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Direttore responsabile Alessandro Longo

SMART CITY

Come finanziare le città del futuro

di Lanfranco Marasso e Valentino Moretto*

18 Feb 2016

18 febbraio 2016

Uno dei problemi per lo sviluppo delle smart city è legato a come si finanzia l’innovazione. L’analisi degli strumenti e delle opzioni disponibili, o potenzialmente tali, spazia dai fondi strutturali (capitale solo pubblico) arrivando al venture capital per i servizi pubblici, di pubblica utilità e privati (capitale solo privato). Qui alcune proposte e alcuni indirizzi di lavoro

Secondo una nota ricerca internazionale[1] il mercato mondiale delle smart cities è atteso in crescita dai 410 mld di dollari nel 2014 a 1.100 mld entro il 2019.

A questo proposito una recentissima ricerca del Politecnico di Milano[2] analizza il grado di smartness delle prime 50 città italiane più popolose registrando che in 16 città non è stato intrapreso alcun progetto significativo in ambito Smart City. Tale ricerca stima il potenziale di mercato «teorico» delle Smart City in Italia a circa 65 mld €, pari ad oltre 7 volte il valore cumulato degli investimenti ad oggi realizzati in tale ambito.

Come sviluppare e aggredire quindi questo enorme potenziale? Quali tecniche, strumenti, metodi e modelli impiegare per finanziare innovazione nei contesti urbani? Come finanziare la messa in intelligenza delle città del futuro?

L’analisi degli strumenti e delle opzioni disponibili, o potenzialmente tali, spazia dai fondi strutturali (capitale solo pubblico) arrivando al venture capital per i servizi pubblici, di pubblica utilità e privati (capitale solo privato).

Specificatamente quattro appaiono le alternative di finanziamento di interventi di innovazione e messa in intelligenza di un contesto urbano:

  • I fondi strutturali cercando di utilizzare essi in una logica non ordinaria quanto complementare e di innesco della azioni di innovazione.
  • Le dinamiche e le opportunità dell’appalto pubblico utili a finanziare innovazione e stimolare lo sviluppo di un territorio. L’appalto rappresenta infatti la prima occasione utile per una città di acquisire innovazione ed in particolare il procurement innovativo rappresenta una frontiera da esplorare indifferibilmente.
  • Il partenariato pubblico-privato, altro aspetto del procurement evoluto, ossia la creazione di sinergie indispensabili per l’infrastrutturazione materiale ed immateriale delle comunità.
  • Gli strumenti finanziari innovativi, in particolare la finanza di impatto, che potranno avere nei prossimi anni un ruolo determinante nello stimolare la nascita e il consolidamento di iniziative pubbliche o di pubblica utilità.

Tali opzioni peraltro appaiono ancora più efficaci se non utilizzate in maniera esclusiva ma al contrario se sperimentate in logiche e strumenti interrelate e complementari. Ciò potrebbe risultare infine ancora più efficace se le città sapranno adottare e sperimentare standard di misurazione dell’impatto degli investimenti evidenziando ed esaltando le potenzialità di taluni strumenti al servizio del decisore pubblico.

*Marasso e Moretto sono autori del recente libro “Come finanziare le città del futuro”. 

[1] “Smart Cities Market – Worldwide Market Forecasts and Analysis (2014 – 2019)”, MarketsandMarkets

[2] Politecnico di Milano, SMART CITY REPORT – Definizione, valutazione delle ricadute economiche e modelli di business per le Smart Cities in Italia e in Europa, Ottobre 2015

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