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Direttore responsabile Alessandro Longo

Agende Digitali Locali

Agenda digitale di Biella, perché è un caso da studiare

di Gianluigi Cogo, , Università Ca’ Foscari di Venezia

05 Set 2017

5 settembre 2017

Grazie alla collaborazione tra diversi attori, che senza troppo clamore hanno ceduto una parte di sovranità in un’ottica di sistema più ampia, il Comune di Biella può essere citato come esempio di successo nell’ambito delle Agende Digitali Locali. Ecco gli ingredienti di un mix ben riuscito

L’anno scorso ho avuto il piacere di partecipare ad alcune iniziative di #ADbiella come formatore. È un progetto che conosco abbastanza bene sin dalla sua genesi e che ho voluto monitorare per valutare l’efficacia delle cosiddette Agende Digitali Locali.

#ADBiella ha avuto inizio con un accordo di programma quadro del 2015 denominato ‘Patto del Battistero’ (dal nome del monumento locale simbolo della città), attraverso il quale enti pubblici ed aziende di Biella si sono impegnati ad allineare il territorio agli obiettivi di Europa 2020, in particolare sui temi relativi al divario delle infrastrutture digitali, commercio elettronico (la provincia è tra le prime in Italia), servizi e/open government e competenze digitali.
Per fare ciò, ben 20 partner pubblici e privati hanno messo a disposizione del progetto risorse umane, finanziarie e strumentali.

Altro ingrediente del progetto #ADBiella è il principio anglosassone dell’accountability, per cui ogni sei mesi il piano viene aggiornato (l’attuale versione è consultabile qui) con i risultati ottenuti ed i nuovi obiettivi, nonché reso accessibile a chiunque voglia informarsi, contribuire o, perché no, criticare. I cittadini e le associazioni sono continuamente resi partecipi di questo processo attraverso dei laboratori di co-progettazione.

A leggere il piano, quello che salta subito all’occhio è la predominanza di cose fatte in cooperazione tra i diversi attori.

Nell’ambito delle competenze digitali, nell’annualità pilota del 2016 sono stati formati oltre 300 soggetti over 55 attraverso corsi di formazione dedicati all’utilizzo dei social network. Ora si conta di incrementarne questo numero negli anni successivi. Il progetto di formazione, a cui collaborano i comuni di Biella e Cossato (non proprio omogenei come colorazione politica), le scuole biellesi in rete, l’università popolare e l’amministrazione provinciale, è pensato con una forte valenza sociale in quanto sono proprio gli studenti delle scuole a trasferire verso gli anziani le pratiche digitali per rendere quest’ultimi autonomi e possibilmente meno isolati socialmente.

Sempre in tale ambito, Camera di commercio, associazioni di categoria e Sellalab (acceleratore di impresa della banca Sella), stanno effettuando programmi di inclusione digitale per le aziende e ad oggi ne hanno già coinvolte più di 400. Il digital innovation hub previsto da industria 4.0 è, de facto, già operativo sul territorio.

Il dialogo fra cittadini e PA si ottiene già dalla pagina Facebook del Comune che è stata creata nel 2014 e ad oggi conta circa 40.000 sottoscrittori. Tale pagina istituzionale funziona come un mini sistema di segnalazioni urbane a cui il Comune fornisce risposte in tempi certi. Seguendo questo esempio, altri partner del consorzio sono sbarcati in questi mesi sui social network. Ad esempio, la locale Camera di commercio ha aperto il proprio canale Twitter e a ruota hanno seguito tale strada anche l’Azienda dei rifiuti ed alcuni consorzi socio assistenziali.

Diversi servizi di eGovernment hanno di fatto eseguito lo switch-off e ora sono facilmente fruibili online (es. Piani Regolatori, PagoPA, SUAP, pagamento ticket, ritiro referti). Da citare anche la distribuzione congiunta delle credenziali SPID tra Comune e Camera di Commercio ed il rifacimento, in fruibilità responsiva, dei siti di tutti i comuni della provincia, dove il Comune di Biella è pilota e sperimentatore a livello nazionale delle linee guida Agid su questo tema.

Attualmente è in fase di studio un sito stile “pagine gialle” per aggregare tutti i servizi online degli enti del territorio ed un portale dei servizi a domanda individuale che verrà implementato dall’azienda sanitaria, dal Comune stesso e dai due consorzi socioassistenziali.

Nell’ambito più specifico degli open data, sono stati pubblicati i dataset del bilancio del comune di Biella, generati in tempo reale dal sistema di contabilità dell’Ente. Similmente ai servizi, si sta lavorando su un portale territoriale per l’accesso a tutti i dati aperti che metteranno a disposizione gli enti aderenti al progetto.

Per quanto concerne il divario digitale, con il Piano Telematico si sono razionalizzati i contratti di connettività delle scuole (con un risparmio di oltre il 50% e banda quintuplicata), sono state attivate le connessioni in fibra per la gran parte degli edifici pubblici e si è liberalizzato il WiFi rimuovendo l’odioso sistema di autenticazione.  Comune e Provincia hanno anche realizzato uno studio congiunto per mappare con precisione tutte le infrastrutture di trasporto digitale che si possono mettere a disposizione di cittadini ed aziende.

Per quanto riguarda l’ecommerce e l’attrazione degli investimenti, Camera di commercio, Comune, Banca Sella stanno interpellando aziende ubicate fuori provincia (ad oggi sono state contattate più di 60 aziende) facendo leva anche sulle misure agevolative attivate dalla regione Piemonte (L.R. 34/2004). Da citare anche il progetto di moneta complementare in virtù del quale svariate aziende biellesi stanno entrando nel circuito Piemex cercando di replicare il caso di successo di Sardex in Sardegna.

A livello di promozione turistica, oltre 30mila fotografie sono già pubblicate su Instagram con l’hashtag #innamoratidelbiellese voluto e promosso dall’azienda turistica in collaborazione con il comune di Biella. Il principio di base presuppone che i biellesi debbano essere i primi ambasciatori del loro territorio e contribuiscano con i loro scatti fotografici a costruirne l’immagine. L’hashtag si è diffuso molto bene nel corso del tempo e ad oggi lo usano oltre diecimila Biellesi ed anche i giornali locali nelle loro pagine social.

Tutti gli enti del patto sono anche impegnati nell’attività di fund raising per consentire sostenibilità nel tempo ai vari progetti o l’apertura di nuove cantierabilità. Da citare in questo ambito, i laboratori territoriali di occupabilità che sono stati finanziati con 750.000 euro veicolati dal MIUR (L. 13.7.2015 n.107 “La buona scuola”)

Quello che mi colpisce del progetto è la grande passione di tutti gli attori che, di fatto, hanno ceduto una parte di sovranità in un’ottica di sistema più ampia. Il tutto è avvenuto senza annunci roboanti o proclami particolari. Biella è uno dei pochi casi dove il paradigma della ADL (Agenda Digitale Locale) ha dato frutti e soprattutto ha permesso di aprire molti cantieri. La collaborazione fra pubblico e privato, in questa particolare zona del paese, viene vista come un’opportunità e soprattutto come normalità che non stravolge affatto i ruoli originari dei protagonisti.

A parer mio, una rassicurante normalità in una piccola città digitale.

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