il commento

Dimenticare Davos: la via per un futuro più equo va trovata altrove

A Davos, in occasione del WEF, va in scena la macchina propagandistica del capitalismo che presenta al mondo il suo volto responsabile, riflessivo, con una spruzzatina di etica. E allora le cose interessanti vanno cercate altrove o in ospiti eterodossi dell’evento. Due esempi: il Rapporto Oxfam e Greta Thunberg

Pubblicato il 26 Gen 2023

Lelio Demichelis

Docente di Sociologia economica Dipartimento di Economia- Università degli Studi dell’Insubria

wef

Davos è una ridente cittadina svizzera e località sciistica di fama internazionale del Canton Grigioni ed è sede della famosissima Coppa Spengler di hockey su ghiaccio, la competizione a inviti più antica della storia dell’hockey, prima edizione nel 1923, giusto cento anni fa.

Ogni anno – a parte la pandemia – diventa però il centro del mondo e viene blindata dalla polizia per lo svolgimento del Forum economico mondiale (WEF), che richiama politici, economisti, banchieri, giornalisti, altermondialisti che lo contestano – e non solo.

WEF, vincono solo le big tech: così si alimenta la guerra perpetua

A Davos il capitalismo celebra sé stesso

È uno dei molti luoghi sacri del capitalismo globale – come la Silicon Valley e le Banche centrali e i mercati – ma tra questi è certamente quello più ameno del culto della religione capitalista (come la definiva cento anni fa il filosofo Walter Benjamin). Un luogo – ma anche una vetrina dove il potere ama mettersi in mostra – che è meta di pellegrinaggi rituali perché proprio a Davos il capitalismo cerca di presentare al mondo il suo volto responsabile, riflessivo, con magari una spolverata di etica e di responsabilità per le future generazioni e parla della necessità di un proprio resettaggio il che, specie negli ultimi anni, con la sommatoria crescente di crisi sociale e di crisi climatica non guasta: importante è evitare di mettere davvero in discussione il capitalismo e le sue radici strutturalmente antisociali ed ecocide.

Evento
L'11 Maggio torna il Demand Generation LAB: finalmente dal vivo a MILANO!

Ovvero, da anni a Davos il capitalismo celebra se stesso, fa PR di se stesso, magnifica le proprie sorti progressive, riformula/aggiorna il packaging del capitale da offrire sugli scaffali della politica, ma senza grandi novità.

Quest’anno il WEF – svoltosi dal 16 al 20 gennaio – è stato un po’ in sordina, assenti i grandi e grandissimi nomi e presenze governative di secondo e terzo livello.

Il capitalismo e la policrisi mondiale

La policrisi in cui siamo immersi da tempo – secondo la definizione dello storico dell’economia Adam Tooze e che sarebbe fatta di crisi energetica, apparente deglobalizzazione, guerra in Europa e guerre nel mondo per il riposizionamento del potere geopolitico e geoeconomico e geoenergetico, crisi sociale e crisi climatica per non dire della pandemia (tutte crisi che hanno tuttavia una unica causa, appunto il capitalismo, la crisi essendo da sempre nella natura (ne è la way of life sistemica) di questo stesso capitalismo e non evento imprevedibile, crisi che i governi del mondo non risolvono proprio per la contraddizione che non lo consente – la policrisi quindi non genera certo ottimismo e speranza, ma rassegnazione. Ma anche questa rassegnazione alla normalizzazione della crisi è funzionale al sistema, se già Auguste Comte, positivista e padre della sociologia nell’Ottocento scriveva che “l’ordine nella scienza e l’ordine nella società si uniscono in un insieme indivisibile. La meta finale consiste nel giustificare e rinforzare l’ordine sociale […] favorendo una saggia rassegnazione” nelle persone. Per il capitalismo, meglio dunque continuare a generare policrisi, questa volta senza troppo apparire. Anche a Davos.

Gli effetti del rialzo dei tassi di interesse

Dove ovviamente si è discusso di inflazione e Christine Lagarde ha ripetuto per l’ennesima volta che la Bce, così come la Fed americana continuerà ad alzare i tassi di interesse per cercare di abbassare l’inflazione al 2% – inflazione che certo non dipende dagli aumenti salariali ma dal prezzo dell’energia e soprattutto dagli extraprofitti delle multinazionali energetiche. Inflazione al 2% in Europa, obiettivo che si pensa di raggiungere nel 2025. Senza dire nulla ovviamente del fatto che con questa politica monetaria il costo dei debiti pubblici di molti paesi salirà ancora e non sarà certo migliorato dalle politiche monetarie espansive dei tempi recenti e che anzi si sono ridotte; rafforzerà il tentativo dei governi di contenere ancora i salari, già bassi e sempre più impoverenti; e farà conseguentemente aumentare la disoccupazione, e quindi si aggraverà una crisi sociale già grave, si pensi alla GB o alla Francia, e quindi si favoriranno i populismi e i sovranismi. Si chiama – da parte del capitale – razionalità dei mercati ma è evidente che è una loro irrazionalità, a cui siamo sempre più, appunto, rassegnati, perché questa rassegnazione (l’incapacità di cercare/immaginare alternative) è funzionale alla riproducibilità del sistema così com’è.

Il neoliberismo sta benissimo

E in un confronto con Christine Lagarde e il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, il disco rotto del premier olandese iperliberista Mark Rutte ha criticato di nuovo la spesa pensionistica di troppi paesi, indicando come si debbano invece fare riforme strutturali (parola-mantra del tecno-capitalismo/neoliberismo), per ridurre l’indebitamento pubblico ancora troppo alto, come in Italia, in Francia e in altri Paesi, indebitamento che secondo Rutte “appesantisce la crescita”. E vale allora ricordare quanto scriveva recentemente l’economista francese Thomas Piketty su “Le Monde” a proposito della riforma delle pensioni – che piace certamente a Rutte – proposta dal presidente Macron e “il cui obiettivo è risparmiare venti miliardi entro il 2030”, ma colpendo le classi sociali più povere. Mentre in realtà, come ricorda sempre Piketty, “in dieci anni il valore dei cinquecento patrimoni più grandi di Francia è passato da duecento a mille miliardi di euro. E quindi basterebbe tassare questi patrimoni al 50% per ottenere 400 miliardi” di entrate. Ma è evidente che l’oligarchia del denaro e le loro élite al governo questo non lo vogliono, continuando a credere e a far credere, nonostante le smentite della storia e dei fatti, che detassando i ricchi la ricchezza gocciolerebbe verso il basso a vantaggio di tutti. Che invece si concentra sempre più verso l’alto.

Insomma, a Davos niente resettaggio del capitalismo, niente uscita dal neoliberismo – che non è certo morto, come si sostiene, ma sta benissimo – ma sempre le solite prassi del capitalismo, le solite vecchie idee che non vogliono cambiare mai, quasi a voler sempre confermare la profezia – che in realtà non è una profezia che si autoavvera ma è il frutto della deliberata pianificazione della vita e del mondo praticata dal tecno-capitalismo fin dagli inizi della rivoluzione industriale per gli interessi di pochi e l’ecocidio del pianeta – per cui è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo.

L’altro WEF

E allora le cose interessanti vanno cercate altrove o in ospiti eterodossi del WEF. Due esempi: il primo è il Rapporto Oxfam sulle disuguaglianze nel mondo, uscito in contemporanea all’incontro di Davos; l’altro è l’intervento di Greta Thunberg.

Iniziamo con il Rapporto Oxfam per il WEF 2023. Dove si dimostra che “nel biennio pandemico ‘20-’21, l’1% più ricco del mondo ha visto crescere il valore dei propri patrimoni di 26.000 miliardi di dollari, in termini reali, accaparrandosi il 63% dell’incremento complessivo della ricchezza netta globale (42.000 miliardi di dollari), quasi il doppio della quota (37%) andata al 99% più povero della popolazione mondiale. Battuto dunque il record dell’intero decennio 2012-2021, in cui il top-1% aveva beneficiato di poco più della metà (il 54%) dell’incremento della ricchezza planetaria. Per la prima volta in 25 anni aumentano inoltre simultaneamente estrema ricchezza ed estrema povertà”. E ancora: “Anche tenendo conto del tracollo dei mercati azionari nel 2022, la ricchezza dei miliardari Forbes è cresciuta tra il mese di marzo 2020 e il mese di novembre 2022 al ritmo di 2,7 miliardi di dollari al giorno. […] E le grandi imprese del comparto energetico e agro-alimentare hanno più che raddoppiato i propri profitti nel 2022 rispetto alla media 2018- 2020, corrispondendo nell’anno passato 257 miliardi di dollari ai propri azionisti, mentre oltre 800 milioni di persone soffrivano la fame”.

“Guardando al futuro” – continua il Rapporto Oxfam – “siamo sull’orlo di una recessione e mai come ora vi è necessità di aumentare la spesa pubblica per affrontare la povertà, la fame, il cambiamento climatico e l’inflazione e di investire in una ripresa equa per tutti. Eppure, troppi governi scelgono, in controtendenza, di tagliare la spesa o sono costretti a farlo dalle istituzioni finanziarie internazionali, mettendosi su un percorso di austerità. Oxfam ha calcolato che nel quinquennio 2023-2027 almeno 148 Pasi pianificano di ridurre la spesa pubblica, per un totale di 7.800 miliardi di dollari. Nel solo 2023 oltre il 54% dei Paesi stanno pianificando di tagliare ulteriormente il proprio budget per la protezione sociale, affievolendo le tutele per i più vulnerabili. Non deve essere così. Per sopperire alla mancanza di risorse i governi potrebbero scegliere, prendendo esempio dalle esperienze del passato, di introdurre robuste forme straordinarie (solidaristiche) e strutturali di prelievo a carico delle fasce più abbienti della popolazione e degli attori economici più floridi, destinandone i proventi a chi versa in condizioni di povertà o vi rischia di scivolare. Ponendosi così in controtendenza con quanto accaduto durante la pandemia, quando, secondo le rilevazioni di Oxfam, il 95% dei Paesi non ha usato la leva fiscale per tassare di più ricchi e grandi imprese arrivando anzi, in non pochi casi, a ridurre la tassazione per individui e soggetti economici più abbienti”.

E veniamo a Greta Thunberg – riportando il resoconto di Sebastiano Canetta – “protagonista del World Economic Forum 2023 insieme alle ambientaliste Vanessa Nakate, Helena Gualinga e Luisa Neubauer, leader tedesca del Fridays For Future. Per niente sedata dal doppio arresto della Polizei tedesca al presidio contro l’espansione della miniera di carbone di Lützerath, l’attivista svedese ha demolito così il palcoscenico del WEF nel corso dell’atteso incontro con il direttore generale dell’Agenzia internazionale dell’Energia, Fatih Birol: “La gente che dovremmo ascoltare non si trova qui. A Davos c’è la gente che alimenta la distruzione del pianeta, quella che sta al cuore del problema della crisi climatica, che continua a investire sulle fonti fossili, e che in qualche modo riesce ancora ad apparire come la gente su cui contare per risolvere il problema”.

Le quattro ambientaliste hanno poi aggiunto: “Smettete di bloccare la transizione all’energia pulita che è necessaria al pianeta. Per anni avete imbrogliato la scienza climatica sui veri rischi dell’utilizzo dei combustibili fossili ingannando il dibattito politico con la disinformazione mirata a sollevare dubbi sull’urgenza della svolta ambientale. Dovete finirla con atti in aperta violazione del diritto umano alla salute. Se non farete nulla, vi riterremo legalmente responsabili”.

Come dar loro torto? Ricordando anche che in una settimana i jet privati che hanno portato a Davos i partecipanti al WEF del 2022 hanno causato emissioni di CO₂ pari alle emissioni medie di 350 mila automobili nello stesso periodo di tempo (secondo Greenpeace International).

Forse dovremmo allora davvero dimenticare la Davos del WEF – pezzo importante della macchina propagandistica nichilista del capitalismo globale. Molto meglio la Davos della Coppa Spengler.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4