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Budget.g0v.it: un’altra PA è possibile (con la trasparenza)

Comprendere in che modo vengono allocate le risorse pubbliche grazie a un’app. Budget.g0v.it permette di navigare nel Bilancio dello Stato in modo semplice. Obiettivo: favorire la trasparenza e stimolare la partecipazione democratica. Ecco come funziona

07 Dic 2018

Andrea Danielli

Presidente Copernicani

Davide Formica

Segretario sistemi interni, associazione Copernicani

Mara Mucci

innovatrice ed esperta del mondo digitale, vicepresidente Copernicani


Navigare nei meandri del bilancio dello Stato grazie a un’applicazione che lo rende leggibile anche a chi è poco avvezzo a queste complesse tematiche, in nome della trasparenza e della partecipazione democratica.  

L’app si chiama budget.g0v.it ed è stata realizzata in modo volontario e senza raccogliere finanziamenti dall’associazione Copernicani, con l’obiettivo di dimostrare che una PA più trasparente è a portata di click.

Come funziona budget.g0v.it

L’applicazione budget.g0v.it (g0v con lo ‘zero’ al posto della ‘o’) è stata realizzata in modo volontario e senza raccogliere finanziamenti. Rende possibile navigare nel bilancio dello Stato in modo intuitivo e divertente, dando allo stesso tempo la possibilità di fare ulteriori e dettagliati approfondimenti, fino ad arrivare ai dati di base forniti dal Ministero. Presenta degli indicatori dimensionali, i cerchi più ampi rappresentano le voci di spesa più rilevanti, e degli indicatori di colore, dove il fucsia più scuro è un calo della spesa pubblica, il verde con differenti gradazioni è un aumento, il grigio rappresenta le voci di bilancio nuove, non confrontabili perciò con gli anni precedenti.

Provate a spulciare tra i piccoli cerchi viola: ci sono parecchie voci tagliate dall’attuale Governo ed è importante conoscerle, così come può essere importante e soggettivo il trend di spesa negli ultimi tre anni su un determinato capitolo di bilancio. Ma c’è di più oltre a forme e colori, numeri e percentuali: cliccando sulla singola circonferenza è possibile aumentare il dettaglio e scomporre ulteriormente gli aggregati. Per ogni capitolo di spesa del bilancio è presente la descrizione così come compare sul dataset del MEF (Ministero Economia e Finanze), l’importo in euro e la variazione in percentuale rispetto alla voce di bilancio della finanziaria 2018. È inoltre presente lo storico dell’azione in formato di diagramma a barre che rappresenta i bilanci 2017, 2018 e 2019 ed il dettaglio del capitolo di bilancio in formato di diagramma a torta.

Una PA più trasparente è possibile

Tutti i dati sono resi disponibili come Linked Open Data nel rispetto dell’architettura del Semantic Web, ed in ottica di trasparenza, attraverso l’icona che rappresenta una rete neuronale stilizzata, è possibile accedere direttamente al sito open data BDAP del MEF (i linked open data sono best practice divenute ormai quasi uno standard nella gestione dei dati e rendono possibile collegare dati provenienti da diverse sorgenti).

Copernicani con budge.g0v.it vuole dimostrare che una PA più trasparente è a portata di click: trasparenza non significa solo rendere disponibili i dati amministrativi, ma anche renderli facilmente fruibili e comprensibili a tutti i cittadini. Utilizzando questa piattaforma quindi i cittadini possono capire meglio come funziona un bilancio, comprendendo quali sono le voci di spesa che incidono di più, e quali vengono magari tralasciate dal governo di turno andando a incidere meno nel complesso.

E non sono solo i cittadini l’obiettivo di questo lavoro, ma anche e soprattutto la politica. In questi giorni i parlamentari di tutti gli schieramenti hanno rilanciato il link dell’applicazione sui social, e si sono uniti a loro anche i tecnici degli uffici parlamentari, e dei giornalisti. Sì, perché quando si parla di numeri, una visione globale dell’impatto delle misure può essere utile, così come una rapida ricerca per indirizzare meglio la propria azione politica.

L’Open government messo a terra

Nel 2012 il legislatore ha formalizzato una definizione di “dati aperti” all’interno del codice dell’amministrazione digitale (art. 52 D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82), disciplinando di fatto il principio di open by default (un’amministrazione pubblica aperta e trasparente per definizione). Ma il fatto di rilasciare i dati in formato aperto in realtà non è sufficiente. È compito della comunità sviluppare applicazioni che consentano un’agile lettura dei dati stessi, affinché l’open government sia davvero messo a terra e diventi valore aggiunto per la diffusione della conoscenza. Il nostro obiettivo, come associazione Copernicani, è quello di dimostrare coi fatti la nostra volontà di trasparenza, andando al di là dei soliti intenti da statuto.

Con la diffusione di questo nostro primo strumento che elabora i dati aperti del MEF, i cittadini che “navigheranno” nei dati stessi sentiranno l’esigenza di avere strumenti simili anche in ambito locale (regioni o comuni). O magari, chissà, anche per l’analisi del bilancio di altre istituzioni, come il Parlamento o come l’INPS.

Partecipazione democratica non significa solo tracciare una X su un candidato o, peggio, lasciare a una ristretta cerchia il compito di eleggere un leader di un partito che si ritrova a guidare il paese. Significa prima di tutto informarsi da fonti autorevoli (in questo caso direttamente il ministero) e poi partecipare in maniera responsabile e consapevole – andando oltre la politica della lamentela.


Un progetto open source

Avviato a maggio di quest’anno, il progetto g0v.it (pronuncia “gov zero punto it”) è ispirato all’omonima iniziativa open source nata a Taiwan, uno dei paesi più avanzati in ambito di esperimenti attuati di partecipazione digitale alla vita democratica dei cittadini.”

Per la realizzazione del progetto g0v.it siamo partiti da un progetto open source. Questo ci ha consentito di realizzare la piattaforma rapidamente, grazie al lavoro volontario di una squadra di programmatori, dando vita a un prototipo funzionante, più efficace di mille slogan. Se avessimo dovuto acquistare licenze d’uso o assoldare un team di sviluppatori costretti a partire da zero, probabilmente avremmo perso mesi solo per cercare i finanziamenti.

Una volta pubblicato il prototipo, è più difficile dire “non si può fare”. Ci teniamo a rimarcare il fatto che open non significa gratis: i volontari hanno scritto 20 mila righe di codice, un tale sforzo non può proseguire continuativamente, ma può innescare un proliferare di idee e sperimentazioni grazie all’entusiasmo della comunità. Infatti, il progetto è pubblicato sulla piattaforma github piattaforma dove gli sviluppatori licenziano in modalità open source il codice creato per specifiche applicazioni. Chiunque può prendere il nostro codice sorgente, migliorarlo ed adattarlo per rappresentare dati di bilancio di altre pubbliche amministrazioni, centrali e locali.

Promuovere la collaborazione

L’Associazione Copernicani si muove con il preciso intento di promuovere collaborazione, ispirandosi a casi di successo, sfruttando a fondo il potenziale della condivisione della conoscenza, degli open data, ed integrandosi positivamente con la PA.

Siamo convinti che l’innovazione digitale possa portare significativi miglioramenti: che si tratti di dati di spesa resi comprensibili, di forme di interazione più semplici o di meccanismi di tracciamento dei processi. Laddove vi è trasparenza e partecipazione, si creano condizioni migliori per una presa di responsabilità degli amministratori.  Come associazione ci mettiamo a disposizione dei cittadini per aiutarli a orientarsi e relazionarsi al meglio con la burocrazia, senza esserne semplici spettatori.

E siamo certi che, in questa avventura, in tanti vorranno seguirci e magari sostenerci.

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