monetizzazione dei dati

Paywall dei giornali, concedere i dati o pagare? Ecco quando il consenso è realmente libero

Sul tema dei paywall, la domanda che ci si sta ponendo è se sia davvero libero un consenso dato davanti all’alternativa “take it or leave it”. La domanda però è mal posta o forse superficiale. Occorre quindi chiedersi se sia lecito che, a certe condizioni, una persona possa concedere a terzi alcuni diritti sui propri dati

Pubblicato il 01 Feb 2023

Marco Cuniberti

avvocato, Costa Cuniberti, Avvocati Associati

paywall

È in corso un acceso dibattito sui cosiddetti pay wall, cioè il particolare tipo di cookie wall che le maggiori testate online hanno adottato alla fine dello scorso anno, in cui chiedono, in caso di mancato consenso all’utilizzo dei cookie per finalità di profilazione, il pagamento di un abbonamento. Si è quindi finalmente (o purtroppo, secondo alcuni) arrivati a dare un valore economico ai dati personali. Ma è lecito? E quel consenso è valido?

Proteggere e valorizzare i dati personali con un “privacy new deal” digitale: le basi giuridiche

I consensi attuali

Diciamoci la verità: se in un modulo di consenso privacy sul web, per il trattamento a fini di profilazione e marketing, fosse indicato espressamente:

  • quali saranno tutte le effettive conseguenze per l’utente/interessato (cioè che verrà profilato in ogni modo, gli verrà inviata pubblicità di ogni tipo, in ogni momento e in ogni modo; e se dovesse fornire anche il numero di telefono, riceverebbe telefonate a qualsiasi ora);
  • che i suoi dati verranno utilizzati da agenzie di ogni tipo (quando non addirittura trasferiti ad altri soggetti, poco chiari);
  • che dando quel consenso, l’utente/interessato non avrà alcun vantaggio, tantomeno per l’ottenimento del servizio che sta chiedendo o al quale si sta iscrivendo (ad esempio chiedendo il prezzo di una auto in vendita su un sito o scaricando la app di un gioco), che quindi gli verrebbe dato comunque, anche senza quel consenso;
  • che proprio per tali motivi, il consenso è assolutamente facoltativo e, se non lo desse, non vi sarebbe alcun pregiudizio verso di lui, perché otterrebbe comunque e nel medesimo modo quello che ha chiesto o l’accesso al contenuto che vuole;

ebbene, se tutto questo fosse indicato chiaramente e ben evidenziato (compresa la tecnica utilizzata per comunicarcelo, a livello di dimensioni, caratteri, colori, ecc.), in modo che non vi possano essere dubbi, probabilmente il 99,5% degli utenti/interessati (per scrupolo, voglio salvare lo 0,5% di masochisti) non presterebbe quel consenso.

Cosa significa questo? Significa, a mio avviso, almeno due cose:

  • che la quasi totalità dei consensi dati attualmente in questo modo non è realmente libero e consapevole, ma è ottenuto grazie a tecniche di marketing, oltretutto spesso illecite (testi lunghissimi, complicati, magari in inglese; messaggi non chiari, difficoltà a scorrere il testo, lentezza dello scorrimento dello stesso, per sfruttare la fretta dell’utente; pulsanti di rifiuto nascosti o non ben funzionanti, ecc.);
  • che se si rispettasse realmente il dettato del GDPR, non si otterrebbe (quasi) nessun consenso, perlomeno con le attuali tecniche di marketing.

Per non parlare delle questioni di potenziale concorrenza sleale verso gli operatori che trattano i dati seguendo la legge (magari rinunciando a chiedere quel tipo di consenso, per non violare il GDPR), ma non affronteremo qui il problema.

Chiedere i dati personali per leggere il giornale online: informare bene i lettori è un obbligo, non un favore

La fine della profilazione a fini di marketing?

E quindi? Per rispettare la legge, non si potranno più effettuare operazioni di marketing profilato? In teoria sì, se questa fosse l’unica tecnica, ma in pratica no.

Semplicemente è finita (o meglio, deve finire) l’epoca in cui i nostri dati, la nostra riservatezza, le nostre persone vengono sfruttati economicamente, più o meno occultamente, senza la nostra reale consapevolezza e senza alcun vantaggio per noi (o peggio, facendoci credere che sia obbligatorio).

Se però, oltre alle informazioni che ho indicato in premessa, il titolare aggiungesse che, in caso di consenso, l’utente otterrebbe vantaggi (economici, ma non sono da escludersi altri di tipo diverso, come ad esempio accessi preferenziali a certi contenuti o a contenuti non in vendita) allora la percentuale di consensi comincerebbe probabilmente a salire.

E si tratterebbe (sempre alla luce delle condizioni indicate in premessa) di consensi informati e finalmente consapevoli, per cui liberi.

I paywall dei giornali sotto la lente del Garante

Occorre quindi chiedersi se sia lecito che, a certe condizioni, una persona possa concedere a terzi alcuni diritti sui propri dati: che è una delle domande che si sta ponendo il Garante per la protezione dei dati personali, esaminando l’iniziativa di diverse testate giornalistiche on line e siti web, che hanno messo in campo sistemi e filtri, per condizionare l’accesso ai contenuti alla sottoscrizione di un abbonamento (c.d. pay wall) o, in alternativa, al rilascio del consenso da parte degli utenti all’installazione di cookie e altri strumenti di tracciamento dei dati personali (c.d. cookie wall), ponendo, di fatto, la questione della liceità di una valorizzazione economica (cioè la monetizzazione) dei dati personali.

Monetizzazione dei dati personali, gli orientamenti di Ue e Italia

Il legislatore europeo sembrerebbe andare in questa direzione (con la direttiva UE 770/2019), ovviamente a condizione che l’utente consumatore sia pienamente consapevole (e quindi informato, ma in senso sostanziale) della propria decisione.

Il legislatore italiano, modificando nel 2021 il Codice del Consumo (in attuazione della Direttiva UE 2019/770 sui contratti di fornitura di contenuti digitali e di servizi digitali), ha introdotto l’art. 135 octies, commi 3 e 4, che prevedono la possibilità di utilizzare i dati personali quali corrispettivo per i servizi digitali.

Lo stesso GDPR, al Considerando 4, specifica che “Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere al servizio dell’uomo. Il diritto alla protezione dei dati di carattere personale non è una prerogativa assoluta, ma va considerato alla luce della sua funzione sociale e va contemperato con altri diritti fondamentali, in ossequio al principio di proporzionalità”.

Anche la CNIL (la Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés, cioè l’Autorità di controllo francese, equivalente al nostro Garante), a maggio del 2022, ha optato per l’ammissibilità di questo sistema, nel rispetto di una serie di requisiti e di limiti che ha elencato.

Tra questi criteri, particolarmente interessante risulta la necessità che le finalità del cookie wall siano limitate a quelle strettamente necessarie per ottenere un equo corrispettivo dai dati e che “il rifiuto di acconsentire al trattamento anche per altre finalità (personalizzazione dei contenuti editoriali, ecc.) non dovrebbe impedire l’accesso ai contenuti del sito”.

Secondo la CNIL, sarebbe pertanto vietato utilizzare questo sistema, chiedendo un solo consenso per un “pacchetto” di finalità (non “spacchettabili”), contenente anche quelle non strettamente necessarie.

Prendere o pagare?

Sul punto, la domanda che ci si sta ponendo è se sia realmente libero un consenso dato davanti all’alternativa “take it or leave it” di un pay wall.

La domanda però, a mio parere, è posta male, o in modo quantomeno superficiale.

Occorre intanto notare che il paywall chiede “take it or pay it”, che è ben diverso da “take it or leave it”.

Se poi si invertisse l’ordine dei fattori e si chiedesse “pay it or take it” (cioè “questo è un servizio a pagamento; per cui, se lo vuoi, paghi. Altrimenti, puoi darci il permesso di profilare alcuni tuoi dati personali in modo che noi otteniamo lo stesso vantaggio economico. Ma è una scelta tua, libera), la prospettiva cambierebbe.

Perché si partirebbe da una prospettiva normale per un servizio a pagamento (come un giornale, che per sua natura dev’esser pagato), per poi proporre all’utente una possibile alternativa, se di suo interesse.

Se a questo si aggiungessero informazioni chiare, complete senza essere inutilmente eccessive, allora il consenso prestato potrebbe considerarsi realmente libero e consapevole.

Trasparenza, correttezza e possibilità di controllo effettivo

Dovrebbero infatti essere chiare sia le finalità, che le modalità della profilazione, nonché le categorie di soggetti che tratterebbero i dati o comunque a cui sarebbero trasferiti (e, a richiesta, i loro nomi precisi, in linea con la recentissima sentenza della Corte di Giustizia Ue n.4/2023, del 12 gennaio 2023).

Il titolare dovrebbe poi dire chiaramente se, una volta scelta l’opzione del “pagamento in natura”, vi sarebbero poi ancora servizi interni a pagamento (ad esempio articoli premium all’interno di un giornale online): perché, in tal caso, un interessato potrebbe non accettare di cedere i suddetti diritti, se poi dovesse comunque pagare per alcuni contenuti, magari i più importanti. O potrebbe comunque porre attenzione al prezzo da pagare per un abbonamento con quelle condizioni (mentre spesso i pay wall pongono l’alternativa tra il pagamento del prezzo dell’abbonamento full/premium e la modalità gratuita con cookie di profilazione, quando invece le condizioni di quest’ultima modalità corrispondono ad un abbonamento base, ben meno caro).

Il consenso dovrebbe poi essere sempre realmente revocabile, anche in modo parziale, senza pregiudizi per entrambe le parti, per il pregresso e per il futuro.

Ed è chiaro che dovrà trattarsi di un servizio che per sua natura sia a pagamento, in modo che il sistema alternativo di remunerazione (cioè quello “in natura”, attraverso la concessione di sfruttare economicamente la profilazione dei propri dati di navigazione) sia realmente una scelta e non un obbligo mascherato.

Il valore economico dato alla profilazione dei dati dovrebbe infine essere equo e non dovrebbe riguardare servizi essenziali o monopolistici/oligopolistici, onde evitare che la riservatezza diventasse un privilegio per ricchi, che potrebbero permettersi di pagare il servizio, mentre gli altri sarebbero costretti a cedere i diritti sui propri dati, per non restare senza quel servizio.

È importante sottolineare che non si tratterebbe di un consenso ad alienare, cioè “vendere”, i propri dati; e tantomeno a “rinunciare” al diritto alla protezione degli stessi.

Bensì ad un utilizzo temporaneo (appunto revocabile) per determinate finalità, di alcune informazioni, in cambio di un vantaggio economico ponderato (che va dal risparmio di spesa – cioè, ad esempio, nel poter fruire di determinati prodotti o servizi senza pagare – al vero e proprio guadagno, cioè la monetizzazione dei dati).

Conclusioni

Come già detto, non solo questo consenso parrebbe realmente libero, consapevole e ponderato, ma forse sarebbe l’unico tipo di consenso realmente rispettoso di tali requisiti.

Addirittura, a ben vedere, ragionando in questi termini si potrebbe arrivare a superare gli angusti limiti del consenso, così come lo concepiamo, per avvicinarsi maggiormente all’interesse legittimo e alla sua ratio, laddove il bilanciamento tra gli opposti interessi (spostato nettamente verso quelli del titolare del trattamento, in caso di profilazione a fini di marketing) viene riequilibrato concedendo all’interessato la valorizzazione economica dei suoi dati personali, cioè condividendo con lui il risultato economico dell’operazione.

L’interesse legittimo, come ben spiegato da Luca Bolognini su queste colonne, potrebbe pertanto rappresentare il “ponte di varco e bilanciamento tra privacy e altri diritti/libertà fondamentali, perché permetterebbe l’incontro leale fra le volontà e le ragionevoli aspettative – esplicite o implicite – delle parti in gioco”.

Ed un controllo effettivo e completo dei propri dati da parte dell’interessato potrebbe essere garantito da servizi fiduciari, erogati da gatekeeper, terzi imparziali che possiedano determinate caratteristiche di sicurezza e affidabilità, come d’altronde avviene in sempre più settori della digital economy.

Ma questa è un’altra storia.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 3