l'analisi delle deleghe

Ministero Innovazione, Mochi: “Ecco le vere novità. E gli errori da non ripetere”

Il ministro per l’innovazione tecnologica Paola Pisano ha deleghe molto ampie e un ambizioso compito di sistema. Cosa manca? Qualche indicazione per cercare di aiutarla, guardando al Governo Berlusconi II e all’esperienza del ministro Stanca

29 Ott 2019
pisano

La Gazzetta ufficiale del 18 ottobre scorso riporta il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui si assegnano le deleghe al ministro Paola Pisano. Erano tredici anni che non c’era un ministro per l’Innovazione tecnologica e quindi è particolarmente interessante leggerle per sapere quali sono le responsabilità di questa nuova figura.

Stanca-Pisano: similitudini e differenze nelle deleghe

Ad una prima lettura le deleghe sembrano una fotocopia di quelle che nel 2001 ebbe Lucio Stanca. C’è, è vero, qualche cambiamento lessicale, più di moda che di sostanza: scompare ad esempio la “società dell’informazione”, che tanto avevamo cara a fine secolo scorso, ed entra in gioco la “trasformazione digitale”, ma il cuore della delega verso le amministrazioni pubbliche è la stessa.

WHITEPAPER
I dati sono davvero il nuovo petrolio? Se si, ecco come sfruttarli al meglio! Una guida per te

In entrambi i documenti, a 18 anni di distanza, si parla quasi con le stesse parole di deleghe “ad esercitare le funzioni spettanti al Presidente del Consiglio dei ministri nelle materie dell’innovazione tecnologica”, e deleghe per le “funzioni di indirizzo, coordinamento e impulso nella definizione ed attuazione dei programmi, dei progetti e dei piani di azione nonché le funzioni di valutazione (…) e di controllo sull’attuazione e sull’impiego delle relative risorse con riferimento all’uso delle tecnologie digitali, al fine di ulteriormente assicurare l’efficacia, l’efficienza, l’economicità e la produttività delle amministrazioni, la trasparenza dell’azione amministrativa, la qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese anche avvalendosi degli strumenti e delle risorse finanziarie definiti allo scopo.”

Solo ad una lettura più attenta e completa dei due documenti, messi in controluce, appare qualche significativa differenza, ed è tutta a vantaggio del Ministro Pisano che si trova ad avere deleghe ancor più ampie di quelle del suo lontano predecessore. Vediamo questi punti caldi:

  • Parlando di amministrazioni pubbliche il Ministro Pisano può contare su una delega anche per la “definizione degli indirizzi strategici in materia di open government e di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico”. Una delega che non c’era per Stanca e che la proietta anche verso i temi della partecipazione, della collaborazione e della trasparenza.
  • Ma è soprattutto quando si parla di “settori diversi da quelli delle pubbliche amministrazioni” che vengono fuori significativi ampliamenti delle deleghe. In entrambi i documenti è presente infatti la delega alle funzioni di definizione degli indirizzi strategici del Governo, di coordinamento, impulso e promozione di quella che la “delega Pisano” chiama la “trasformazione tecnologica, sociale e culturale del Paese” e la delega Stanca 18 anni prima chiamava “l’impiego delle tecnologie dell’informazione e comunicazione, nei diversi settori economici, sociali e culturali del Paese”, ma il Ministro Stanca doveva passare per le forche caudine del “raccordo con i vari Ministeri interessati alle singole iniziative” mentre il ministro Pisano non ha quest’obbligo e può quindi agire il suo potere di indirizzo con molta maggiore autonomia.
  • E una maggiore autonomia il ministro Pisano la ha anche per la trasformazione digitale della PA. Non è presente infatti nella sua delega quell’obbligo al costante raccordo con il Ministro per la Funzione Pubblica che tanto fece penare Stanca (nel periodo del suo Ministero si avvicendarono ben tre Ministri a palazzo Vidoni: Frattini, Mazzella e Baccini) né l’attribuzione a quello della gestione delle risorse finanziarie. Visto che è evidente che gli estensori della delega Pisano si sono ispirati a quella di Stanca quasi copiandola oltre che nelle frasi anche nell’articolazione dei singoli commi, l’assenza di questo punto, che nella delega Stanca era il comma 3, non può essere casuale. E ci dice molto sulla divisione dei ruoli tra le due “piemontesi” Paola Pisano e Fabiana Dadone e sull’accentramento sulla prima di tutte le responsabilità inerenti al difficile passaggio della PA al digitale, formazione compresa.

I principali limiti dell’esperienza Stanca

Bene quindi: il Ministro Pisano ha deleghe molto ampie e un ambizioso compito di sistema. Cosa manca allora? Per cercare di aiutare il neoministro con qualche warning sarà utile tornare proprio al Governo Berlusconi II e all’esperienza del Ministro Stanca.

In quei lontani anni 2001-2006 molte cose furono portate a termine, tra tutte la prima versione del CAD, Codice dell’Amministrazione Digitale, che vide un lavoro bipartisan e un deciso cambio di paradigma mettendo al centro i diritti dei cittadini e delle imprese. Molte cose però rimasero da fare e alla fine il bilancio contava forse più ombre che luci. Senza avere l’ambizione di fare un’analisi compiuta di quell’esperienza vediamo di metterne in luce i principali limiti perché suonino come campanelli d’allarme per Paola Pisano.

  • Nonostante le deleghe ampie l’allora Ministro per l’innovazione e tecnologie, non riuscì a mettere a sistema le varie amministrazioni che si occupavano dell’informatizzazione della PA a cominciare da quelle che afferivano al MEF dove era Ministro Giulio Tremonti.
  • Nonostante fosse previsto dalle deleghe, anche se come abbiamo visto in forma più sfumata che ora, non si riuscì a coordinare davvero l’uso delle risorse finanziarie, a parte la gestione di un fondo che fu quasi interamente speso per i progetti di e-government sul territorio con una debole valutazione d’impatto.
  • Mancò un vero raccordo con il mondo dell’Università e della ricerca.
  • Mancò altresì un metodo di lavoro multi-stakeholder che mettesse al tavolo tutte le componenti della società verso l’obiettivo di quella che allora chiamavamo la “società dell’informazione”.
  • Infine, la politica di trasformazione digitale della PA non entrò nel cuore del problema, ripensando da capo i processi, ma attraverso l’escamotage degli “eventi della vita” lavorò sul delivery dei servizi e non sul backoffice che la doveva rendere possibile.

Qualche consiglio al ministro Pisano

Specularmente sarà importante che la professoressa Pisano, che ha ben altra provenienza: non super manager di una multinazionale come l’IBM, ma docente universitaria specializzata nell’economia dell’innovazione ed ex assessore all’innovazione di una città come Torino, faccia tesoro di queste esperienze e quindi mi permetto qualche consiglio:

  • eserciti veramente il coordinamento di tutte le amministrazioni ed enti che si occupano della transizione al digitale, cominciando dalle società in house del Governo (vedi Consip e Sogei) e delle Regioni;
  • orienti effettivamente ed efficacemente l’uso dei fondi disponibili, a cominciare dal circa un miliardo e cento milioni (dati di monitoraggio al primo agosto 2019) che restano da impegnare nei PON e nei POR che attengono agli obiettivi tematici OT2 (Agenda Digitale) e OT11 (ammodernamento e rafforzamento della PA). È necessario un vero coordinamento di tutte le agenzie che se ne occupano a cominciare dall’Agenzia della Coesione Territoriale, l’AgID, la Conferenza delle Regioni, il Ministro della coesione;
  • utilizzi a fondo la delega “alla costituzione di commissioni di studio e consulenza e gruppi di lavoro nelle materie oggetto del presente decreto” e apra un confronto continuo e fattivo con il mercato, con la cittadinanza organizzata, con il terzo settore, con l’Università e la ricerca;
  • tenga sempre presente che il vero ostacolo alla trasformazione digitale sia della PA sia più in generale del paese non è un problema (solo) tecnologico, ma introduce temi di organizzazione (pensiamo all’annoso tema della razionalizzazione dei data center), di scelta e sviluppo delle risorse umane e delle loro competenze, di costruzione delle condizioni per “costruire fiducia”;
  • consideri, ma Paola Pisano lo sa benissimo, che il digitale non è un settore dell’economia o uno degli aspetti di una “nuova PA”, ma è l’ecosistema di qualsiasi sviluppo sostenibile del Paese e di qualsiasi buona amministrazione che non deve sforzarsi di essere digitale, deve sforzarsi di risolvere i problemi delle persone e di garantire i diritti per tutti a cominciare dai più deboli. Per farlo e farlo bene dovrà essere necessariamente digitale.
  • sia infine molto, ma molto attenta all’architettura istituzionale, ora che dipende da lei sia un Dipartimento della Presidenza del Consiglio sia l’AgID, sia, in forma indiretta, tutti gli enti che si occupano di economia digitale. Va perseguita una chiarezza adamantina nei riporti e nella definizione dei ruoli, degli obiettivi, delle risorse e degli indicatori di risultato. Sino ad ora c’è stato un groviglio fatto di misure straordinarie (i tre commissari Caio, Piacentini e Attias) e di leggi che aumentavano invece i compiti delle strutture ordinarie (il nuovo CAD rispetto ad AgID per esempio). Così non si va lontano.

Insomma, le deleghe aprono significative opportunità e danno il segno di un nuovo e più forte impulso verso la trasformazione digitale del Paese. Ma i decreti sono norme scritte e nessun cambiamento si fa (solo) con le norme. Serve accompagnamento costante, coerente e durevole nel tempo, manuali e cassette degli attrezzi. Serve una costante capacità di valutazione e autovalutazione di quanto si sta facendo, serve un’alleanza stabile con le migliori e più innovative componenti della società verso una governance condivisa dell’innovazione.

Noi di FPA siamo pronti a dare una mano, a cominciare dal prossimo FORUM PA di giugno 2020 che sarà centrato, a 360 gradi, proprio sulla politica per l’innovazione del Paese.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati