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anagrafe unica

Anagrafe nazionale, che succede con l’ingresso dei grandi Comuni (Torino, Milano) e il futuro

Con il subentro di Torino e Milano sono arrivati a 386 i comuni subentrati in ANPR. Ecco quali saranno i successivi sviluppi del progetto in termini di condivisione di dati tra le PA e di erogazione dei servizi ai cittadini e perché un’unica banca dati anagrafica sarà un punto di svolta per la semplificazione

20 Lug 2018

Patrizia Saggini

avvocato, componente del gruppo di Comuni sperimentatori di ANPR


È notizia di pochi giorni fa il subentro di due grandi Comuni in ANPR, Torino e Milano; di giorno in giorno crescono i Comuni che completano le operazioni di subentro, e di conseguenza anche i cittadini presenti nel data base nazionale.

Siamo adesso arrivati a 386, che corrisponde a più del 10% della popolazione complessiva nazionale; con i subentri programmati nei prossimi mesi, si arriverà ad oltre 8.000.000 di cittadini.

Rispetto ad un anno e mezzo fa i passi fatti sono tanti, soprattutto per quanto riguarda la condivisione del progetto con Comuni e software house, che debbono farsi carico dell’adeguamento dei gestionali per il riversamento dei dati e la gestione successiva delle operazioni anagrafiche.

Un ruolo importante in tutto questo l’ha avuto il Team Digitale, mettendo a punto un nuovo modello di governance del progetto e avviando degli strumenti di gestione (issue tracking, newsletter, ecc.) con i quali è possibile segnalare l’esigenza di nuove funzionalità o malfunzionamenti, e nel contempo rimanere informati sulle novità e sugli sviluppi in corso.

Più comuni del Nord che del Sud nell’Anpr

Analizzando la cartina in cui sono evidenziati i Comuni subentrati, salta all’occhio la differenza geografica (sono molto più numerosi i Comuni del Nord rispetto a quelli del Sud); analizzando invece la situazione per ciascuna Software House, si vede invece che a tutt’oggi ci sono casi in cui non è stato effettuato alcun subentro con un determinato applicativo; in entrambi i casi, si auspica comunque un’accelerazione dopo l’estate, anche perchè – è utile ricordarlo – entro la fine dell’anno “scade” il bando della Funzione Pubblica attraverso cui il Comune che ha effettuato il subentro può ottenere il contributo (definito sulla base della fascia di popolazione).

Come è stato detto più volte, ANPR non è un progetto esclusivamente tecnologico, ma comporterà una vera e propria rivoluzione nella gestione delle operazioni anagrafiche: alcuni piccoli segnali si vedono già adesso, perché i certificati anagrafici possono essere emessi da ciascuno Sportello dei Comuni subentrati, riferiti a persone residenti sempre nei medesimi Comuni: per fare un esempio, una persona residente a Milano può richiedere un proprio certificato se si trova a Parma (altro grande Comune subentrato da poco). Ovviamente l’esempio diventa ancora più significativo se si ragiona di Comuni di medie o piccole dimensioni, che appartengono allo stesso bacino territoriale (ES: Unione di Comuni) e che quindi condividono altri tipologie di servizi ai cittadini.

Gli sviluppi del progetto

Una volta concluso il subentro di tutti i Comuni, e quindi con l’intera popolazione in un unico database, non può dirsi che il progetto sia terminato, anzi: già da qualche anno il CAD ha previsto che ANPR gestisca anche lo stato civile e le liste di leva, e per questo è in corso la revisione del DPCM 194/2014 per regolamentare la gestione di questi ulteriori ambiti.

Al momento la normativa lo ha escluso; ma anche su questo aspetto potrebbe essere molto utile una semplificazione di adempimenti – che potrebbe essere resa possibile da un’unica banca dati – ovviamente adeguando la normativa (che in alcuni casi è abbastanza datata, e quindi dovrebbe essere adeguata in base alle nuove opportunità).

Non dimentichiamoci che anche dal punto di vista dell’anagrafe, ANPR può rappresentare un punto di svolta, in particolare per quanto riguarda due aspetti: la condivisione di dati tra Pubbliche Amministrazioni e gestori di pubblico servizio, e l’erogazione di servizi online ai cittadini.

Condivisione di dati tra le PA

Sul primo punto sono già stati stipulati accordi di servizio specifici con i maggiori enti (INPS, Agenzia delle Entrate, MCTC, ISTAT, ecc.) e tanti altri sono le Amministrazioni che hanno interesse ad accedere ai dati anagrafici; ricordiamo che l’accesso può avvenire con due modalità, web services o cooperazione applicativa.

In ogni caso, già da oggi l’anagrafe di un Comune subentrato può avere visibilità sui dati anagrafici di altri cittadini che risiedono in Comuni subentrati.

Consultazione dei dati anagrafici

Anche sul secondo punto, i lavori in corso sono molti: ad esempio, è in fase avanzata di progettazione il servizio di consultazione dei propri dati anagrafici, come previsto già dal DPCM 194/2014, tenuto conto anche delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali (prima il D. Lgs. 196/2003 art. 7, oggi il GDPR – Regolamento 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 – all’art.15).

Altro tema su cui si sta lavorando è il rilascio dei certificati via web, sia dal sito del Comune e in un secondo momento direttamente dal sito web di ANPR.

Queste funzionalità appena descritte saranno a disposizione anche con l’app IO.Italia.it – quindi anche in modalità mobile, comprese anche altre – come ad esempio la notifica della scadenza della carta di identità – la cui fonte è sempre ANPR.

La richiesta di cambio di residenza

Un ulteriore argomento che meriterebbe di essere esplorato – alla luce delle potenzialità di ANPR – è anche la richiesta di cambio di residenza: oggi l’unico modulo che esiste è quello

Pubblicato dal Ministero dell’Interno con la circolare è la n. 9/2012 e integrato con la successiva circolare n. 14/2014, con cui sono state definite le modifiche riguardo alla dichiarazione del titolo di possesso dell’abitazione.

Approfittando del fatto che nel nuovo regolamento anagrafico (approvato nel 2015) si parla invece di “mutazione anagrafica”, che avviene cioè tra Comuni subentrati, che “condividono” la medesima banca dati di riferimento, si potrebbe invece rivedere i modelli cartacei, con l’obiettivo di mettere a disposizione un servizio online, che sia in grado di mettere a frutto l’interoperabilità tra banche dati diverse, interessate dalla dichiarazione di cambio di residenza. In questo modo, verrebbe superato il concetto di autocertificazione, visto che il dato viene “certificato” direttamente dalla banca dati proprietaria.

Come si può vedere dagli esempi appena fatti, un’unica banca dati anagrafica può davvero rappresentare il punto di svolta per la semplificazione: sia della normativa, ma anche e soprattutto della vita dei cittadini e – perché no – anche del lavoro degli operatori delle Pubbliche Amministrazioni.

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