Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Direttore responsabile Alessandro Longo

#aiutiamopiacentini

Cogo: “Il Team Digitale rottami il superfluo se vuole innovare (non solo la PA)”

di Gianluigi Cogo, docente Social Media Università di Venezia

02 Feb 2017

2 febbraio 2017

I comuni mortali, che tutti i giorni sbattono la testa contro i muri della burocrazia e del CAD di turno, si sono stancati di sentir parlare di innovazione della PA. Quel che veramente occorre è una diminuzione sostanziale di norme, servizi e applicazioni per riprogettare tutto in un’ottica design centrica e non PA centrica

Leggo su queste pagine le buone intenzioni del #teamdigitale e alcune proposte di semplificazione che dovrebbero rendere più fruibili i servizi erogati dalla PA ai cittadini.

Leggo che si va verso un tentativo di semplificazione del CAD (bella gatta da pelare che, fra l’altro, giudico di zero appeal) e un approccio più nerdistico, da smanettoni, atto ad hackerare il sistema.

Bello, affascinante, molto trendy, ma che richiede troppo tempo e troppe mediazioni e che rimane comunque, figlio di quell’approccio ostile che spesso si riassume nel: ‘so io di cosa hai bisogno’ e che sinceramente è alquanto improduttivo.

Se posso dare un consiglio al #teamdigitale opterei per il mantra che spesso indico anche da queste colonne, figlio dei GDS britannico, ma sempre attuale: DO LESS!

Si lo so, non si applica a tutto, ma almeno dove è possibile, facciamo un passo indietro e proviamo a lasciar decidere qualcosa anche a chi necessariamente non è un hacker pubblico ma sbatte la propria testa tutti i giorni contro i muri della burocrazia e del CAD di turno.

Sto parlando di quelli che erroneamente definiamo utenti e che continuamente invitiamo al tavolo della partecipazione come spettatori. Credo che questi soggetti si siano stancati di sentir parlare di innovazione della PA.

Forse vorrebbero sentir parlare di innovazione e basta e possibilmente di quell’innovazione benefica per la loro esistenza.

Credo che questa innovazione debba passare inevitabilmente per una diminuzione sostanziale di norme (anche se spesso le stesse sono in contraddizione e producono zero effetto), ma soprattutto di servizi e applicazioni.

La PA è diventata il paradiso dei nerd frustrati. Si creano milioni di applicazioni inutili solo perché macchine, software e capitale umano li paga il popolo.

Credo che il #teamdigitale debba occuparsi in primis di questo, ovvero di rottamare tutto ciò che è inutile e che costa caro alla collettività. Solo dopo, sulle ceneri di questo disastro, si potrà riprogettare tutto in un’ottica design centrica e non PA centrica.

L’altro giorno, qui all’Università Ca’ Foscari, ho partecipato come giurato a un contest che giudicava e premiava app basate su Open data. Mi ha colpito l’approccio positivo e lungimirante del nostro direttore del CED, anche lui in giuria. Ha detto ai ragazzi: ‘grazie, mi avete aiutato a buttare via un’applicazione vecchia e costosa, e l’avete rifatta fresca, leggera e innovativa, continuate così’.

C’è tutto dentro quella frase.

 

 

 

Articoli correlati