti gli stati, un’esigenza imprescindibile per uno sviluppo organico dell’intera comunità mondiale, per questo motivo il contributo di tutti i Governi è determinante.

Sebbene non si tratti di norme vincolanti il fatto stesso che i Paesi del G7 abbiano condiviso gli intenti della Dichiarazione dimostra l’importanza del tema trattato. Ciò mi dà enorme soddisfazione.

 

 

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