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anagrafe unica

ANPR, che cosa ha imparato (sulla propria pelle) il primo Comune

di Romano Minardi, Responsabile servizi demografici comune di Bagnacavallo

13 Apr 2017

13 aprile 2017

Bisogna usare web service, soprattutto se non si è piccoli Comuni. E mentre si lavora al miglioramento gestionale e all’ANPR estesa, resta aperto il problema costi. L’esperienza di Bagnacavallo, primo Comune passato all’ANPR

Finalmente, la strada indicata dal comune di Bagnacavallo, che è subentrato in ANPR il 24 ottobre 2016, comincia ad essere seguita anche da altri comuni. Il comune di Lavagna è ufficialmente operativo dall’8 marzo 2017 e il comune di Sant’Agata Sul Santerno dal 27 marzo. Anche questi due comuni hanno scelto di gestire l’anagrafe con il sistema “web service”; è significativo il fatto che il web service installato nel comune di Lavagna sia quello della ditta Maggioli, mentre il comune di Sant’Agata è il secondo comune, dopo Bagnacavallo, ad avere installato il sistema operativo della ditta Data Management P.A.

Per quanto riguarda le altre aziende informatiche non si hanno notizie certe, mentre si attende, a breve, il subentro anche del comune di Cesena, il primo comune di una certa dimensione in quanto conta circa 90 mila abitanti.

L’ingresso in ANPR di altri comuni ci ha consentito di sperimentare con successo il rilascio da parte di un comune di certificati relativi a persone residenti in altro comune anch’esso subentrato; non siamo ancora riusciti a sperimentare la procedura di trasferimento della residenza, in quanto, al momento, non abbiamo avuto alcun caso di persone che abbiano deciso di cambiare la propria residenza fra i tre comuni subentrati in ANPR.

Resta sempre attuale la questione relativa alla scelta fra “web service” e “web app”.

Considerando l’entità delle risorse già investite e destinate, per legge, a Sogei per la realizzazione della web app, quest’ultima appare ormai come una scelta obbligata e irreversibile, anche se in una prospettiva futura di cui, al momento, non si vede un termine certo. Resta il fatto che, almeno fino a quando non verrà realizzata, testata e resa operativa la cosiddetta “ANPR estesa” che prevede la gestione sulla stessa piattaforma non solo dell’anagrafe ma anche dello stato civile e dell’elettorale, oltre alle residue funzioni di gestione della leva militare, il web service sarà una scelta inevitabile, quanto meno per tutti i comuni di una certa dimensione. Si tratta di una osservazione tanto vera quanto banale; infatti, mentre il web service consente l’allineamento automatico e in tempo reale dei dati anche sulla web app, l’inserimento dei dati anagrafici direttamente sulla web app non consente il trasferimento degli stessi sulla banca dati locale, l’unica che, al momento, sia collegata direttamente con i programmi gestionali dello stato civile e dell’elettorale, oltre ad essere anche l’unica accessibile da parte degli altri uffici comunali e di tutte le pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblico servizio aventi diritto all’accesso ai dati anagrafici.

In questo momento, la scelta della web app costringerebbe il comune ad effettuare due operazioni, sulla web app e sulla banca dati locale, per ogni movimento anagrafico di iscrizione, cancellazione o variazione; una soluzione ipotizzabile solo per un periodo temporaneo e per comuni con una popolazione massima di 4/5 mila abitanti.

Nel frattempo, si sta lavorando sia al miglioramento gestionale delle funzioni anagrafiche (e c’è ancora molto fa fare), sia alla realizzazione dell’ANPR estesa, per la quale servono anche interventi normativi mirati a snellire la gestione dello stato civile e, soprattutto, del servizio elettorale che, proprio in questi giorni sta dando l’ennesima dimostrazione di come sia disciplinato da norme a dir poco anacronistiche; basti pensare che lo Stato e i comuni sono costretti a buttare soldi pubblici per le operazioni preparatorie in vista di un referendum che (è una certezza assoluta) non ci sarà!

Resta irrisolto il problema dei costi che i comuni, lasciati soli in questa avventura, devono sostenere per effettuare la bonifica della banca dati anagrafica. L’ipotesi, che si sta facendo strada, di consentire il subentro anche di banche dati anagrafiche non bonificate, contenenti un numero imprecisato di errori, disallineamenti e dati non attendibili, non può costituire una scelta intelligente, proprio in vista della funzione, attribuita dalla legge all’ANPR, di banca dati amministrativa primaria, “madre” di tutte le altre banche dati di interesse pubblico.

Un’ultima informazione: i comuni di Bagnacavallo e di Sant’Agata Sul Santerno, già subentrati in ANPR, fanno parte dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna insieme ad altri 7 comuni, per una popolazione complessiva di poco superiore ai 100 mila abitanti; questi restanti comuni subentreranno, salvo imprevisti, entro settembre di quest’anno per cui avremo anche la possibilità di sperimentare le particolari opportunità che l’ANPR potrebbe offrire ai comuni associati.

 

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