Lo scenario

Una regolamentazione globale di internet: le idee sul tavolo

I vertici delle grandi aziende digitali hanno proposto nel tempo forme di normativa transnazionale per offrire maggiori tutele agli utenti e alle imprese attraverso una regolamentazione globale della rete Internet. In questo contesto, regolamenti come il GDPR figurano come esempi lodevoli

03 Ott 2019
Pierluigi Perri

Università degli Studi di Milano

internet governance

La proposta di una regolamentazione globale della rete Internet e di tutti i fenomeni che sono ad essa riconducibili, ivi compreso il trattamento dei dati personali e la tutela della privacy degli utenti, è un pensiero ormai diffuso che vede sempre più spesso protagonisti i CEO di grandi aziende informatiche.

Ma quanto c’è di concreto? Quali sono davvero i margini per lavorarci?

Le dichiarazioni e il contesto

Satya Nadella di Microsoft, ad esempio, durante l’ultimo World Economic Forum a Davos ha elogiato proprio il GDPR quale esempio virtuoso di regolamentazione della riservatezza in un’ottica transnazionale, esortando gli Stati Uniti d’America a seguire questo esempio. A tale esortazione faceva immediatamente eco un editoriale a firma di Tim Cook il quale sottolineava la necessità di fornire ai consumatori statunitensi degli strumenti effettivi per la tutela della loro riservatezza.

WHITEPAPER
Certificazioni GDPR: tutti i vantaggi per le organizzazioni che vi aderiscono
Legal
Privacy

L’importanza strategica di tali affermazioni è particolarmente evidente se si considera che provengono da imprenditori con sede negli USA, i quali sarebbero quindi propensi a caldeggiare forme di regolamentazione transnazionali come il GDPR per avere finalmente delle norme compatibili sia tra diversi Paesi sia tra diversi sistemi giuridici. È quello che è stato definito, dagli studiosi americani, come “Brussels effect”, ovvero la capacità dell’Unione Europea di creare delle forme di regolamentazione globale, quindi che vanno oltre l’ambito territoriale dell’UE, grazie a un insieme congiunto di norme e di strumenti di mercato.

La necessità di un framework normativo

Godere, quindi, di un corpus normativo in grado di disciplinare, con strategie comuni e condivise, la complessità dei fenomeni che Internet ha da sempre portato all’attenzione dei singoli legislatori nazionali, magari con un’operazione congiunta che veda Unione Europea e Stati Uniti disegnare delle regole insieme alle aziende che gestiscono le principali piattaforme, sebbene non possa definirsi una regolamentazione globale, comprenderebbe quanto meno buona parte del mondo occidentale. La recente riproposizione di questa idea, però, non è da catalogare come un altro side effect dell’entrata in vigore del GDPR. Già diversi anni fa ad esempio, quando iniziava a diffondersi il fenomeno del cloud computing, Brad Smith di Microsoft aveva esortato il Congresso americano a studiare delle regole che potessero essere presentate in sedi internazionali, in modo da strutturare delle norme di portata globale e risolvere quindi i problemi legati alla localizzazione delle leggi. Zuckerberg, dal canto suo, si è recentemente spinto ben oltre, esortando addirittura una collaborazione tra il potere legislativo dei vari Stati e la sua azienda, al fine di aggiornare la regolamentazione esistente e metterla al passo con i profondi cambiamenti sociali che Internet e il fenomeno dei social sta comportando. In particolare, secondo Zuckerberg, le aree sulle quali sarebbe necessario concentrarsi maggiormente sono quattro: l’individuazione e rimozione di contenuti dannosi, l’integrità elettorale, la privacy degli utenti e la portabilità dei dati.

Si tratta sicuramente di quattro aree – o forse data la loro vaghezza sarebbe più corretto definirle macroaree – particolarmente sensibili e centrali al modello di business adottato da Facebook e da altre aziende che offrono servizi in Rete. Soprattutto, la violazione di norme riconducibili direttamente ad alcune di queste macro aree è recentemente costata proprio a Facebook – sia in Europa sua negli Stati Uniti – una serie di sanzioni più o meno elevate a seconda dell’autorità che le ha emesse.

Lo strumento delle sanzioni

Mi riferisco, ad esempio, alla sanzione di un milione di euro che l’Autorità Garante italiana ha irrogato per la questione Cambridge Analytica e alla sanzione da 5 miliardi di dollari che la Federal Trade Commission ha recentemente imposto e che Facebook ha già comunicato di voler corrispondere senza tentare ulteriori difese. Proprio sulla base di queste sanzioni, che costituiscono solo le ultime di una lunga serie di sanzioni man mano avvicendatesi nel corso degli anni, e soprattutto dei fatti che le hanno generate, ritengo che la proposta avanzata da Zuckerberg non sia qualcosa di banale e meriti di essere considerata un grande passo avanti rispetto alla tradizionale concezione che vede sempre un rapporto quasi conflittuale il rapporto tra l’azienda e il Legislatore, che si sostanzia in un continuo inseguirsi l’uno con l’altro per limitare determinate speculazioni o sanzionare alcuni comportamenti.

Mai come nel mondo dei dati immateriali e delle interazioni social, infatti, queste sanzioni sono difficilmente ristorative dei beni giuridici violati e, in diversi casi, non sono neanche realmente punitive, tant’è che Facebook aveva già allocato senza particolari sforzi 3 miliardi di dollari nel primo quadrimestre fiscale proprio in previsione della sanzione della Federal Trade Commission. È evidente, quindi, che è necessario porre in essere altri paradigmi regolamentari, considerato che già in diversi ambiti ma soprattutto in quelli nominati dal fondatore di Facebook, è in atto da diverso tempo un potere regolamentare operato dall’azienda e non già da un potere governativo o statale. Si pensi, ad esempio, alla moderazione e rimozione di contenuti, oppure alla predisposizione di strumenti che possano consentire all’utente di decidere il proprio livello di privacy all’interno di una determinata piattaforma.

La proposta di un accordo

In cosa potrebbe concretizzarsi la proposta di Zuckerberg quindi? Probabilmente in una sorta di “accordo” tra Legislatore e imprese affinché il primo disegni la cornice e le regole di massima, mentre la scelta e l’implementazione pratica dei meccanismi che possano rendere effettive queste regole sia demandata ai provider o ai fornitori della piattaforma. Questa idea, del resto, sembra collimare già con diverse disposizioni contenute nel GDPR. Si pensi, ad esempio, ai concetti di privacy by design e privacy by default, oppure al principio di minimizzazione dei dati oppure, ancora, al concetto centralissimo di accountability per il titolare.

È proprio su quest’ultimo concetto, infatti, che ritengo possano incontrarsi – in maniera proficua – governi e aziende dai due lati dell’Atlantico. Se noi europei, infatti, stiamo facendo tesoro dell’esperienza del principio di responsabilizzazione contenuto nel GDPR, anche gli americani non sono nuovi a speculazioni su questo concetto e sulla sua applicazione in un’ottica business (si legga, ad esempio, il bellissimo paper di K. A. Bamberger “Regulation as Delegation: Private Firms, Decisionmaking and Accountability in the Administrative State”). Affidare la scelta delle modalità migliori per rispettare le prescrizioni di legge a chi deve concretamente progettare, implementare e gestire lo strumento tecnologico consente sicuramente di avere delle norme di respiro più ampio e di portata più generale, quindi astrattamente idonee anche a un’applicazione su base internazionale.

La Convenzione 108+

Sempre per restare nell’ambito della riservatezza, che costituisce al momento uno dei più importanti indici di rischio per violazione di leggi e conseguente irrogazione di sanzioni per tutte le aziende che operano nel digitale, un illuminante esempio è dato dalla Convenzione 108 del Consiglio d’Europa, recentemente modernizzata e rinominata Convenzione 108+, al fine di incorporare in essa una serie di principi e di strumenti tra i quali, non a caso, spicca l’accountability del titolare e del responsabile del trattamento. Se si dovesse pensare a testi normativi che possano andare nella direzione suggerita da Zuckerberg, la Convenzione 108+ può sicuramente rappresentare un brillante esempio di regolamentazione transnazionale che supera i confini strettamente europei e si offre come vera e propria “piattaforma” per la regolamentazione della riservatezza su scala globale. In tal senso, tra l’altro, si era espresso anche il dottor Buttarelli nel suo intervento occorso a Strasburgo il 17 giugno 2016 e intitolato “Convention 108: from a European reality to a global treaty”. Nel suo intervento, l’appena scomparso Garante europeo per la protezione dei dati individuava tre fattori come centrali per salvaguardare i diritti digitali:

  • accountability;
  • maggiori poteri per le autorità indipendenti;
  • cooperazione tra queste autorità.

Riprendendo questi elementi, sulla base peraltro di alcuni positivi confronti e dialoghi che le autorità garanti hanno condotto insieme alle principali aziende del digitale, mi permetterei quindi di suggerire un quarto fattore: la cooperazione tra le autorità e le aziende, affinché problematiche innovative o particolarmente complesse possano godere di strumenti di regolamentazione agili ed effettivi della tutela dei cittadini.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati