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Generation Z

“Mamma, ho perso il cellulare”: consigli pratici per genitori 4.0

La seconda parte del nostro viaggio nel mondo dei genitori con figli che rientrano nella cosiddetta “Generazione-Z”, continuamente connessi ad Internet ed esposti ad innumerevoli rischi: vediamo cosa fare in caso di smarrimento o furto del cellulare (o per prevenirlo)

26 Lug 2019

Andrea Millozzi

Blogger, Programmatore e Maker


Al di là del valore economico degli smartphone in mano ai nostri figli, quello che maggiormente inquieta in caso di furto è la possibilità che i loro dati sensibili finiscano nelle mani di qualche malintenzionato, con conseguenze che possono andare dal furto di identità alla divulgazione di immagini o video privati.

Cosa fare in questi casi? Di seguito, alcune “buone pratiche” da mettere in atto per limitare i danni, suddivise in due sezioni: “cosa fare prima” e “cosa fare dopo”.

Quanti (e quali) dati sensibili nei cellulari dei nostri figli

“Papà devo dirti una cosa che non ti piacerà… ho perso (o mi hanno rubato) lo smartphone!” ancora mi ricordo l’abbassamento improvviso di pressione che ho subito quando mio figlio mi ha dato la bella notizia. Appena smaltito il contraccolpo, la prima cosa che ho pensato è stata: “ed ora cosa faccio?“. Per noi genitori della cosiddetta “Generazione Z“, dei figli cioè nati e cresciuti con apparecchi che li mantengono costantemente connessi ad Internet, è sempre più difficile riuscire a stare al passo con i tempi ed essere all’altezza di situazioni come queste.

Infatti in casi del genere, anche se il primo pensiero potrebbe essere quello di aver perso un oggetto di valore, in realtà quello che dovrebbe davvero interessarci (e preoccuparci), è la perdita dei tanti dati presenti nello smartphone di nostro figlio nel momento in cui è avvenuto il danno: il furto o la perdita.

Purtroppo capita molto spesso che, vuoi per pigrizia, vuoi perché uno pensa che non gli capiterà mai, va a finire che non si imposta neanche un metodo di sblocco tra quelli previsti per la schermata iniziale dello smartphone, mantenendo così libero accesso ai dati a qualunque malintenzionato. Invece, sia pur blanda, la procedura di sblocco è comunque una forma di difesa, essenziale per mantenere al sicuro le proprie informazioni: ma quando parliamo di un figlio, di quali informazioni si tratta?

Ovviamente la prima cosa che mi viene in mente sono la gran quantità di video e foto che lo ritraggono o che ritraggono lui con la sua fidanzatina o con i suoi amici… pensateci: magari tra queste, potrebbe esserci qualcosa di strettamente personale, di intimo, di altamente riservato; qualcosa che, se divulgata, potrebbe mettere in seria crisi la reputazione o semplicemente, la tranquillità, sua o di qualcun altro.

E’ evidente a tutti ormai che i casi di bullismo, soprattutto tra i giovanissimi, sono quasi all’ordine del giorno, e spesso proprio a causa di una foto o un video che non doveva essere pubblicato. Non parliamo per forza di foto osé: i contenuti imbarazzanti, per un pubblico di teenager, possono essere anche qualcosa di molto più innocente.

Ma non solo, magari nella memoria dello smartphone potrebbero trovarsi testi che per loro natura sarebbero in grado di evidenziare uno stato d’animo, una debolezza o un orientamento sessuale o religioso: tutte informazioni sensibili che, come il caso dei video e delle foto, potrebbero essere usati come arma di ricatto o per denigrare qualcuno.

Oltre a tutto questo, se non si è stati previdenti (e spesso i ragazzi, a causa dell’inesperienza e della spensieratezza, non lo sono), si permette anche, a chi entra nello smartphone senza autorizzazione, di trovare libero accesso alla posta e a tutti i Social che vi sono installati, facendo ficcare il naso ad estranei, in ulteriori fatti privati, con il rischio sempre di essere ricattati o di ritrovarsi con profili Social bloccati e con l’identità digitale rubata.

Insomma, il furto o la perdita di uno smartphone, è già di per sé un evento difficile da gestire per noi adulti, se poi si tratta di un figlio, per giunta minorenne, tutto si complica, anche perché ovviamente, visto che difficilmente i figli saranno disposti a rivelare ai propri genitori certi contenuti, tanto più se compromettenti (magari anche solo ai loro occhi), risulta difficile capire la vera “gravità” del danno.

Vediamo allora cosa fare.

Cosa fare prima

La prima azione da mettere in pratica in assoluto, non ha nulla di innovativo o di tecnologico, al contrario è un’azione parecchio umana: parlate con vostro figlio! E’ necessario che in famiglia ci sia sempre la possibilità di dialogare, soprattutto di argomenti importanti come potrebbe essere, lo abbiamo visto, la perdita dello smartphone, e dei dati memorizzati all’interno.

Prendetevi il tempo necessario per sedervi intorno ad un tavolo e spiegategli il perché è necessario che metta in atto le seguenti pratiche.

  • Schermata di blocco. Per proteggere l’accesso al telefono basta impostare un blocco schermo. In questo modo, ogni volta che si accende il dispositivo o si riattiva lo schermo, viene chiesto un PIN, una sequenza o una password necessari per accedere a tutte le funzioni. Alcuni tipi di dispositivi, per lo sblocco, utilizzano l’impronta digitale o il riconoscimento facciale. Scegliete quello che preferite, ma il consiglio spassionato è quello di usare almeno uno dei metodi di sblocco che abbiamo appena visto.
  • Visibilità segno di sblocco. Se disabilitata, questa opzione permette di nascondere ad occhi indiscreti il segno utilizzato per lo sblocco, per questo motivo, se invece del PIN avete scelto il segno di sblocco, vale sicuramente la pena utilizzarla.
  • Crittografia. Spesso nei telefoni recenti è presente l’opzione di “crittografia dei dati”. Se è abilitata, la possibilità di carpire i dati presenti nel telefono è praticamente impossibile per chiunque, comprese le forze dell’ordine. Certo, se uno ha i mezzi e le capacità giuste, probabilmente potrebbe riuscire a forzare il blocco, ma il livello di crittografia offerto dai device attuali è abbastanza solido da rendere ogni tentativo del tutto irragionevole. Di certo chi ruba lo smartphone sperando di rivenderlo, non potrà vedere le foto o leggere le email, quindi il consiglio è sicuramente quello di attivare la crittografia dei dati, anche perché si può essere certi che, dopo un reset, i dati in memoria del telefono siano cancellati definitivamente e non più recuperabili. L’unica cosa da sapere è che attivando la crittografia, si devono accettare alcuni compromessi o effetti indesiderati. Il primo di questi è un piccolo rallentamento delle prestazioni. Una volta che un telefono è crittografato, i dati devono essere decriptati ogni volta che vi si accede, ossia ogni volta che si sblocca il cellulare e questo provoca un piccolo rallentamento, almeno sui telefoni meno potenti e più economici. Inoltre, la crittografia non è reversibile, nel senso che una volta abilitata, l’unico modo per rimuoverla è fare un ripristino di fabbrica e cancellare tutti quei dati che erano stati protetti. Inoltre, è vero che la crittografia protegge i dati sul telefono in un modo tale che essi non siano leggibili nemmeno con altri sistemi, ad esempio usando programmi di recupero sulla memoria o tecniche da hacker, questo significa che se vi scordate la password di accesso, poi non esiste modo per recuperare tali dati, quindi occhio!
  • Blocca automaticamente. Questa opzione, se presente ed attivata, consente di bloccare lo smartphone 30 secondi dopo lo spegnimento automatico dello schermo.
  • Ripristino impostazioni automatiche. Se abilitata questa opzione, dopo 15 tentativi errati di sblocco del telefono, quest’ultimo verrà ripristinato alle impostazioni predefinite di fabbrica e tutti i dati, inclusi i file e le applicazioni scaricate, verranno cancellati.
  • Blocco rete e protezione, Se presente e abilitata, questa opzione consente di non modificare le funzioni di rete e quelle relative alla sicurezza dalla schermata di sblocco, mantenendo attivo il WiFi e la connessione dati, semplificando l’individuazione e la protezione in caso di furto o smarrimento.
  • Backup dei dati. In questo caso si tratta di un consiglio valido, non solo per i dispositivi mobili, ma anche per i PC. Però, visto che lo smartphone per sua natura è più soggetto al furto e alla perdita, effettuare un backup dei propri dati è caldamente consigliato. Per farlo si può optare dal semplice trasferimento dei file utilizzando il PC oppure acquistare un cavetto OTG che permette diverse cose: 1) usare lo smartphone con mouse e tastiera, 2) la possibilità di stampare direttamente dallo smartphone, 3) quello che interessa a noi in questo caso, la possibilità di collegare una chiavetta USB. Collegando una chiavetta USB al device via cavo USB OTG, si possono salvare i file, l’importante è che la memoria esterna sia formattata con il file system FAT32 (e non, ad esempio, con NTFS). Generalmente sono supportati anche gli hard disk USB più capienti ma se e solo se siano alimentati esternamente (non devono usare la porta USB per l’alimentazione).
  • Area personale – alcuni smartphone, come i Samsung, tra i servizi offerti sui propri telefoni, rilasciano un’area riservata in cui memorizzare i propri dati e fare la copia di alcune App a cui sarà possibile accedere solo e unicamente dopo aver inserito una password. L’area personale è uno spazio indipendente protetto, a disposizione degli utenti e concepito per bloccare l’accesso non autorizzato dall’esterno.
  • Aggiornamento dei criteri di protezione. Una delle buone abitudini da prendere è quella di controllare frequentemente la presenza di aggiornamenti relativi ai criteri di protezione dello smartphone. Per farlo basta andare nella sezione aggiornamenti del proprio telefono e verificarne la presenza ed installarla subito nel caso ci fosse una nuova versione disponibile.
  • Antivirus con tool remoti. Esistono in commercio diverse App che permettono, non solo di effettuare dei controlli antivirus per neutralizzare le minacce di eventuale malware presente nei file memorizzati nel telefono, ma anche di agire in remoto sul nostro smartphone anche se si trova lontano da noi: possiamo conoscerne la posizione, attivare un allarme, bloccare e localizzare il dispositivo, cancellare le informazioni che contiene o scattare una foto della persona che lo sta utilizzando. Insomma, è il caso di dire che “la spesa vale l’impresa”. Per la verità, anche i sistemi operativi Android e iOS offrono questi servizi, ma ovviamente sono più limitati rispetto ad un’App a pagamento. Di solito questo è il percorso da seguire per attivare tale opzione su Android: Google > Sicurezza e attivare le opzioni “Localizza questo dispositivo da remoto” e “Consenti blocco e cancellazione da remoto”. Per il melafonino invece i passi da seguire sono questi: collegarsi al sito Internet di iCloud, effettuare l’accesso usando l’ID Apple e cliccare sull’icona Trova iPhone. Ovviamente l’ID Apple utilizzato per accedere al servizio deve essere lo stesso impostato sul telefono. Inoltre, affinché tutto funzioni correttamente, nelle impostazioni dell’iPhone deve essere attiva l’opzione Trova il mio iPhone (nel menu iCloud > Trova il mio iPhone).
  • Gestore password. Invece di mantenerle in memoria, è molto meglio memorizzare le varie password in un software creato appositamente, per conservarle poi in sicurezza dietro la cosiddetta “Master Password”, che ovviamente deve essere robusta e a prova di hacker: quindi lunga e con tanti caratteri diversi.
  • Individuazione del codice IMEI. Ogni telefono possiede un codice univoco che lo identifica, è il cosiddetto codice IMEI (acronimo di International Mobile Equipment Identity) composto da 15 cifre. E’ importante recuperarlo e memorizzarlo perché in caso di furto sarà indispensabile per poter bloccare il dispositivo. Potete ottenere il codice IMEI del cellulare anche avviando il dialer (la schermata in cui si compongono i numeri di telefono) e digitando il codice *#06# sul tastierino. Oppure in alternativa lo si può trovare segnato su un adesivo presente di solito sulla batteria, nel vano che la contiene, o sulla scatola in cui era contenuto lo smartphone prima di utilizzarlo.

Cosa fare dopo

Una volta che il danno è compiuto, è inutile innervosirsi: molto meglio tirarsi su le maniche ed agire per limitare i danni o, se siamo fortunati, per ritrovare lo smartphone, perso o rubato.

  • Blocco delle app – se erano state installate App bancarie, o che comunque davano accesso ad informazioni riservate, procedete appena possibile al loro blocco e al cambio delle password, comprese quelle dei Social e di messaggistica.
  • Comandi da remoto – se siete stati previdenti e avete seguito le indicazioni che sono state consigliate fin qui, la prima cosa che potete provare a fare è quella di rintracciare lo smartphone attraverso uno dei servizi che avete abilitato con un’App o attraverso gli strumenti messi a disposizione dal sistema operativo (Android: https://myaccount.google.com/find-your-phone – iOS: https://www.icloud.com/#find). Nel malaugurato caso non si riuscisse a ritrovare il dispositivo, perché è stato spento, disconnesso da Internet o nelle sue impostazioni non erano state attivate correttamente le impostazioni relative alla localizzazione remota, se possibile, meglio inviare il comando di eliminazione di tutto il contenuto presente nello smartphone: se avete agito abbastanza in fretta, potete almeno scongiurare che chi lo avesse trovato (o rubato), non possa accedere ai dati. Nel caso in cui invece si riuscisse a localizzarne la posizione, muovetevi sempre con cautela e, se possibile, non affrettatevi a prendere di petto chi pensate stia usando il vostro cellulare: se siete sicuri che la persona che avete davanti possa essere il presumibile ladro, meglio far intervenire le forze dell’ordine nei modi dovuti.
  • Blocco definitivo del dispositivo – di nuovo, se siete stati previdenti e avete seguito il consiglio, ora dovreste possedere il codice IMEI, quel codice che identifica univocamente lo smartphone con cui è possibile procedere al blocco definitivo del cellulare. Innanzitutto dovete sporgere una denuncia di furto del telefono presso i Carabinieri o un comando di Polizia. Nel sito del gestore della scheda SIM, cercate e scaricate l’apposito modulo per richiedere il blocco del telefono a distanza con codice IMEI. Spedite il modulo per posta o tramite servizio online dell’operatore, allegando la fotocopia della carta d’identità e il foglio della denuncia presso le forze dell’ordine. Non appena il gestore telefonico riceve tutti i dati, bloccherà l’accesso al telefono e per il ladro sarà impossibile recuperare i dati ivi contenuti.

Consigli finali

E’ utile sapere che esistono diverse possibilità gratuite per poter effettuare un controllo da remoto dello smartphone. Tra queste c’è anche Google che offre un’App dedicata proprio alle famiglie con figli: Family Link.

Attraverso questo servizio è possibile:

  • Visualizzare le attività e il tempo passato su ogni App
  • Approvare o bloccare le App che vengono scaricate
  • Mostrare le App da scaricare, consigliate dagli insegnanti
  • Impostare i limiti di tempo per cui si possono usare le App e stabilire l’ora di andare a dormire
  • Bloccare il dispositivo da remoto
  • Rintracciare la posizione del telefono

In alternativa è possibile utilizzare Google Maps per condividere la posizione con i propri familiari in modo da avere sempre sotto mano l’indicazione di dove si trova vostro figlio e il suo telefono, anche nel caso se lo perdesse o se glielo rubassero. Unica accortezza, sappiate, visto che l’ho provato, ogni tanto, di rado, la posizione potrebbe essere sbagliata anche di centinaia di metri, facendovi credere magari che vostro figlio stia girovagando chissà dove, quando invece si tratta solo di un semplice errore tecnico di posizionamento. Ve lo dico per evitare possibili, inutili, ramanzine.

Concludendo, lo avrete capito, per evitare problemi in caso di furto o smarrimento dello smartphone, è indispensabile agire per tempo e tenere sempre in mente il detto: “meglio prevenire che curare” (e nella prevenzione, sono inclusi dialogo e comunicazione!).

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