i traguardi

Smart city: così Parma è diventata modello per le città italiane

La città di Parma si pone come laboratorio naturale ed a cielo aperto per modelli di sviluppo Smart e sostenibili: un’oasi felice in cui innovazione e progetti smart incontrano il pragmatismo e la visione della PA emiliana. Ecco cosa c’è alla base di questo successo

02 Ott 2019
Riccardo Scarfato

Associato Vision Think Tank.

ParmaFuturoSmartgrafica

La città di Parma rappresenta al momento un laboratorio smart a cielo aperto. Tra gli ultimi obiettivi centrati, l’elezione a prima capitale italiana della cultura 2020 e la stipula del protocollo d’intesa per il progetto “Parma Futuro Smart”.

Progetto e modello Parma

L’impegno dell’amministrazione parmigiana, poi confluito nel protocollo d’intesa, è stato premiato con il massimo riconoscimento nazionale da parte del Ministero dei beni culturali e delle attività culturali e del turismo (MiBAC) nel 2018 gestito dal ministro Dario Franceschini. Come sappiamo l’iniziativa del MiBAC mira a sostenere l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura.

WHITEPAPER
Smart Building: a quanto ammonta il loro valore di mercato nel nostro Paese?
Proptech
Smart city

Ma dietro la vittoria di Parma c’è dell’altro. Già il Ministro Franceschini enfatizzò come la scelta della città Emiliana fu la scelta del “progetto e modello Parma”, inteso come una rete fortemente connotata da relazioni umane e collaborazioni pubblico-private con al centro un’innovazione a 360 gradi.

Lo sa bene l’Assessore alle Politiche di sostenibilità ambientale, con delega ai Progetti Europei / Ambiente, Politiche Energetiche / Mobilità Sostenibile / Sviluppo Sostenibile, Tiziana Benassi che ha sottoscritto il Protocollo d’intesa del 29 maggio. Nella sala del Consiglio Comunale del “palazzo Comunale Nuovo” si sono riuniti tutti gli stakeholder, dai cittadini alle istituzioni passando per le imprese, per trasformare Parma in una smart city attraverso una visione di innovazione, sostenibilità ed inclusione.

Questo protocollo d’intesa, dopo un lungo percorso, rappresenta un output ed al tempo stesso un punto di partenza importante per i futuri sviluppi pratici della città. Tutto questo sta portando Parma ad essere un esempio di good practice non solo per l’Italia ma anche per le altre cities europee, come dimostra la presentazione e l’importante ruolo avuto al European Regional Week a Bruxelles del 2018.

Come si è arrivati a questo punto?

Si è partiti dalla consapevolezza che per rendere una città Smart, non è possibile prescindere dalle collaborazioni con i privati intesi come imprese o gli stessi cittadini, riuniti in associazioni o meno. Il territorio, come spiega Benassi, è riuscito a costruire un rapporto molto forte tra i vari stakeholder basato sulla fiducia. Questo trust è stato il perno intorno al quale si è costruita la rete di soggetti che stanno partecipando all’innovazione della città; poiché nessun progresso tecnologico è possibile senza curare gli aspetti umani ed individuali che ci sono alla base.

Quest’ultima affermazione, che sembra di principio ma non lo è affatto, racchiude in sé il punto della questione Smart City ovvero che ogni blocco del processo per un’innovazione sostenibile in senso Smart di una città passa per tutti gli strati sociali, e quindi la società con i suoi cittadini in primis devono essere il faro e motore del cambiamento. Ed è proprio il dossier “Parma Capitale della Cultura” che è stato utilizzato dall’amministrazione emiliana da volano e modello per le altre progettualità, di volta in volta create.

Metodo adottato e prossime fasi

Consapevoli che gli italiani nella creazione del network, in ambito europeo come in quello internazionale (perché a sua volta il progetto RUGGEDISED ha fatto da banco di prova), riescono a far valere le loro soft skills per fare la differenza in termini di inventiva e creatività, non si possono negare le difficoltà di fare sistema e oleare gli ingranaggi nel verso e modo giusto. A Parma il problema sembra essersi assottigliato, e le soft skills dei manager italiani hanno incontrato le eccellenze tecniche del territorio.

Uno dei primi step è stata la creazione di un sito web nel quale ognuno, individuo o società, ha potuto contribuire con la propria progettualità, idee e proposte concrete cosi da convogliare tutta la voglia di fare della società globalmente considerata. Nel corso dei mesi, questa piattaforma ha visto nascere workshop e tavoli di lavoro che hanno contribuito alla nascita di proposte concrete poi confluite nel protocollo in tema di energia, mobilità e big data. Infatti, nel protocollo è stato sostanzialmente messo nero su bianco quanto si è detto nei vari incontri che lo hanno preceduto, anche in vista dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite data l’importanza della sostenibilità attuale del modello di sviluppo territoriale ad ogni livello.

Le prossime fasi, probabilmente, prevederanno la creazione di singoli protocolli ad hoc con quei soggetti che hanno espresso un vivo interesse in quei settori specifici che sono allo studio della PA. Un esempio è la Chiesi Farmaceutici, società farmaceutica multinazionale italiana con sede a Parma, fortemente interessata non solo a concentrarsi sul proprio business principale per trarne maggior profitto ma anche ad avere un impatto positivo a livello sociale e ambientale sulla realtà in cui opera. In particolare, la Chiesi è molto attiva nel settore delle prevenzioni di alcune malattie e per questo è chiara la sua attenta alla qualità dell’aria al punto di riuscire ad aver acquisito la certificazione B Corp. Il collegamento con la Parma Smart è immediato, ovvero la costruzione e analisi delle smart grid per la registrazione e monitoraggio della qualità dell’aria.

Un altro esempio è la società consortile dell’Emilia-Romagna, ART-ER Attrattività Ricerca Territorio, nata il 1º maggio 2019 dalla fusione di ASTER e ERVET, con l’obbiettivo di una crescita sostenibile del territorio grazie all’innovazione e all’internazionalizzazione. Questa ulteriore realtà è nata sicuramente in un contesto florido e dinamico che ne ha contribuito ad oleari gli ingranaggi, ma che ora gli permette di seguire le startup della regione in giro per il mondo.

Collaborazione pubblico-privato: quale forma adottare?

Il problema della forma da adottare nelle collaborazioni tra PA e privati resta. Non è ancora possibile individuare delle forme di public private partnership (PPP) da utilizzare tout court per i diversi settori e business. Dipende molto dal settore che di volta in volta può essere più o meno inflazionato, se pensiamo al settore della mobilità ci saranno più player privati e quindi richiederebbe maggiore attenzione, discorso diverso per esempio la questione della qualità dell’aria che vedrebbe meno soggetti coinvolti. Non è infine esclusa una categorizzazione per settori di business in base al livello di maturità di della Smart City in questione.

Data la centralità del capitale umano e la consapevolezza che non basta digitalizzare i processi se le stesse persone in primis non sono “digitali”, la città di Parma ha provato a “forzare la mano” come nel caso degli asili nido con il progetto Online Only per i servizi dedicati all’anno scolastico 2019/2020. Paradossalmente questo progetto, come ricorda l’Assessore Benassi, ha creato tanto entusiasmo e partecipazione ed ha spinto le persone poco avvezze al digitale di informarsi autonomamente ed accompagnare esse stesse il cambiamento della città.

Settore urbano vs settore rurale

Nell’area emiliana, Parma ha un forte carattere identitario anche e soprattutto come provincia. Per questo motivo sembra che lo sviluppo sia più orizzontale che verticale. In altre parole, lo sviluppo della Smart City coinvolgendo anche alcune provincie darebbe la possibilità di collegare le aree meno urbanizzate, ma teatro di produzione o innovazione che necessitano di ambienti diversi dalla città per svilupparsi: basti pensare al settore del food made in Italy, alla città stessa. Il tutto creerebbe uno Smart Landscape che, coinvolgendo tutti gli stakeholder, beneficia e porti a benefici a tutti in maniera diffusa grazie ad un lavoro calibrato di cittadini, settore privato e PA.

Ultimo ma non meno importante sembra essere la comparazione con le città-competitor internazionali, dato che il framework sembra continui ad essere molto florido. Un esempio in questo senso è la società Vis Lab, spin-off dell’università di Parma, che è stata la prima in Italia ad ottenere l’autorizzazione dal Ministero dei trasposti per la sperimentazione su strade pubbliche di un’auto senza pilota; società poi acquisita nel 2015 dall’americana Ambarella Inc, multinazionale della Silicon Valley.

Parma città smart

Già nell’ottobre del 2018 in occasione del ICity Rate 2018, il Rapporto di FPA che consente di stilare la classifica delle città italiane più Smart e sostenibili, Parma si è guadagnata un posto in classifica tra le prime dieci città più smart dello stivale. Se scomponessimo ulteriormente la classifica di FPA, sarebbe possibile notare come la città emiliana sia prima per inclusione sociale, in linea quindi con quanto fatto negli ultimi anni.

Insomma, i risultati ci sono e sono evidenti. Parma si pone implicitamente come laboratorio naturale ed a cielo aperto per modelli di sviluppo Smart e sostenibili, quanto meno applicabili a realtà simili territorialmente e per grado di sviluppo. Certo non si può negare come l’amministrazione della città abbia trovato una perfetta quadratura con il sindaco Pizzarotti, e negli assessori alle Politiche di sostenibilità ambientale e all’educazione ed Innovazione Tecnologica, rispettivamente Tiziana Benassi e Ines Seletti, una marcia in più per fare rete ed accelerare con brillanti risultato il “Progetto Parma Futuro Smart”.

Concludendo, Parma sembra essere un’oasi felice in cui innovazione e progetti smart incontrano il pragmatismo e la visione della PA emiliana. Ma c’è molto altro alla base di questo successo, c’è una amministrazione capace di fare rete, che punta in primis sulle persone e che valorizza il ruolo del settore privato ma mai a discapito dei pubblici interessi. La base dalle quale non si puó prescindere sembra essere il capitale umano, il coinvolgimento dei singoli cittadini nel processo di innovazione della città ha dato maggiore aderenza alla realtà ai progetti pianificati, e sicuramente porterà a sicuri successi che a loro volta faranno da volano a nuove partnership nel segno dell’innovazione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4