alternative alle big tech

La nostra libertà immolata sui social? Il “fediverso” è l’alternativa, ma nessuno lo usa

Ormai si sa: lo scopo delle piattaforme di comunicazione digitale è (lecitamente) il lucro, e il loro funzionamento è (forse meno lecitamente) molto opaco. Eppure, non ci importa, nonostante gli interventi per frenare l’enorme crescita del potere di queste aziende. Vediamo perché è anche questione di competenze digitali

26 Ott 2022
Giovanni Salmeri

Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Fediverse

Usare un canale Google, o un canale Meta, o Twitter o TikTok, non è affatto «cattivo»: è solo una scelta in un cui cediamo qualcosa (per esempio il possesso di alcuni dati personali, o un certo controllo sulla propria espressione), in cambio di qualcos’altro (per esempio la comodità d’uso). Ragionare sui sistemi alternativi non significa emettere astratti giudizi morali, ma ragionare su quanto questi scambi, caso per caso, siano davvero un buon investimento, e quanto invece portino con sé, prima o poi, una diminuzione di libertà maggiore del vantaggio ottenuto.

E un’alternativa alle attuali piattaforme di comunicazione, sempre più simili a imperi globali del controllo, esiste già e si chiama Fediverso. Ma perché se tutti si lamentano dello strapotere delle Big Tech, nessuno lo frequenta?

Proviamo allora a ragionare su social network, Fediverso e libertà.

Distributed social media - Mastodon & Fediverse Explained

Big tech, nuovi imperi globali del controllo

Si fa fatica a stare dietro alle notizie che aggiornano sul continuo braccio di ferro tra le grandi società informatiche e le autorità pubbliche, che tentano di ricondurre il loro comportamento al rispetto delle leggi.

WHITEPAPER
Smart working: perché conviene avere i device giusti
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working

Da poco si erano attenuati gli echi dei provvedimenti contro Google Analytics che è piombata, all’inizio di settembre, la notizia della multa di 405 milioni di euro nei confronti di Instagram.

I motivi, seppure tecnicamente siano sempre un po’ diversi, da un punto di vista sostanziale si assomigliano tutti e pongono un problema cruciale per il futuro della società: il crescere della dipendenza nei confronti di poche infrastrutture tecniche, il cui principale scopo è (lecitamente) il lucro, e il cui funzionamento è (forse un po’ meno lecitamente) molto opaco, sposta sempre più il potere reale in mani private, che non debbono praticamente rispondere a nessun controllo pubblico.

Enunciare in questo modo il problema non significa certo vagheggiare un controllo statale sui mezzi di comunicazione (una cura in genere peggiore del male, o almeno molto pericolosa), ma solo osservare la crescita di un potere parallelo, che appare più forte di quello politico e soprattutto più sfuggente e difficile da controllare, nascosto com’è dietro l’apparenza di una maggiore possibilità di comunicazione e informazione da una parte, e dietro algoritmi ignoti o quanto meno scivolosi dall’altra. Se tra gli elementi essenziali di una dittatura vi è il controllo dell’informazione (su questa caratteristica George Orwell scrisse pagine indimenticabili), come non temere di fronte al crescere di un potere parallelo di controllo, che per di più attraversa quasi tutti i confini nazionali?

Detta in maniera semplice, la situazione è questa: ogni volta che usiamo un canale Google, ogni volta che usiamo un canale Meta (ex Facebook), ogni volta che usiamo Twitter o TikTok (per non citare che i protagonisti), stiamo dando un briciolo in più di potere a nuovi imperi, che perfino dal punto di vista semplicemente economico superano di gran lunga le possibilità di molti piccoli e medi stati. La quantità di dati personali e il potere implicitamente riconosciuto cresce sempre più.

Ma è immaginabile un’alternativa? O forse nel momento stesso in cui si desidera giustamente l’esistenza di canali di comunicazione potenzialmente universali è inevitabile immaginare un enorme potere nelle mani di chi li gestisce? Qui la domanda socio-politica si incrocia immediatamente con considerazioni tecniche, peraltro molto semplici. Un sistema di comunicazione potenzialmente universale non è necessariamente un sistema unico: può essere semplicemente un sistema che usa un protocollo unico, i cui dati sono cioè utilizzabili da altri sistemi e che goda quindi, come si dice con un facile termine tecnico, dell’interoperabilità.

RSS, l’antidoto alle fake news che (quasi) nessuno conosce

Posta e email esempi di comunicazioni interoperabili

Il sistema epistolare, fondamentale nella vita umana fino a qualche decennio fa, è certamente un sistema universale: ma questo non suppone affatto che esista un gestore della posta universale. L’essenziale è solo che i due corrispondenti siano d’accordo sul codice di comunicazione (cioè, banalmente, la scrittura: il cui funzionamento non solo è pubblico, ma è la base dell’educazione!), e che le varie agenzie postali siano fra loro minimamente d’accordo nella gestione dei loro servizi: ciò che di fatto avviene grazie all’Unione Postale Universale, un ufficio di coordinamento dell’ONU. È grazie a tutto ciò se una lettera imbucata in Italia con francobollo italiano e indirizzo belga arriva in Belgio, piuttosto che essere bloccata alla frontiera. Se il paragone con le poste può sembrare troppo arcaico, nella posta elettronica si trova qualcosa di esattamente equivalente. Chi gestisce dunque la posta elettronica? Ovviamente nessuno, se si cerca una risposta generale. Esistono molti tipi di server di posta elettronica e innumerevoli loro istallazioni dislocate in tutto il mondo, esistono diversi programmi di posta elettronica (più o meno efficienti e comodi): ciò che è essenziale è solo che tutta questa immensa e frastagliata costellazione usi gli stessi standard di comunicazione.

Il tutto lo usiamo così spontaneamente che non ci badiamo neppure più, ma anche quando qualcuno mi scrive un messaggio all’indirizzo g.salmeri@mondodomani.org sta implicitamente sfruttando proprio questo meccanismo: dopo il segno della chiocciola il nome del server, uno dei milioni di server esistenti (il cui nome, tra parentesi, in questo caso è proprietà mia!), che comunica senza problema con gli altri milioni, senza in linea di principio nessun problema di censura o raccolta e sfruttamento di dati. E anche se ciò avvenisse (puta caso: in un indirizzo Gmail) la soluzione è banale: passo ad un altro indirizzo, lo pubblicizzo e avverto i miei corrispondenti di scrivermi da ora in poi là.

Anzi, si potrebbe fare un passo avanti e osservare che perfino questi standard di comunicazione non sono controllati da nessuno e non sono stati emessi da nessun vero organo ufficiale: piuttosto si tratta di accordi raggiunti in maniera informale grazie a proposte e sperimentazioni alle quali chiunque potenzialmente può prendere parte (donde la curiosa situazione per cui i testi che più si avvicinano a «normative» vengono chiamati «RFC», cioè «Requests for Comments», richieste di commenti!).

È immaginabile un canale, analogo ad uno di quelli dominanti prima citati, che però sfrutti un meccanismo simile? Prendiamo l’esempio di Twitter. Qui basterebbe semplicemente definire uno standard pubblico che permetta la lettura e l’inoltro di messaggi di microblogging; tale standard pubblico permetterebbe la creazione sia di vari «server» (il programma che raccoglie e rende accessibili i messaggi), sia di vari «client» (il programma nel mio computer o telefono che mi permette di leggere e scrivere messaggi); gli indirizzi potrebbero essere analoghi a quelli ora esistenti di Twitter, salvo che, come nel caso della posta elettronica, dovrebbe essere aggiunta la parte che specifica in quale server si trova l’indirizzo: il mio, per esempio, potrebbe essere @salmeri@mondodomani.org. Risolto il problema di ogni censura e di ogni raccolta e sfruttamento di dati! O meglio, se io installo un server di questo ipotetico sistema nel mio spazio @mondodomani.org sarò liberissimo di realizzarvi tutte le censure che voglio, per esempio: ma se a qualche ipotetico utente non piacciono, gli basterà spostare il suo account, puta caso, su un server @mondoieri.org, le cui regole gli piacciano di più: esattamente come prima abbiamo detto che chi non ama le regola di Gmail può un minuto dopo spostarsi altrove, senza perdere (questo è l’essenziale!) la capacità di corrispondere con chi ha il proprio indirizzo in Gmail, o in qualsiasi altro servizio di posta elettronica.

Il Fediverso esiste già

Come già in un caso analogo ho scritto, anche in questo debbo ahimè dire che per questa geniale idea (applicabile a sistemi analoghi a Facebook, a Whatsapp, a Instagram e così via) non potrò vincere nessun premio… perché è stata già realizzata. Si tratta del cosiddetto Fediverso, iniziato nel 2008 e formalizzato nel protocollo ActivityPub nel 2018.

L’esempio di Mastodon

Riprendendo l’esempio di prima: vogliamo usare una piattaforma di microblogging restando alla larga da Twitter? L’alternativa c’è, ed è Mastodon, i cui indirizzi hanno esattamente la forma che prima abbiamo descritto. Chi governa o possiede Mastodon? Nessuno, esattamente come nessuno governa o possiede il sistema della posta elettronica. Il sito orgogliosamente dichiara: «not for sale», «non in vendita!». D’altra parte, nessuno governa o possiede la rete stessa. Internet fin dall’inizio è stato pensato in una maniera interoperabile e decentralizzata: per entrarvi basta rispettare i protocolli su cui vi è stato accordo, ma che sono pubblici e dei quali nessuno è padrone. Non meraviglia troppo che qualche mese fa, nell’aprile del 2022, nel pieno dell’esplosione di preoccupazioni sul futuro di Twitter, la Comunità europea abbia scelto questo sistema per le proprie comunicazioni ufficiali, inaugurando il programma pilota EU Voice.

Ritorniamo al nostro esempio di Mastodon: perché allora non passare subito ad esso? Evidentemente gli inconvenienti rispetto a Twitter vi sono. Per esempio, esattamente come nel caso della posta elettronica, è impossibile che esista un modo universale per cercare l’indirizzo di una persona. E, in secondo luogo e soprattutto, benché concepito come universale e aperto, in questo momento è ancora un sistema di nicchia: entrarvi significa quasi necessariamente essere disposti a fare un po’ di campagna pubblicitaria presso amici e conoscenti! In terzo luogo, dato che lo standard è aperto, ovviamente ci sono molti server diversi tra cui scegliere (dove prendere il mio indirizzo? Quali condizioni d’uso sono le più adatta per me?). E ci sono anche diversi client tra cui scegliere: quale mi piace di più? La scelta è una bella cosa ma fa perder tempo!

È evidente che questi e consimili inconvenienti non possono essere deplorati come difetti di gioventù, se non in minima parte. Sono gli inconvenienti inevitabili di qualsiasi sistema, appunto, libero e decentralizzato. Tant’è vero che a questi inconvenienti abbiamo fatto perfettamente l’abitudine per la posta elettronica, o anche per altri meccanismi della rete stessa. Il fatto fondamentale è che (diciamolo con una battuta), la libertà costa sempre qualcosa. Dire questo ci fa subito pensare a grandi e sofferte lotte di liberazione, ma vale anche nella piccola scala delle decisioni sugli strumenti da usare nella vita quotidiana. Nascondere questo prezzo (pur piccolo che sia) e pubblicizzare alcune alternative come «facilissime da usare» non credo sia una buona strategia: sia perché non è oggettivamente vero, sia perché dissimula uno dei meccanismi sociali e umani più importanti, senza del quale tanti eventi, piccoli e grandi, resterebbero incomprensibili.

Una volta riconosciuto questo, si apre però anche lo spazio per riconoscere che l’intera esistenza umana si basa spesso su meccanismi di cessione di libertà in cambio di qualcosa.

Conclusioni

La filosofia dell’età moderna ha addirittura visto in questa dinamica l’origine stessa dello Stato: esso nascerebbe dall’accordo comune con il quale si cede ad un’entità superiore di governo una grande parte della propria libertà personale, in cambio della pace e della sicurezza di vita: uno scambio che la stragrande maggioranza degli uomini giudica vantaggioso! Detto ancora più radicalmente: ogni firma che mettiamo in un contratto è un vincolo alla nostra libertà, ma un vincolo che accettiamo più o meno volentieri in cambio di qualcosa che giudichiamo utile.

Sarebbe allora un’ottima cosa se chi propugna più o meno nebulosamente la diffusione delle «competenze digitali» aggiungesse nel loro novero anche l’elementare capacità di ragionare sulla propria vita e sul proprio futuro.

WHITEPAPER
DATI: come PROTEGGERLI e mantenerli CONFORMI alle regole? Scarica la Guida
Sicurezza dei dati
Database
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4