economia circolare

Un mondo senza spazzatura è possibile: tre proposte per prodotti a impatto zero

Sarebbe bello se un giorno non esistesse più spazzatura e tutto venisse considerato risorsa.non è una mission impossible: basterebbe sostenere la transizione verso un’economia circolare, che favorisca l’aumento del ciclo di vita del prodotto, la riparazione, il riutilizzo dei componenti e il riciclo dei materiali residui

15 Set 2021
Paolo Aquino

Dipendente dell’Università della Calabria

economia circolare - normativa EPR

L’uomo è l’unico essere vivente che produce scarti; in natura, infatti, non esiste il concetto di rifiuto né tanto meno di spreco, ma solo di materia che si trasforma: ciò che viene scartato da un organismo diventa risorsa per altri esseri viventi.

Negli ultimi anni molte innovazioni rispettose dell’ambiente si sono susseguite, ispirandosi a piante e animali.

La biomimesi dal greco “bios”, ovvero vita, e “mimesis”, cioè imitazione, è una nuova disciplina che ha l’intento di studiare e riprodurre le caratteristiche degli organismi viventi, al fine di trovare delle soluzioni progettuali che possano essere utili al miglioramento delle attività e delle tecnologie umane, riducendo il loro impatto sull’ambiente.

Il diritto a riparare: le big tech ce lo negano, così ci tengono in pugno

Una piattaforma per ridurre l’impatto ambientale

L’inquinamento ambientale ha effetti negativi sia sulla salute dei cittadini che sul territorio e comporta enormi spese. Con l’abbattimento degli sprechi non ci sarebbe più bisogno di nuove discariche o termovalorizzatori, si eviterebbe l’inquinamento dell’aria, ma anche del terreno e, soprattutto, delle falde acquifere, sempre più prosciugate a causa dei cambiamenti climatici.

WHITEPAPER
Conosci già i 9 esempi concreti di mobilità sostenibile presenti nel mondo?

Tali interventi comportano grossi investimenti in ricerca e sviluppo che spesso una sola azienda, anche grande, difficilmente potrebbe sostenere.

Considerata l’importanza delle ricadute che ne scaturirebbero in termini di impatto ambientale e benefici per i cittadini, tenendo conto anche dell’obiettivo di far sì che l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 (green deal o “patto verde” europeo), il governo potrebbe istituire una piattaforma digitale per fare interagire le aziende al fine di condividere le attività di ricerca e progettazione, soprattutto per gli elementi dei prodotti che necessitano di grossi investimenti in fase di sviluppo (nuovi materiali, batterie, packaging, etc.), acquistare insieme materie prime di qualità al prezzo migliore, gestire insieme trasporti, logistica, e le aree di raccolta dei beni da riutilizzare o riciclare per realizzare nuovi prodotti.

Questa piattaforma potrebbe consentire allo Stato di individuare più facilmente le aziende più innovative, disponibili a condividere il proprio know-how e ad elargire più efficientemente incentivi e benefici fiscali, consentendo una più corretta rendicontazione delle spese.

La conoscenza condivisa

Le innovazioni sono tutelate dai diritti d’autore (“copyright”); tuttavia, quando un’innovazione potrebbe apportare dei miglioramenti alla vita di tutti noi o all’ambiente, per consentire all’intera collettività di beneficiarne al massimo, essa dovrebbe essere condivisa senza alcun limite di riproduzione, distribuzione e diffusione. Enti autonomi internazionali appositamente costituiti potrebbero premiare, anche economicamente, gli autori dell’innovazione dando il giusto riconoscimento al loro ingegno.

L’articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma che “ogni individuo ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici”. La condivisione di conoscenze ed esperienze, in grado di migliorare la qualità della vita, permetterebbe una forte accelerazione delle innovazioni per un mondo migliore.

Rivedere l’intero ciclo di vita di un prodotto

La pandemia, attraverso i lockdown, ha consentito un notevole miglioramento della qualità dell’aria, soprattutto nelle grandi città, ma ha anche provocato un aumento dei rifiuti di plastica monouso.

In un mondo in cui i Paesi vengono misurati in base alla crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) sarebbe difficile stabilire regole che, al fine di limitare i rifiuti, avessero effetti negativi sul PIL. L’unica soluzione concretamente praticabile potrebbe essere quella di cercare di produrre beni che non generino sprechi.

Proposte per realizzare un prodotto a impatto zero

Il ciclo di vita di un prodotto potrebbe essere suddiviso in 6 fasi: Concezione, Progettazione, Produzione, Distribuzione, Utilizzo, Dismissione. Per poter raggiungere l’impatto zero di un bene di consumo bisognerebbe intervenire per ridefinire soprattutto le prime 3 fasi (concezione, progettazione e produzione), e quella finale (dismissione).

Concezione e progettazione ad impatto zero

Dal momento in cui nasce l’idea di un nuovo prodotto, occorre prevedere l’intero ciclo di vita dello stesso. Quindi, correggere, in fase di progettazione, le caratteristiche che potrebbero generare sprechi futuri e indicare nel manuale di istruzioni, accessibile online tramite QR Code presente sul prodotto, le modalità più corrette per dismetterlo.

Concezione e progettazione sono le fasi cruciali durante le quali si materializza l’idea di un nuovo prodotto. Spesso i nuovi prodotti sono evoluzioni di prodotti già in commercio; partendo da un’analisi dei pro e dei contro di un prodotto in commercio, la condivisione delle conoscenze consentirebbe di aver un maggior numero di ricercatori con il know-how necessario per innovare un prodotto che rispetti l’ambiente.

Produzione ad impatto zero

Molto importante, per azzerare gli sprechi, è la scelta dei materiali da utilizzare per realizzare il prodotto concepito. L’utilizzo di materiali durevoli e totalmente riciclabili consentirebbe di non generare rifiuti alla fine del ciclo di vita del prodotto. Al fine di raggiungere tali obiettivi è necessario superare alcuni ostacoli, che probabilmente sono le principali cause dell’incremento dei rifiuti. Non tutte le plastiche ad esempio sono riciclabili. A tal proposito, potremmo suddividere le plastiche maggiormente utilizzate in due categorie: termoplastiche, che possono essere rifuse e riformate (sono le plastiche meno resistenti: bottiglie dell’acqua, vasetti yogurt, confezioni degli alimenti,….) e termoindurenti, le quali contengono polimeri che si intersecano per formare un legame chimico irreversibile, non possono essere rifuse in un nuovo materiale, e pertanto non sono riciclabili (sono le plastiche più dure: bacinelle, giocattoli, borracce, posate…).

Nel caso delle plastiche termoindurenti, sarebbe necessario individuare dei materiali alternativi oppure ideare processi che le rendano riciclabili e, in quest’ultimo caso, alcune ricerche sono già in fase avanzata. Nel frattempo, si potrebbero incentivare le aziende ad utilizzare, in fase di produzione, elementi universali, ovvero già utilizzati in altri prodotti (ad esempio i microchip, ma anche componenti meccanici o elementi strutturali come il telaio o il contenitore del prodotto, etc.). Tali soluzioni consentirebbero non solo di ridurre enormemente l’impatto ambientale di un prodotto, ma anche di allungare la fase di utilizzo del prodotto, poiché sarebbe più facile il reperimento dei ricambi in caso di guasti.

Dismissione a impatto zero

Questa fase è molto importante per evitare che il prodotto finisca nelle discariche. Quindi bisognerebbe incentivare le aziende a gestire insieme delle aree di consegna dei prodotti inutilizzati dove stabilire se rivendere il prodotto così com’è (se ancora funzionante), ripararlo per rivenderlo, smembrarlo per riutilizzare le sue parti per altri prodotti, o riciclare le rimanenti materie prime di cui è composto per produrre nuovi prodotti. Sarebbe utile anche un’app nazionale, dove le aziende potessero descrivere dettagliatamente i loro prodotti, indicare come e dove ripararli, e indirizzare gli utenti verso il centro di dismissione più adatto o prenotare un ritiro direttamente a casa. La maggior parte dei cittadini è consapevole degli effetti dei rifiuti sull’ambiente, ma purtroppo, in mancanza di un efficiente sistema di gestione del prodotto inutilizzato, spesso sono costretti ad abbondare prodotti riparabili o riciclabili tra i rifiuti.

Stampanti 3D: l’evoluzione della produzione

La stampa 3D sta registrando una crescita così veloce da rendere imprevedibile la sua evoluzione. È oramai possibile costruire con una stampante 3D una intera casa, solida ed economica, senza alcun scarto. In futuro potremmo forse stamparci in casa (o in appositi centri di stampa 3D) gran parte di quello che ci serve, dalle scarpe ai pezzi di ricambio per qualsiasi macchina o attrezzatura, o altri oggetti che usiamo quotidianamente in casa. Inoltre, consente di condividere un modello 3D di nostra creazione per riprodurlo identico in tempo reale a migliaia di chilometri.

Addirittura, sono oramai disponibili diversi kit che consentono di tritare in casa, o in piccoli laboratori, senza la necessita di grandi centri di riciclo, i nostri “rifiuti” di imballaggio in plastica, e ottenendo filamenti utilizzabili per creare nuovi oggetti o ricambi attraverso la nostra stampante 3D.

Conclusioni

La transizione verso un’economia circolare, che favorisca l’aumento del ciclo di vita del prodotto, la riparazione, il riutilizzo dei componenti e il riciclo dei materiali residui, viene promossa dall’Unione Europea per superare l’attuale economia lineare al fine di ridurre la produzione di rifiuti.

Partendo dal soddisfacimento di uno specifico bisogno finale del consumatore, sarebbe possibile evitare o limitare la produzione di diversi prodotti vendendo al loro posto il servizio, in base al concetto della “functional service economy” vale a dire, soddisfare il bisogno senza dover acquistare un prodotto (ad esempio, con un trasporto pubblico più efficiente molti eviterebbero di acquistare l’auto).

Tutto ciò ci fa capire che il futuro prospetta tantissime opportunità, generate soprattutto dalla continua creatività e sperimentazione, le quali potrebbero renderci più consapevoli che anche l’oggetto più semplice ha una sua importanza.

WHITEPAPER
Ottieni una pianificazione veloce, condivisa e affidabile nel tuo marketing: scopri come!
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4