sostenibilità

Quanto inquinano le aziende del digitale? Ecco perché è difficile avere dati certi

Gli investitori sempre più attenti a politiche realmente green delle aziende. E dunque, anche se la rendicontazione delle emissioni legate a tutto ciò che un’impresa acquista (servizi esternalizzati compresi) è facoltativa essa può costituire un fattore di attrazione. Non tutte big del tech però rivelano questi dati

Pubblicato il 03 Mar 2023

Giovanna Sissa

professore a contratto del Corso "Dimensione interdisciplinare dell'Impatto ambientale dell’ ICT", presso la scuola di Dottorato STIET (Scienze e Tecnologie per l’Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni) dell’Università di Genova

Photo by Riccardo Annandale on Unsplash

Che ruolo svolgono davvero le aziende tecnologiche digitali verso una transizione a basse emissioni di carbonio? Per cercare una risposta di tipo quantitativo un valido contributo è fornito dal report Greening digital companies: Monitoring emissions and climate commitments, realizzato da International Telecommunication Union (ITU) [1] e World Benchmarking Alliance (WBA).

Impegno per l’ambiente, le aziende tech ci ingannano? Come capirlo dal rapporto ESG

Pubblicato nel secondo semestre 2022, il rapporto copre le emissioni e il consumo di energia delle 150 aziende valutate dalla World Benchmarking Alliance per il Digital Inclusion Benchmark (DIB). Le società “DIB150” comprendono le più grandi società tecnologiche del mondo che rappresentano la maggior parte dei ricavi delle società del settore ICT. Includono i primi sei produttori di personal computer, i primi tre fornitori di smartphone, i primi cinque fornitori di apparecchiature di rete, gli operatori di telecomunicazioni che rappresentano l’85% degli abbonamenti mobili mondiali e il 71% degli abbonamenti a banda larga fissa, i due principali operatori di data center multi-tenant e tutti i principali fornitori di servizi cloud. Fra le 150 società ben 41 sono nella Fortune Global 500

Il report fornisce dati e informazioni sulle performance ambientali, restituendo un quadro aggiornato sulle emissioni operative e sull’uso dell’elettricità del settore ICT.

Mentre in passato fattori come i bassi costi erano fondamentali per attirare investimenti, le politiche ambientali sono sempre più influenti e dunque le rendicontazioni non finanziarie (che includono anche le performance ambientali) assumono una importanza fondamentale come fattore attrattivo proprio per gli investitori.

L’impatto delle aziende digitali sul cambiamento climatico

Il rapporto evidenzia il notevole impatto che le aziende digitali hanno su vari aspetti dei cambiamenti climatici. Le emissioni operative di GHGs (Green House Gases) delle società prese in esame sono salite a 239 milioni di tonnellate nel 2020 – equivalenti allo 0,75 per cento del totale mondiale. Questo dato, fra l’altro, sembra ben accordarsi con le stime a macro livello che indicano nella forchetta 2%-4% le emissioni di tutto l’ICT sul totale delle emissioni globali.

Il settore digitale si basa fortemente sull’elettricità consumando 425 TWh, ossia 1,6 per cento del totale mondiale. Gli operatori di telecomunicazione sono responsabili di oltre il 60% di queste emissioni operative.

Troviamo dati sugli acquisti di energia rinnovabile: l’elenco dei più grandi acquirenti aziendali di elettricità rinnovabile è dominato dalle società digitali nel 2020. Nel rapporto vi sono informazioni sugli investimenti nella rimozione del carbonio o sulle obbligazioni verdi emesse dalle aziende.

Il rapporto contiene dati e tabelle, riferiti al 2020. Fra gli allegati compaiono l’Inventory delle emissioni di gas serra di ogni società, l’uso di energia, i target ambientali.

Il report fornisce poi gli estremi dei report di sostenibilità di ciascuna azienda, consentendo dunque di farsi un’idea diretta dello stato dell’arte nella rendicontazione non finanziaria sugli obiettivi ambientali.

Questa imponente mole di dati ed informazioni a cui attingere consente dunque approfondimenti sia di merito che di metodo.

Il GHG Protocol per rendicontare le emissioni di carbonio

Sedici aziende digitali riferiscono di essere Carbon Neutral già entro il 2020 (quattordici con sede in Europa o USA) riducendo le emissioni il più possibile e utilizzando offset per le emissioni inevitabili. Fra queste sedici aziende tutte, tranne due, hanno dati climatici verificati da terze parti. Molte altre società si rivolgono al 2030 per il traguardo ambientale.

ESG investing fundamentals

ESG investing fundamentals

Guarda questo video su YouTube

Ci sono differenze evidenti tra le aziende digitali: alcuni si impegnano a eliminare l’intera impronta di carbonio prima del 2030, mentre altri, in particolare alcuni dei più grandi emettitori, si muovono lentamente, con la neutralità operativa del carbonio mirata per il 2050 o anche più tardi. L’esistenza di un divario geografico è evidente: le aziende che guidano le prestazioni ambientali sono in Nord America o Europa.

Ricordiamo che per rendicontare le emissioni di carbonio il GHG Protocol si articola in tre “scope”:

  • scope 1 conteggia le emissioni da fonti controllate direttamente dall’impresa;
  • scope 2 aggiunge le emissioni associate alla generazione di energia elettrica e delle altre fonti energetiche impiegate; nello scope 2 rientra l’acquisto di energia elettrica
  • scope 3 somma ai precedenti le emissioni da altre attività, che sono conseguenza indiretta delle attività dell’impresa. In altre parole, nello scope 3 rientra tutto ciò che un’impresa acquista (servizi esternalizzati compresi).

Nel 2017 è stato pubblicata la Guida per il settore ICT basata sul Protocollo GHG[2], organizzata in cinque capitoli: Introduction and general principles, Telecommunications Network Services, Desktop Managed Services, Cloud and Data Center Services, Hardware, and Software.

Come le aziende riportano davvero le proprie emissioni secondo il protocollo GHG

Se leggendo il rapporto sul piano quantitativo possiamo levarci dunque alcune curiosità, ad esempio sui grandi big del digitale, sul piano metodologico è assai importante perché fornisce informazioni su come le aziende riportano davvero le proprie emissioni secondo il protocollo GHG.

Emissioni non controllate dall’azienda

Scope 2 si riferisce alle emissioni non controllate dall’azienda, come ad esempio quelle fornite dalle utility company. Il principale fattore di emissioni in questo ambito infatti è l’elettricità utilizzata per alimentare uffici, fabbriche, infrastrutture di telecomunicazione e data center. Nel 2015 sono state pubblicate nuove linee guida per le emissioni Scope 2, in modo da tenere conto della differenza tra il tipo di acquisto delle società elettriche (market-based) e ciò che effettivamente ricevono sulla rete (location-based). La revisione dello Scope 2 è uno sforzo per incoraggiare una maggiore domanda di energia rinnovabile. Secondo il protocollo GHG le aziende dovrebbero divulgare sia le emissioni market-based che quelle location-based. Nel rapporto si evidenzia che la maggior parte delle aziende indicano entrambi i tipi di emissioni in Scope 2.

Emissioni conseguenza indiretta delle attività dell’impresa

Scope 3 si riferisce alle emissioni – upstream (a monte) e downstream (a valle) – che sono conseguenza indiretta delle attività dell’impresa. Per fare un esempio nel settore digitale: potrebbe comprendere le emissioni dei fornitori che una società di hardware esternalizza per esigenze di produzione. Oppure le emissioni derivanti dall’uso dei dispositivi (come computer e smartphone) venduti da società digitali.

Le attività in scope 3 sono organizzate in 15 categorie[3] di cui le prime otto sono upstream (a monte) le altre downstream (a valle).

Description and boundaries of scope 3 categories

Immagine che contiene tavolo Descrizione generata automaticamente

Source: World Resources Institute and World Business Council for Sustainable Development. 2011. Corporate Value Chain

(Scope 3) Accounting and Reporting Standard. https://ghgprotocol.org/standards/scope-3-standard

Si noti che mentre le emissioni scope 3 fanno parte dell’impronta complessiva di un’azienda, non fanno parte delle emissioni operative dell’azienda, ma sono invece attribuibili a un’altra azienda. Si evita così il double counting.

What Can I Do About Climate Change? | Science pills

What Can I Do About Climate Change? | Science pills

Guarda questo video su YouTube

Le criticità

Si evidenziano qui alcune criticità: non tutte le aziende riportano le due metriche di scope 2 (market-based e location-based) e solo poche compilano tutte le categorie pertinenti di emissioni GHG, upstream e downstream, in scope3.

Le opacità maggiori nella rendicontazione delle emissioni da parte delle aziende del digitale riguardano lo scope 3. Le aziende tecnologiche digitali non calcolano uniformemente le emissioni upstream (a monte) e downstream (a valle), il che rende difficile stimare l’impronta di carbonio totale dell’azienda. Alcune descrizioni sono opache e si discostano dalla terminologia del protocollo GHG.

L’uso di fonti rinnovabili

La rapidità crescente del cambiamento climatico e la necessità di limitare le emissioni di GHG in ogni settore pongono all’attenzione il tema della rendicontazione non finanziaria.

È inevitabile che man mano che il mondo diventa più digitalizzato, un processo accelerato dalla pandemia di COVID-19, il consumo di elettricità tra le aziende digitali aumenterà.

L’efficienza energetica può svolgere un ruolo nella riduzione del consumo di elettricità, con dispositivi più efficienti dal punto di vista energetico e con il miglioramento dell’efficacia nell’uso dell’energia (PUE) dei data center. Tuttavia, queste efficienze possono tenere il passo solo parzialmente con la crescita dell’elettricità innescata dalla digitalizzazione. Il ruolo delle rinnovabili è cruciale e le società digitali sono in prima fila per quanto riguarda l’uso di fonti rinnovabili; fra di esse ci sette dei dieci maggiori acquirenti aziendali di energia rinnovabile nel 2020. Tredici delle 150 società esaminate hanno acquistato tutta l’elettricità da fonti rinnovabili.

Mancano tuttavia trasparenza sull’offset e nella verifica della neutralità del carbonio. L’industria ICT dovrebbe anche concordare su cosa significhi il termine “Carbon Neutral” e assicurarsi di fare riferimento alle definizioni standardizzate. Dovrebbero concordare sul ruolo e la efficacia dell’offset e nella rimozione del carbonio.

Serve una migliore verifica dei dati

Mentre un certo numero di aziende fornisce la prova che i dati sul clima sono stati rivisti da una parte esterna, pochissimi hanno dichiarazioni che attestano un ragionevole livello di affidabilità basato su standard di verifica. Sebbene la contabilità dei gas serra sia complessa e dispendiosa in termini di tempo, le aziende digitali hanno la responsabilità e le risorse per un compito così importante. È necessaria anche una migliore verifica, per rafforzare la fiducia nei dati comunicati.

Dovrebbero essere intensificati gli sforzi per migliorare i dati dello scope 3 upstream e downstream.

Le emissioni del cloud

Il protocollo GHG per il settore ICT nel “Chapter 4: Guide for assessing GHG emissions of Cloud Computing and Data Center Services” fornisce tutte le informazioni per il calcolo delle emissioni di GHG da parte di chi vende servizi in cloud. In un mondo sempre di più basato su servizi acquisiti su cloud pubblico ci sono però aspetti imprevisti nella rendicontazione delle emissioni da parte di una azienda cliente di tali servizi.

La organizzazione del protocollo GHG prevede infatti che i servizi esternalizzati, ad esempio dall’azienda A alla azienda B, rientrino nello scope 3 della azienda A e nello scope 2 della azienda B. Quando un servizio IT viene messo in cloud è considerato esternalizzato e dunque le emissioni di un servizio dell’azienda A messo in cloud presso la azienda B rientrano in scope 3 per la azienda A, mentre finiscono in scope 2 per la azienda B che fornisce il servizio in cloud.

Come prima accennato infatti le emissioni scope 3 sono parte dell’impronta complessiva di un’azienda ma non fanno parte delle emissioni operative dell’azienda ma sono invece attribuibili a un’altra azienda.

La rendicontazione per gli impatti ambientali del cloud

Pensiamo ora alla rendicontazione per gli impatti ambientali – ed in particolare delle emissioni- e ricordiamo che per le società tenute alla rendicontazione non finanziaria è obbligatorio rendicontare delle emissioni in scope 1 e in scope 2, mentre per le emissioni in scope 3 è facoltativa. Riferendoci all’esempio precedente: le emissioni dei servizi acquisiti in cloud pubblico saranno obbligatoriamente rendicontate dalla azienda B, in quanto rientrano nel suo scope 2, ma non saranno obbligatoriamente rendicontate dalla azienda A in quanto rientrano nel suo scope 3.

Questo meccanismo di fatto “scarica” sui cloud vendor tutte le emissioni e rende, in termini formali, meno responsabile il cliente degli effetti ambientali dei servizi che ha acquisito in cloud. Se un’organizzazione desidera mitigare le proprie emissioni, l’unica opzione è fare affidamento sul fatto che sia il fornitore del cloud a farlo per essa.

In realtà però, se guardiamo alla dinamica in termini sostanziali e non formali, il fruitore di servizi in cloud (siano essi IaaS o PaaS o SaaS), non sarà completamente fuori dalla partita: potrà anche organizzare i suoi prodotti basati su servizi acquisiti in cloud, in modo che siano più efficienti e meno impattanti sull’ambiente. Potrà usare soluzioni software migliori, e così via.

Gli investitori sempre più attenti a politiche realmente green delle aziende. E dunque, anche se la rendicontazione delle emissioni in scope 3 è facoltativa (ed abbiamo sopra spiegato il perché) essa può costituire un fattore di attrazione per gli investitori, che sono alla ricerca di serie prestazioni ambientali nelle aziende e non solo green washing. In altre parole: anche se oneroso e complesso, per una azienda ICT che sia davvero ambientalmente sostenibile una rendicontazione facoltativa delle emissioni in scope 3 può essere importante per comunicare il proprio impegno su una base quantitativa e non solo a parole.

Un effetto inaspettato dello spostamento in cloud è che sebbene i grandi fornitori di cloud siano tra i maggiori acquirenti di elettricità rinnovabile, i loro clienti non hanno accesso ai dati necessari per rendicontare le proprie emissioni. Il problema sta nella mancanza di trasparenza verso i clienti. Nessuno dei dati richiesti per poter calcolare le emissioni di gas serra (GHG) di un’organizzazione è disponibile una volta che si spostano sul cloud. Secondo David Mytton (4) sul Journal of Cloud Computing, il metodo del Greenhouse Gas Protocol per la valutazione delle emissioni IT non è sempre adatto a tutti i soggetti coinvolti nell’ambito del cloud pubblico.

E sono le emissioni GHG nello scope 3 il punto critico della rendicontazione. Il report “Greening digital companies: Monitoring emissions and climate commitments” non consente di superare questo scoglio ma fornisce un panorama ampio e dettagliato, anche su base quantitativa, con il quale è possibile una miglior messa a fuoco del complesso rapporto fra universo digitale ed emissioni di carbonio.

Note

1) “Greening digital companies: Monitoring emissions and climate commitments

2) The Greenhouse Gas Protocol: ICT Sector Guidance built on the GHG Protocol Product Life Cycle Accounting and Reporting Standard (Global eSustainability Initiative, 2017)

3) Scope 3 calculation guidance

4) Mytton, D. Assessing the suitability of the Greenhouse Gas Protocol for calculation of emissions from public cloud computing workloads. J Cloud Comp 9, 45 (2020).

  1. ITU è l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite nel campo delle tecnologie di telecomunicazioni, informazioni e comunicazioni (ICT). È coinvolto in diverse attività sui cambiamenti climatici tra cui lo sviluppo di standard internazionali. WBA è un’organizzazione senza scopo di lucro che valuta e classifica le prestazioni delle aziende più influenti del mondo sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals).
  2. The Greenhouse Gas Protocol: ICT Sector Guidance built on the GHG Protocol Product Life Cycle Accounting and Reporting Standard (Global eSustainability Initiative, 2017)
  3. https://ghgprotocol.org/sites/default/files/standards/Scope3_Calculation_Guidance_0.pdf Pg.7-10

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 3