L’intelligence tedesca nel post-Merkel, rivoluzione in vista? I possibili scenari - Agenda Digitale

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L’intelligence tedesca nel post-Merkel, rivoluzione in vista? I possibili scenari

Nel dopo Merkel l’intelligence tedesca potrà subire una notevole rivoluzione, per più motivi. Una panoramica su quanto fatto negli ultimi 16 anni e sulle prospettive del prossimo futuro

11 Ott 2021
Marco Santarelli

Chairman of the Research Committee IC2 Lab - Intelligence and Complexity Adjunct Professor Security by Design Expert in Network Analysis and Intelligence Chair Critical Infrastructures Conference

Dopo 16 anni al governo, la Cancelliera tedesca Angela Merkel lascia il vertice, avendo terminato il suo mandato. Tra i capi di governo più longevi, ha gestito i rapporti internazionali con i vari altri leader che nel frattempo si sono succeduti e ora, secondo varie fonti, anche l’intelligence tedesca potrebbe subire cambiamenti.

L’intelligence tedesca negli anni della Merkel

Il Servizio Informazioni Federale, in lingua tedesca “Bundesnachrichtendienst”, più semplicemente BND, è l’agenzia di intelligence esterna della Repubblica Federale Tedesca, sotto il controllo del cancelliere, fondata il 1° aprile 1956 dal generale Reinhard Gehlen.

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Durante il mandato di Angela Merkel, nel 2014, abbiamo assistito a uno scandalo di spionaggio che ha incrinato ancora di più i rapporti tra Germania e USA dopo che la potenza europea ha espulso il massimo responsabile dei servizi d’intelligence americano dal territorio federale.

Abbiamo assistito già in altre occasioni all’espulsione delle spie, dal 1945 a oggi, durante la guerra fredda, e anche dopo, ma di agenti russi, cinesi, nordcoreani, iraniani o di altri paesi considerati ostili al mondo libero. In questo caso, invece, parliamo di paesi liberi le cui intelligence non hanno collaborato, come invece avrebbero dovuto.

Tutto è partito dal caso di spionaggio Usa nei confronti della Germania: i cellulari della Merkel e di altri membri del governo erano sotto il controllo della Nsa, la National Security Agency, un agente del Bnd era già stato smascherato come traditore dal 2012 e fornitore ai servizi Usa di oltre 200 dossier segreti tedeschi e a lui si era aggiunto un secondo traditore, un funzionario politico al ministero della Difesa. Una serie di eventi che hanno portato la Cancelliera tedesca a perdere fiducia nell’alleato americano.

Altro punto importante nella storia della cancelleria Merkel e l’intelligence tedesca c’è stato nel 2018, quando il capo dei servizi è stato rimosso dal suo incarico a seguito di manifestazioni neonaziste.

Qualche mese fa, invece, da un’inchiesta pubblicata dall’emittente pubblica danese DR, con altri giornali europei viene rivelato  che, nei fatti già noti denunciati anni fa da Edward Snowden, ex consulente della NSA, gli Usa sarebbero stati supportati dai servizi d’intelligence danesi nella sorveglianza delle comunicazioni di leader di paesi europei, come Francia, Norvegia, Svezia e Germania, quindi anche Angela Merkel.

L’intelligence tedesca nel post Merkel

Secondo fonti anonime, in futuro l’intelligence tedesca dopo la Merkel potrà subire una notevole rivoluzione. Questo per più motivi: prima di tutto, ci sarà un rafforzamento dell’organigramma per combattere i nazi e l’estrema destra. Infatti, gli scandali sopra citati non hanno permesso un completa e trasparente intervento su questa problematica molto sentita nel territorio tedesco.

Per quanto riguarda, invece, la sfera estera, sulla base degli avvenimenti di spionaggio già subiti in passato, sicuramente la Germania dovrà tenere un’attenzione molto più alta.

Sulla sorveglianza applicata dall’intelligence sul traffico internet di cittadini stranieri, già nel corso del 2020 la Corte costituzionale aveva stabilito che la BND violava in parte la costituzione nel suo operato nella libertà di stampa e la privacy. Serviva, quindi, una legge ad hoc in quanto, anche se i non tedeschi erano tutelati dai diritti costituzionali della Germania, mancava comunque una tutela apposita per avvocati e giornalisti, sia per la raccolta e l’elaborazione dei dati, che per la diffusione alle altre intelligence.

Un emendamento del 2017, a seguito delle rilevazioni di Snowden sulla NSA, aveva fatto sì che il BND potesse monitorare le comunicazioni in tutto il mondo legalmente. Nonostante l’emendamento, da un documento riservato pubblicato da Der Spiegel e poi dall’emittente pubblica bavarese Br, l’intelligence tedesca aveva tentato comunque di autoregolare le intercettazioni, dichiarando, tramite il capo di gabinetto della Merkel, Helge Reinhold Braun, che la sorveglianza dei cittadini che vivono al di fuori della Germania era fondamentale per la prevenzione di attacchi all’estero contro le forze tedesche. La Corte costituzionale ha dato tempo fino alla fine del 2021 per aggiornare l’emendamento sull’intelligence tedesca, per cui ne vedremo sicuramente i risvolti a breve.

Sul caso Afghanistan ci sono state pesanti critiche nei confronti dell’intelligence tedesca per non aver anticipato le mosse dei talebani e il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha dichiarato in merito che l’ascesa così rapida dei talebani in Afghanistan è stata imprevedibile. Il giornalista DW Marcel Fürstenau ha riportato le parole dell’ex ufficiale del BND Gerhard Conrad secondo cui l’intelligence non aveva fonti sul campo e Jan Koehler, ricercatore dell’Università di Londra, ha affermato che la mancanza di fiducia da parte delle forze di sicurezza afgane nei confronti dell’intelligence tedesca ha portato alla resa verso i talebani. Questo clima di dissenso fa pensare a una prossima indagine parlamentare ufficiale sull’operato del BND, che vedrà come testimoni, tra gli altri, anche la stessa Merkel, nonostante avrà già portato a termine il suo incarico.

Non ultimo un rafforzamento dei servizi di intelligence in Cina e in Russia.

Un altro aspetto su cui l’intelligence cambierà notevolmente è legato in particolare alla ricerca scientifica e l’innovazione. Nonostante la Germania sia sempre stata all’avanguardia sui sistemi informativi, si prevede un massiccio intervento di digitalizzazione e delle nuove tecnologie informative per una migliore ricerca applicata.

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