Il 2025 è stato designato dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale delle Scienze e Tecnologie Quantistiche [1]. Le tecnologie quantistiche hanno assunto una rilevanza strutturale all’interno delle agende geopolitiche, industriali e di sicurezza nazionale dei principali Paesi industrializzati.
Il quantum computing e le tecnologie derivate (comunicazione, sensoristica e simulazione) si configurano come innovazioni dirompenti, determinanti per la ridefinizione delle gerarchie industriali e per il consolidamento della sovranità tecnologica del continente europeo.
Analizziamo allora il quadro europeo e le direttrici strategiche nazionali, esaminando la transizione dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) verso un’architettura di governance permanente e strutturale.
Indice degli argomenti
Il quadro europeo e la rincorsa globale verso il Quantum Act
L’ecosistema europeo delle tecnologie quantistiche presenta una significativa concentrazione globale di talenti e un elevato numero di pubblicazioni scientifiche. Tuttavia, i dati sulla commercializzazione evidenziano una criticità strutturale, legata alla difficoltà di mettere a sistema il patrimonio di conoscenze teoriche con le dinamiche dello sviluppo economico e industriale.
Il ritardo europeo nella fase di industrializzazione e nel trasferimento tecnologico (il passaggio critico dal laboratorio al mercato) deriva dalle caratteristiche intrinseche delle tecnologie Deep Tech [2]. Tali comparti richiedono tempi di sviluppo che possono superare il decennio e presentano un elevato rischio tecnologico, unito a un massiccio fabbisogno di capitale iniziale. I mercati finanziari europei mostrano limitazioni nel supportare cicli di investimento prolungati, configurando un fallimento di mercato che ostacola la scalabilità delle startup e delle Piccole e Medie Imprese (PMI). Si rileva, inoltre, la frammentazione degli appalti pubblici europei e l’assenza di una strategia sistemica per la tutela della catena di approvvigionamento dei componenti critici, quali criostati, sistemi laser e fotonica integrata.
Al fine di prevenire una dipendenza tecnologica irreversibile in un settore caratterizzato da intrinseco potenziale dual-use (applicazioni civili e militari), la Commissione Europea ha impresso un’accelerazione normativa e programmatica. Nel luglio 2025 è stata pubblicata la Quantum Europe Strategy [3], un documento strategico volto a posizionare l’Europa come leader globale entro il 2030. Il piano è strutturato su pilastri operativi che includono l’allineamento della Ricerca e Innovazione tra gli Stati membri, lo sviluppo di Infrastrutture Quantistiche accessibili all’industria, l’utilizzo del public procurement per la creazione di mercati precoci, l’integrazione delle tecnologie quantistiche nelle strategie di Sicurezza e Difesa, e la formazione specialistica tramite l’istituzione della European Quantum Skills Academy.
La proposta di EU Quantum Act
La transizione verso un quadro normativo vincolante si concretizzerà nel 2026 con la proposta legislativa dell’EU Quantum Act [4], finalizzata al raggiungimento di un mercato unificato entro il terzo trimestre del 2027. In stretta analogia con l’impalcatura industriale del Chips Act, il regolamento prevede l’istituzione di una Joint Undertaking (Impresa Comune) per il coordinamento dei finanziamenti e degli appalti transnazionali. Il provvedimento mira ad abbattere le barriere commerciali interne, finanziando linee pilota per la produzione di chip quantistici e lo sviluppo di un’infrastruttura per l’Internet quantistico europeo. Contestualmente, saranno introdotte misure stringenti per la resilienza della supply chain, mappando le forniture critiche e applicando strumenti di controllo sugli investimenti diretti esteri (FDI) per prevenire l’acquisizione di asset e competenze strategiche da parte di entità statali o corporative ostili.
Sul fronte della regolamentazione, l’Europa sta adottando un approccio proattivo per preservare la propria sovranità tecnologica ed evitare una subordinazione strategica a standard industriali definiti in contesti extra-europei, in particolare da Stati Uniti e Cina. In quest’ottica, organismi di riferimento come il CEN (Comitato Europeo di Standardizzazione) e il CENELEC (Comitato Europeo di Standardizzazione Elettrotecnica) hanno istituito il comitato tecnico congiunto CEN-CENELEC JTC 22 “Quantum Technologies”. Il compito del JTC 22 è di cruciale importanza: definire un quadro normativo e di standardizzazione condiviso che abbracci l’intero spettro applicativo della materia, dalla metrologia quantistica al rilevamento (sensing), fino al calcolo, alla simulazione e alla crittografia quantistica.
In questo processo, la definizione di metriche di benchmarking oggettive e standardizzate rappresenta un passaggio parimenti essenziale. Nel breve termine, queste metriche sono indispensabili per misurare e validare le prestazioni reali dei dispositivi che operano in regime NISQ (Noisy Intermediate-Scale Quantum), caratterizzati da sistemi ancora suscettibili al rumore ambientale. Nel lungo termine, una solida architettura di benchmarking è il prerequisito fondamentale per mappare e preparare la transizione ordinata verso i futuri sistemi commerciali FTQC (Fault Tolerant Quantum Computing), in grado di correggere l’errore quantistico.
Il divario italiano negli investimenti quantum
Tuttavia, la capacità di imporre e guidare questo benchmarking tecnologico dipende strettamente dai rapporti di forza finanziari. Spostando l’analisi sul piano del benchmarking economico, emerge infatti una forte frammentazione e un’accesa competizione interna all’Unione per la leadership tecnologica. I piani di investimento nazionali delineano una mappa macroeconomica profondamente asimmetrica:
· Regno Unito: circa 4,1 miliardi di euro;
· Germania: 3,03 miliardi di euro;
· Francia: 1,8 miliardi di euro;
· Paesi Bassi: 1,1 miliardi di euro.
A fronte di tali volumi, l’Italia mostra un forte divario relativo, avendo allocato appena 228,9 milioni di euro nel periodo 2021-2024 per le tecnologie quantistiche (escludendo i circa 70 milioni destinati alle infrastrutture europee EuroQCI e EuroHPC).
La vera criticità strutturale dell’approccio italiano non risiede solo nell’entità della cifra, ma nella natura intrinsecamente temporanea di queste risorse, che derivano per l’86% dai fondi del PNRR. Questa forte dipendenza genera un imminente rischio di interruzione dei progetti (funding cliff) al termine del Piano.
Diventa quindi un prerequisito assoluto e urgente strutturare un piano di investimenti pubblico-privati stabile e di lungo periodo, capace di estendersi ben oltre l’orizzonte emergenziale del PNRR. Solo una programmazione finanziaria pluriennale e dotata di risorse proprie permetterà all’Italia non solo di tutelare il proprio patrimonio scientifico, ma di garantire al sistema-paese un posizionamento competitivo e negoziale forte all’interno del futuro Quantum Act europeo, evitando il rischio di scivolare in una posizione di irreversibile marginalità industriale.
Il fabbisogno finanziario strutturale e il consolidamento post-PNRR
L’immissione di risorse tramite il PNRR ha avviato la prima vera strutturazione dell’ecosistema quantistico italiano, aggregando competenze e creando infrastrutture di calcolo grazie ai finanziamenti MUR (2021-2024) [6]. L’85% dei fondi complessivi è stato assorbito da progetti strategici: il Partenariato Esteso NQSTI (51%), il Centro Nazionale ICSC (15%) e l’infrastruttura I-PHOQS (13%). A livello internazionale, il sistema partecipa inoltre a 68 progetti Horizon Europe (circa 62 milioni di euro) e a 3 progetti Digital Europe (8,1 milioni).
Tuttavia, il portafoglio nazionale soffre di una forte polarizzazione organizzativa. A fronte dei grandi hub strategici, la ricerca diffusa sul territorio (come i progetti PRIN) intercetta appena il 7% delle risorse totali. Questa configurazione delinea una base scientifica estesa e capillare, ma strutturalmente frammentata e sottofinanziata nelle singole unità operative.
Il rischio sistemico primario risiede in una potenziale contrazione dei finanziamenti al termine del ciclo PNRR. L’assenza di linee di finanziamento ordinarie provocherebbe l’interruzione delle attività di ricerca applicata, l’obsolescenza delle infrastrutture recentemente implementate e il rapido trasferimento del capitale umano iperspecializzato verso giurisdizioni in grado di offrire maggiore stabilità (il fenomeno del brain drain). Lo sviluppo di componentistica abilitante (sistemi fotonici, sensori atomici, refrigeratori criogenici) richiede continuità di investimento. Le evidenze emerse dalle consultazioni industriali indicano che il comparto italiano dell’offerta necessita di interventi strutturali per incrementare il proprio livello di maturità tecnologica (TRL), colmando il divario esistente con altre nazioni europee nello sviluppo di hardware quantistico nazionale.
La ripartizione strategica delle risorse
Per allineare il Paese alle traiettorie di investimento dei competitor continentali, la “Strategia Italiana per le Tecnologie Quantistiche” elaborata dal Governo [7] stima un fabbisogno di investimenti strutturali pari a circa 200 milioni di euro annui per un quinquennio (in aggiunta agli investimenti già consolidati), equivalente a circa lo 0,01% del PIL nazionale. Al fine di massimizzare l’efficacia della spesa pubblica ed evitare sovrapposizioni, la ripartizione strategica delle risorse deve attenersi alle seguenti direttrici operative:
35% alla Ricerca: Mantenimento e potenziamento dei volumi di finanziamento destinati alla scienza quantistica di base e applicata. Questo pilastro è fondamentale per lo sviluppo di nuove architetture logiche, algoritmi quantum-inspired e la gestione dei fenomeni di decoerenza quantistica.
30% alle Infrastrutture: Estensione e manutenzione delle reti a disposizione del settore produttivo, incluse le infrastrutture EuroQCI per la comunicazione sicura e EuroQCS per la simulazione e il calcolo. L’accesso garantito ad ambienti di collaudo e validazione pubblici è essenziale per consentire alle aziende lo sviluppo di applicativi verticali nei settori farmaceutico, logistico e finanziario.
15% allo Sviluppo di Quantum Chips: Rafforzamento delle capacità di progettazione (design) e nanofabbricazione nazionale, in coerenza con gli obiettivi dell’EU Chips Act. Questo intervento è concepito per supportare la filiera della componentistica e della microelettronica, mitigando la dipendenza strategica dalle fonderie pure-play dislocate al di fuori dello Spazio Economico Europeo.
20% a Equity e Supporto Imprese: Interventi mirati di de-risking volti a compensare i fallimenti del mercato del venture capital nel comparto Deep Tech [8].
Sotto il profilo dell’ingegneria finanziaria, lo sviluppo della filiera nazionale necessita dell’attivazione di capitali “pazienti” (con orizzonti di ritorno dell’investimento superiori alla decade). È in valutazione l’introduzione di specifiche garanzie pubbliche gestite tramite organismi statali (come SACE). La previsione di un plafond di garanzie pari a 100 milioni di euro, destinato a coprire fino al 20% del rischio associato a ogni singolo investimento in fondi di Venture Capital qualificati nel deep-tech, genererebbe un significativo effetto leva per i capitali istituzionali (fondi pensione, casse di previdenza, enti assicurativi). A tale strumento si affianca la dotazione finanziaria di CDP Venture Capital Sgr [9], che dispone di fondi dedicati al trasferimento tecnologico e un bacino di risorse orientato specificamente all’intelligenza artificiale e al quantum computing. La strutturazione di partenariati pubblico-privati (PPP) e veicoli ibridi di co-investimento si conferma lo schema giuridico primario per supportare lo scale-up industriale e arginare il fenomeno del flight of companies (trasferimento all’estero di aziende e brevetti in fase di crescita) [10].
L’architettura di governance interministeriale e le infrastrutture territoriali per l’autonomia strategica
Il consolidamento della capacità tecnologica nazionale impone il superamento definitivo delle frammentazioni gestionali attraverso un modello di governance unitario, capace di coordinare le politiche pubbliche e recepire organicamente le istanze dell’accademia, dell’industria e del comparto Difesa e Sicurezza. L’elaborazione della “Strategia Italiana per le Tecnologie Quantistiche” [7] è scaturita dai lavori di un gruppo interministeriale che ha visto la convergenza del Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del MUR, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) [11], dell’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza (ACN), del Ministero della Difesa e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) [12].
Il varo dell’impianto legislativo nazionale (denominato informalmente Quantum Act italiano) introduce un ecosistema di rete (la Q-Alliance) finalizzato all’integrazione degli operatori tecnologici globali con il sistema universitario e i centri di ricerca nazionali, in un quadro di chiara definizione dei diritti di proprietà intellettuale e del trasferimento tecnologico. L’architettura di governance multilivello, definita all’interno della Strategia [13], si articola in tre fasi temporali a progressiva implementazione:
Fase iniziale – Comitato Permanente per le Tecnologie Quantistiche
Istituito presso il MUR, con stringente composizione interministeriale (MIMIT, Difesa, MAECI, ACN, DTD) e partecipazione di figure espressione dell’industria e della ricerca. Ha il mandato operativo di coordinare i flussi di finanziamento esistenti, mappare le competenze tecniche dislocate sul territorio e definire un’agenda di ricerca integrata, garantendo agilità decisionale in questa fase di avvio.
Fase intermedia – Polo Nazionale della Quantistica
Mutuato concettualmente dal modello del Polo Nazionale della dimensione Subacquea, è una struttura istituzionale organizzata su tre macro-livelli. Il Comitato di livello politico formula gli indirizzi strategici vincolanti; il Comitato di Direzione Strategica (organo tecnico-scientifico misto) supervisiona l’esecuzione dei programmi e il rispetto dei livelli di maturità tecnologica (TRL); la Struttura Operativa assume la gestione esecutiva dei procedimenti amministrativi legati ai bandi e all’erogazione dei fondi per il trasferimento tecnologico.
Fase avanzata – Fondazione Quantum
Prevede la potenziale integrazione dell’ecosistema tramite un soggetto giuridico di partenariato pubblico-privato (già operante o di nuova costituzione), preposto ad attrarre capitali istituzionali e gestire investimenti congiunti a sostegno dello sviluppo dell’industria nazionale, garantendo la totale convergenza strutturale tra risorse statali e private.
Poli computazionali e centri di specializzazione
L’infrastruttura materiale costituisce il prerequisito per l’esecuzione della governance. L’estrema complessità ingegneristica dell’hardware quantistico (che necessita di camere bianche, sistemi di alto vuoto, criostati a diluizione e ottiche di altissima precisione) giustifica l’intervento statale diretto nella fornitura di infrastrutture di calcolo, prototipazione e collaudo. La conformazione dell’ecosistema italiano è strutturata attorno a poli computazionali principali e centri di specializzazione tecnologica diffusi:
Il paradigma ibrido HPC-Quantum (Bologna): Il supercomputer Leonardo, gestito dal Consorzio CINECA, rappresenta l’apice dell’architettura di calcolo ibrida. Trovandosi l’industria quantistica nel regime NISQ, i sistemi attuali sono soggetti a decoerenza e rumore di fondo. L’integrazione di processori o simulatori quantistici con i sistemi classici ad alte prestazioni (High Performance Computing – HPC) consente di affidare alle unità quantistiche (QPU) unicamente le sub-routine computazionali ad altissima complessità, massimizzando il vantaggio quantistico pratico a breve termine.
Il computer quantistico Partenope (Napoli): Sviluppato nell’ambito dell’ecosistema del Centro Nazionale ICSC presso l’Università Federico II [14], Partenope è un sistema superconduttivo che funge da infrastruttura aperta per le startup e la Pubblica Amministrazione, al fine di collaudare algoritmi applicativi in condizioni operative reali.
Specializzazioni Territoriali: Le Case delle Tecnologie Emergenti (CTE) e i Centri di Competenza concorrono allo sviluppo territoriale. Il polo milanese si qualifica per la leadership nella fotonica integrata in vetro, tecnologia abilitante essenziale per la miniaturizzazione dei dispositivi e per lo sviluppo di reti di comunicazione su fibra ottica. L’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) di Torino presidia lo sviluppo della sensoristica quantistica e ha recentemente ampliato le proprie dotazioni con architetture a superconduttori. I poli universitari di Pisa e dell’Insubria si dedicano alla teorizzazione degli algoritmi logici e dei protocolli di Quantum Error Correction (QEC), necessari per la transizione tecnologica verso macchine FTQC pienamente operative. L’Università La Sapienza di Roma concentra le attività sullo sviluppo di dispositivi hardware basati sulla manipolazione dei singoli fotoni.
A livello di catene di fornitura, l’integrazione transnazionale è supportata dalla partecipazione dell’Italia a consorzi europei quali Qu-Pilot (per le linee di produzione pilota di componentistica e l’integrazione fotonica/criogenica) e Qu-Test (la rete di laboratori federati per la validazione di sensori e sistemi crittografici). Tali sinergie industriali mirano ad abbattere le vulnerabilità connesse alla fornitura di materiali critici, sostenendo l’autonomia strategica sancita dal Chips Act.
Profili di cybersicurezza, transizione Post-Quantum (PQC) e tutela degli asset strategici
Le tecnologie quantistiche presentano una marcata e ineliminabile natura dual-use, producendo impatti diretti sia sulle filiere civili che sugli apparati della Difesa e della cyber-intelligence. La capacità computazionale dei futuri sistemi tolleranti all’errore (FTQC) comprometterà in modo sistemico l’affidabilità degli attuali algoritmi di crittografia asimmetrica a chiave pubblica (tra cui l’algoritmo RSA), invalidando i presupposti matematici su cui si fonda l’architettura fiduciaria delle reti telematiche, delle transazioni bancarie, dei registri sanitari e delle telecomunicazioni classificate.
Il rischio operativo non è proiettato esclusivamente nel medio-lungo termine, ma si manifesta nel presente mediante la tattica definita in dottrina come “harvest now, decrypt later” (intercettazione preventiva). Attori statuali ostili e gruppi criminali strutturati procedono all’intercettazione massiva e all’esfiltrazione di flussi di dati attualmente cifrati con protocolli classici. Tali informazioni vengono archiviate in attesa che la maturazione tecnologica dei processori quantistici ne consenta la decrittazione retroattiva. Tale vulnerabilità impatta gravemente su tutte le informazioni soggette a vincoli di riservatezza pluridecennali (segreti industriali, proprietà intellettuale brevettuale, documentazione strategica militare).
In risposta a tale minaccia, la transizione verso la crittografia post-quantistica (Post-Quantum Cryptography – PQC) costituisce un obbligo di sicurezza nazionale e comunitaria [15]. Gli algoritmi PQC, validati da enti di standardizzazione internazionali, sono basati su strutture matematiche resistenti all’attacco di elaboratori quantistici e possono essere implementati via software sulle architetture hardware convenzionali (reti ottiche, elettriche e radio). In ossequio alla “Coordinated Implementation Roadmap for the Transition to Post-Quantum Cryptography” elaborata in sede europea, e in adempimento della misura #22 del Piano di Implementazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale guidano la Pubblica Amministrazione verso il paradigma della crypto-agility (l’integrazione di sistemi agili capaci di sostituire tempestivamente i protocolli di cifratura) [16].
Sotto il profilo della compliance giuridica, la migrazione algoritmica verso standard quantum-safe si configurerà a breve come requisito tecnico cogente (“stato dell’arte”) per adempiere agli obblighi di sicurezza previsti dalla Direttiva NIS2 (infrastrutture critiche), dal Regolamento DORA (resilienza operativa digitale del settore finanziario), dalla proposta di Cyber Resilience Act (CRA) per i dispositivi connessi, nonché dal GDPR per la protezione by-design e by-default dei dati personali.
Quantum Key Distribution e asset strategici
Parallelamente alla difesa software (algoritmica), lo Stato promuove lo sviluppo di infrastrutture fisiche inviolabili basate sulla Quantum Key Distribution (QKD). I sistemi QKD sfruttano le leggi della meccanica quantistica (il principio di indeterminazione e l’entanglement) per distribuire chiavi simmetriche: ogni tentativo di intercettazione sul canale ottico collassa lo stato quantistico dei fotoni, notificando l’avvenuta intrusione alle parti legittime. L’Italia contribuisce alla dorsale dell’Infrastruttura Europea per le Comunicazioni Quantistiche (EuroQCI) attraverso il progetto nazionale Quid, integrando connessioni transfrontaliere, reti metropolitane in fibra e, in prospettiva, collegamenti satellitari.
Il regime giuridico degli asset strategici e del trasferimento tecnologico si applica rigorosamente anche al settore della metrologia e della sensoristica quantistica. I sensori quantistici (orologi atomici di precisione, gravimetri e magnetometri basati su circuiti superconduttori o centri di azoto-vacanza nel diamante) garantiscono sensibilità strumentali capaci di rivoluzionare la navigazione autonoma, l’individuazione di infrastrutture sotterranee e le tecnologie radar. Il controllo di affidabilità sarà demandato al Centro Nazionale per il test e la certificazione, nodo del network European Quantum Metrology and Testing Initiative (EuroQMTI).
Sul versante del commercio internazionale, l’impiego delle tecnologie quantistiche è stato oggetto di rigorosa normazione. L’aggiornamento dell’elenco dei beni a duplice uso (Regolamento Delegato UE), mediante l’introduzione dello specifico codice ECCN 4A506, assoggetta a stringenti licenze l’esportazione di computer quantistici, componenti criogenici e sistemi di controllo verso Paesi terzi. A salvaguardia della sovranità nazionale, la Strategia conferma la necessità di ricorrere in modo mirato e ineludibile all’esercizio dei poteri speciali del Governo (normativa Golden Power ex D.L. 21/2012 e s.m.i.) al fine di impedire che acquisizioni societarie ostili sottraggano al patrimonio industriale del Paese la proprietà intellettuale, le filiere dell’hardware e le aziende spin-off o scale-up operanti in comparti deep-tech considerati critici per la Difesa e l’indipendenza tecnologica.
Conclusioni. Misurabilità, indicatori di performance e sovranità digitale
L’efficacia e la sostenibilità dell’impianto strategico e giuridico delineato sono subordinate all’implementazione di rigorose metriche di misurabilità empirica e di un sistema di rendicontazione amministrativa trasparente. Per scongiurare il rischio di inefficienza nell’allocazione dei capitali, l’architettura di governance ha previsto l’istituzione strutturale di un’Unità di Monitoraggio e Valutazione Strategica (UMVS), incardinata all’interno del nascente Polo Nazionale della Quantistica. L’UMVS ha il preciso mandato di tradurre le direttrici politiche in dati quantificabili, procedendo al tracciamento sistematico dell’avanzamento dei progetti finanziati.
L’impianto metodologico si fonda su un cruscotto di Key Performance Indicators (KPI) oggettivi e predeterminati, suddivisi per macro-ambiti di intervento:
- Area Ricerca: analisi quali-quantitativa delle pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, misurazione della percentuale di progetti in grado di superare il livello di maturità tecnologica 4 (TRL > 4) e valutazione del tasso di conversione di progetti teorici in prototipi dimostrabili.
- Area Trasferimento Tecnologico: rilevazione del volume di brevetti depositati a livello nazionale e internazionale, numero di licenze d’uso attivate a favore del tessuto industriale, e densità delle collaborazioni e dei partenariati pubblico-privati effettivamente perfezionati.
- Area Formazione e Competenze: tracciamento del numero di laureati e dottorati di ricerca in discipline correlate al quantum computing, numero di master professionalizzanti attivati dagli atenei e verifica del tasso di occupazione della forza lavoro specializzata entro dodici mesi dal conseguimento del titolo.
- Area Industriale: misurazione del numero di startup e spin-off deep-tech attivate, rilevazione del numero di progetti pilota conclusi con successo presso le aziende utilizzatrici, e monitoraggio del volume aggregato di capitali privati attivati per effetto leva dalle iniziative statali (fondi di Venture Capital, Corporate Venture Capital e operazioni di co-investimento) [17].
A garanzia del principio di adattività strategica e del controllo di efficienza della spesa, la Strategia stabilisce l’obbligo di un ciclo di valutazione dell’impatto indipendente con cadenza biennale (ogni 24 mesi). Tale audit, condotto da enti accreditati quali l’ANVUR e il CNR o da commissioni miste, sarà finalizzato a verificare la stretta coerenza tra i risultati ottenuti dall’ecosistema e gli obiettivi programmatici dichiarati. Le evidenze empiriche derivanti dall’audit consentiranno al Comitato di livello politico di ricalibrare tempestivamente le traiettorie di investimento e di aggiornare le policy pubbliche.
Contestualmente, per rafforzare i profili di resilienza del Sistema Paese, ciascuna componente della governance istituzionale sarà chiamata a elaborare e aggiornare un Piano di Gestione dei Rischi Strategici. Tale documento dovrà provvedere alla mappatura costante delle dipendenze da fornitori extra-europei per le tecnologie abilitanti, alla formulazione di contromisure in caso di alterazioni geopolitiche delle supply chain e all’analisi della mobilità del personale ad alta specializzazione tecnica.
In ultima istanza, la capacità del Governo di superare la dipendenza finanziaria dai fondi straordinari del PNRR, traducendo il fabbisogno tecnico di 200 milioni di euro annui in stanziamenti strutturali e continuativi, costituisce la precondizione amministrativa indispensabile per arrestare la dispersione del capitale umano e favorire logiche di brain gain. Di fronte al consolidamento normativo previsto dall’EU Quantum Act per il 2027, l’integrazione di strumenti finanziari verticali e di infrastrutture di rete pubbliche si configura come l’asse portante di una politica industriale matura, capace di radicare le future catene del valore sul territorio nazionale e di erigere l’Italia ad attore primario nella difesa della sovranità digitale europea.
Bibliografia
[1] United Nations. (2025). International Year of Quantum Science and Technology. UNESCO. https://www.unesco.org/en/years/quantum-science-technology
[2] de Apodaca, O. R., Murray, F., & Frolund, L. (2023). What is “deep tech” and what are deep tech ventures? MIT REAP.
[3] European Commission. (2025, 2 luglio). Quantum Europe Strategy. https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/library/quantum-europe-strategy
[4] European Commission. (2025). Proposal for a European Quantum Act. https://www.european-quantum-act.com/
[5] Ministero dell’Università e della Ricerca. (2025). Strategia italiana per le tecnologie quantistiche. https://www.mur.gov.it/it/strategia-italiana-le-tecnologie-quantistiche
[6] Ministero dell’Università e della Ricerca. (2025). Finanziamenti PNRR per le tecnologie quantistiche 2021-2024.
[7] Dipartimento per la trasformazione digitale & Ministero dell’Università e della Ricerca. (2025). Strategia italiana per le tecnologie quantistiche: Architettura di governance e direttrici per l’autonomia strategica.
[8] Growth Equity Interview Guide. (s.d.). Deep Tech Venture Capital Firms: Key Players & Strategies.
[9] Cassa Depositi e Prestiti. (2025). Venture capital: Investimenti in start-up e PMI. CDP.
[10] Quantonation & Scientifica Venture Capital. (2025). Towards the quantum future: Strategic investment in Quantum Italia.
[11] Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (2025). Strategia Quantum.
[12] Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (2025). Tecnologie Quantistiche.
[13] La Strategia Quantistica Italiana. (2025). Architettura di governance multilivello e direttrici per l’autonomia strategica.
[14] Università degli Studi di Napoli Federico II & ICSC. (2025). La via quantistica dei computer: Partenope e i poli nazionali di ricerca.
[15] Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. (2025). Crittografia post-quantum e quantistica.
[16] Buono, C. (2025). Post-quantum cryptography: La transizione della Pubblica Amministrazione. Agenda Digitale.
[17] Osservatori Digital Innovation. (2025). Quantum: Nel 2025 svolta strategica per Italia e UE.












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