privacy e sicurezza

Smart home, la sfida dell’interoperabilità: sistemi, problemi e soluzioni

Anche una semplice serratura connessa ha bisogno della massima sicurezza informatica e di essere gestita da più sistemi (Android ed iOS). Ma spesso questi sistemi non dialogano tra loro. Arrivano allora le soluzioni che permettono di superare i problemi di interoperabilità

15 Feb 2022
Nicola Ruggiero

Focus Group srl

Il panorama della smart home, è in forte evoluzione e con l’ingresso dei grandi produttori che guidano il mercato potremo accedervi tutti. Restano però da risolvere alcuni problemi legati all’integrazione e all’interoperabilità dei sistemi.

Con questo obiettivo si stanno facendo spazio servizi e sistemi di terze parti che, con protocolli e cloud proprietari, hanno messo allo stesso tavolo diversi produttori hardware e software per esplorare l’IoT.

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Il nodo dell’integrazione tra i sistemi della smart home

Fino ad ora, infatti, i grandi player come Apple, Samsung, Google e Amazon hanno prima creato il loro ecosistema fatto di sistema operativo, smartphone, dispositivi, cloud, app, protocolli e poi aggiunto gli assistenti vocali (SIRI, Google Assistant, Alexa) raggiungendo un obiettivo chiaro: essere in tasca di ognuno di noi e aiutarci a gestire la nostra vita in ogni istante. Con ciò entrando in ogni casa, ufficio o luogo di questo pianeta. Poi si sono accorti che nelle nostre case, o nei nostri ecosistemi, ci sono apparecchi e dispositivi di marchi diversi, per applicazioni diverse, che non arrivano dalle loro fabbriche; ad esempio, sistemi di allarme, videosorveglianza ma anche audio-video o elettrodomestici, oppure i semplici interruttori dell’impianto elettrico di casa.

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La naturale evoluzione del mercato ha fatto sì che anche i meno dominanti, ad esempio i produttori di elettrodomestici o sistemi di automazione casalinga, dopo aver creato il loro sistema e la loro app, hanno aggiunto la compatibilità e la possibilità di integrazione con gli assistenti vocali (e non con il loro ecosistema in generale). E qui, piuttosto che semplificare, la vita del consumatore si è complicata perché vero è che il tutto si comanda con la voce, vero anche è che si sono moltiplicate le app installate sui nostri dispositivi e le connessioni ai vari sistemi cloud che ogni produttore si è creato: il condizionatore si collega al cloud del suo produttore, la TV allo store del suo produttore, la lavatrice a un altro e l’impianto elettrico a un altro ancora. Diverse app per togliere l’allarme prima di entrare a casa, accendere la luce, avviare l’aria condizionata e vedere la TV. Certo facendolo comodamente dal telefono o parlando all’assistente vocale, ma senza una vera integrazione diretta tra i vari dispositivi.

Il tema della cyber security: dati e privacy

Ci si parla attraverso un terzo o anche un quarto soggetto ma non direttamente e, per giunta, lasciando tutti i nostri dati e la nostra privacy in giro.

Soprattutto lato consumer, o smart home, oltre ai temi prettamente tecnologici di interoperabilità e integrazione, si pone il tema del costo: basso al punto giusto da entrare in tutte le case per permettere il decollo del mercato della smart home vero, ma anche di facile implementazione, sicuro ed affidabile.

Anche una semplice serratura connessa ha bisogno della massima cyber security e di essere gestita da più sistemi (Android ed iOS) anche perché sarebbe impensabile far cambiare il cellulare ai nuovi inquilini per aprire la porta di casa. Ancora oggi, va detto, tanti sistemi IoT lavorano con un solo sistema operativo mobile.

I sistemi di terze parti

Il primo e più diffuso sistema per esplorare la smart home è MQTT, un protocollo standardizzato dagli organismi OASIS e ISO, basato su concetti publish/subscribe offre la possibilità di scambiare in maniera affidabile e scalabile dati tra milioni di device via internet. MQTT offre anche 3 livelli di quality of service e sessioni permanenti anche in temporanea assenza di connessione alla rete, due caratteristiche che lo rendono adatto alla gestione attraverso reti wireless ed anche con device in movimento. MQTT si è inizialmente sviluppato in ambito business, in particolare automotive, transportation e manufacturing, ma oggi è diffuso anche in molti device casalinghi più legati all’automazione o al controllo.

IFTT

Un altro sistema alla portata di tutti per la semplicità di utilizzo è IFTTT – If This Than That – ovvero la via più semplice per integrare ed automatizzare in maniera seamless migliaia di app, device e sistemi con piccoli algoritmi che tutti possono programmare, una interfaccia utente semplice ed intuitiva, e aperto alla community di sviluppatori che aggiungono giornalmente nuove feature. IFTTT è molto efficace per l’integrazione con il mondo dei social network il web e le applicazioni professionali. Uno strumento per la casa, la vita personale ma anche quella professionale.

In altri termini IFTTT è l’ipermercato delle integrazioni software tramite API o connettori sviluppati ad hoc, che rende facile a tutti le automazioni e le interazioni, con oltre 700 produttori mondiali che hanno già aderito al sistema.

Sia MQTT che IFTTT sono terze parti che hanno con un costo per quanto contenuto. Entrambi fanno uso di internet come canale di comunicazione ed ognuno provvede per sé rispetto agli aspetti di sicurezza informatica, entrambi fanno riferimento a sviluppatori propri ma anche alle community di sviluppatori che beneficiano dei programmi open source. Nessuno di essi permette il vero dialogo nativo tra device e software diversi, piuttosto sopperiscono ad una mancanza di fondo o esigenze diverse, ad esempio interconnettere device che moderni con sistemi più datati.

Matter

L’ultimo protocollo nato che promette di superare i limiti dei precedenti è Matter, creato dalla Connectivity Standard Alliance ovvero l’evoluzione della Zigbee Alliance, basato tutto su IP, permette il dialogo diretto device-to-device e device-to-app senza intermediazione e diretta integrazione con gli assistenti vocali. Matter promette di essere la vera rivoluzione per l’IoT nel settore consumer e per lo smart home, soprattutto perché vi hanno appena aderito big come Apple, Google, Samsung ed Amazon che garantiscono l’adozione di Matter in tutti i loro sistemi da ora in poi ma anche, dove possibile, degli upgrade dei precedenti. Inoltre, Matter porta con sé tutti i produttori e l’esperienza fatta con i device Zigbee inclusi gli aspetti di sicurezza.

L’evoluzione dello smart building

Quando parliamo di sistemi per la smart home parliamo sempre di sistemi che saremo in grado di gestire da soli senza il supporto di uno specialista, con caratteristiche diverse da quelli professionali o quelli per applicazioni industriali ma più che sufficienti a trasformare le nostre abitazioni in un ambiente più smart ed interoperabile, magari anche con altre abitazioni o altri soggetti.

Tutti ambienti e sistemi che evidenziano ancora di più la necessità di avere una rete di comunicazione in grado di supportare la mole di device e dati, una internet ed una rete WiFi più che sicura, una rete veloce ed una etica dei produttori che faccia della nostra privacy il loro mantra per creare il lock-in che prima si faceva con protocolli e sistemi legacy.

La sfida si sposta dalle prestazioni alla possibilità di interagire noi, e solo noi, con i nostri dati ed i nostri sistemi scegliendo noi, e solo noi, con chi altro condividere i dati e le nostre esperienze.

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