Al termine della partita inaugurale del Mondiale 2026, vinta dal Messico – uno dei tre paesi che ospita l’evento – il pallone è stato rimesso in carica. Novanta minuti (la durata di una partita) “attaccato” a una presa bastano per circa sei ore: non per “volare” meglio dopo un calcio, l’aerodinamica del pallone in questo caso non c’entra, ma per far funzionare il sensore di movimento che si porta dentro, capace di mandare dati cinquecento volte al secondo alla sala VAR.
sport e sorveglianza
Pallone connesso, città sorvegliate: il doppio volto tech dei Mondiali 2026
Il Mondiale 2026 porta in campo palloni con sensori, fuorigioco semiautomatico, avatar 3D, bodycam arbitrali e piattaforme AI per le federazioni. Fuori dagli stadi cresce però anche l’infrastruttura di sorveglianza, tra riconoscimento facciale, droni e centri di comando
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