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Open government, ecco l’attuazione del Quarto Piano d’azione nazionale

Il quarto Piano nazionale impegna oltre 50 PA centrali e locali, concentrando l’attenzione su 10 azioni e 170 impegni che ora le amministrazioni sono chiamate a onorare. Lo stato dell’arte e i prossimi step

31 Lug 2019
Stefano Pizzicannella

Dipartimento Funzione Pubblica


Il processo partecipato per la definizione degli impegni dell’open government nazionale entra in una fase di collaborazione tra amministrazioni e società civile che guarda alla realizzazione di quegli impegni definiti nel Quarto Piano d’azione nazionale per l’open government 2019-2021.

L’incontro di inizio luglio a Roma tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, e i rappresentanti della società civile, del mondo universitario, delle imprese e delle associazioni che partecipano all’Open Government Forum ha segnato l’avvio del controllo sull’attuazione del Piano nazionale.

Ristabilire la fiducia tra cittadini e PA

Il piano, il National Action Plan (NAP), è lo strumento di attuazione utilizzato dai 79 Paesi che aderiscono all’iniziativa internazionale dell’Open Government Partnership (OGP) per realizzare gli obiettivi del movimento: una maggiore trasparenza dell’azione di governo, il sostegno alla partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche, la lotta alla corruzione e la promozione dell’innovazione nel settore pubblico. In sostanza, si tratta di una collaborazione internazionale tra Governi e società civile nata nel 2011 per ristabilire rapporti di fiducia tra cittadini e amministrazione e innovare l’azione pubblica.

L’Italia ha presentato il suo primo Piano d’azione nel 2012 e oggi è alla pubblicazione del Quarto Piano che impegna oltre 50 amministrazioni pubbliche, centrali e locali, concentrando l’attenzione su 10 azioni: l’apertura dei dati (open data), la trasparenza, il registro dei titolari effettivi, il supporto alla partecipazione, il registro di portatori di interesse, la cultura dell’amministrazione aperta, la prevenzione della corruzione, la semplificazione della performance e pari opportunità, i servizi digitali, la cittadinanza e competenze digitali. Raccogliendo le indicazioni provenienti dalla valutazione del 3° Piano operata da OGP, il numero delle azioni per questo nuovo ciclo 2019-2021 si è concentrato intorno a un numero limitato rispetto al passato a favore di impegni più ambiziosi pur avendo esplicitato oltre 150 scadenze specifiche che sottostanno alle azioni per renderne verificabile l’avanzamento.

Attuazione del quarto Piano nazionale per l’open government

Il 4° Piano italiano è stato pubblicato lo scorso giugno dal Dipartimento per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che coordina la partecipazione italiana all’Open Government Partenrship, dopo che i lavori preparatori per la sua definizione sono iniziati dal novembre 2018 su impulso del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno. Il 4° Piano è stato, infatti, sottoposto ad un doppio processo di consultazione: in una prima fase sono state raccolte le proposte dei rappresentanti delle associazioni che partecipano al Forum e sulla base delle proposte sono stati convocati dei tavoli tematici su “Trasparenza e open data”, “Partecipazione e accountability” e “Cittadinanza digitale e innovazione” per il confronto con le amministrazioni. Da questa prima fase di consultazione sono state poi individuate le 10 azioni (e i corrispondenti 170 impegni) da inserire nel Piano su cui avviare la seconda fase di consultazione.

La seconda consultazione è stata di tipo telematico, aperta a tutti i cittadini per 45 giorni (dal 15 maggio al 30 aprile 2018) che ha raccolto circa 300 commenti per la discussione e l’integrazione al Piano (il Report sulla consultazione è disponibile sul sito open.gov.it).

Ora con l’avvio del quarto Piano le amministrazioni iniziano a onorare gli impegni assunti nel documento, le amministrazioni sono già state chiamate a rispondere sullo stato di avanzamento dei lavori e a dar conto delle prime scadenze fissate perché il Piano d’azione nazionale serve a questo: schedulare impegni, fissare scadenze su obiettivi concreti e misurabili e verificare l’azione delle amministrazioni creando un vero esempio di accountability.

Concretezza e incisività degli impegni

“Concretezza e incisività degli impegni” è stata anche la richiesta del Ministro Bongiorno durante il tavolo di luglio. Una richiesta gradita dai rappresentati dell’Open Government Forum presenti, che si sono impegnati nella fase di ideazione del Piano e che continueranno a impegnarsi in questa fase di realizzazione delle azioni con forza ancora maggiore in questo ciclo 2019-2021. Infatti, con il quarto Piano per la prima volta è stata istituita la nuova figura di “referente della società civile”, ovvero l’individuazione di un punto di riferimento (uno o più referenti) del mondo dell’associazionismo per ogni azione del Piano che assicuri il coinvolgimento della società civile nel monitorare l’implementazione delle azioni.

Altra novità del ciclo appena iniziato e consolidata dopo il confronto internazionale dell’ultimo Summit mondiale per l’Open Government Partnership del maggio scorso a Ottawa è l’impegno per accelerare la partecipazione delle donne al movimento. Nello spirito dell’iniziativa, che sostiene un pluralismo di voci a livello di governo e società civile, è stata avviata l’OGP Gender Coalition sottoscritta anche dall’Italia. Sulla scorta di queste sollecitazioni, il nostro Piano d’azione è stato integrato con misure specifiche, nell’ambito di alcune delle azioni già previste.

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Sui dati aperti è prevista l’elaborazione di dati sui progetti finanziati dalle politiche di coesione dando piena evidenza delle politiche di genere perseguite con l’obiettivo di sostenere la piena parità e di offrire opportunità per combattere discriminazioni e violenze; inoltre vi sarà la mappatura, valutazione e racconto di esperienze di riutilizzo di beni confiscati con particolare attenzione a pratiche volte a garantire inclusione di soggetti svantaggiati e a favorire politiche di gender equality. Anche per l’azione 3 vi saranno elaborazioni sulla presenza femminile tra i titolari effettivi del registro.

Nell’ambito dell’azione, con le attività per il rafforzamento delle competenze nell’uso dei social le amministrazioni saranno sensibilizzate sul fenomeno dell’hate speech e in generale sul contrasto delle dinamiche discriminatorie in rete. Particolare attenzione sarà dedicata al tema della violenza di genere, al fine di identificare anche comportamenti non espliciti e stereotipi che possano alimentare forme di violenza. Saranno forniti strumenti che consentano di rilevare precocemente i rischi e affrontare correttamente eventuali situazioni discriminatorie. Nel Piano è inoltre prevista la Direttiva in materia di pari opportunità e rafforzamento dei Comitati unici di garanzia (CUG) nelle pubbliche amministrazioni. Infine, anche a livello locale, nel Comune di Roma vi sarà l’avvio di attività formative, per la cittadinanza, della scuola diffusa in collaborazione con soggetti pubblici e privati, anche con azioni specifiche su obiettivi di genere, rilevando informazioni e dati connessi alla partecipazione femminile alle iniziative proposte e prendendo in considerazione le problematiche delle donne straniere.

E mentre il Ministro Bongiorno al tavolo di luglio a Roma apriva alla nuova fase del ciclo 2019-2021 a fine mattinata concludeva, con la cerimonia di premiazione, la terza edizione dell’Open Government Champion quest’anno riservato alle Pubbliche Amministrazioni. Tre menzioni speciali e tre Champion per le tre categorie di concorso: “Yucca- la smart data platform” della Regione Piemonte per la categoria trasparenza e open data, il “Dibattito Pubblico Progetto Navigli” del Comune di Milano per la categoria partecipazione e accountability e “DigiPASS” della Regione  Umbria per la categoria cittadinanza e competenze digitali. Buone pratiche realizzate dalle amministrazioni che hanno come comune denominatore la partecipazione e il digitale.

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